'' Nilde Jotti ''

ASSOCIAZIONE POLITICO-CULTURALE 'NO PROFIT'


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PANORAMICA dei TITOLI e/o dei TEMI



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Non solo Parole - Logos


JOHNNY HART ci ha LASCIATO. B.C. NO

La famosissima "striscia" a fumetti continuerà ad essere pubblicata

Redazionale, 11/04/2007
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Per andare direttamente agli articoli/servizi relativi, clicca sugli URL di pagina sottostanti
CORRIERE della SERA - PAGINA SPETTACOLI & CULTURA

La REPUBBLICA - PAGINA SPETTACOLI & CULTURA

"Arcoiris - TV Internet"

<E' una televisione accessibile gratuitamente da Internet. A differenza di una TV tradizionale lo spettatore può decidere cosa vedere in qualsiasi momento, senza vincoli d'orari e palinsesto. L'offerta di titoli, costantemente aggiornata, proviene da filmati realizzati sia in proprio che da esterni>.

Il box delle "news" riportato nella ns. home page, è reso disponibile dalla reciproca collaborazione con arcoiris.tv http://www.arcoiris.tv che ringraziamo per la disponibilità e la preziosa opera di informazione, svolta in alternativa a quella dei grandi, potenti e ricchi gruppi "mass mediatici".

Logo di Arcoiris TV

http://www.arcoiris.tv

Marcia di Pasqua per la moratoria delle esecuzioni capitali

Clicca sul Banner e vai direttamente al sito web http://www.nessunotocchicaino.it

MARCIA di PASQUA per la MORATORIA sulla PENA di MORTE
Easter March in support of Moratorium of executions to be adopted by the UN

Roma, 8 Aprile 2007 - Associazione ONLUS <Nessuno tocchi Caino> e tanti altri

http://www.nessunotocchicaino.it
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<Nessuno tocchi Caino, il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Radicali Italiani, con il Patrocinio del Comune di Roma e dell'ANCI, promuovono con la Comunità di Sant'Egidio la Marcia di Pasqua per la moratoria ONU delle esecuzioni capitali. La Marcia partirà domenica 8 aprile alle 10 (orario d'appuntamento 9.30) dal Campidoglio e passando per il Quirinale, arriverà a San Pietro.
L'iniziativa vuole rafforzare, con un invito a tutte le cittadine e i cittadini a partecipare, l'impegno espresso dal Parlamento italiano all'unanimità e del Governo a presentare la risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali all'Assemblea Generale dell'ONU in corso e conquistare così un nuovo diritto umano e civile per l'umanità intera.
Marco Pannella, su questo obiettivo, è in sciopero (per ora della fame), dal 21 marzo>.
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Easter March in support of Moratorium of executions to be adopted by the UN


<Hands off Cain and the Nonviolent Transnational Radical Party, with the patronage of the Mayor of Rome, and the National Association of Municipalities promote, together with the Comunità di Sant'Egidio, a march in support of a moratorium of capital executions to be adopted by the current UN General Assembly.

The march will start on 8 April next at 10 o'clock (meeting time 9.30 am) from the Rome Capitol Hill and passing through the Quirinale, seat of the President of the Republic, will reach Saint Peter Square. The initiative, through the participation of everyday citizens from all over the world present in Rome for the Ester festivities, aims at reinforcing the unanimous commitment of the Italian Parliament and Government to introduce a resolution calling for a moratorium of capital executions at the 2007 UN General Assembly that would establish a new human and civil right for humanity as a whole. In support of the mobilization, the Leader of the Nonviolent Radical Party Marco Pannella has been on hunger strike since 21 March last>.
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Nota della "Redazione"
Il testo della manifestazione di cui sopra, come anche i banner, ci sono stati gentilmente concessi dall'associazione ONLUS <Nessuno tocchi Caino> di cui all'URL del sito web http://www.nessunotocchicaino.it, a cui si rimanda per ulteriori e più dettagliate notizie in merito, oltrechè per la sottoscrizione della petizione "online" a sostegno della richiesta di moratoria. Invitiamo tutti i ns. utenti, lettori e/o semplici simpatizzanti, a firmare l'importante documento. Noi della "Redazione" lo abbiamo già fatto. Forza paris, contro la pena di morte nel mondo!
Informazioni brevi sull'Associazione ONLUS - Lega Internazionale <Nessuno tocchi Caino>
<Nessuno tocchi Caino è una lega internazionale di cittadini e di parlamentari per l’abolizione della pena di morte nel mondo. E' un'associazione senza fine di lucro fondata a Bruxelles nel 1993 e costituente il Partito Radicale Transnazionale>

GiGhi

Rdb - Il SINDACATO di BASE e INDIPENDENTE

Sciopero Generale del Pubblico Impiego e dei Precari della P.A. e dei Servizi esternalizzati - Roma, 30 Marzo 2007

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Tutte le notizie ed i materiali audio/video, cliccando sull'URL sottostante

Il filmato della manifestazione, realizzato da Roberto Spellucci, è visibile anche su

Oggi mi Alzo e Sciopero

http://www.rdbcub.it

http://www.campagnamine.org/popup/lmr2006.htm

Banner linkabile per la firma della petizione di stop alle bombe cluster

Clicca sul banner e accedi direttamente al 'form' per la sottoscrizione della petizione 'online'

STOP ALLE BOMBE CLUSTER, MINE A TUTTI GLI "EFFETTI"

http://www.campagnamine.org/popup/lmr2006.htm

<La Campagna italiana contro le mine chiede al Governo italiano di approvare urgentemente il disegno di legge di modifica della normativa 374/97 (messa al bando delle mine antipersona) con l'obiettivo di estenderne gli effetti anche alle cluster bombs, micidiali ordigni che colpiscono prevalentemente la popolazione civile e la ratifica del V protocollo della CCW (Convenzione sulle armi inumane).
La Convenzione vieta l’uso di armi che sono considerate motivo di sofferenza ingiustificabile o non necessaria soprattutto verso la popolazione civile.
L’Italia pur avendo aderito alla Convenzione sulle armi inumane, non ha ancora ratificato il protocollo V sugli ordigni inesplosi in quanto la legge di ratifica è rimasta bloccata in attesa dei pareri del Ministero della Difesa e del Ministero delle Attività Produttive.
Dei 100 stati che hanno ratificato la Convenzione, soltanto 23 hanno firmato il protocollo aggiuntivo.
Firma anche tu per una totale messa al bando delle clusters bombs e per la ratifica del V Protocollo del CCW (Convenzione sulle armi inumane)>.
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Nota della "Redazione"
Sosteniamo apertamente questo appello per lo stop alle "bombe cluster", invitando, nel contempo, tutti i ns. utenti, amici e simpatizzanti, a sottoscrivere la relativa petizione "online", a cui si può accedere direttamente, cliccando sopra l'immagine del relativo banner o sull'URL, riportato sotto il titolo e quì affianco replicato http://www.campagnamine.org/popup/lmr2006.htm


<APPELLO DI EMERGENCY>

Per la liberazione di Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi
Milano, 25 marzo 2007

EMERGENCY - http://www.emergency.it
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<Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all'alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani. Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettrici”.

Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.

Domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale” presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.

Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data>.

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Nota della "Redazione"
Preleviamo dal sito web http://www.emergency.it e pubblichiamo, al fine della maggiore diffusione possibile di questo "angosciato" appello di EMERGENCY, Organizzazione Non Governativa (ONG - onlus e no-profit). Chiediamo a tutti
i siti web democratici e progressisti, di fare altrettanto per rendere nota la vicenda ad un sempre più ampio pubblico, nonchè di sostenere concretamente la richiesta (appello-petizione) di impegno al ns. Governo nazionale, per la rapida liberazione dei due afgani, preziosi collaboratori di Emergency, imprigionati ingiustamente e anche sottoposti a lunghi interrogatori, vessazioni e torture.
Al momento della pubblicazione da parte ns. del presente appello, del banner e del logo (di esclusiva proprietà di Emergency), avevano già aderito 97191 persone (ore 22.45 circa del 28/03/2007), tra cui lo scrivente. Per firmare la petizione "online", collegatevi direttamente al sito web di Emergency, cliccando sopra l'URL di pagina evidenziato quì di seguito http://www.emergency.it/appello/index.php?ln=It
Per chi non conoscesse <Emergency>, ecco una scheda sintetica di presentazione, prelevata dall'omonimo sito ufficiale della stessa organizzazione umanitaria.
<"EMERGENCY", è una Organizzazione Non Governativa (O.N.G.), che opera assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati, per dare attuazione ai diritti umani, verso chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione e per promuovere una vera e concreta cultura di pace e solidarietà>
http://www.emergency.it

Firma la Petizione Online

Banner di Emergency per la petizione liberate anche loro

Clicca sul Banner con Logo soprastante http://www.emergency.it/appello/index.php?ln=It

Vignetta di Vauro

L'instancabile colomba della Pace riprende il suo lavoro

http://www.peacereporter.it

AFGHANISTAN - EFFETTI COLLATERALI INDESIDERATI alla LIBERAZIONE di DANIELE MASTROGIACOMO (bentornato fra di noi!)

Dalla complessa operazione di liberazione del nostro connazionale, all'inquietante fermo/arresto di Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi. Una situazione politica e militare, sociale e sanitaria (con Emergency in prima fila), che si va complicando ogni giorno di più e che, forse, costringerà il contingente italiano all'uso delle armi. Dalla offensiva dei talebani, alla speranza di un'urgente convocazione della conferenza internazionale, condivisa e partecipata. La colomba di Vauro riprende il volo, per continuare la sua missione di Pace, atta a sensibilizzare tutti alle ragioni della vita, della giustizia, della libertà, della solidarietà e della tolleranza. Buon lavoro a tutti, anche alla colomba!

Redazionale, 21/03/2007
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Nota della "Redazione"
Titolo e inserto di GiGhi, di accompagnamento alla vignetta di Vauro, pubblicata per gentile concessione di "PeaceReporter" di cui all'URL http://www.peacereporter.it (clicca sulla scritta evidenziata e vai direttamente al relativo sito web).

<La CALABRIA in MOVIMENTO per la GIUSTIZIA SOCIALE>

Polistena (RC), 21 Marzo 2007 - Associazione LiBERA (http://www.libera.it)

<Quest’anno in continuità con le altre edizioni ma anche con “Contromafie” i primi stati generali dell’antimafia di novembre scorso, il 21 marzo 2007 ribadisce con forza la voglia di tanti di essere contro tutte le mafie, contro la corruzione politica e gli intrecci clientelari che alimentano gli affari delle organizzazioni criminali e l’illegalità, e di voler continuare a costruire percorsi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà Libera per la XII^ giornata ha scelto la Calabria, ha scelto Polistena cittadina al centro della Piana di Gioia Tauro un territorio tra i più importanti della regione per le sue potenzialità economiche e sociali ma condizionato anche dalla presenza della criminalità organizzata>.

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<La Calabria in movimento per la giustizia sociale, questo è lo slogan che accompagna il 21 marzo 2007>

http://www.libera.it/index.asp?idpagine=655

<Volere i diritti, dare diritti, recuperare i diritti, partendo dal valore fondamentale del diritto di cittadinanza per tutti. Vuole essere un messaggio di denuncia ma anche, e soprattutto, di evidenza del buono e del tanto che è stato ed è realizzato sul versante civile e istituzionale nel combattere le mafie e le loro protezioni. C’è bisogno di dare “segnali di cittadinanza” che evidenzino la necessità di regole fondamentali e di principi inderogabili che garantiscano la convivenza comune>.

Dal 19 al 21 marzo i numeri utili per contattare la segreteria organizzaztiva del 21 Marzo saranno i seguenti:

Organizzazione Polistena: Maria Teresa Luddeni 3809035998
Organizzazione nazionale: Carlo Andorlini 3358745532
Familiari: Viviana Matrangola 3346678431
Segreteria nazionale: Ilaria Pieroni 3471911296
Ufficio stampa: Peppe Ruggiero 3355966624
Workshop: Lorenzo Frigerio 3351203515
Autorità e istituzioni: Gabriella Stramaccioni 3358745533

Luigi Ciotti sul 21 marzo a Polistena (video streaming)
L'On. Francesco Forgione sul 21 Marzo a Polistena (video streaming)

Comunicato Stampa (14 marzo 2007)

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Il programma completo delle iniziative
Come arrivare a Polistena
Orari ferrovie della Calabria, da Gioia Tauro a Polistena e viceversa
Accrediti stampa
Segui il diario delle iniziative
Modalità di partecipazione
Vedi i documenti e le schede di partecipazione
Guarda lo spot
La programmazione dello spot sui canali RAI
Fino al 17 marzo dal 18 marzo
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Nota della "Redazione:
Le informazioni, i testi, il logo e la locandina riportati più sopra e nella home page, sono stati prelevati direttamente dal sito web dell'Associazione Onlus "LiBERA" (http://www.libera.it), a cui si rimanda per ulteriori e più dettagliate informazioni in merito all'importante iniziativa di cui trattasi. Il tutto è pubblicato in questo contesto, poichè la ns. Associazione no-profit e questo sito web che la rappresenta in Internet, condividono la lotta di "LiBERA" contro tutte le mafie e sostengono le sue iniziative sociali e culturali, intraprese per il raggiungimento di questo importante obiettivo.

Libera - La Calabria in movimento per la giustizia sociale

http://www.libera.it

LiBERA - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Capitan America - Serie Civil War - Marvel Comics

<La 'GUERRA CIVILE' di CAPITAN AMERICA>

(http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=7554)

Un Paese diviso dalla morte di un super-eroe, martire dell'onnipotenza USA

Scritto per "PeaceReporter" (http://www.peacereporter.it) da Mario Baccigalupi * Giornalista di Contattoradio Popolare Network

Stati Uniti - 18.3.2007
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La morte del sogno americano.

<Ne ha viste tante di guerre, Capitan America. Prima della fine che Marvel sembra avergli riservato, il personaggio ha attraversato 50 anni di conflitti, con particolare riferimento a quelli che hanno visto protagonisti gli Stati Uniti, dalla II guerra mondiale in poi. Nato nel 1941, come estremo sostegno alle ragioni interventiste, "Cap" (per gli amici) ha trovato il suo humus in un contesto molto diverso da quello delle incarnazioni più "liberal" dei fumetti Marvel, dagli anni '60 in poi, quando negli albi dell'Uomo Ragno o di Hulk trovarono posto tematiche come la droga, le contestazioni giovanili e persino un certo grado di antimilitarismo. Tuttavia, nonostante il suo alter-ego, Steve Rogers, avesse partecipato ad un pericoloso esperimento pur di diventare un supersoldato al servizio degli States, Capitan America non ha incarnato solo la visione naif di un'america conservatrice e reazionaria, ma anche la delusione di tutti coloro che hanno sostenuto il sogno americano solo per risvegliarsi bruscamente. Per questo nel '74, ad un anno dalla fine della "sporca guerra", gli sceneggiatori preferirono per il vecchio Rogers avventure da eremita sotto la nuova identità di Nomad, in un viaggio tra i mille problemi del paese di cui, per decenni, vestì con orgoglio la bandiera.
Un problema d'identità. La sua morte, oggi, marca ancor più la distanza dalla leggerezza delle storie Marvel più datate: già una volta Cap fu tolto di scena, sepolto in un blocco di ghiaccio sul fondo dell'oceano, con un artificio narrativo più vicino ad una favola di Andersen che alla fredda cronaca dei nostri tempi. Il suo corpo riverso in una pozza di sangue, invece, sembra rubato dalla più sordida delle realtà, e poco importa se dietro all'attentato (Rogers viene freddato da un cecchino e finito con due colpi ravvicinati) c'è la mano dell'ormai vetusto arcinemico Teschio Rosso, perchè lo scenario della tragedia è fin troppo politico, soprattutto se si considera l'usuale leggerezza dei prodotti seriali. Difatti, le storie proposte in questi ultimi anni, al di là del calo di vendite, hanno visto i supereroi affrontare problematiche cruciali per la loro stessa esistenza, anche quando sembrava che su di loro fosse stato detto tutto, soprattutto dopo il disincantato e geniale The Watchman di Alan Moore. Invece, con la miniserie "Civil War" (2006), pesante come un macigno fin dal titolo, il problema dell'identità diventa simbolo morale e ideologico dei moderni Usa, pur mantenendo una certa ambiguità di fondo: il contenzioso sul cosiddetto SuperHero Registration Act, che nel fumetto permetterebbe al governo di registrare le identità dei vigilanti mascherati, richiama da vicino un'america ancora confusa tra libertà personale e libertà collettiva. Anche sulle ragioni del sacrificio di Capitan America, che del provvedimento governativo era un'accanito oppositore, resta dunque un ragionevole dubbio: per cosa combatteva Steve Rogers, che dopo il Watergate si era dato alla macchia per la vergogna? Libertà per tutti o libertà di agire senza restrizioni diplomatiche? È strano a dirsi ma anche a lui, eroe di carta, hanno tolto le parole di bocca con un fucile da cecchino, e non sapremo mai se il vecchio e scomodo soldato avesse ancora qualcosa da dire. Prima - forse - di un'eventuale resurrezione>.
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Nota della "Redazione"

Ancora una volta, ringraziamo sentitamente la Redazione di "PeaceReporter" e, in particolare, Serena Lunghi, per il rilascio immediato della concessione alla pubblicazione di materiali di testo e immagini a corredo, comparsi sul suo sito web http://www.peacereporter.it, in data 18/03/2007. L'articolo di cui trattasi, scritto da Mario Baccigalupi, Giornalista di Contattoradio Popolare Network, è stato prelevato dall'URL http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=7554, a cui si rimanda, tramite l'attivazione del "link" di collegamento ipertestuale, diretto alla fonte originaria di pubblicazione.


Campagna Internazionale di Amnesty International contro la Violenza sulle Donne
8 Marzo - fai un regalo che dura per sempre: sostieni i diritti delle donne

"La VIOLENZA sulle DONNE è una delle FORME di VIOLAZIONE dei DIRITTI UMANI più DIFFUSA e OCCULTA nel MONDO"

Parole di Irene Khan, Segretaria Generale di Amnesty International

Amnesty International - Sezione italiana (http://www.amnesty.it/campagne/donne/index.html)
(8 Marzo 2007)

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<Ancora oggi sono milioni le adulte e bambine costrette quotidianamente al silenzio da violenze, dal terrore, da abusi fisici e psicologici. Violate in tempo di pace, sono due volte vittime in tempo di guerra.

Come è successo a Bitondo Nyumba, della Repubblica Democratica del Congo. Soldati dell'esercito governativo entrarono in casa sua e la stuprarono. I responsabili dell'accaduto vennero presi e rilasciati senza spiegazioni.
Lei, invece, morì. Per le violenze subite, per l'omissione di soccorso da parte dell'ospedale e anche perché una situazione così, in tempo di guerra, viene considerata "normale"…

Come Bitondo, almeno 45.000 donne sono state stuprate nella Repubblica Democratica del Congo (Fonte ONU), fra le 250.000 e le 500.000 in Rwanda e migliaia di altre in Sudan, Myanmar, Kosovo, Colombia>.

DONA "ONLINE"
con carta di credito
(http://www.amnesty.it/sostienici/privati/donazioniOnline.html?codiceprovenienza=demp07)
con bonifico
http://212.31.252.181/amnesty/info_bonifico_2007.html
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PROGRAMMA in 14 PUNTI per la PREVENZIONE della VIOLENZA DOMESTICA

(http://www.amnesty.it/campagne/donne/documenti/programma)


Sono trascorsi ormai molti anni da quando le donne hanno iniziato a organizzarsi globalmente per contrastare la violenza domestica e oltre 10 anni dall’adozione da parte dei governi della Piattaforma d’azione di Pechino. Ciononostante le donne continuano a essere picchiate, maltrattate, violentate e in alcuni casi perdono la vita per mano dei loro stessi mariti o partner.

I governi continuano a utilizzare il pretesto dei “valori familiari” per contrastare gli sforzi delle donne che vogliono abbandonare i loro compagni violenti. Alcuni governi continuano a essere più interessati a regolamentare la moralità delle donne piuttosto che a proteggerle dalla violenza. Altri non forniscono uguale accesso ai servizi per le donne su tutto il loro territorio e in molti casi permettono che sistemi legali paralleli le discriminino. In molti paesi, legislazioni e politiche per combattere la violenza domestica sono spesso inesistenti o non adeguate.

Alla luce di questo e con l’obiettivo di aumentare gli standard sulla base dei quali i governi reagiscono alla violenza domestica, Amnesty International ha messo a punto il Programma in 14 punti per la prevenzione della violenza domestica. Esso costituisce un insieme di richieste indirizzate ai governi affinché assicurino l’adempimento dei loro obblighi in merito alla protezione delle donne dalla violenza domestica.

Amnesty International chiede ai governi di:

1. Condannare la violenza domestica
Le autorità di governo e i leader politici dovranno condannare pubblicamente la violenza domestica, riconoscendo che è un fenomeno grave e che si tratta di una violazione dei diritti umani e non di una questione privata.

2. Aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica sulla violenza domestica
Dovranno essere realizzate campagne informative e di sensibilizzazione a tutti i livelli (scuola, università, luoghi di lavoro) e attraverso l’utilizzo di tutti i mezzi di comunicazione.

3. Utilizzare il sistema scolastico per contrastare i pregiudizi alla base della violenza domestica
Per contrastare le idee e i pregiudizi che sono alla base della violenza domestica, dovranno essere realizzati materiali educativi da incorporare nei curricola scolastici a tutti i livelli.

4. Abolire le leggi che discriminano le donne
Tutte le leggi, nell’ambito civile, penale e del diritto di famiglia, dovranno essere riviste per assicurare che rispettino gli standard internazionali dei diritti umani. Qualsiasi legge o provvedimento che discrimina le donne o che favorisce la violenza domestica dovrà essere modificato.

5. Assicurare che la violenza domestica sia considerata un reato
Tutte le forme di violenza contro le donne dovranno essere riconosciute, tanto nella legge quanto nel comportamento degli organi giudiziari e di polizia, come violazioni dei diritti umani e reati penali. Tutti gli atti di violenza domestica dovranno essere investigati, perseguiti e puniti in base alla gravità del reato. Le vittime dovranno ricevere un’adeguata riparazione.

6. Indagare e svolgere procedimenti giudiziari sulle denunce di violenza domestica
Le forze di polizia dovranno garantire la realizzazione di contesti sicuri e confidenziali per le donne che denunciano atti di violenza domestica. Tutte le denunce dovranno essere oggetto di indagini efficaci, imparziali e tempestive.

7. Rimuovere gli ostacoli nei procedimenti su casi di violenza domestica
Le autorità competenti dovranno scoprire le ragioni per cui i tassi di denuncia, indagine e condanna per violenza domestica sono così bassi e rimuovere gli ostacoli identificati. Le procedure dei tribunali e le norme per la raccolta delle prove dovranno essere modificate in modo da non scoraggiare le donne a sporgere denuncia. Queste ultime, insieme ai testimoni e alle altre persone che potrebbero essere a rischio durante le indagini e il processo, dovranno essere protette da ogni atto di intimidazione, violenza e rappresaglia.

8. Rendere obbligatoria la formazione del personale statale sulla violenza domestica
Le autorità dovranno finanziare e realizzare programmi di formazione obbligatori per il personale – tra cui forze di polizia, avvocati, giudici, personale medico e forense, assistenti sociali, funzionari addetti alle procedure di immigrazione e insegnanti – su come identificare i casi di violenza domestica, provvedere alla sicurezza delle persone coinvolte e raccogliere e presentare le prove.

9. Assicurare finanziamenti adeguati
I programmi sulla violenza domestica dovranno essere finanziati in modo adeguato, prevedendo piani d’azione nazionali che garantiscano un’assistenza uniforme in tutto il paese.

10. Realizzare e mettere a disposizione case rifugio per le donne in fuga dalla violenza domestica
Le autorità dovranno finanziare e realizzare un numero sufficiente di case rifugio per le donne in fuga dalla violenza domestica. Tali strutture non dovranno compromettere la privacy, l’autonomia personale e la libertà di movimento delle donne. Dovranno inoltre facilitare la loro ripresa fisica e mentale e aiutarle nella ricerca di una soluzione abitativa sicura nel lungo termine.

11. Fornire servizi di sostegno e assistenza
Le autorità dovranno altresì finanziare e realizzare servizi per le donne che hanno subito violenza domestica affinché possano accedere al sistema di giustizia civile e penale e ottenere, se necessario, assistenza legale gratuita sulle questioni attinenti al divorzio, alla custodia dei figli e all’eredità. Dovrà inoltre essere garantito l’accesso ai servizi sanitari e di sostegno psicologico. Tutti questi servizi dovranno essere accessibili anche dal punto di vista linguistico e culturale a tutte le donne che li richiedono.

12. Ridurre il rischio di violenza armata
Tutte le armi rinvenute in abitazioni dove sono stati denunciati atti di violenza domestica dovranno essere rimosse. Il possesso di armi dovrà essere rilevato in tutte le ricerche di tipo demografico, sanitario e relative ai servizi sociali.

13. Raccogliere e pubblicare i dati sulla violenza domestica
La violenza domestica dovrà essere documentata nei rapporti ufficiali e nelle statistiche. La raccolta dei dati dovrà essere verificabile, standardizzata e disaggregata per genere e per altri elementi rilevanti.

14. Far conoscere alle donne i propri diritti
Le autorità dovranno assicurare che le donne che hanno subito violenza abbiano accesso alle informazioni sui propri diritti e sui servizi loro riservati. Le stazioni di polizia, i servizi sanitari e gli altri uffici pubblici dovranno pubblicizzare le informazioni sui diritti spettanti alle donne, così come sulle misure di protezione disponibili.

24.11.2006

Scarica il Programma in 14 punti in italiano o in inglese, collegandoti all'URL:
http://www.amnesty.it/campagne/donne/documenti/programma

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Nota della "Redazione"
Tutti i materiali di testo e di grafica sono tratti dalla sezione italiana di "Amnesty International", organizzazione umanitaria Onlus/No-Profit, alla quale siamo molto vicini per valori, ideali ed obiettivi, che appoggiamo incondizionatamente, come questa "campagna" contro la violenza alle donne di tutto il mondo, a cui chiediamo la massima adesione possibile da parte dei ns. utenti.
In occasione della inaugurazione della iniziativa artigianale-commerciale e socio-culturale, denominata <Shopping All'Aperto> c/o "La Piazzetta" de <La Residenza del Sole> in Capoterra, stabilita per Sabato 24/03/2007, offriamo a questa organizzazione umanitaria, la possibilità di allestire gratuitamente uno stand o gazebo (mt. 3x2), all'interno del mercatino rionale. Tutto ciò al fine della sensibilizzazione delle persone e per una raccolta di firme, favorevole all'accoglimento da parte delle autorità politiche competenti (Partiti e/o Governo), dei 14 punti punti programmatici di cui al servizio in questione. Questo affinchè possano essere messe in atto misure sempre più efficaci, contro le violenze sessuali, siano esse commesse all'interno che fuori dalle mura domestiche, nonchè sollecitare il Parlamento, al varo di una nuova e più severa Legge al riguardo, a protezione e in difesa di tutte le vittime, soprattutto donne e bambini.

<POPOLI in MOVIMENTO>

Conferenza Internazionale sull'Immigrazione - Cagliari 24/25 Gennaio 2007 Fiera Internazionale della Sardegna - Centro della Cultura e dei Congressi

(Redazionale - 27/01/2007)
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Organizzato dall'Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale della Regione Autonoma della Sardegna, si è svolta nei giorni 24 e 25 Gennaio decorsi, presso il Centro della Cultura e dei Congressi della Fiera Internazionale della Sardegna di Cagliari, una riuscitissima Conferenza Internazionale sull'Immigrazione, dall'indovinato titolo di <Popoli in Movimento>.
Nel corso delle due intense giornate di lavoro, svoltesi in modo pressochè continuativo, dalle ore 09.00 alle ore 18.30, in cui si sono trattati temi quali "Le politiche migratorie", gli "Orizzonti culturali" e "Dal diritto al Lavoro, agli altri diritti di cittadinanza", sono stati allestiti anche degli "stand" espositivi, curati dalle Comunità immigrate interessate ai temi della Conferenza.
Tra le molte autorità politiche, del mondo della Scuola e della Cultura, dell'Associazionismo, del Volontariato e delle OO.SS., nonchè degli innumerevoli rappresentanti delle varie etnie e comunità degli immigrati presenti in Sardegna e non, si citano soltanto, per ovvii motivi di brevità:
Il Sindaco di Cagliari, Emilio Floris; Il Presidente della Provincia di Cagliari e del Consiglio delle Autonomie Locali, Graziano Milia; i Presidenti del Consiglio e della Regione Autonoma della Sardegna, Giacomo Spissu e Renato Soru; il Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero; l'Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale della R.A.S., Maria Maddalena Salerno.

Ai partecipanti tutti, è stato distribuito un volumetto molto utile ed interessante, intitolato <LINEE GUIDA TRIENNALI per L'IMMIGRAZIONE - 2006-2008 - D.G.R. n° 43/9 dell'11 Ottobre 2006>, che si consiglia di acquisire da parte degli immigrati interessati. Più sotto, sono indicati sinteticamenti gli argomenti di interesse trattati.

Il Servizio di Cooperazione, Sicurezza Sociale, Emigrazione e Immigrazione, dell'Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale della Regione Autonoma della Sardegna, ha elaborato e prodotto sulla base del lavoro svolto dalla "Consulta Regionale sull'Immigrazione e dai Funzionari dell'Ufficio Immigrazione dell'Assessorato regionale del Lavoro", un utile volumetto riguardante la delicata problematica sull'immigrazione. Il medesimo è reperibile presso la RAS stessa, le Pubbliche Amministrazioni, le Organizzazioni Sindacali ed i Patronati, che svolgono compiti di informazione e orientamento o, comunque, tengono mansioni di rapporto con gli immigrati, consta sostanzialmente di 6 parti, distribuite in 18 pagine (le altre 84 sono di traduzioni, riportate in sei diverse lingue) comprendenti i seguenti argomenti (nell'ordine):

- PREMESSA
I. Immigrazione in Sardegna
II. Obiettivi

1. INFORMAZIONE, ACCESSO e RAFFORZAMENTO SERVIZI
1.1 Accesso e semplificazione dell'informazione
1.2 Rafforzamento e razionalizzazione dei servizi di base

2. ABITAZIONE

3. LAVORO
3.1 Ingressi dall'Estero per Lavoro
3.2 Formazione Professionale
3.3 Interventi in favore dell'Imprenditoria Straniera

4. CULTURA, EDUCAZIONE e INTEGRAZIONE

5. SERVIZI SOCIO-SANITARI

6. AVVIO e IMPLEMENTAZIONE dell'OSSERVATORIO per l'IMMIGRAZIONE

Si riporta qui sotto, il testo della presentazione dell'utile volumetto, curato da Maria Maddalena Salerno, Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale della Regione Autonoma della Sardegna.

PRESENTAZIONE

<L'obiettivo dell'integrazione sociale e lavorativa degli immigrati è assunto come primario dalle politiche regionali anche attraverso la promozione di interventi e azioni positive volte al superamento dellc ondizioni di svantaggio degli immigrati.
In tale ottica ha approvato per la prima volta le "Linee guida triennali per l'immigrazione 2006-2008" che definiscono, nel quadro generale delle politiche regionali, le priorità e gli indirizzi da seguire nel triennio 2006-2008 in Sardegna in materia di immigrazione.
Il documento che si prpone ai lettori è il risultato delle proposte dalla Consulta regionale per l'iimgrazione, che in modo attivo e puntuale ha analizzato e sintetizzato le maggiori aree di intervento in materia di immigrazione in un'ottica di continuità, articolazione e approfondimento degli strumenti normativi vigenti.
Gli argomenti trattati toccano le problematiche che più da vicino interessano l'immigrato nella vita quotidiana, dal lavoro all'abitazione, senza omettere l'istruzione e l'integrazione culturale. Le Linee Guida cogliono così rapresentare un orinetamento generale, senza avere la pretesa di fornire un'esposizione tecnica ed esaustiva, dei bisogni e delle necessità delo straniero in Sardegna per il prossimo triennio.
Dato la loro capacità innovativa e la loro significatività, si è voluta dare una diffusione capillare al documento, curando la traduzione dall'italiano in sei differenti lingue (inglese, francese, spagnolo, arabo, russo e cinese) e la distribuzione presso tutte le istituzioni pubbliche chiamate a rapportarsi con i migranti.
Mi auguro così di assicurare un servizio di utilità, sia per gli italiani che per i migranti, quale presupposto per una vera reciproca integrazione>.

L'Assessore
Maria Maddalena Salerno

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Note della "Redazione"

L'organizzazione della Conferenza in argomento è stata curata dall'Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale della Regione Autonoma della Sardegna, avente sede in Cagliari, nella via XXVIII Febbraio n. 5 (CAP 09131).
E-Mail: lav.emigr.coop.@regione.sardegna.it
URL: http://www.regione.sardegna.it
La Segreteria organizzativa è stata curata dalla S.r.l. "Consulcongress", avente sede in Cagliari, nella via S. Benedetto n. 88 (CAP 09129).
E-Mail m.valentini@consulcongress.it
URL: http://www.consulcongress.it
L'immagine riprodotta in premessa dell'articolo "redazionale" sulla Conferenza, è ripresa dalla copertina dell'apposito "depliant", prodotto e distribuito per l'occasione dalla Regione Autonoma della Sardegna, il cui stemma/bandiera sulla sinistra è stato reso cliccabile, per il rimando diretto al suo sito web istituzionale.

Immagine di copertina del ''depliant'' della Conferenza sull'Immigrazione
Manifesto della Comunità Palestinese in Sardegna

Manifesto della Comunità Palestinese in Sardegna

<EMIGRAZIONE e INTEGRAZIONE: dalla PAURA alla SPERANZA di una VITA MIGLIORE>

Commento all'intervento del Presidente della Comunità Palestinese in Sardegna, svoltosi alla Fiera Internazionale di Cagliari nei giorni 24-25/01/07

(Gianfranco Ghironi, 04/02/2007)
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Premesso che i contenuti dell'intervento sottoriportato, impegnano esclusivamente gli autori, riceviamo e pubblichiamo integralmente, questo accorato intervento della "Comunità Palestinese in Sardegna", effettuato durante la Conferenza Internazionale <POPOLI in MOVIMENTO>, svoltasi a Cagliari nei giorni 24 e 25 Gennaio c.a., presso il Centro della Cultura e dei Congressi della Fiera Internazionale della Sardegna. Il documento è praticamente una lettera aperta, nella quale si alternano sentimenti di amarezza, di forte e giustificata preoccupazione, per una condizione di vita attualmente pesantissima e dall'imponderabile futuro, a momenti di speranza per un risveglio delle coscienze, che conducano alla comprensione piena della triste condizione esistenziale, in cui è stato costretto un intero popolo. Non vi è altra via di uscita da questa situazione, che lottare decisamente per il pronto riemergere di un nuovo "illuminismo", per il riaffermarsi dei principi di tolleranza, eguaglianza, solidarietà, basati sulla giustizia individuale e collettiva, condizione indispensabile per la conquista della Pace, sia interiore che sociale. E' veramente cosa triste, sapere di un popolo antico, che non è più in possesso della propria terra, a causa di politiche internazionali, calate dall'alto con la forza che, forse, hanno "risolto" nel merito il problema ad un altro popolo errante e disgraziato, creandone un altro non meno grave e serio. Non si compie un atto di giustizia, ponendo artatamente a tavolino, i presupposti per un'altra grande ingiustizia, che attende da 60 anni di essere risolta. Si è di fronte ad un autentico dramma della vita di un popolo, già visto in passati remoti e recenti della storia dell'umanità (o, meglio, disumanità), la cui giusta soluzione, sembra sempre più complicata e, per certi versi, quasi impossibile. L'unica strada concretamente praticabile, è quella del riconoscimento da parte degli organismi internazionali deputati (ONU, USA, UE) e di Israele, del diritto inalienabile del popolo palestinese all'autodeterminazione, ad avere un territorio per poter divenire Stato/Nazione/Patria, nel riconoscimento contestuale dello stesso diritto da parte di Israeale. Capire che non è possibile, annullare l'effetto storico delle decisioni assunte dall'ONU e della conseguente nascita dello Stato di Israele il 14 Maggio 1948, significa praticare una "real politik", che porti a degli accordi bilaterali precisi tra i due popoli contendenti e, quindi, ad una politica di atti concreti esercitati continuativamente (ovvero nella quotidianità), supportati dagli Stati che contano, sia filo-occidentali che del versante arabo moderato, in modo convinto e non parolaio, anche con aiuti finanziari mirati alla nascita di un'economia dell'autosufficienza, per lo sviluppo e per il progresso del nuovo soggetto statuale. Certo è che, la lotta fratricida, in atto tra le fazioni/movimenti di "Al Fatah" e "Hamas", non contribuisce certamente a trovare uno sbocco positivo nel senso precedentemente auspicato e pone, anche agli organismi internazionali, un ulteriore ostacolo di non facile superamento. Io mi fermo quì nell'analisi, anche perchè, un problema di tale portata, richiede ben più approfondite conoscenze, rispetto a quelle da me attualmente possedute. Mi piace concludere questo breve commento redazionale, con le stesse parole conclusive (che sottoscriviamo pienamente) della lettera inviataci dalla "Comunità Palestinese in Sardegna" <... uniamoci per costruire un mondo diverso un mondo di colore, tanti arcobaleni e piantiamo tanti fiori e tanti alberi di giustizia, si di giustizia, quello che manca oggi è la giustizia il cui frutto si chiama umanità, semplicemente umanità per noi, ma soprattutto per i nostri figli, per un mondo migliore la cui unica bandiera è l'arcobaleno>.
Giustizia e Pace, Amore e Solidarietà ai palestinesi tutti, ma anche agli israealiani di buona volontà, che vogliono convivere pacificamente con essi, nel rispetto reciproco e nel fattivo riconoscimento dei rispettivi diritti e doveri, delle peculiari identità etniche, storiche, culturali, sociali e politiche. In una sola parola (che le comprende tutte), dell'Umanità.
04/02/2007

GiGhi

COMUNITA' PALESTINESE in SARDEGNA

Quartu Sant'Elena - 09045
Via Novaro n. 37
indirizzo e-mail
comunità.palesradegna@hotmail.it
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Intervento del Presidente della Comunità Palestinese in Sardegna, al Convegno <Popoli in Movimento>, svoltosi alla Fiera Internazionale di Cagliari in data 24-25/01/07
(Pubblicato il 04/02/2007)
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<Emigrazione, integrazione sono parole che suscitano in noi nostalgia? Paura?! Speranza di una vita migliore, di una vita dignitosa che meriti di essere vissuta! Amore pace salvezza.
Emigrare, lasciare il cuore altrove, alla ricerca di un pezzo di pane per i propri figli, per i propri genitori o fratelli, per tutti i tuoi cari infine ... per te stesso.
Vedere il paradiso Europeo, Americano alla televisione e/o su internet mentre si muore di fame, di malattie e di guerre, e quando quel paradiso ti chiama ecco che inizia il tuo inferno.
Quando cominci a sognare i tuoi progetti realizzati, i tuoi figli sistemati, i tuoi genitori che finalmente mangiano carne e dolce, che bello vivere! È sufficiente attraversare mille frontiere e mille ostacoli, qualche mare, basta vendere un figlio o un rene insomma procurarsi i soldi del viaggio della speranza e sarai nel paradiso per arricchirti e farai tanti, tanti soldi per i tuoi famigliari, i tuoi progetti, le cure per tua moglie che hai lasciato lontano in attesa di un permesso per attraversare le mille frontiere ... , che ci vuole! si può vivere con un solo rene no ma anche con un figlio di meno ?!
Si, si i sogni ... ma davanti a te la televisione ti mostra il mare che vomita i cadaveri dei tuoi simile che sputa i tuoi fratelli sugli scogli e, a chi sopravvive ... una bottiglia d'acqua e un panino e un bel carcere in attesa del rimpatrio, e cosi torni senza rene e senza figlio e ringrazi pure perché sei ancora vivo?! È quando riesci a toccare il paradiso e ti accoglie fra le sue calde e gioiose ali, allora si che comincia il tuo inferno e cominci ad assaporare il fuoco e le fiamme di questo bel paradiso.
Cercarti un alloggio straniero, il tuo colore spesso non ti aiuta, la lingua immaginate! le tue tradizione, i tuoi costumi e la tua cultura, guai a te c'è l'integrazione!!
Se sei nero cominci a tingerti di bianco, se sei giallo ... vale anche per te, tutti bianchi, non importa se sardi, siciliani, italiani o europei sono neri perché il loro nero è un nero chiaro!! tu invece sei nero scuro, molto nero.
Scusate ci stavamo scordando la religione guai a te, non dimenticare sei cattolico, credente e praticante ... ci siamo capiti? ti devi lavare dieci volte al giorno non ha importanza se non hai la casa e non hai l'acqua, lavati dieci volte al giorno e profumati con i tanti, tanti soldi che il paradiso ti fa guadagnare, qui siamo tutti belli puliti e profumati .
Gentili signori la pace nel mondo è attualmente in bilico, la sicurezza internazionale esige la mia assenza dalla terra e dalla umanità, il Cristo e sceso dalla croce e prendendo un bastone è uscito dalla mia patria.
Allora signore e signori in attesa che Cristo ritorni ed aspettando che Dio si ricordi dei suoi figli avremmo una proposta da farvi: trasformare le nazione uniti da organizzazione di guerra a organizzazione di pace? cosa dite di un tribunale di giuridici di tutta la terra con il compito di impedire lo sfruttamento, la discriminazione e le guerre che senza dubbio sono la vera causa della fame, di abbattere queste frontiere e questi muri, che non solo cancellano il diritto di essere uomo ma soprattutto ti impediscono di vedere oltre questo muro pieno di fame, miseria e morte, perché non ritorniamo alle nostre origine di nomadi, si nomadi ricchi di tanta umanità e poesia, amore per il prossimo e per la vita; ricchi della nostra diversità cosi possiamo parlarci confrontarci e perché no amarci! Cosi facciamo nascere tanti, tanti bambini più belli, più colorati e più vivi.
Amiche ed amici amanti della pace, della liberta e della solidarietà uniamoci per costruire un mondo diverso un mondo di colore, tanti arcobaleni e piantiamo tanti fiori ed tanti alberi di giustizia, si di giustizia, quello che manca oggi è la giustizia il cui frutto si chiama umanità, semplicemente umanità per noi, ma soprattutto per i nostri figli, per un mondo migliore la cui unica bandiera è l'arcobaleno>.

24-25/01/07

Presidente della Comunità Palestinese

Calendario della Comunità Palestinese in Sardegna

Copertina del Calendario Palestinese 2007

La Pace è di tutti i colori, di tutte le nazioni, di tutte le razze, di tutte le religioni

Democrazia e Musica, Cultura e Società

Copertina di ''Pequeno Mundo'' - Ultimo lavoro discografico degli Inti Illimani

Inti Illimani - 'Pequeno Mundo' - Tour Italia '07

"PEQUENO MUNDO": ULTIMO LAVORO DISCOGRAFICO degli <INTI ILLIMANI>

Febbraio 2007 - Grande "tour" in Italia del celebre "conjunto" cileno, sviluppatosi nel periodo di "Unidad Popular" di Salvador Allende.

(Gianfranco Ghironi - 22/01/2007)
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Il gruppo musicale degli <Inti illimani> (in lingua Aymara, significa "Il sole degli Illimani", una montagna della catena delle Ande), è legato ad uno dei periodi più belli della mia vita, ormai non più tanto corta (giusto per non sentirmi ancora "viejo"). Nel lontano 11 Settembre 1973 (data da ricorso storico di stampo vichiano!?), il legittimo governo socialista di "Unidad Popular" (UP), presieduto da Salvador Allende, viene travolto dal "golpe" del generale Augusto Pinochet. Il colpo di stato, fomentato da una forte opposizione interna, costituita dalla borghesia classista e dalla destra più reazionaria, appoggiati dalla CIA, dall'establishment finanziario delle multinazionali e dalla politica USA di quel periodo (vedasi Richard Nixon ed Henry Kissinger), portò alla morte di Allende, alla deportazione, alla tortura, alla "sparizione" e all'esilio di migliaia di persone, sostenitrici della coalizione politica di sinistra che, comunque, continuò ad esistere ed a lottare clandestinamemente, fino a tutto l'anno 1979. Al termine del 1973 (o nei primissimi mesi del 1974) il gruppo o, meglio, il "conjunto" (complesso) degli <Inti Illimani>, trovato rifugio politico in Italia, "sbarca" a Cagliari su iniziativa del Comitato Regionale dell'ARCI, allora presieduto da Giuseppe Boi. Il Centro Culturale <Il Circolo>, associazione di base locale, sorta nello storico quartiere di "Villanova" nell'Aprile del 1972, collabora fattivamente per l'allestimento dello spettacolo e lo svolgimento del servizio d'ordine interno, di un memorabile ed entusiasmante concerto degli <Inti Illimani>, che si svolgerà nello "stracolmo" Palazzetto dello Sport di via Rockfeller (Montemixi). Subito dopo quell'esperienza, che coinvolgerà tutti i soci, <Il Circolo> diventerà sede ufficiale dell'Associazione Italia-Cile, collaborando attivamente con altri organismi locali (ricordo, soltanto per brevità, l'ARCI medesima, la Società Umanitaria-Cineteca Sarda, la FICC e la FIC, il Movimento Studentesco cagliaritano), per diffondere i materiali intellettuali (manifesti, scritti letterari/poetici, dischi in vinile, documentari, films, etc.), legati all'esperienza politica, artistica e culturale di "Unidad Popular" e alle novità musicali introdotte dal movimento della "Nueva Cancion Chilena", in cui militavano autori, oltre agli <Inti Illimani> stessi, del calibro di Victor Jara, Violeta Parra, Quilapayun, Charo Cofre, Hugo Arevalo, etc.. Nacque, così, anche il gruppo musicale de <Il Circolo>, che riproponeva nelle piazze della Sardegna, anche tramite la partecipazione alle varie "Feste dell'Unità", i testi, le sonorità e gli arrangiamenti di questi artisti, uomini e donne, impegnati in una difficile battaglia, per riconquistare la democrazia negata e combattere la feroce dittatura del "traditore" Augusto Pinochet (scomparso di recente). A ripensare quel periodo, mi sta venendo la "saudade" e, pertanto, smetto subito, per dire soltanto che gli <Inti Illimani>, ritornano in Italia per un lungo "tour", che si svolgerà in varie regioni, con prevalenza nel territorio della Toscana, a partire dal 25 Gennaio e fino al 10 Febbraio 2007, anche con iniziative di carattere sociale e culturale. Al riguardo, clicca sull'URL dell'interessante sito web http://www.carademocrazia.it).
Per chi volesse saperne di più, è caldamente invitato a collegarsi ai sottostanti URL, dei siti web che hanno pubblicato la notizia, con i luoghi e le date dei concerti italiani in programma in quel periodo. Cliccando le scritte evidenziate, sarete immediatamente in linea. Nell'abbracciarvi tutti, vi saluto con un caloroso "VENCEREMOS", che potrà avvenire (forse), soltanto a condizione di stare tutti uniti e, per questo, l'incitamento "FORZA PARIS" ci sta benissimo. A presto. Ciao!

http://www.pindaro.net/home.php?inc=tour2007&n=3

http://www.rockol.it/news.php?idnews=84370&&pag=0

Gianfranco Ghironi
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Nota della ns. "Redazione"
L'immagine della copertina di "Pequeno Mundo", ultimo lavoro discografico degli <Inti Illimani>, è stata prelevata dall'URL soprariportato (http://www.pindaro.net/home.php?inc=tour2007&n=3) che, indirettamente, ringraziamo per il "prestito", con il link diretto al sito fonte originario, anche per ulteriori informazioni in merito al "tour" italiano 2007, del celebre "conjunto" musicale cileno.

FRANCESCO MASALA (noto Ciccio) ci ha LASCIATO!

Il grande scrittore e poeta sardo, è deceduto oggi all'età di 90 anni

(Gianfranco Ghironi, 23 Gennaio 2007)
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E' deceduto oggi, 23 Gennaio 2007, all'età di 90 anni, Francesco Masala noto Ciccio, autore di romanzi, poesie, saggi e testi teatrali, nonchè infaticabile fautore delle Lingua Sarda e dell'identità storica e culturale della ns. Regione.
Siamo estremamente dispiaciuti e anche "arrabbiati", che Ciccio ci abbia lasciati orfani prematuramente, rispetto a quanto dovevamo ancora maturare interiormente, culturalmente e politicamente. No, questo non ce lo doveva proprio fare! Ora, senza di Lui, purtroppo, possediamo meno "strumenti" intellettuali e cognitivi, umani ed etici, per lottare a favore degli ideali, in cui si è sempre riconosciuto ed ha combattuto, convintamente e coerentemente, ovvero per l'affermazione della Lingua Sarda, dei ns. valori e delle peculiari caratteristiche della ns. identità storica, sociale, ambientale e culturale. Ci accorgeremo sicuramente più avanti, fra non molto, dell'importanza di chi e di cosa abbiamo perso. In questo momento di tristezza, pubblichiamo più sotto, un "curriculum vitae" e professionale della sua persona, prelevandolo, senza autorizzazione preventiva (chiediamo scusa per il prelievo "coatto" ma, spero, si capiscano i reali motivi dello stesso), dal bel sito web SARDO della Cooperativa Teatro "Fueddu e Gestu" di Villasor (CA), di cui all'URL (la scritta è cliccabile)
http://www.fuedduegestu.it/pag/schede/masala.htm

Per la fotografia, invece, chiediamo venia all'URL del sito web dell'egregio "Circolo dei Lettori", di cui all'indirizzo internet http://www.circolodeilettori.it/blog/?p=3, reso cliccabile per il rimando diretto, alla fonte originaria dell'immagine utilizzata e di altre notizie interessanti, di poesia e letteratura, che consigliamo vivamente di visitare "online", ai ns. utenti.
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<Francesco Masala è nato a Nughedu San Nicolò (SS) il 17 settembre 1916.
Ha frequentato le Scuole Elementari nel suo paese natio, il Ginnasio ad Ozieri, il Liceo Classico a Sassari e l'Università a Roma, dove ha conseguito la Laurea in Lettere discutendo, con Natalino Sapegno, la tesi "Il Teatro di Luigi Pirandello". Ufficiale di complemento presso l'81° Reggimento fanteria di Roma, la seconda Guerra Mondiale lo vede impegnato, prima, sul fronte iugoslavo e, poi, sul fronte russo, dove viene ferito in combattimento e decorato al valore militare. Congedato, vincitore di Concorso della Cattedra di Italiano e Storia negli istituti magistrali, ha insegnato per trent'anni, prima a Sassari e, poi, a Cagliari.
È stato legato da lunga e amichevole affinità culturale e politica con Emilio Lussu, Aldo Capitini, Giuseppe Dessì e Salvatore Cambosu.
Giornalista pubblicista, per cinquant'anni, ha collaborato a giornali e riviste con articoli di critica letteraria, artistica e teatrale. Nel 1951, vince il Premio Grazia Deledda per una raccolta di poesie inedite e, nel 1956, gli viene assegnato il Premio Chianciano per la raccolta "Pane nero". È stato presidente del Premio letterario in lingua sarda "Città di Ozieri" e, nel 1978, fu presidente del "Comitadu pro sa limba", che presentò la "Proposta di legge di iniziativa popolare per il bilinguismo perfetto in Sardegna". Scrittore bilingue, ha pubblicato libri di poesia, di narrativa, di teatro e di saggistica. Le molteplici traduzioni in lingue straniere sono testimonianza dell'universalità del messaggio delle sue opere, pur totalmente estratte dalla sarditudine.
Le sue opere più importanti sono: "Quelli dalle labbra bianche", (Romanzo), Feltrinelli, Milano, 1986; "Pane nero", (poesie), Ed. Maia, Siena, 1956; "Il vento", (poesie), Ed. Maia, Siena, 1960; "Lettera della moglie dell'emigrato", (poesie), Feltrinelli, Milano, 1968; "Quelli dalle labbra bianche" (riduzione teatrale in collaborazione con Giacomo Colli), Ed. Quaderni del CIT, Cagliari, 1974; "Su Connottu", (dramma popolare bilingue in collaborazione col regista Gianfranco Mazzoni), Ed. Coop. Teatro Sardegna, Cagliari, 1980; "Emilio Lussu, il capotribù nuragico", (radiogramma bilingue), RAI, 1979, in "La Grotta della vipera", Cagliari, 1980; "Gramsci, l'uomo nel fosso", (radiogramma bilingue), RAI, 1981; "Poesias in duas limbas", (poesie bilingui), Ed. Scheiwiller, Milano, 1981; "Il riso sardonico", (saggi), Ed. GIA, Cagliari, 1984; "il dio petrolio", (romanzo), Ed. Castello, Cagliari, 1986; "Storia del teatro sardo", (saggio), Alfa Editrice, Quartu S. Elena, 1987; "S'Istoria", (Condaghe in limba sarda), Alfa Editrice, Quartu S. Elena, 1989; "Storia dell'acqua in Sardegna", (saggio), Alfa Editrice, Quartu S. Elena, 1991.>.

Cooperativa Teatro <Fueddu e Gestu> - Villasor (CA) - Sardegna
http://www.fuedduegestu.it

http://www.circolodeilettori.it/blog/?p=3

Il Grande poeta, saggista e scrittore sardo Francesco Masala noto Ciccio

Il grande Francesco Masala, noto Ciccio

Vignetta satirica di Mauro Biani

Vignetta di Mauro Biani - http://www.peacelink.it

Massimo D'Alema e l'ecologia negata

Foto da http://www.peacelink.it


"VIVERE a VICENZA ... una DONNA SCRIVE"

Doriana Goracci, 18/01/2007
(ArcoirisTV - http://www.arcoiris-tv)

Per capire meglio come si vive in una citta che ospita una base Nato, per sentirsi parte di, per opporsi ... vi invito alla lettura e alla diffusione di questa lettera, facendovi notare che è stata scritta in novembre. La realtà politica attuale non dà limiti alla vergogna.

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la lettera inviata da Thea Valentina Gardellin (info@zeamays.it) al Sindaco di Vicenza, il 4 Novembre del 2006 http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Lettere&op=esteso&id=1703

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<Gentile Sindaco Hullweck,

Gentile Vice Sindaco, Gentili Signori e Signore del Consiglio Comunale che avete votato a favore della base, Vi scrivo con la viva speranza che questa lettera aperta possa fare leva sulla vostre coscienze visto che nessuno intervento, dal più silente e timido al più rumoroso di ieri sera, v'abbia influenzato a sufficienza per farvi cambiare idea in merito alla base militare Dal Molin.
Non che ritenga questa lettera più importante di molte altre che sicuramente avrete ricevuto e che ancora avete da ricevere ... sarà una lettera come infinite altre e ad essa darete il peso che riterrete "giusto" dare...però ve la debbo scrivere con la speranza che essa possa almeno insinuarsi laddove i tamburi, le pentole e i cucchiai della manifestazione rumorosa di ieri sera non sono riusciti a penetrare.
La vostra sordità mi ha lasciata sconcertata, e sconcertata è parola piccola rispetto a come mi sento nell'intimo.
Avete tutta la mia disapprovazione, ogni singola cellula del mio corpo disapprova la vostra decisione.
Se fosse ancora vivo Gandhi, ahimé per voi, avrebbe sicuramente preso carta e penna alla mano e v'avrebbe indirizzato una lettera non tanto dissimile dalla mia.
Le genti acquistano bandiere per la pace, magari l'avete fatto anche voi appendendo una bandiera multicolore alle finestre del Municipio, per dissentire.
Eppure ieri, dietro a vetri illuminati da gran galà, riflettendo rettangoli di luce sulla bellissima piazza delle vostre signorie, osservandoci come s'osservano le bestie rinchiuse allo zoo, magari con qualche sorriso di scherno, avete aggiunto altri favori alle guerre in corso, avete approvato, alimentato, nutrito e cullato le future guerre che ancora vivono sommerse tra i pensieri dei potenti. Vi ricordate qualche anno fa? Qualche anno fa quando passavano i convogli USA sulle rotaie delle nostre ferrovie?
Ricordate i giovani No-global, i disobbedienti che si sdraiavano su di esse in attesa dell'arrivo dei treni carichi di missili a testata nucleare che dovevano attraversare il territorio vicentino?
Avete ricordato questo ai Vicentini?
Avete preso atto di tutti i soprusi a cui siamo soggetti, giorno dopo giorno, ascoltando le notizie ammorbidite dei telegiornali, ammorbidite altrimenti non potremo nemmeno portare un tozzo di pane alla bocca dalla vergogna per quanto avviene intorno a noi. Siete veramente consapevoli delle quantità di morti che le guerre portano con se?
Siete veramente consapevoli della responsabilità che comporterà una base militare americana, la base militare americana più grande d'Europa?
Sapete cosa vorrà dire questo?
Avete cavalcato la moneta, l'euro.
Avete voluto che le genti credessero alla storia di una miglioria economica nel vicentino che questi militari porteranno con se ... ma dove, chiedo dove?
Già adesso acquistano quasi tutto internamente alla base.
Tutto quanto serve loro arriva direttamente dagli USA eccetto qualche particolare.
E di sera?
Li vediamo forse nelle nostre pizzerie o nei nostri ristoranti a condividere pasti conviviali con noi?
Li vediamo nei nostri cinema, nelle nostre biblioteche, nelle nostre scuole, nei nostri supermercati?
Li vediamo condividere la loro base con noi se non per il 4 Luglio quando tengono sveglia la città a suon di fuochi d'artificio?
Ah, si, ecco dove li vediamo...qualche volta alla sera, ubriachi fradici nei bar, a spaccare vetrine ed a provocare incidenti dove la polizia Italiana NON può intervenire ed essi, i giovani soldati statunitensi, vengono immediatamente portati via ... nuovamente all'interno della base.
Certo, questi saranno i problemi che aumenteranno con un numero doppio di soldati in circolazione...e noi...anzi no....e voi...anziché alimentare la pace mondiale e, se vogliamo essere più egoisti, la pace vicentina ... avete votato.
SI!
Avete pensato al futuro oppure avete riflettuto solamente sul presente, sul luogo in cui vi trovate ora, il ruolo che ricoprite in questo momento?
E l'aumento del traffico con le auto di 5.000 soldati che scorazzano per la nostre vie in circa di nuove ebbrezze?
Ed i parcheggi per queste auto visto che, come avete sostenuto nei confronti dei vicentini, loro, gli americani, porteranno una florida economia, dove parcheggeranno le loro 5.000 autovetture mentre faranno i loro abbondanti acquisti in centro a Vicenza?
Ed i servizi ospedalieri?
Ed i soldi dei cittadini, le tasse sui rifiuti, l'ICI e quant'altro versiamo per contribuire a migliorare i servizi...questi dove saranno investiti?
Per i cittadini di Vicenza oppure per la costruzione della base militare?
Ed i comuni limitrofi a Vicenza?
I comuni maggiormente interessati, investiti dalla costruzione della base, come mai i loro sindaci non sono stati invitati al Consiglio Comunale di ieri sera?
Personalmente ritengo avessero tutto il diritto di difendere il proprio territorio.
Bush e le sue "grandi" guerre.
E' vero quando si dice che è l'economia della guerra a fare girare il mondo, a determinare i tempi ed i luoghi in cui ammazzare le genti.
E' vero che l'economia americana si basa sopratutto sull'economia della guerra ... ma non come avete voluto far intendere voi nel sottolineare quanto l'economia vicentina ne potrebbe trarre vantaggio da una base militare di tali dimensioni.
Non stiamo parlando di ristorazione, di ceramiche, monili in oro oppure mobili d'antiquariato, stiamo parlando di bombe, di missili, di mine anti-uomo, di tanks, di navi da guerra, di anfibi, di paracaduti, di cinturoni, di pallottole, di bambini che camminano ignari e che esplodono su mine costruite in qualche industria bresciana..e loro..i bimbi Afgani, Iracheni, i bambini del Darfour, della Somalia, del Libano...resterannosenza arti, senza occhi, senza labbra, senza occhi con cui poter guardare in volto i colpevoli ... ed in parte, con la vostra decisione di ieri sera, avete nutrito queste guerre.
Un giorno, forse, se mi sarà data l'opportunità, potrò recarmi in una zona di guerra ... così come avreste dovuto fare voi prima di ieri sera.
Io ci vorrei andare per la pace, vorrei abbracciare coloro che hanno perduto tutto, vorrei farli ancora sentire importanti per qualcuno, per me, sebbene io in realtà sia un semplice nessuno che voi avete tradito con il vostro voto! Cordialmente,

Thea Valentina Gardellin
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da Andrea Spila
Translators for Peace
Traduttori per la Pace [http://www.traduttoriperlapace.org]
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Nota della "Redazione"
Pubblichiamo volentieri il testo di questa lettera, come richiesto esplicitamente dall'autrice e dal sito web di Arcoiris TV, per la più ampia diffusione possibile, alfine di determinare le adeguate riflessioni, sul piano politico, sociale ed etico.

<SCAMBIO fra RIGASSIFICATORE ITALIANO e CENTRALE NUCLEARE SLOVENA, MEDIATORE MASSIMO D'ALEMA>

Chiuso un occhio sulla centrale nucleare slovena di Krško che sorge in zona sismica.
<D'Alema: "Ritengo che i nostri due paesi siano avanzati e moderni in grado di fare, come si fa in tante parti del mondo, rigassificatori e di far funzionare centrali nucleari senza creare motivi di paura. Siamo fra i paesi in grado di dominare queste tecnologie">.

(Alessandro Marescotti, 14/01/2007 - http://italy.peacelink.org/ecologia/articles/art_19993.html)
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<La storia è fresca.
Si tratta di questo.
Uno dei rigassificatori proposti in Italia è a 15 km a ovest di Trieste, vicino alle acque territoriali della Slovenia. Le autorità slovene hanno da tempo avenzato critiche al rigassificatore che costituirebbe un impianto a rischio di incidente rilevante a due passi dal proprio territorio.
Che fa allora il ministro degli esteri D'Alema? Si accorda con la Slovenia per un fare un scambio al ribasso in tema di sicurezza. L'Italia chiude gli occhi sulla centrale nucleare slovena di Krško, vicina all'Italia e oggetto di contestazioni ecologiste nonché di interrogazioni parlamentari, in cambio di un lasciapassare del governo sloveno sul rigassificatore triestino che aveva incontrato le opposizioni della Slovenia.
Prova ne è che un giornalista sloveno chiede a D'Alema: "Con il collega sloveno parleranno anche dei rigassificatori nel Golfo di Trieste ai quali il Governo sloveno è decisamente contrario?"
E D'Alema è sottile nel rispondere: "Questi sono impianti che rispettano le normative massime di sicurezza e di tutela dell'ambiente dell'Unione Europea. Ovviamente parleremo di questo, soprattutto del rispetto di queste normative. Comunque l'Italia non polemizza in merito al raddoppiamento della capacità della centrale nucleare slovena."
Il ministro degli esteri italiano di fronte al ministro degli esteri sloveno non ha a questo punto difficoltà nel dire: "Ritengo che i nostri due paesi siano avanzati e moderni in grado di fare, come si fa in tante parti del mondo, rigassificatori e di far funzionare centrali nucleari senza creare motivi di paura. Siamo fra i paesi in grado di dominare queste tecnologie".
Peccato che la centrale atomica slovena sorga in una zona sismica.
Ecco una cosa su cui ci si potrebbe aspettare una presa di posizione - ad esempio - di Legambiente.>

Note:
Per approfondimenti c'è un minidossier qui:
http://lists.peacelink.it/pcknews/msg10198.html
Per l'opposizione della Slovenia al rigassificatore sono esposte qui:
http://www.trieste.si/index.php/?p=43
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Alle perplessità della Slovenia si aggiungono le proteste degli ecologisti della Croazia, non distante dal rigassificatore.
Scrive Franco Juri: "Riccardo Illy, convinto sostenitore del progetto di rigassificazione, sembra sia rimasto particolarmente irritato dal colloquio chiarificatore al quale è stato invitato di recente dal ministro sloveno per l'ambiente Janez Podobnik e dall'ambasciatore d'Italia a Lubiana Daniele Verga. Nel laconico comunicato seguito all'incontro il ministro sloveno ha assicurato che la parte italiana riferirà su ogni passo in modo da coinvolgere il paese vicino nella valutazione dell'impatto ambientale dei terminal. Un'assicurazione questa che non ha confortato l'opinione pubblica interessata e che per l'alone di mistero, con cui le parti governative stanno trattando il tema, foraggia i dubbi e la protesta degli ambientalisti e dei pescatori dell'alto Adriatico da entrambe le parti del confine. Il primo a lanciare l'allarme terminal in Italia è stato il Consorzio ittico di Trieste, seguito dal WWF, dai verdi e quindi da un comitato di coordinamento per la salvaguardia del Golfo di Trieste. Contemporaneamente la protesta ambientalista ha coinvolto anche la parte slovena e croata. A Capodistria si è organizzato un analogo comitato di coordinamento sloveno; da Pola invece gli ambientalisti hanno manifestato il loro pieno appoggio ai compagni sloveni e italiani. I verdi del Friuli Venezia Giulia, dell'Istria slovena e di quella croata hanno proposto un referendum comune, il primo transfrontaliero, con cui decidere sul progetto terminal dopo che sia stato reso possibile un dibattito documentato sulle conseguenze ecologiche, economiche, sociali e quelle inerenti alla sicurezza degli impianti previsti".
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Note della ns. "Redazione"
Pubblichiamo integralmente l'articolo/servizio di Alessandro Marescotti (unitamente alla foto del Ministro degli Esteri italiano Massimo D'Alema), comparso sull'URL del sito web di "PeaceLink - Telematica per la Pace", http://italy.peacelink.org/ecologia/articles/art_19993.html,
per dovere di informazione/diffusione e affinchè si faccia chiarezza completa sulla vicenda. Se la notizia fosse confermata, infatti, sarebbe assai seria e di grave portata, sia sotto l'aspetto politico che ambientale, sia della salute che della sicurezza della Regione Friuli Venezia Giulia, che del ns. Paese in generale..
Chiediamo a chi ne ha il potere, le capacità e le funzioni istituzionali per farlo (Deputati e Senatori del Parlamento italiano), di approfondire la questione, anche ponendo delle esplicite interrogazioni al riguardo, perchè si smentisca definitivamente, in maniera inoppugnabile, quanto affermato nell'articolo di Alessandro Marescotti e nei "dossier" portati ad esempio, altrimenti si facciano tutti i passi legalmente perseguibili, alfine di "bloccare" lo scambio di tali scellerati favori, tra il governo italiano e quello sloveno. E' mai possibile che un uomo politico di tale levatura (Massimo D'Alema, ndr.,) possa cadere in un madornale errore del genere?! Oppure c'è qualche altra cosa sotto che noi non sappiamo e, forse, non sapremo mai?! Ad ogni buon conto, vogliamo vederci chiaro e, pertanto, chiediamo l'intervento delle persone e/o delle autorità competenti, per sgomberare il campo dalle possibili illazioni in merito, oppure tentare di fermare nei modi legali, l'azione del Ministro in questione e/o del ns. Governo.
Nel frattempo, si possono inviare direttamente, tramite Posta Elettronica, al Ministro D'Alema o al Governo italiano, delle mail di protesta in merito alla vicenda, chiedendo di fermare l'azione eventualmente intrapresa al riguardo e dichiarandosi apertamente contrari all'apertura della centrale nucleare slovena.

GiGhi

Nuova notizia

"CENTRALE NUCLEARE di KRSKO, INTERROGAZIONE di LUANA ZANELLA"

(Parlamentare del Gruppo dei VERDI della Regione VENETO)

La parlamentare dei Verdi Luana Zanella ha presentato una interrogazione sulla centrale nucleare di Krsko, in Slovenia (da Olol)
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Interpellanza urgente

Al ministro della salute
Al ministro degli affari esteri
Al ministro dell'ambiente e tutela del territorio

<per sapere,
premesso che nella città di Krsko, in Slovenia, è in funzione una centrale nucleare con un reattore Westinghouse da 632 MW che fin dall'inizio dell'attività, iniziata nel 1983 con 5 anni di ritardo sui tempi previsti, a causa di disfunzioni tecniche, ha manifestato numerosi problemi di funzionamento. Tale centrale nucleare dista solo 150 km dalla città italiana di Trieste e 230 da Venezia, è costruita in una zona che, per la presenza di faglie, risulta a alto rischio sismico e, per questo motivo, potrebbe non resistere a una scossa sismica superiore al VI° grado della scala Richter;
secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo n° 230 del 17 marzo 1995, modificato e integrato dal D.Lgs. 241/2000, lo Stato deve provvedere alla tutela della popolazione potenzialmente esposta a eventi incidentali negli impianti nucleari, siti sul territorio nazionale e non, tramite la realizzazione di Piani di emergenza (art. 115), parte fondamentale dei quali è la campagna d'informazione obbligatoria della popolazione cui deve essere consentito, in ogni momento, l'accesso alle informazioni senza doverle richiedere (art. 129 e 130);
responsabile dell'attuazione dei dispositivi dei Piani di emergenza e dell'informativa alla popolazione previsti dalla legge è il Prefetto, che si avvale di un Comitato formato da rappresentanti delle forze dell'ordine, dei Vigili del Fuoco, del Servizio Sanitario Nazionale, del Genio Civile, dell'Esercito, della Marina, dell'ANPA, degli Enti Locali;
il Prefetto dott. Goffredo Sottile con nota del 25 novembre 2004, in risposta a Roberto Giurastante, presidente provinciale dell'associazione Amici della Terra per il Friuli Venezia Giulia, comunica che: "… non sono stati predisposti Piani di emergenza espressamente dedicati a eventuali incidenti che dovessero interessare l'impianto elettronucleare di Krsko"; alla delegazione composta da Sandro Metz, consigliere regionale dei Verdi in Friuli Venezia Giulia, dallo stesso Roberto Giurastante e dall'interpellante, recatasi il giorno 29 novembre 2004 presso la prefettura di Trieste per avere ulteriori delucidazioni in merito, non viene fornita alcuna ulteriore chiarificazione da parte del Vice Prefetto delegato all'incontro. Viceversa, il Console sloveno a Trieste, Josef Susmelj, presso la cui sede la medesima delegazione, nella stessa data, si recava, provvedeva a consegnare alla stessa documentazione relativa alla centrale di Krsko e il programma del governo ... Sloveno relativo alla dismissione dell'impianto (comunque prevista non prima del 2024);
il 3 febbraio 2003, il Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e delle attività illecite a esso connesse, Paolo Russo, ritenendo di particolare interesse il dossier degli Amici della Terra, si rivolgeva al Procuratore della Repubblica di Trieste Nicola Maria Pace per sollecitare un'inchiesta, le cui indagini vennero affidate alla DIGOS di Trieste. Nonostante dalle indagini emergesse che, a seguito di una grave omissione collettiva da parte delle istituzioni, i cittadini non potevano, come loro diritto, ricevere informazioni essenziali per tutelare la loro salute e la loro vita, il Procuratore Pace chiedeva l'archiviazione dell'inchiesta, richiesta accolta dal Tribunale di Trieste nell'ottobre 2003;
gli Amici della Terra presentavano anche, il 30 giugno 2003, una denuncia alla Commissione Europea contro l'Italia per violazione delle direttive 89/618 - 90/641 -92/3 - 96/29 EURATOM, sulle misure di sicurezza nei confronti di impianti nucleari in funzione e sull'informazione pubblica sui rischi connessi al nucleare. L'inchiesta, tuttora in corso, veniva affidata alla Direzione Generale Energia e Trasposti (Unità H4 Protezione Radiazioni);
una Commissione Internazionale, nominata su pressione di Austria e Italia per verificare gli standard di sicurezza della centrale, già nel 1993 espresse 74 raccomandazioni su cambiamenti tecnici e procedurali necessari per adeguare l'impianto alle più severe normative dell'UE;
il problema della mancata attuazione del decreto rimane ed è confermato anche da Guido Bertolaso, responsabile del Dipartimento della Protezione Civile, che, in una lettera in risposta all'esposto di Amici della Terra, chiarisce che la Protezione Civile ha svolto quanto di sua competenza e aggiunge che la parte riguardante la campagna informativa è affidata alla Commissione permanente del Ministero della Salute che, fino a questo momento, è inadempiente;
le conseguenze della mancata campagna di prevenzione sarebbero gravissime in caso di fall-out radioattivo alla centrale di Krsko: la nube radioattiva potrebbe raggiungere Trieste in sole due ore dall'incidente e, complessivamente, verrebbero colpite circa 30 milioni di persone di cui circa 5 milioni a rischio di vita immediato (dati forniti dall'associazione "Amici della Terra");
allo stesso modo l'Associazione ambientalista denuncia l'inadeguatezza delle strutture sanitarie, che dovrebbero essere attrezzate con centri di decontaminazione per l'accoglienza delle persone, con sale predisposte appositamente per il lavaggio dei pazienti, che dovrebbero essere, nei casi più gravi ospedalizzati e curati con iodoprofilassi. Gli interventi di decontaminazione per essere efficaci e avere qualche speranza di successo devono essere realizzati nelle ore immediatamente successive all'irradiazione del paziente;
se non ritengano urgente e doveroso attuare nel più breve tempo possibile le procedure di applicazione del Decreto Legislativo n° 230 del 17 marzo 1995, modificato e integrato dal D.Lgs 241/2000, in attuazione delle Direttive 89/618/Euratom e 96/29/Euratom, art. 130, riguardante la campagna informativa per la popolazione civile;
se non ritengano di dover accertare i responsabili dei ritardi nell'attuazione di detto Decreto, ritardi che si configurano molto gravi a fronte del rischio sempre più elevato a cui la popolazione è ancora esposta;
se non ritengano, anche in sede di Unione Europea, di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per verificare lo stato reale della centrale e l'esistenza di adeguate condizioni di sicurezza e garantire l' incolumità dei cittadini che vivono nelle aree a rischio, per la sicurezza dei quali resta viva la preoccupazione>.

On.le Luana Zanella
(Deputato del Gruppo dei VERDI della Regione VENETO)


Note della "Redazione"
L'articolo/servizio di cui sopra, realizzato da Olol, è stato da noi "prelevato" dal sito web di cui all'URL http://www.verdiveneto.it/article.php3?id_article=1001, organo "online" del Gruppo dei Verdi della Regione Veneto, alfine di integrare l'allarmante quadro descritto da A. Marescotti su PeaceLink, relativo alla vicenda della Centrale Nucleare di Krsko in Slovenia e del Rigassificatore italiano. Abbiamo inviato una richiesta mail per la pubblicazione, ma non ci è giunta risposta. Ritenendo, comunque, di fare cosa utile, abbiamo immesso ugualmente il "pezzo" sul ns. sito. Se gli amici della Redazione del sito web dei Verdi del Veneto, ci leggono e ritengono inopportuno il ns. autonomo intervento in merito, chiediamo loro di farcelo sapere e noi cancelleremo il servizio di cui trattasi. Per il momento, grazie e buon lavoro, a favore dell'Ambiente, della Salute e della Sicurezza del ns. Paese.

Nuove notizie animate
Negare le medicine agli ammalati è un crimine contro l'Umanità
Logo di Medici senza Frontiere - Sezione italiana dell'Associazione ONLUS internazionale

MSF - MEDICI senza FRONTIERE - LANCIA una RACCOLTA di FIRME per CHIEDERE alla NOVARTIS di RINUNCIARE all'AZIONE GIUDIZIARIA CONTRO il GOVERNO INDIANO

Se vincerà la multinazionale milioni di persone in tutto il mondo potrebbero perdere l'unica fonte di medicinali a prezzi accessibili.

(http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/comunicati_stampa/20122006.shtml)

New Delhi/Ginevra, 20 Dicembre 2006
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<La causa intentata dalla multinazionale farmaceutica Novartis contro la legge Indiana sui brevetti potrebbe ostacolare l'accesso ai farmaci per i Paesi più poveri. La denuncia arriva dall'organizzazione umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere che chiede alla Novartis di rinunciare all'azione giudiziaria contro il Governo indiano.
L'India è una delle principali fonti di farmaci generici a prezzi accessibili, incluse molte versioni economiche di medicine contro l'Aids. Questa fiorente produzione di farmaci economici e di qualità è stata possibile perché - fino al 2005 - l'India non riconosceva brevetti sui medicinali. Più della metà dei medicinali utilizzati per curare l'Aids nei Paesi più poveri sono prodotti in India. Anche MSF usa i farmaci indiani per trattare l'80% dei suoi 80mila pazienti sieropositivi.
"Per estendere a più persone possibile i programmi di lotta all'Aids dipendiamo interamente dalla disponibilità di farmaci economici e di qualità prodotti in India - ha detto Christophe Fournier, presidente internazionale di MSF - Non possiamo permettere che questa fonte essenziale di farmaci generici si esaurisca".
La Novartis non è nuova a questo genere di azioni: già nel 1999 insieme ad altre 38 multinazionali farmaceutiche aveva citato in giudizio il Governo del Sudafrica, allora guidato da Nelson Mandela, per costringerlo a ritirare il "Medicine Act", una legge che consentiva la produzione in loco di farmaci contro l'Aids a prezzi più contenuti rispetto a quelli praticati dalle multinazionali. Le proteste dell'opinione pubblica di tutto il mondo allora costrinsero le 39 Big Pharma a ritirarsi dal processo nel 2001.
"Sembra di essere tornati indietro di cinque anni: non avremmo mai pensato di dover assistere di nuovo ai tentativi di un'industria farmaceutica di opporsi al diritto dei malati dei Paesi più poveri di ricevere farmaci essenziali a prezzi sostenibili", ha detto Gianfranco De Maio, direttore di MSF-Italia.
A partire dal 2005 l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ha imposto all'India di concedere i brevetti sui farmaci. Fortunatamente il Governo e il Parlamento indiani hanno approvato una legge molto attenta all'equilibrio tra protezione della proprietà intellettuale e diritti dei pazienti. In particolare la legge indiana stabilisce che i brevetti siano concessi solo per i farmaci veramente innovativi. In questo modo si previene una pratica molto diffusa tra le industrie farmaceutiche che tendono a chiedere brevetti anche per i miglioramenti insignificanti apportati sulle molecole già note e già in commercio. In questo modo le multinazionali ottengono spesso un prolungamento del brevetto e del conseguente monopolio sulla produzione di quel determinato principio attivo. I farmaci prodotti in regime di monopolio hanno prezzi enormemente più elevati rispetto a quelli per i quali esistono più produttori in regime di concorrenza.
Se Novartis vincerà la causa, le industrie potranno brevettare i farmaci essenziali più facilmente: si bloccherà la produzione di generici che ha fin qui garantito un sensibile abbassamento dei prezzi.
Mantenere attiva la produzione di generici in India è di importanza vitale per i programmi di lotta all'Aids. Le persone già in cura, infatti, inevitabilmente svilupperanno delle resistenze alle terapie e avranno bisogno di poter accedere a farmaci di nuova generazione. Per molti di questi medicinali sono state avanzate richieste di brevetto in India. Se i brevetti saranno concessi i farmaci avranno prezzi inaccessibili per gran parte dei malati.
"Per le persone che come me vivono con l'HIV, la vittoria della Novartis vorrebbe dire tornare indietro ai tempi in cui non potevamo permetterci le cure - ha detto Loon Gangte, del network indiano dei pazienti con HIV/AIDS - . La concorrenza dei generici è stata l'unico fattore capace di abbassare i prezzi dei farmaci anti-Aids di prima generazione rendendoli accessibili alle persone e ai servizi sanitari dei Paesi poveri".