'' Nilde Jotti ''

ASSOCIAZIONE POLITICO-CULTURALE 'NO PROFIT'


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PANORAMICA dei TITOLI e/o dei TEMI
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- <FESTIVAL LETTERARIO della SARDEGNA - L'ISOLA delle STORIE>
Gavoi (NU) - 4^ Edizione - Dal 29/06 al 01/07/2007
http://www.isoladellestorie.it

- <LIBERO, FINALMENTE>
Rahmatullah Hanefi è di nuovo un uomo libero. Alle 16.00 locali è uscito dal portone del carcere
Afghanistan - Kabul - 19.6.2007
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&idart=8174

- <Non VEDO, non SENTO, non PARLO>
Afghanistan: la presa di distanze del governo italiano dell'offensiva Usa a Herat
Afghanistan - 05.5.2007
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=7899
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- <ASSOCIAZIONE CULTURALE <VOCI per la LIBERTA'>
http://www.vociperlaliberta.it

- <CONCORSO <VOCI per la LIBERTA'>
"Una CANZONE per AMNESTY - PREMIO AMNESTY ITALIA 2007"
http://www.vociperlaliberta.it/web_elenco_pai.php
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- <ORE DECISIVE per la MORATORIA ONU delle ESECUZIONI CAPITALI>
Mobilitazione a sostegno della lotta non violenta di Marco Pannella che ha iniziato dalle ore 12 del 30 Maggio lo sciopero totale della fame e della sete per la moratoria universale delle secduzioni capitali (http://www.nessunotocchicaino.it).
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- <Al 48 GIORNO di SCIOPERO della FAME i COBAS INVECE di SOLUZIONI TROVANO la POLIZIA: PERCOSSO NICOLA GIUA in SCIOPERO della FAME. FERMATO PIERO BERNOCCHI ed ESPONENTI dell'ESECUTIVO NAZIONALE>
http://www.cobas.it
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- <Un COORDINAMENTO a SINISTRA, la SFIDA del PRC>
Con le posizioni di Emanuela Palermi Capogruppo Pdci-Verdi al Senato e Pino Sgobio capogruppo del Pdci alla Camera.
http://pdcicagliari.altervista.org/index_03.html

- <LEGGE BIAGI, dalle INDISCREZIONI ai FATTI>
Gianni Pagliarini *, 6 giugno 2007
Pubblicato su "Aprile" del 6.6.2007
http://www.aprileonline.info

- <DELITTO di MARSCIANO: DELITTI in FAMIGLIA QUESTIONE POLITICA NAZIONALE>
di Katia Bellillo - Roma, 30 maggio 2007
http://www.comunisti-italiani.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=3121
http://pdcicagliari.altervista.org

- <PER un NUOVO SOGGETTO POLITICO della SINISTRA ITALIANA>
Dibattito pubblico - Cagliari, Mercoledì 6 Giugno 2007 - Ore 16.30 - Salone CGIL - V.le Monastir, 17
http://pdcicagliari.altervista.org/COMUNICATI%20STAMPA/CGIL_dibattito.html

- <UNIRE la SINISTRA, CAMBIARE la POLITICA>
Presentazione del Movimento Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo
Cagliari, Lunedì 28 Maggio 2007 - Sala Conferenze del Banco di Sardegna - V.le Bonaria, Ore 17.00
http://pdcicagliari.altervista.org/presentazione%20movimento%20cagliari.htm

- <STATI POLITICI CONFUSIONALI>
Cambiamenti elettorali provvisori o trasformazioni periodiche irreversibili?
Gianfranco Ghironi, 11 Maggio 2007

- <Le IPOCRISIE della NOMENKLATURA ECCLESIASTICA CATTOLICA>
Ns. titolo alla "Lettera aperta di M. Travaglio a cardinal Ruini"
URL di prelievo della lettera di Marco Travaglio a cardinal Ruini:
http://www.giovannidemurtas.altervista.org/eventi/Travaglio_a_Ruini.html
URL fonte originale di pubblicazione: http://www.UAAR.it
Venerdì 11.05.07

- <EUROPEAN LITERARY MARATHON (ELM) - MARATONA LETTERARIA EUROPEA>
Italia - Verona e Isili (CA), 9 Maggio 2007
http://www.literarymarathon.eu/elm/index.php?option=com_content&task=view&id=14&Itemid=28
07/05/2007

- <LOTTA alle MALATTIE: AMNESIA ITALIANA di 280 MILIONI di EURO!>
443 persone potrebbero essere salvate ogni giorno se quanto promesso a livello di impegno internazionale fosse versato al Fondo Globale dell'ONU
http://www.cininet.org/comunicati.asp
07/05/2007

- <GIORDANO: "D'ACCORDO con G. Berlinguer, NUOVO SOGGETTO a SINISTRA. Da SUBITO"
Il segretario del Prc risponde all'intervista di ieri dell'ex dirigente ex-sinistra Ds. D'accordo anche sui tempi accelerati. "Le tappe poi le vedremo." ( ... continua ... )
Intervista di Stefano Bocconetti
http://pdcicagliari.altervista.org/POLITICA/Giordano_D_accordo_con_Berlinguer.html
06/05/2007

- <"La QUESTIONE MORALE" di E. BERLINGUER - "I PARTITI SONO DIVENTATI MACCHINE di POTERE">
Intervista di Enrico Berlinguer a Eugenio Scalfari
"La Repubblica", 28 Luglio 1981
http://pdcicagliari.altervista.org/Enrico_%20Berlinguer/La_questione_morale.html
Domenica, 6 Maggio 2007

- <Non VEDO, non SENTO, non PARLO>
Afghanistan: la presa di distanze del governo italiano dell'offensiva USA a Herat
Enrico Piovesana per "Peace Reporter" http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&idart=7899
Afghanistan, 05.05.2007

- <NASCE SINISTRA DEMOCRATICA. "Si è ACCESA una SPERANZA">
"Alleati del Pd, non nemici" - Pubblicato il 05.05.2007 da "Unità on line"
http://pdcicagliari.altervista.org/POLITICA/Nasce_Sinistra_democratica.html
Sabato, 5 Maggio 2007

- <Una CONFEDERAZIONE di PARTITI e MOVIMENTI>
di Nicola Tranfaglia - pubblicato il 01.05.2007 da "Liberazione"
http://pdcicagliari.altervista.org/POLITICA/confederazione_TRANFAGLIA_2007.html
Giovedì, 3 Maggio, 2007 6:34 PM

- <1a VESTA INTERNATZIONALISTA de sos TRABALLADORES - Burgos, 1u Maju 2007>
Primo Maggio a Foresta Burgos (SS), ove si svolgerà una grande festa pro Palestina e di analisi delle problematiche del lavoro nell'isola
Redazionale, 29 Aprile 2007

- <KOMART "PROGETTO 4VENTILIVE" - "Il BORGO della MUSICA">
Comune di Provvidenti (CB) - Regione Molise
http://www.4ventilive.com - http://www.komartmusic.com/it/node/102
Redazionale, 29 Aprile 2007


Logo Festival Letterario della Sardegna ''Isola delle Storie''

http://www.isoladellestorie.it

FESTIVAL LETTERARIO della SARDEGNA
<L'ISOLA delle STORIE>

Gavoi (NU) - 4^ Edizione - Dal 29/06 al 01/07/07

http://www.isoladellestorie.it
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Con l'inaugurazione prevista per Giovedi 28 Giugno alle ore 21.30, verrà avviata a Gavoi (NU) la 4^ Edizione del <Festival Letterario della Sardegna - Isola delle Storie> che vedrà protagonista il pubblico e tantissime persone, personaggi e personalità, del mondo dell'arte e della cultura: autori, letterati, fotografi, musicisti, poeti, sceneggiatori e scrittori, sardi e non. Per saperne di più e in maniera più dettagliata, clicca sull'URL http://www.isoladellestorie.it, per il collegamento diretto al sito web della bella e intensa manifestazione, promossa dall'omonima associazione culturale. Il logo "isoladellestorie" (cliccabile), è di proprietà (C) degli organizzatori dell'iniziativa, ed è quì utilizzato esclusivamente per diffondere al più vasto pubblico possibile, le interessanti attività di questo dinamico organismo culturale. Per contatti: rivolgersi direttamente all'Associazione Culturale <Isola delle Storie> - Via Garibaldi n. 2 - 08020 Gavoi (NU) - Tel. n. 3335362767.
Tutti a Gavoi, quindi, dal 29/06 al 01/07 del 2007, senza dimenticarsi dell'inaugurazione del 28 c.m.!

LIBERO, FINALMENTE

Rahmatullah Hanefi è di nuovo un uomo libero. Alle 16.00 locali è uscito dal portone del carcere

Afghanistan - Kabul - 19.6.2007
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&idart=8174
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<Rahmat riabbraccia Strada (Copyright PeaceReporter)>
<Kabul. Rahmatullah Hanefi è di nuovo un uomo libero. Alle 16.00 locali di questo pomeriggio di sole, Rahmatullah è uscito dal portone dell'Investigation Department 17. Occhi stanchissimi, vestito con una shawar kameez bianca. “Salam Rahmat!”.
"Come stai?", chiede Gino Strada, che è andato a prenderlo al carcere. "Sono vivo." risponde in pashtu. Poi, in italiano aggiunge "Sto bene".
Un abbraccio veloce, poi via di corsa sulle macchine di Emergency verso le case dello staff. Che lo attende con ansia, dopo aver preparato addobbi di rose rosse di plastica.

“E' qui con noi, è libero”: Gino Strada comunica rapido la notizia alla sede di Emergency a Milano. Dall'altro capo del filo si sentono urla e applausi. Il cugino di Rahmat, Abdullah, compone il numero di casa, a Lashkargah, nel cuore di quella provincia di Helmand che negli ultimi mesi è diventata l'epicentro della guerra. Passa il telefono a Rahmat che, dopo tre mesi può parlare con sua moglie. Le case dello staff di Emergency sono vicino all'ospedale dell'organizzazione, nella centralissima Shar-e-naw. Quando arrivano le macchine, il tè verde è già pronto su un tavolino, insieme a uvette e mandorle tostate.
Rahmat ha la barba cortissima. Sorride e sospira, mentre beve un'acqua tonica e telefona di nuovo a casa. Gino Strada è raggiante: "Questa è una bellissima giornata, una giornata di festa, non solo per Rahmat ed Emergency, ma anche, credo, per moltissimi afgani e moltissimi italiani".

Dopo tre mesi di attesa e paura, la situazione si è sbloccata lo scorso sabato. La famiglia e i colleghi di Rahmat sorridono. Adjmal Hodman, l'avvocato che ha seguito il procedimento a carico del manager di Emergency, ha ricevuto il verdetto della procura generale: prosciolto da ogni accusa. In Afghanistan scoppia un coro di Allah i karim, dio è misericordioso; in Italia volano i tappi delle bottiglie di spumante. Gino Strada lascia il centro di cardiochirurgia di Emergency a Khartoum, destinazione Kabul. Poi ricomincia l'attesa: “Manca solo la firma sull'ordine di scarcerazione”, dice l'avvocato. Rahmat passa un'altra notte nell'ospedale della security afgana, dove era stato nuovamente ricoverato per un problema ai reni.

Domenica mattina, sotto una coltre di smog, Kabul inizia la giornata con un boato. Un'esplosione investe un autobus di poliziotti afgani nel centro della capitale: il secondo attentato in due giorni. Almeno trentacinque morti, tanti poliziotti e tanti civili. Decine di feriti. C'è traffico in città, l'atmosfera è tesa: è il più grave attacco nella capitale dall'inizio di questa guerra afgana. Intanto, nelle case di Emergency si aspetta una telefonata. Il cugino di Rahmat continua a sollevare il polsino del suo shawar kameez bianco per guardare l'ora: sembra che l'orologio vada lentissimo. L'avvocato Hodman siede composto nel suo completo occidentale verde scuro, qualche filo bianco nella barba nerissima. Le ore passano, si bevono decine di tè, la caffettiera è sempre sul fuoco. Gino Strada fuma e parla in continuazione al telefono, si cerca di capire a che punto è la trafila delle lettere, dei timbri, delle firme. Nelle case di Emergency, un microcosmo afgano di pashtun, panjshiri, hazara. I fedelissimi dell'organizzazione sono tutti pronti per accogliere Rahmat, ma il telefono non suona. Nel primo pomeriggio, invece, si sentono dei botti. “Hai sentito? Due razzi..tre, quattro”: koko Jalil conta le esplosioni puntando l'indice verso est. Altre telefonate. “Il procuratore ha firmato, ora deve firmare il capo della sicurezza: ancora un rinvio, e le ultime ore di attesa rendono tutti nervosi, ora che la vicenda sembra finita. Il sole scende, e Rahmatullah non è ancora uscito: fardò, dicono, domani. Fardò, inshallah.

Lunedì si ricomincia. La trafila dovrebbe essere alla fine, manca solo la firma del presidente. Tè verde, altre sigarette, altre telefonate per capire se c'è qualche intoppo. “Quanto ci mettono a firmare?”, è la domanda che gira da una bocca all'altra, più per sfogare l'ansia dell'attesa che per avere davvero una risposta. “C'è il consiglio dei ministri”, si dice, “il presidente avrà da fare..”. “Purché non passi un altro giorno: sono le tre, e se aspettano ancora un po' a firmare diventa sera...” .
In città si commenta la notizia della strage di bambini nella madrasa di Paktika, nell'est del Paese. Il cugino di Rahmat smette di guardare l'orologio: è di nuovo sera, se ne riparla domani>.

Cecilia Strada
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Nota della "Redazione"
Si ringrazia la Redazione di http://www.peacereporter.net, per la gentile immediata concessione, alla pubblicazione dell'articolo di Cecilia Strada e della fotografia, nonchè per l'utilizzo del banner animato e del collegamento diretto alle "new", aggiornabili in tempo reale tramite "newsticker", presenti nella nostra Home Page. Ancora grazie e buonissimo lavoro a favore della Pace.

Rahmatullah Hanefi e Gino Strada

Abbraccio tra Hanefi e Gino Strada

http://www.peacereporter.net

Vittime innocenti della guerra

Crimini di guerra contro l'infanzia

Herat (Afghanistan) - Bambino ferito in ospedale

Non VEDO, non SENTO, non PARLO

Afghanistan: la presa di distanze del governo italiano dell'offensiva Usa a Herat

Afghanistan - 05.5.2007
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=7899
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<Gli uomini scavano fra le macerie per estrarre altri cadaveri. Le loro donne stanno sedute nella polvere davanti a quelle che erano le loro case, guardandoli lavorare e piangendo i loro bambini, rimasti sepolti là sotto.
Questa è la scena che si è presentata agli occhi dei membri di una squadra della missione Onu in Afghanistan (Unama) che martedì pomeriggio ha compiuto un sopraluogo a Parmakan, uno dei villaggi della Valle di Zerkoh, nella provincia occidentale di Herat (zona sotto comando militare italiano), bombardati durante l'offensiva Usa dello scorso fine settimana. Offensiva nella quale sono rimasti uccisi 136 talebani e decine di civili: almeno 49, tra cui 18 donne, secondo Adrian Edwards, portavoce dell'Unama, "circa 60" per la Commissione Indipendente per i Diritti Umani in Afghanistan (Aihrc), "più di cento" a detta della gente del posto intervistata dall'agenzia di notizie delle Nazioni Unite (Irin News).
"Centinaia di abitazioni sono state distrutte, migliaia di sfollati necessitano di assistenza umanitaria immediata", ha dichiarato alla stampa Ghulam Nabi Hakak, direttore provinciale dell'Aihrc.
Secondo le Nazioni Unite, almeno 1.600 famiglie (circa 10 mila persone) hanno abbandonato i villaggi della Valle di Zerkoh cercando rifugio a nord, verso il capoluogo distrettuale di Shindand.

Promemoria. Il governo italiano ha subito condannato questa offensiva, chiarendo che i nostri soldati non vi hanno preso parte, protestando per non essere nemmeno stati avvertiti dai comandi Usa e denunciando la "contraddizione" tra la missione di guerra Enduring Freedom e la missione Isaf di pacificazione e ricostruzione.
I fatti, però, contrastano con queste parole.
Quattro distaccamenti di forze speciali italiane combattono da mesi a fianco delle special forces Usa impiegate nella guerra ai talebani nell'ambito di Enduring Freedom, rispondendo agli ordini del comando Usa (che ha sempre mantenuto l'esclusivo controllo diretto di tutti i contingenti nazionali di forze speciali presenti in Afghanistan).
Il 'Task Group' di forze speciali italiane è attualmente composto da quattro distaccamenti operativi provenienti da quattro corpi d'élite: Ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti Monte Cervino, incursori di Marina Comsubin, 185° Reggimento Acquisizione Obiettivi (Rao) della Brigata Folgore e 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti Col Moschin, sempre della Folgore.
Quando abbiamo chiesto allo Stato Maggiore italiano quale fosse l'entità numerica, in termini di uomini, di questi distaccamenti impegnati in combattimento la risposta è stata: "Non abbiamo informazioni in merito e anche se le avessimo non potremmo renderle pubbliche". Indiscrezioni parlano comunque di un'ottantina di soldati in tutto, non pochi, considerato che si parla di corpi scelti) che partecipano attivamente alle offensive di Enduring Freedom contro la guerriglia talebana.
La prima è stata l'operazione 'Wyconda Pincer': la battaglia che lo scorso settembre le forze speciali Usa, italiane, spagnole e afgane hanno combattuto per riprendere il controllo del distretto di Bakwa, nella provincia di Farah. Anche in quell'occasione il governo italiano negò la partecipazione delle nostre truppe all'azione, esattamente come ha fatto con l'offensiva nel distretto di Shindand.
Peccato che il maggiore Usa Chris Belcher, portavoce della Combined Joint Task Force 82, abbia dichiarato alla stampa che l'offensiva è stata condotta assieme a forze Isaf-Nato, pur essendosi svolta sotto comando Usa, non Nato.
Il secondo dato di fatto contrastante con le affermazioni dei nostri politici è che la "contraddizione" tra Isaf e Enduring Freedom è stata risolta da un anno con la fusione - prima di fatto, poi anche di diritto - delle due missioni, divenute entrambe di guerra e passate sotto comando unificato Usa.
La fusione di fatto tra le due missioni è avvenuta quando, l'estate scorsa, la missione Isaf, passando sotto comando Nato, ha cambiato le regole d'ingaggio in senso "offensivo" e ha iniziato ad attaccare i talebani nel sud dell'Afghanistan: le operazioni di guerra 'Mountain Thrust', 'Medusa', Mountain Fury', 'Falcon Summit' e ora 'Achille' sono operazioni di Isaf, non di Enduring Freedom.
L'unione di fatto è diventata matrimonio il 4 febbraio scorso, quando il generale Usa Dan K. McNeill ha assunto il comando sia delle forze Usa di Enduring Freedom che di quelle Nato di Isaf>.

Enrico Piovesana
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Nota di "Redazione"
Si ringrazia la Redazione del sito web http://www.peacereporter.net, per la gentile concessione alla pubblicazione dell'articolo di E. Piovesana e della foto del bambino vittima della guerra in Afghanistan.

Logo del Festival Voci per la Libertà
Logo Voci per la Libertà

ASSOCIAZIONE CULTURALE
<VOCI per la LIBERTA'>

http://www.vociperlaliberta.it

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Voci per la Libertà dal 2003 è diventata un'associazione il cui scopo é favorire e promuovere i diritti umani attraverso la cultura musicale e l'aggregazione dei giovani.
In questi anni Voci per la Libertà ha costruito attorno a se un gruppo di volontari in continua crescita, ha realizzato oltre al concorso diversi eventi musicali e culturali in tutt'Italia, ha dato spazio a centinaia di gruppi musicali ed ha favorito l'espandersi di una cultura che parte dal cuore e che vuole essere uno spazio per tutte le voci che hanno veramente qualcosa da dire.
Tutto questo può diffondersi ancora di più se tu sarai dei nostri!
Mei 2003: Festival dell'anno è Voci per la Libertà!
Dopo il Tora! Tora!, consegnato a Manuel Agnelli nel 2001, e dopo Frequenze Disturbate di Urbino, quest'anno gli organizzatori del Mei hanno indicato il festival "Voci per la Libertà - Una canzone per Amnesty" come festival dell'anno. Questo per tantissimi positivi motivi: la serietà dell'organizzazione, l'importante tematica sviluppata attraverso i brani in concorso capaci di suscitare impegno e indignazione civile da parte dei giovani musicisti e del pubblico, la crescita e lo sviluppo della manifestazione stessa dettata dal sempre più ampio interesse ricevuto dai media e dalla consegna quest'anno del riconoscimento per il suo impegno verso i diritti umani nelle sue canzoni a Daniele Silvestri. Per questo il Mei 2003 ha deciso di premiare Michele Lionello e il suo staff veramente di grandi capacità, intuizioni e bravura.

CONTATTI MEDIA

Segreteria Organizzativa
Amministratore Sito
Gianpaolo "wally" Vallese
Tel/fax 0425.405562
e-mail: info@vociperlaliberta.it
www.myspace.com/vociperlaliberta

Direttore Artistico
Michele Lionello
Tel. 339.6322874
e-mail: mic.lio@libero.it

Alessandro Besselva Averame
Tel. 333.9846272
e-mail e skype:
alessandro@glitterandsoul.com

Elisa Orlandotti
Tel 349.5520417
e-mail e skype:
elisa@glitterandsoul.com

Ufficio Stampa
"Voci per la Libertà"
Glitter&Soul
www.glitterandsoul.com
http://www.myspace.com/glitterandsoul

CONTATTI ISTITUZIONALI

Presidente Associazione Culturale
"Voci per la Libertà"
Martina Masiero
Tel. 334.1133288 - 347.1367118
e-mail: martina.masiero@libero.it

Amnesty International
Ufficio Stampa
www.amnesty.it
Tel. 06.4490224 - 348.6974361
e-mail: press@amnesty.it

Amnesty - Gruppo Italia 215 Rovigo
Giovanni Stefani
Tel. 339.7013446
Via A. Moro, 22 - 45011 Adria RO
e-mail: gr215@amnesty.it
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Nota della Redazione
Tutte le notizie, i loghi in alto e il testo sottoriportato della canzone "Occhiali Rotti" di Bersani, sono tratti dall'URL del sito http://www.vociperlaliberta.it, al fine della maggiore diffusione possibile di questa bella iniziativa socio-culturale.

CONCORSO <VOCI x la LIBERTA'>
"Una Canzone per Amnesty"
PREMIO AMNESTY ITALIA 2007

http://www.vociperlaliberta.it/web_elenco_pai.php

Nel 2003 è stato istituito il Premio Amnesty Italia (P.A.I.) che ha permesso di portare il festival alla ribalta delle cronache italiane e di diffondere ancora di più le tematiche dei diritti umani. Il P.A.I. nasce dalla volontà della Sezione Italiana di Amnesty International e del concorso "Voci per la Libertà" con lo scopo di coinvolgere artisti già affermati a livello nazionale che abbiano pubblicato una canzone il cui testo possa contribuire alla sensibilizzazione sulla difesa dei Diritti Umani.
Daniele Silvestri ha vinto la prima edizione del Premio con la canzone "Il mio nemico", scelta per le parole evocative ed emozionanti che puntano l'attenzione su numerose tematiche connesse alle violazioni dei Diritti Umani. L'edizione 2004 del P.A.I. vede come vincitrice la canzone "Pane e coraggio" di Ivano Fossati per il toccante testo sull'immigrazione clandestina che contribuisce a sensibilizzare il tema della difesa dei diritti umani. Nel 2005 il prestigioso premio è andato ai Modena City Ramblers per la canzone "Ebano" per il testo altamente emotivo, l'intensa melodia e soprattutto per il tema strettamente legato alla campagna di Amnesty International "Mai più violenza sulle donne". Il 2006 ha visto vincitrice Paola Turci con "Rwanda" per il testo insieme suggestivo e di denuncia, che ricorda all'opinione pubblica il "genocidio dei 100 giorni" durante il quale, nel 1994, nel paese africano venne sterminato quasi un milione di persone.
Samuele Bersani, col brano "Occhiali rotti", è il vincitore della quinta edizione del Premio Amnesty Italia, indetto dalla Sez. Italiana di Amnesty International e dall'Associazione Culturale "Voci per la libertà" come riconoscimento per il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel 2006.
"Il brano 'Occhiali rotti' riporta alla ribalta la terribile vicenda dell'assassinio di Enzo Baldoni, un attivista per i diritti umani che ha pagato con la vita il suo coraggio e la sua determinazione. Le parole di Bersani ci ricordano l'amore per la vita, la voglia di capire e il tono lieve di questo straordinario personaggio, dimenticato forse un po' troppo presto dai suoi connazionali. Nell'attribuire il Premio Amnesty a questa canzone, il nostro pensiero non può non andare in primo luogo ai familiari di Enzo e al vuoto incolmabile che questa perdita ha causato loro."

Paolo Pobbiati
Presidente della Sezione Italiana di Amnesty International

"Sono orgoglioso ed emozionato di vedermi attribuito un riconoscimento così importante da Amnesty, che rimane una delle poche bandiere di vera pace e giustizia, in un mondo sempre più dominato dagli interessi privati e guerrafondai di qualche "superpotenza". Ho scritto "Occhiali Rotti" pensando ad Enzo Baldoni: voglio dedicare questo premio ai suoi familiari, e il mio pensiero va a tutti quei reporter sparsi nel mondo che a rischio della loro pelle ci tramandano una verità senza filtri, raccontandoci il punto di vista dei deboli e di chi altrimenti non avrebbe voce".

Samuele Bersani
Vincitore Premio Amnesty Italia 2007

La premiazione di Samuele Bersani avrà luogo a Villadose (Rovigo), nel corso della decima edizione del concorso musicale dal vivo "Voci per la libertà - Una canzone per Amnesty", in programma a fine luglio. Tutte le edizioni del premio:

Premio Amnesty Italia 2006

Premio Amnesty Italia 2005

Premio Amnesty Italia 2004

Premio Amnesty Italia 2003

OCCHIALI ROTTI

Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
che mi staccasse la testa in una volta sola e ti assicuro
non lo pagai sperando di fermarlo
come mai si ritirò è un mistero e il motivo non so spiegarlo ma so andarmene lontano
se nessuno mi trattiene
e tornarmene a Milano nonostante le catene
Ho lasciato la mancia al boia, sai quanto mi servisse
un orologio Bulova
se il tempo lo scandiva la mia tosse
tanto che poi in cambio ottenni acqua
e un sorriso che pensai
fosse un rischio persino per lui
per capirmi è necessaria la curiosità di Ulisse
di viaggiare in solitaria
vedendo il mondo per esistere…
E chissà che poi non capita che ad uccidermi
sia per caso la pallottola amica di un marine
ma se chi dovrebbe darti aiuto respinge il tuo saluto cosa fai?
bestemmi o preghi il dio del vetro andando marciandietro via dai guai
e vai all'inferno
che la differenza in fondo non ci sta
Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
che mi staccasse la testa in una volta sola e ti assicuro
non lo pagai sperando di fermarlo
come mai si ritirò è un mistero e il motivo non so spiegarlo
ma nel giro di un minuto dietro a un paio di lenzuola
è sbucato il sostituto
con in mano una pistola
Finalmente un po' di musica
ma che nostalgia di quando avevo preso la chitarra elettrica e l'ho data via
chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia e se mi verrà mai perdonato il fatto che io spesso andassi via un bacio a tutti, quanti sogni belli e quanti brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno li riparerà…
Finalmente un po' di musica
ma che nostalgia di quando avevo preso la chitarra elettrica e l'ho data via
chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia e se mi verrà mai perdonato il fatto che non fossi a casa mia
un bacio a tutti, fate sogni belli e pochi brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno se li metterà
e a occhi semichiusi
attraverserà posti distrutti
e silenziosi.

Samuele Bersani

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La Giuria del Premio Amnesty Italia 2007

Giò Alajmo (Il Gazzettino), Luca Bernini (Gq), Silvia Boschero (Radio Rai Uno), Valerio Corzani (Radio Rai, Il Manifesto), Luca D´Alessandro (Music Boom), Gabriele Guerra (Freequency), Ezio Guaitamacchi (Jam, Lifegate), Federico Guglielmi (Il Mucchio), Andrea Laffranchi (Corriere Della Sera), Michele Lionello (Voci per la Libertà), Carlo Lucarelli (scrittore), Carlo Mandelli (Il Giorno), Daniel Marcoccia (RockStar), Riccardo Noury (Amnesty Italia), Diego "Alligatore" Pinamonte (smemoranda.it), Paolo Pobbiati (Amnesty Italia), Giordano Sangiorgi (MEI), Mauro Santoriello (MTV), Gianni Santoro (XL), Renzo Stefanel (Rockit), Stefano Starace (A rivista), John Vignola (Vanity Fair, Radio Rai), Franco Zanetti (Rockol).

Banner per la moratoria ONU sulle esecuzioni capitali

ORE DECISIVE per la MORATORIA ONU delle ESECUZIONI CAPITALI

Mobilitazione a sostegno della lotta non violenta di Marco Pannella che ha iniziato dalle ore 12 del 30 Maggio lo sciopero totale della fame e della sete per la moratoria universale delle esecuzioni capitali.
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http:/www.nessunotocchicaino.it
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DAL 16 APRILE, LO RICORDIAMO, SONO IN SCIOPERO DELLA FAME AD OLTRANZA LUCIO BERTE', GUIDO BIANCARDI, SERGIO D'ELIA, MICHELE RANA, CLAUDIA STERZI, VALTER VECELLIO E, NEI GIORNI SCORSI, SI SONO UNITI ANCHE RITA BERNARDINI, ELISABETTA ZAMPARUTTI, PAOLO BALZAMO, ANDREA BUSCEMA, DONATELLA TREVISAN, MILEN RUMENOV, DOMINIQUE VELATI.
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Sono queste ormai le ore e i giorni decisivi per presentare e portare al voto dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite in corso la Risoluzione per la moratoria.
Dopo anni di rinvii e ricerche di consensi unanimi dell'Unione europea in quanto tale non richiesti né necessari, il tempo per l'azione al Palazzo di Vetro è arrivato.
A questo punto chiediamo a tutte, diciamo proprio tutte le forze, istituzionali, politiche, morali, individuali o collettive che siano, di sostenere in queste ore l'obiettivo che potrebbe regalare al mondo una conquista storica, umana e civile.
Il Partito Radicale e Nessuno tocchi Caino, insieme a numerosi parlamentari non solo italiani e Premi Nobel e personalità del mondo della cultura e dell'arte internazionali, chiedono al Governo italiano di riassumere la leadership della iniziativa pro moratoria alle Nazioni unite.
L'Appello, che ti chiediamo di sottoscrivere, è rivolto innanzitutto al Presidente del Consiglio Romano Prodi e al Ministro degli Esteri Massimo D'Alema, affinché depositino nelle prossime ore, assieme al gruppo di paesi di tutti i continenti che si sono già manifestati, il progetto di risoluzione definito sulla base della Dichiarazione di associazione del dicembre scorso già sottoscritta da 93 paesi, per la Moratoria universale della pena di morte al fine di porlo al voto entro la sessione in corso dell'Assemblea generale.
Occorre la massima mobilitazione per riparare ai ritardi enormi accumulati e per riuscire finalmente ad ottenere quello che è ancora possibile raggiungere. Ce la possiamo ancora fare. Contiamo su di te.
Cosa puoi fare tu:

SOTTOSCRIVI L'APPELLO AL GOVERNO ITALIANO PER LA MORATORIA ONU, SUBITO, DELLE ESECUZIONI CAPITALI

http://www.radicalparty.org/moratoriumnow/form.php?lang=it

ADERISCI ALLO SCIOPERO DELLA FAME PER LA MORATORIA. FIRMA IL MODULO DI SOSTEGNO!

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INFORMATI SULLA CAMPAGNA PER LA MORATORIA

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CONTATTA NESSUNO TOCCHI CAINO ALLO 06 689791

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Nota di "Redazione"
Preleviamo quanto sopra dal sito web http://www.nessunotocchicaino.it, per diffondere l'appello sulla moratoria ONU delle esecuzioni capitali, al fine di invitare i nostri soci, simpatizzanti, utenti o lettori occasionali, a sottoscriverlo per le ragioni profonde, che stanno alla base della lotta di Marco Pannella, del Partito Radicale Transnazionale, di tutti gli organismi e le persone che si battono contro la pena di morte nel mondo. Sottoscrivete e diffondete l'annuncio in tutti i modi possibili. Le prossime giornate saranno decisive.


http://www.cobas.it

Scopero della Fame dei Cobas per i diritti di rappresentanza sindacale

COBAS - Sciopero della Fame per i Diritti Sindacali

<Al 48 GIORNO di SCIOPERO della FAME i COBAS INVECE di SOLUZIONI TROVANO la POLIZIA: PERCOSSO NICOLA GIUA in SCIOPERO della FAME. FERMATO PIERO BERNOCCHI ed ESPONENTI dell'ESECUTIVO NAZIONALE>

http://www.cobas.it

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<Oggi pomeriggio alle ore 17.00, Nicola Giua e Nanni Alliata, accompagnati da una cinquantina di esponenti e rappresentanti della Confederazione COBAS si sono incatenati alle inferriate del Palazzo del Governo (Palazzo Chigi) per portare una pacifica e inoffensiva protesta contro il silenzio assoluto sullo sciopero della fame per i diritti sindacali in corso già da 48 giorni.
La polizia è intervenuta immediatamente con forza palesemente eccessiva contro i dimostranti, ponendo in stato di fermo sei di loro tra cui il Portavoce Nazionale dei Cobas Scuola Piero Bernocchi tradotto subito in commissariato. Tra le persone fermate vari membri dell'Esecutivo Nazionale.
Nicola Giua, già fortemente indebolito da 32 giorni di digiuno, e da un malore che lo ha visto ricoverato d'urgenza solo 2 giorni fa in ospedale, incatenato ad un inferriata ed al collo, è stato fatto oggetto di violenza dalle forze dell'ordine ed è attualmente in precarie condizioni assistito dal medico Roberto Maurizi e con evidenti difficoltà respiratorie.
Le rivendicazioni-base di questa campagna sono il diritto di assemblea in orario di servizio per ogni sindacato e per ogni gruppo di lavoratori/trici e il diritto di libera iscrizione a qualsiasi sindacato, oggi non garantito né ai lavoratori del settore privato né ai pensionati>.

Roma, 4 giugno 2007

Esecutivo Nazionale Confederazione Cobas
Sede Nazionale
Viale Manzoni, 55 - 00185 Roma - tel. 0677591926/0670452452 - fax 0677206060
Sito Internet
http://www.cobas.it
E-Mail
cobas@cobas.it
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COMUNICATO STAMPA

<Al 46° giorno di sciopero della fame, che la Confederazione Cobas ha intrapreso per l'affermazione del diritto di tutti/e i/le lavoratori/trici e di tutte le loro Organizzazioni a svolgere attività sindacale nei luoghi di lavoro (diritto di assemblea e di libera iscrizione a qualunque sindacato) Nicola Giua - componente dell'Esecutivo Nazionale dei Cobas Scuola al 30° giorno di digiuno - ha subito un mancamento.
Visitato dal dottor Maurizi, che dal 18 aprile segue gli scioperanti, Nicola è stato trovato in uno stato di disorientamento spazio temporale che denotava l'aggravamento di condizioni generali già precarie in seguito al lungo digiuno. Il dottor Maurizi disponeva quindi l'immediato ricovero che personalmente curava presso l'ospedale San Giacomo.
Effettuati gli accertamenti del caso, veniva disposta infusione venosa di soluzioni glucosate e saline e disposta altresì la permanenza in ospedale per 24h in regime di osservazione.
Ma Nicola ha rifiutato di rimanere in ospedale e ha deciso di continuare, insieme a Nanni Alliata, il digiuno finché non si dissolverà la cappa di silenzio che - da oltre un mese e mezzo - gli organi di informazione hanno calato su questa lotta per la democrazia e per la sostanziale attuazione dell'art. 39 della Costituzione.
Dunque la protesta continua fino a quando il Governo - che attraverso le parole del premier Prodi si era già impegnato in tal senso - non deciderà di avviare un costruttivo confronto con la Confederazione Cobas sul problema dei diritti sindacali>

Piero Bernocchi
Confederazione Cobas
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INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Al Ministro dell'Interno

<Premesso che

- due militanti della Confederazione Cobas, Nicola GIUA e Nanni ALLIATA, nella giornata di lunedì 4 giugno si sono incatenati alle inferriate di Palazzo Chigi per protestare contro l'indifferenza del governo nei confronti di legittime richieste di diritti sindacali;

- tale iniziativa giungeva a seguito di 45 giorni di sciopero della fame attuati da dirigenti della stessa organizzazione sindacale nella vicina Piazza S.S. Apostoli, senza che alcun pronunciamento ufficiale sia venuto in direzione della richiesta dei dimostranti da parte della maggioranza di governo;

- i due militanti sono stati allontanati con la forza da Palazzo Chigi e il Giua ha dovuto ricorrere alle cure di un medico nella stessa piazza, dopo essere stato colpito da alcuni poliziotti, mentre il portavoce dei Cobas Scuola Piero BERNOCCHI veniva fermato dagli agenti,

per sapere

- per quali ragioni da parte dell'Esecutivo non si siano volute neppure ascoltare le rivendicazioni di diritti sindacali avanzate;

- perché, a fronte di una manifestazione simbolica come l'incatenamento, si sia voluto rispondere con la forza e non con il dialogo, dimostrando chiusura rispetto a una problematica che da anni è stata sollevata da tutte le organizzazioni del sindacalismo di base, mentre nessun passo avanti è stato fatto finora per realizzare una legge democratica sulla rappresentanza>.

Si chiede risposta scritta

Sen. Franco Turigliatto
Sen. Anna Maria Palermo
Sen. Fosco Giannini
Sen. Olimpia Vano

Roma, 5 giugno 2007
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Nota di "Redazione"

Preleviamo direttamente testi e foto dal sito web http://www.cobas.it e pubblichiamo integralmente, per diffondere la notizia tra i nostri soci, simpatizzanti, utenti o semplici lettori anche occasionali, per esprimere la piena solidarietà a Nicola Giua e Nanni Aliata, per la violenza perpetrata ai loro danni, da parte di alcuni elementi delle forze dell'ordine (Polizia). Avevamo già aderito a livello di associazione, alla petizione per il riconoscimento dei diritti negati, anzi offesi, di rappresentanza sindacale della Confederazione dei Cobas, cosa veramente inaudita in un Paese che suol definirsi democratico. Ma la cosa che ci lascia più che perplessi, anzi insospettiti, è il silenzio in cui la delicata e importante questione, sembra essere stata relegata, oltrechè dai "mass media" e dalla "politica-partitica", anche dai "vertici" delle OO.SS CGIL/CISL/UIL. Ai militanti COBAS tutti, che sostengono questa battaglia non violenta, di civiltà giuridico-costituzionale e politico-sindacale, in particolare agli amici/colleghi/compagni, che da ben 48 (!!!) giorni effettuano lo sciopero della fame, ponendo a rischio il proprio stato di salute, per rivendicare i sacrosanti diritti di rappresentanza fino ad ora inascoltati, giunga il ns. pieno e incondizionato appoggio ed un caloroso "forza paris"!


Lavori in corso nella sinistra italiana

Lavori in corso nella sinistra italiana


Un COORDINAMENTO a SINISTRA, la SFIDA del PRC

Con le posizioni di Emanuela Palermi Capogruppo Pdci-Verdi al Senato e Pino Sgobio capogruppo del Pdci alla Camera.

http://pdcicagliari.altervista.org/index_03.html
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<La proposta è quella di una cooperazione fra Rifondazione, Sinistra democratica e Pdci-Verdi su singole leggi e una convergenza tra i gruppi su temi definiti: dalla legge elettorale all'utilizzo dell'extra-gettito fiscale, dalla conferenza di pace sull'Afghanistan alla vicenda di Hanefi, dallo scudo spaziale Usa alla legge sulle unioni di fatto>.

Introduzione di Giovanni Russo Spena
<Il processo unitario a sinistra che si è aperto con la nascita del Partito democratico è fondamentale e noi dobbiamo contribuirvi in modo sostanziale, consapevoli dell'urgenza di una nostra risposta e dei problemi che abbiamo davanti. Il primo è quello della Costituente socialista, che attrae i più moderati tra quanti sono usciti dai Ds. Ma la questione fondamentale è la definizione dei contenuti che vogliamo far entrare nel "cantiere" della sinistra. La mia proposta è quella di andare da subito, qui in Senato, ad una cooperazione rafforzata su singole leggi e a un coordinamento tra i gruppi su temi definiti: penso alla legge elettorale, all'utilizzo dell'extra-gettito fiscale, alla conferenza di pace sull'Afghanistan, alla vicenda di Hanefi, allo scudo spaziale Usa, alla legge sulle unioni di fatto>.

Lidia Menapace
<In questi giorni, a tutti gli incontri a cui ho partecipato, ho trovato una grande attesa per il processo di unità della sinistra e non solo tra ex iscritti Ds o iscritti al Prc o altri partiti, ma anche e soprattutto tra tutti quelli che in questi anni erano rimasti "orfani" di un partito di appartenenza. Questo spirito unitario è forte soprattutto sui temi e gli obiettivi e non va tradito; per questo penso sia molto importante oggi più che alle forme del nuovo soggetto, dedicare ogni nostro impegno alla definizione di contenuti comuni>.

Salvatore Allocca
<E' necessario partire da una condizione comune: un bisogno negato di rappresentanza che investe innanzitutto il mondo del lavoro. Ma il nostro obiettivo non può essere solo quello di raccogliere gli orfani di tradizionali strumenti di lotta politica e di identità sociale. Dobbiamo essere più ambiziosi e lanciare una sfida per la costruzione di un nuovo blocco sociale per una trasformazione capace di rispondere ai processi di passivizzazione e di degrado della politica. Si può fare se i cantieri della sinistra diventeranno da subito non solo il luogo di confronto e di discussione tra le diverse identità, ma anche e soprattutto un luogo di iniziativa politica e di difesa sociale>.

Salvatore Bonadonna
<Dalla Francia arriva il segnale della necessità di rinnovare la politica. Questo non significa, come sostengono alcune componenti del Partito democratico, una svolta in senso moderato. Tutt'altro. Sarkozy vince per la nettezza e perfino radicalità delle sue scelte e del modo di comunicarle. A fronte del formarsi del Partito democratico, la Sinistra ha il compito di recuperare le ragioni dell'antagonismo e dell'alternatività uscendo dall'estenuante pratica di definizioni identitarie. Il patto d'unità d'azione è l'unico strumento per gestire il confronto nell'Unione ma anche i rapporti con i sindacati ed i movimenti. Per costruire un nuovo soggetto politico unitario di Sinistra occorre superare i riti e le liturgie che presiedono all'azione e al modo di essere delle forze politiche>.

Luisa Boccia
<Sabato 5 maggio è nata la Sinistra Democratica. Ma il vero evento politico è che è iniziato un percorso per costruire tutti e tutte insieme un soggetto politico plurale ed unitario.
Questo era il segno netto e forte della politica. Qualcosa di più di una domanda di unità: una volontà di tornare a fare politica, un rimettersi in gioco di tanti e tante.
Non servono orgogli identitari, dispute nominalistiche, steccati e confini. Se si riproducono le logiche di due sinistre, due costituenti, socialiste e comuniste, abbiamo già fallito. Comporre da subito i contenuti politici, le priorità dell'oggi alla prospettiva. Per questo sono d'accordo con la proposta di coordinamento dei gruppi parlamentari, con la rete di Case della sinistra sul territorio. Ma vedo un'altra priorità: darsi un luogo comune di cultura politica>.

Rina Gagliardi
<In questa fase, caratterizzata dal concreto rischio di "americanizzazione" del sistema politico ed elettorale (bipartitismo forzato, antipolitica diffusa, successo oggi sottovalutato del Pd, crescita della frammentazione di sinistra, insomma: la lezione francese) la costruzione di una nuova aggregazione e soggettività di sinistra è centrale e urgente. Sottolineo la natura politica di questo impegno. Politica non vuol dire politicistica, vuol dire centralità del processo aggregativo di una nuova rappresentanza. Penso come sbocco a un modello come quello dell'Flm degli anni '70 e penso che comunque i tempi sono strettissimi>.

Stefano Zuccherini
<Oltre all'interesse e alla partecipazione a questo processo unitario voglio dire che sono d'accordo con l'idea della confederazione, perché nel big bang della sinistra voluto da Mussi vedo il pericolo dell' "esplosione" del Prc, proprio perché è la formazione più consistente, ma nello stesso tempo temo che dalla confederazione possa restare fuori il meglio del pensiero comunista. Abbiamo costruito l'idea del soggetto politico dentro ai movimenti e questo non si deve perdere, è linfa vitale>.

Milziade Caprili
<Sono d'accordo con l'urgenza politica della costruzione di un nuovo soggetto a sinistra. Dobbiamo capire che non possiamo compiere una riflessione sulle elezioni europee a prescindere da quello che sta succedendo, perciò mi preoccupa che il congresso della Sinistra Europea possa sottolineare aspetti enfatici senza rapporto con la realtà. Penso che l'urgenza del processo unitario abbia bisogno di risposte immediate anche dal punto di vista organizzativo, perciò sono d'accordo con il coordinamento dei gruppi a partire da subito>.

Tommaso Sodano
<In Senato il processo di aggregazione delle forze di sinistra è già in atto. Da tempo la convergenza su temi come la pace, i diritti sociali, il lavoro, l'ambiente ci vede sulle stesse posizioni. La questione vera è capire quale risposta dare sul territorio ad un progetto unitario. Occorre ripensare l'organizzazione, individuare luoghi comuni per mettere in rete le esperienze di quanti hanno fatto un pezzo di strada insieme in questi anni. Pensare ad una costituente che non sia solo sommatoria dei ceti politici, ma parli alla 'sinistra diffusa'>.

Raffaele Tecce
<Sabato pomeriggio scorso al palazzo dei Congressi dell'Eur la qualità della presenza di migliaia di donne e di uomini della sinistra è stata ancora più rilevante dei pur importanti discorsi tenuti dal palco. Da quell'appuntamento è emerso non solo un bisogno di unità a sinistra, ma anche e soprattutto l'esigenza di una sinistra anti-liberista e che si batta per il risarcimento sociale, a partire dall'aumento delle pensioni minime e dall'abolizione dello "scalone" e più complessivamente l'utilizzo delle risorse dell'extra-gettito a favore del sociale, come chiesto dal ministro Ferrero.
È urgente, pertanto - a mio avviso -, cogliere questa spinta all'unità per spostare a sinistra l'asse della politica del governo, definendo subito l'unità d'azione con le compagne ed i compagni di Sinistra Democratica e del Pdci, sia a livello dei gruppi parlamentari, che a livello territoriale.
È questa un'immediata cartina di tornasole dell'efficacia di un cantiere della sinistra che vuole creare una massa critica capace di contrastare sia la destra, sia la spinta neocentrista da cui nasce il Partito democratico. Serve allora subito una forte capacità del Prc per essere motore di questo processo di costruzione di un nuovo soggetto politico, senza paletti che non siano di contenuto e di cultura politica; l'appuntamento fondativo della Sinistra Europea, a giugno, è un primo ed importante passo in questo processo>.

Martino Albonetti
<La sinistra organizzata in forme plurali ha una grande occasione per ricostruire un'unità d'azione concreta, che risponda alle profonde aspettative diffuse nel Paese.
Sono d'accordo a sperimentare, subito, forme di coordinamento istituzionale - a tutti i livelli - e forme originali di lotta e di associazionismo politico partecipato, aperto a tutti, senza porre alcuna condizione pregiudiziale. La costruzione di un nuovo partito non è all'odg, ma può essere uno sbocco futuro. Oggi abbiamo bisogno di aprire molteplici luoghi in cui gli approcci plurali di una sinistra complessivamente in difficoltà ritrovino una comune ragione d'essere e una concreta capacità d'azione per cambiare lo stato di cose esistenti.
Di fronte ad una globalizzazione che sta riscrivendo le gerarchie internazionali e disegnando nuove geografie economiche e sociali, stare fermi sarebbe un suicidio politico>.

Giovanna Capelli
<Con la grande assemblea di sabato 5 maggio si è aperta in Italia una fase interessante, una grande occasione, un processo di ricollocazione e di risoggettivazione non solo di ceti politici, ma di pezzi di movimenti e di società organizzata, che chiedono più sinistra e più unità. Pur nella positività di queste dinamiche, bisogna tenere conto che ciò avviene in un contesto di arretramento della sinistra in Europa. La Francia, al di là degli opportuni approfondimenti specifici, è specchio significativo dei rapporti di classe e di genere in Europa e della asimmetria della loro rappresentazione nella politica. Nella percezione di massa si scontrano poi due modelli alternativi di società: ben delineato politicamente quello della destra, debole quello della sinistra, sia per il moderatismo della Royal e la frantumazione settaria della sinistra comunista.
Benissimo dunque il coordinamento dei gruppi in Senato, subito il patto di unità sui contenuti delle prossime battaglie di risarcimento sociale e di difesa delle libertà dei soggetti in uno stato laico, con la tensione a costruire una cultura politica comune a partire dalla analisi del capitalismo oggi e dall'indagine sul rapporto politica /movimenti /società>.

Erminia Emprin
<Condivido l'analisi di Giovanni Russo Spena su Sarkozy, che incarna senza dubbio una nuova e inedita destra francese. Nello stesso tempo, Segoléne Royal ottiene un risultato che va oltre le previsioni al momento della candidatura, e da conto della consapevolezza dello scontro politico e sociale in atto, da parte dell'elettorato di sinistra che la votata: pesa la debolezza del progetto politico e della prospettiva di cambiamento, su cui noi stiamo lavorando. L'unità di azione nelle pratiche istituzionali e la ricerca di un luogo in cui riconnetterle con quelle di sociali di territorio, il rilancio dei contenuti e la riattivazione non solo dei quadri politici e sindacali, ma di soggetti in carne ed ossa, l'evocazione della stagione di Genova e dei movimenti, più che l'urgenza nella definizione delle forme, è la tensione che ho riscontrato ragionando con chi è stato o guarda all'assemblea dell'Eur. Il rischio del referendum e la discussione sulla legge elettorale sono presenti come preoccupazione di una precipitazione del processo di riaggregazione a sinistra sulle formule più che sulle pratiche>.

Peppino Di Lello
<Un coordinamento - tanto per iniziare - della galassia dei partiti della sinistra radicale si impone con urgenza. La macelleria sociale, che avevamo promesso di fermare in campagna elettorale, va avanti ed è necessario che al governo giunga una voce unitaria per una inversione di tendenza. Inversione che, ovviamente, dobbiamo rendere effettiva, altrimenti rischiamo di avere, a breve, un "soggetto unico" (parlamentari e dirigenti politici) vertice e base di se stesso>.

Conclusioni Russo Spena
<Gli interventi dei compagni confermano la necessità di procedere rapidamente verso il coordinamento tra i gruppi della sinistra. Ribadisco però l'importanza di muoversi da subito sui contenuti. Come suggerito da Zuccherini proporrò che la prima iniziativa unitaria sia un impegno forte per la legge delega sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Bisognerà verificare subito la possibilità di unità d'azione sulla contingenza politico-economica (le pensioni e la destinazione del tesoretto), sullo scudo stellare e sull'Afghanistan, in particolare sulla liberazione di Hanefi: se il processo non inizierà nei tempi brevi promessi da Karzai sono convinto che una delegazione di tutti i gruppi della sinistra debba recarsi a Kabul e chiedere con forza di poterlo incontrare. Determinante è anche una proposta comune sulla legge elettorale, anche perché il soggetto comune potrebbe risolvere il problema del premio di maggioranza e aprire così le porte al sistema tedesco. Sono infine molto d'accordo con Maria Luisa Boccia: il nostro lavoro deve procedere su tre gambe. Al versante istituzionale e a quello sul territorio deve corrispondere un lavoro di ricerca culturale e politica. Senza un'innovazione profonda su questo piano difficilmente il nuovo soggetto della sinistra potrebbe nascere>.
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Nota di "Redazione"

Fonte originale: www.aprileonline.info


LEGGE BIAGI, dalle INDISCREZIONI ai FATTI

Gianni Pagliarini *, 6 giugno 2007

Pubblicato su "Aprile" del 6.6.2007 - http://www.aprileonline.info
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<Al governo lanciamo una sfida: la ridefinizione del concetto di "lavoro economicamente dipendente": non è più tollerabile ammettere l'anomalia italiana della parasubordinazione, quando in tutt'Europa il lavoro è dipendente o autonomo, senza inammissibili terze vie>.

<La "svolta" invocata dagli elettori del centrosinistra, ad oltre un anno dall'abbandono di palazzo Chigi da parte di Berlusconi, ancora non si vede e gli esiti del test elettorale amministrativo lo dimostrano. E' sotto gli occhi di tutti la "questione salariale" che affligge milioni di persone, sul lavoro si continua a morire come cinquant'anni fa e il dramma della precarietà costringe i giovani lavoratori a fare i conti con un futuro incertissimo. Ecco perché la "svolta" passa obbligatoriamente da un'inversione di tendenza sul grande tema dei diritti e della condizione di vita dei lavoratori e dei pensionati.
In questo contesto non sottovaluto l'iniziativa del governo che prova a mettere i piedi nel piatto cercando di sintonizzarsi con i cittadini e i loro problemi e diffondendo le prime indiscrezioni su un'ipotesi di modifica della legge Biagi. L'esecutivo si interroga sulla necessità di porre un tetto ai contratti a termine, sull'inaccettabilità dell'odioso lavoro a chiamata, sull'innalzamento delle aliquote contributive per i lavoratori parasubordinati. Va aggiunto in premessa, senza incedere nella polemica, che non è un bel biglietto da visita il ritardo con cui Prodi e i suoi ministri si presentano all'appuntamento della riforma del mercato del lavoro; tanto più che il tavolo di confronto su pensioni e sviluppo mostra più di un'ombra a causa dei reiterati balbettii sull'applicazione di un programma elettorale condiviso da tutti almeno fino all'aprile 2006. Ciò detto, apprezzo l'avvio di una ricerca comune che coinvolge le forze più o meno moderate dell'Unione. Una ricerca che ha finalmente portato ognuno di noi a prendere coscienza che la legge 30 va cambiata intervenendo sulle premesse che la ispirarono.
Se non partiamo da zero lo si deve però (mi si perdoni la presunzione) a quei partiti sprezzantemente definiti come espressione della "sinistra radicale". Cioè a quelle forze (Pdci, Prc, Sinistra democratica, Verdi) che hanno intrapreso da alcune settimane un'azione unitaria a tutto tondo, evidenziando la necessità di indirizzare il "tesoretto" al rafforzamento dello stato sociale, e che già trovarono un'importantissima comunione di intenti qualche mese fa quando decisero di presentare assieme una proposta di legge "per il superamento del lavoro precario". Il segno unitario venne sancito dalla decisione comune di proporre il sottoscritto, in qualità di presidente della Commissione Lavoro della Camera, come primo firmatario, seguito dai capigruppo di tutte le espressioni della sinistra.
Al governo lanciamo dunque una sfida, anch'essa unitaria, rilanciando i princìpi salienti di quella proposta che rivendichiamo come capisaldi di quella "svolta" cui facevo riferimento all'inizio. Il primo aspetto (dal quale, caro Prodi, non si può derogare) è la ridefinizione del concetto di "lavoro economicamente dipendente": non è più tollerabile ammettere l'anomalia tutta italiana della parasubordinazione, quando in tutt'Europa il lavoro è dipendente o autonomo, senza improbabili (e inammissibili) terze vie. Si tratta di riconoscere l'unicità del rapporto di lavoro quando è caratterizzato da dipendenza socio-economica del lavoratore e in tal caso, salvo eccezioni, si dovrà presumere la natura subordinata del contratto. Le attuali co.co.pro. dovranno confluire nel rapporto unificato a termine e la contribuzione, conseguentemente, andrà unificata equiparando i collaboratori agli altri lavoratori.
In secondo luogo, per quanto non vada sottovalutato lo sforzo del governo volto a porre limiti all'utilizzo del lavoro a tempo determinato, serve più coraggio: tale inquadramento necessita infatti di un controllo rigoroso del carattere effettivamente temporaneo dell'esigenza produttiva dell'impresa e andrà attribuito al datore di lavoro l'onere della prova.
Non dovrà più verificarsi - è scritto nel pdl che abbiamo presentato - l'utilizzo di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato, mentre quella a tempo determinato si dovrà ammettere solo nei casi in cui si rivelerà possibile la stipula di un contratto a termine diretto (non più quindi sostitutiva di un contratto a tempo indeterminato, ma solo di un altro tipo di contratto "precario").
La proposta di legge in questione non si ferma qui, visto che entra nel merito di altre specificità, a cominciare dalla piaga del lavoro nero. Ma l'importante, in questo momento, è mettere a fuoco le linee-guida che dovranno rappresentare l'intervento della maggioranza su una materia così delicata e nello stesso tempo fondamentale. Noi insistiamo riproponendo un approccio limpido: sui diritti non si transige e il governo deve esserne cosciente fino in fondo>.

* Deputato Pdci, Pres. della Comm.ne Lavoro della Camera
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Nota di "Redazione"

DELITTO di MARSCIANO: DELITTI in FAMIGLIA QUESTIONE POLITICA NAZIONALE

di Katia Bellillo - Roma, 30 maggio 2007

http://www.comunisti-italiani.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=3121
http://pdcicagliari.altervista.org
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<Un efferato delitto quello di Marsciano che si annunciava come l'ennesima occasione per bombardare l'opinione pubblica con titoli cubitali sui giornali, con interviste ai politici, con esilaranti talk show, su come questo paese sia in mano agli "stranieri" che sputano sul piatto in cui mangiano e rendono insicure le nostre vite. Davanti alla villetta di Compignano, quando le accuse ricadevano sui rumeni barbari e feroci, abbiamo visto il sindaco,che invocava i blocchi di polizia, l'assessore provinciale e perfino il Vescovo della diocesi perugina che aveva annunciato che proprio lui avrebbe officiato la messa funebre.
Ma l'assassino non è l'altro, il diverso da noi, ma è il marito, il padre! Sappiamo che Barbara era entrata a far parte di un clan familiare potente, di forti radici cattoliche, e sappiamo che quella sua famiglia è il modello riconosciuto in Italia: eterosessuale, vincolata con il matrimonio concordatario e prolifica. Ora si scopre che le violenze che ha subito insieme ai suoi figli erano anche quelle conosciute: tutti sapevano, anzi il delitto era annunciato. Ed ora che sappiamo, ora che l'assassino si è finalmente svelato e il funerale si è concluso senza l'annunciata presenza del potente vescovo di Perugia, l'evento esce dall'ordine del giorno della politica per diventare un semplice fatto di cronaca nera. I dati ci dicono che la famiglia uccide più della mafia: tra il 2000 e il 2005 in Italia ci sono state più di 1200 vittime, in questi giorni, mentre le indagini della magistratura cercavano il vero colpevole dell'omicidio di Barbara e della sua bambina, si sono consumati altri cinque delitti tutti in famiglia! Non si può accettare il silenzio assordante della politica, questi delitti non possono essere relegati alle cronache di nera.
La violenza familiare e la violenza contro le donne è una questione politica nazionale. Sarebbe un segnale di grande novità se almeno un segretario nazionale di partito intervenisse per denunciare che la violenza alla donne si presenta come la manifestazione più feroce di un insieme di fenomeni che contrassegnano una condizione che è la sintesi di tutte le discriminazioni e le aggressioni subite dalle donne a seguito dei condizionamenti sociali e culturali che agiscono su i due sessi in ogni loro relazione sia pubblica che privata. La politica deve scoprire ed assumere tale fenomeno perché esso non riguarda solo la sfera privata ma la violenza si manifesta come simbolo più brutale delle disuguaglianze esistenti nella società ed è rivolta alle donne in quanto tali, poiché i loro aggressori sono convinti che esse abbiano meno diritti semplicemente perché di sesso femminile.
Il Parlamento, le regioni, gli enti locali, ogni tipo di istituzione, dalla scuola alla sanità alla magistratura alle forze dell'ordine, devono mettere al primo posto dell'agenda gli obiettivi per sconfiggere la violenza contro le donne.
Il Consiglio d' Europa il 27 novembre 2006 a Madrid ha presentato la campagna per sconfiggere la violenza dentro e fuori le famiglie, gli obiettivi sono, da un lato, quello di sensibilizzare l'opinione pubblica di ogni stato membro che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti della persona e tutti devono essere spinti a combatterla. Dall'altro si esortano gli stati membri ad impegnare risorse finanziarie adeguate per raggiungere risultati concreti atti a sconfiggere la violenza contro le donne e promuovere misure efficaci per prevenire e combattere la violenza contro le donne nella legislazione e nei piani d'azione nazionale per attuare la raccomandazione n.5/2002.
L'Italia deve fare la sua parte, non c'è più tempo e molti sono i progetti di legge presentati per prevenire e combattere la violenza dentro e fuori le famiglie, il Parlamento approvi al più presto una legge che, nel ribadire la salvaguardia dei diritti di uguaglianza, dia omogeneità al diritto, per superare l'attuale parzialità e garantire una visione unitaria.
C'è bisogno di una legge integrale e multidisciplinare che regoli tutto il processo di socializzazione e dell'educazione di tutti i cittadini, in particolare dei giovani>.
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Nota di "Redazione"
Preleviamo dai siti web di cui agli URL sotto il titolo, questo preoccupato articolo di Katia Bellillo, sull'efferato e inquietante delitto familiare di Marsciano, che pone seri e inquietanti interrogativi sulla situazione socio-familiare nel ns. Paese, entrato apparentemente in un "tunnel" senza uscita. Ma anche in questo caso le soluzioni o, meglio, la riduzione quantiqualitativa di siffatte tragedie, esiste e la Bellillo ne propone lucidamente alcune molto interessanti e sicuramente fattibili, soprattutto se la politica e le istituzioni sapranno accoglierne l'urgenza, le motivazioni profonde, applicarle convintamente e con immediatezza, possibilmente in modo condiviso e trasversale alle appartenenze partitiche.

L'efferato delitto familiare di Marsciano
Appello CGIL per una Sinistra Italiana

PER un NUOVO SOGGETTO POLITICO della SINISTRA ITALIANA

Incontro dibattito pubblico

Cagliari, Mercoledì 6 Giugno 2007 - Ore 16.30 c/o Salone CGIL in V.le Monastir, 17

http://pdcicagliari.altervista.org/COMUNICATI%20STAMPA/CGIL_dibattito.html
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Intervengono:
Tonino Dessì - Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo
Claudio Giorgi - Partito dei Comunisti Italiani
Gian Paolo Patta - Presidente CIAS nazionale
Michele Piras - Partito della rifondazione comunista
Pino Zarbo - Federazione dei Verdi

Introduzione di:
Marinora Di Biase - CGIL SARDA
Partecipa
Giampaolo Diana - Segretario Generale CGIL SARDA
Conclude
Nicola Nicolosi - CGIL Nazionale

I partiti politici, i movimenti, le associazioni e tutti coloro che si riconoscono nelle finalità dell'Appello sono invitati alla partecipazione e discussione.
La riunione è indetta nei locali della CGIL in Viale Monastir n. 17 a Cagliari

UNIRE LA SINISTRA, CAMBIARE LA POLITICA

Presentazione del Movimento Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo

Cagliari, Lunedì 28 Maggio 2007
Sala Conferenze del Banco di Sardegna - Viale Bonaria, Ore 17.00

http://pdcicagliari.altervista.org/presentazione%20movimento%20cagliari.htm
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DIBATTITO PUBBLICO
Presiede
: Andrea Pubusa
Associazione per il Rinnovamento della Sinistra
Coordina: Enrico Palmas, Coordinatore provinciale
Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo
Introduce: Manuela Scroccu
Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo di Cagliari
Conclude: Cesare Salvi, Presidente del Gruppo della Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo al Senato della Repubblica.
Partecipano: associazioni, movimenti e partiti della Sinistra e dell'Ulivo.
Sono invitate ad intervenire tutte le persone interessate a discutere sull'unità e sul rinnovamento della sinistra.

Sinistra unita - Invito al dibattito


STATI POLITICI CONFUSIONALI

Cambiamenti elettorali provvisori o trasformazioni periodiche irreversibili?

Gianfranco Ghironi, 11 Maggio 2007

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Il mondo della politica, in questo periodo, è in grande movimento, per tutta una serie di elementi, questioni, fatti e iniziative che, se da una parte sono da considerarsi positive, dall'altra evidenziano anche stati confusionali. Credo che tutto ciò sia fisiologico, quando nello scenario di un Paese, entrano in ballo nuove idee, che alimentano speranze (o illusioni), alla ricerca di nuovi equilibri politici, determinati dai mutati (in peggio o in meglio?) assetti sociali ed economici, nazionali e internazionali. In un contesto mondiale di globalizzazione capitalistica, selvaggia e liberista (sinonimi?), ove la politica è fortemente condizionata dal mondo finanziario ed economico, di azioni di guerra mascherate da interventi pacificatori o addirittura umanitari, di Unione Europea dei Governi ma non di Europa Unita dei Popoli, di ingiustizie quotidiane nei confronti dei più deboli (strano, vero?), di interessi "privati" perpetrati contro tutto e tutti (anche contro la legge!) a vantaggio di pochi, credo sia pura illusione pensare di poter determinare in assoluta autonomia interna, il nuovo quadro politico e partitico italiano. In questo contesto, non è possibile pensare seriamente, che quanto si deciderà in Italia a breve, non sia anche il frutto di considerazioni internazionali, "in primis" del ns. "vecchio" continente, anche perchè se così non fosse, fra sei mesi si dovrebbe ricominciare tutto dall'inizio, con la conseguenza di aver perso solo tempo, entusiamo e, probabilmente, anche la coincidenza con il ... treno (se è quello giusto, possiamo solo auspicarlo).
Da una parte nasce il PD (Partito Democratico), per dare vita ad un nuovo soggetto politico, sicuramente più vicino al centro che alla sinistra, difensore dei ceti medi e borghesi in senso classico, sempre meno laico e progressista, più "ecclesiastico" e conservativo, con la classe lavoratrice (in senso marxiano), spazzata via da chi non se la sente più di rappresentarla, perchè non è conveniente ... in termini elettorali.
La sinistra reagisce a questo sventurato evento (scusate il "bisticcio" terminologico), proponendo altre soluzioni. Dai DS, durante lo svolgimento del recente Congresso nazionale di Rimini, escono per dissenso, gli uomini e le donne del cosiddetto "correntone" di F. Mussi, seguiti subito dopo dall'ala rappresentata da G. Angius, che propongono la nascita di un "movimento" denominato Sinistra Democratica (?). Il PdCI dilibertiano, invece, è già da tempo chiaramente orientato verso la costituzione di una Confederazione di Partiti, aperta anche alle Associazioni e ai Movimenti, ove ognuno di questi soggetti, pur mantenendo la propria origine, storia e identità, lavori in sinergia con gli altri, per le rivendicazioni peculiari della sinistra. Rifondazione, che prima aveva sostenuto altre cose (sempre a sinistra e di sinistra), ora sembra che abbia aperto il dialogo con i cugini "scissionisti". In questi ultimi giorni la parola d'ordine è quella di andare a formare, quanto prima, sia per motivi elettorali (le amministrative incombono) che per battere sul tempo il nascente PD, gruppi di collaborazione politica con i vari soggetti che si riconoscono a sinistra. Tutto questo al di là delle attuali appartenenze partitiche o collocazioni istituzionali, all'interno degli apparati di governo, sia nazionale che degli EE.LL.. Ciò sta provocando, nelle segreterie politiche di alcuni partiti della sinistra, non pochi malumori e imbarazzi, con relative minacce di sospensione e/o espulsione, nei confronti di parlamentari, consiglieri regionali, provinciali e/o comunali, che non si attengono strettamente alle ferree regole interne dell'organismo di appartenenza o militanza, in quanto vogliono unificare da subito le forze (giustamente), per addivenire alle nuove e indispensabili sinergie di azione comune. Qualcuno, questo non lo ha capito ancora, non lo vuole o non lo può capire. In tutti e tre i casi, siamo difronte ad una mancata o non completa comprensione delle dinamiche (con annesso timore di incapacità di gestione delle stesse), che si sono messe in moto e che non potranno più arrestarsi, nonostante i veti, gli anatemi, le "minacce" di scomunica e quanto altro di stampo inquisitorio al riguardo, proveniente dai vertici delle varie "ecclesiae" di sinistra, nei confronti dei "ribelli miscredenti". A questi, semmai, va imputata una eccessiva facilità nel mettersi insieme, senza avere preventivamente consultato e informato gli organi interni dei rispettivi partiti di appartenenza (è giusto farlo, ma senza drammi!); vanno sicuramente richiamati ad una maggiore osservanza dei disciplinari interni, ma altro, di sostanziale, non gli si puo dire contro. In fondo, stanno solo anticipando i tempi, che gli apparati ancora elefantiaci dei partiti non riescono a dinamicizzare (senza capire che così si sta solo perdendo tempo prezioso), di un processo ri-unificatore e confederato delle forze autentiche della sinistra italiana, che è l'unica soluzione possibile per contrastare più efficacemente le politiche liberiste e conservatrici, anzi retrograde, del centro-destra e quelle liberal clericali del nascente PD. Diamoci una smossa e cerchiamo di essere più comprensivi e lungimiranti, veloci e attenti, nei confronti degli importanti eventi culturali, sociali e politici, che stanno rapidamente evolvendo e maturando, nella ns. comunità nazionale e regionale. Abbandoniamo immediatamente atteggiamenti intolleranti o eccessivamente rigidi, che si richiamano a regolamenti interni da aggiornarsi rapidamente, perchè non rispondono più alle esigenze della società civile e alle mutate condizioni del "mercato" politico. C'è assoluta necessità di aria nuova, pulita e frizzante e, quindi, non cerchiamo di "inquinarla" da subito: fa male alla salute di tutti!
Per rimanere nella nostra bella Regione Autonoma della Sardegna, stupisce che ancora non sia chiaro e già deciso, dai partiti storico-istituzionali della sinistra, che la prossima confederazione non possa prescindere assolutamente dai Partiti o Movimenti autenticamente sardisti e autonomisti. Come si fa a non chiamare subito, intorno ad un "tavolo" di confronto e di lavoro, "Sardigna Naztione", "Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna", "A Manca pro s'Indipendentzia", "Costituente Sardista", "Sardegna e Libertà", una parte del PsdAZ, etc., per discutere e approfondire cosa e come si può fare insieme, in modo stabile e duraturo?! Sapendo da subito che, per trovare le giuste ed efficaci intese, sarà necessario che tutti i convenuti facciano un passo indietro, rispetto alle proprie posizioni di partenza, credo sia possibile trovare gli equilibri politici, che non pregiudicando le rispettive identità e peculiarità, consentano di trovare una linea di azione comune, condivisa e partecipata, da cui possa trarre beneficio la collettività, regionale e nazionale. Per addivenire a tutto ciò, però, sarà necessario sviluppare una continua attività sinergica, attraverso la pratica di un metodo di lavoro partecipato, deciso e condiviso da tutti, nel rispetto reciproco, sviluppato sulla base di parità di condizioni e opportunità, indipendentemente dal peso elettorale specifico di ognuno. Il tutto, ovviamente, dovrà essere "condizionato" soltanto dalla capacità di proposta dei partecipanti, dall'importanza delle tematiche e delle argomentazioni da svilupparsi al "tavolo", dialetticamente e criticamente, anche in modo deciso ma sempre costruttivo. Forza paris!

Gianfranco Ghironi


LE IPOCRISIE della NOMENKLATURA ECCLESIASTICA CATTOLICA

Ns. titolo alla "Lettera aperta di Travaglio a cardinal Ruini"

URL di prelievo della lettera di M. Travaglio a cardinal Ruini:
http://www.giovannidemurtas.altervista.org/eventi/Travaglio_a_Ruini.html
URL fonte originale di pubblicazione: http://www.UAAR.it
Venerdì, 11.05.07
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Testo della "Lettera di Travaglio a Ruini"

<Eminenza reverendissima cardinale Camillo Ruini,
mi rivolgo a lei anche se la so da poco in pensione, anziché al suo successore card. Bagnasco, perché lei è un po' l'Andreotti del Vaticano: ha accompagnato la vita politica e religiosa del nostro paese per molti decenni. Come lei ben sa, non c'è paese d'Europa che abbia avuto tanti capi del governo cattolici come l'Italia. Su 60 governi in 60 anni, 51 avevano come premier un cattolico e solo 9 un laico: 2 volte Spadolini, 2 Craxi, 2 Amato, 2 D'Alema, 1 Ciampi, che peraltro si dichiara cattolico. In 60 anni l'Italia è stata governata per 52 anni da un cattolico e per 8 da un laico. Se la DC e i suoi numerosi eredi avessero fatto per la famiglia tutto ciò che avevano promesso, oggi le famiglie italiane dormirebbero tra due guanciali. Sa invece qual è il risultato? Che l'Italia investe nella spesa sociale il 26,4% del Pil, 5 punti in meno che nel resto d'Europa a 15, quella infestata di massoni, mangiapreti, satanisti e -per dirla con Tremaglia- culattoni. Se poi andiamo a vedere quanti fondi vanno alle famiglie e all'infanzia nei paesi che non hanno avuto la fortuna di avere in casa Dc e Vaticano, scopriamo altri dati interessanti. L'Italia è penultima in Europa col 3,8% della spesa sociale alle famiglie, contro il 7,7% dell'Europa, il 10,2% della Germania, il 14,3% dell'Irlanda. Noi diamo alla famiglia l'1,1% del Pil: meno della metà della media europea (2,4). Sarà un caso, ma noi siamo in coda in Europa per tasso di natalità: la Francia ha il record con 2 figli per donna, la media europea è 1,5, quella italiana 1,3. E il resto d'Europa ha i Pacs, noi no: pare che riconoscere i diritti alle coppie di fatto non impedisca le politiche per la famiglia, anzi. Lei che ne dice?
Lei sa, poi, che per sposarsi e fare figli, una coppia ha bisogno di un lavoro stabile. Sa quanto spendiamo per aiutare i disoccupati? Il 2% della spesa sociale, ultimi in Europa. La media Ue è il 6%. La Spagna del terribile Zapatero spende il 12,5. I disoccupati che ricevono un sussidio in Italia sono il 17%, contro il 71 della Francia, l'80 della Germania, l'84 dell'Austria, il 92 del Belgio, il 93 dell'Irlanda, il 95 dell'Olanda, il 100% del Regno Unito. E per i giovani è ancora peggio: sotto 25 anni, da noi, riceve il sussidio solo lo 0,65%; in Francia il 43, in Belgio il 51, in Danimarca il 53, nel Regno Unito il 57. Poi c'è la casa. Anche lì siamo penultimi: solo lo 0,06% della spesa sociale va in politiche abitative (la media Ue è il 2%, il Regno Unito è al 5,5). Se in Italia i figli stanno meglio che nel resto del mondo, anche perché sono pochissimi, per i servizi alle madri siamo solo al 19° posto.
Forse, Eminenza, visto il rendimento dei politici cattolici o sedicenti tali, avete sempre puntato sui cavalli sbagliati. O forse, se aveste dedicato un decimo delle energie spese per combattere i Dico e i gay a raccomandare qualche misura concreta per la famiglia, non saremmo i fanalini di coda dell'Europa: perché i nostri politici le promesse fatte agli elettori non le mantengono, ma quelle a voi le mantengono eccome. Sono proprio sacre.
Ora speriamo che il Family Day faccia il miracolo. A questo proposito, vorrei mettere una buona parola per evitare inutili imbarazzi. Come lei sa, hanno aderito all'iniziativa moltissimi politici così affezionati alla famiglia da averne due o tre a testa. Come Berlusconi, che ha avuto due mogli, senza contare le giovani e avvenenti attiviste di Forza Italia con cui prepara il Family Day nel parco di villa Certosa. Le cito qualche altro esempio da un bell'articolo di Barbara Romano su Libero. Vediamo la Lega, che fa fuoco e fiamme per la sacra famiglia. Bossi 2 mogli. Calderoli 2 mogli (la seconda sposata con rito celtico) e una compagna. Castelli, una moglie in chiesa e l'altra davanti al druido. Poi c'è l'Udc, l'Unione democratico cristiana, dunque piena di separati e divorziati. Divorziato Casini, che ha avuto due figlie dalla prima moglie e ora vive con Azzurra. Divorziati l'ex segretario Follini e il vicecapogruppo Giuseppe Drago, mentre la vicesegretaria Erminia Mazzoni sta con un divorziato. D'Onofrio ha avuto l'annullamento dalla Sacra Rota. Anche An è ferocissima contro i Dico. Fini ha sposato una divorziata. L'on. Enzo Raisi ha detto:"Io vivo un pacs". Altro "pacs" inconfessato è quello tra Alessio Butti e la sua compagna Giovanna. Poi i due capigruppo: alla Camera, Ignazio La Russa, avvocato divorzista e divorziato, convive; al Senato, Altero Matteoli, è divorziato e risposato con l'ex assistente. Adolfo Urso è separato. L'unico big in regola è Alemanno:si era separato dalla moglie Isabella Rauti, ma poi son tornati insieme. Divorziati gli ex ministri Baldassarri (risposato) e Martinat (convivente). La Santanchè ha avuto le prime nozze annullate dalla Sacra Rota, poi ha convissuto a lungo. E Forza Italia? A parte il focoso Cavaliere, sono divorziati il capogruppo alla Camera Elio Vito e il vicecapogruppo Antonio Leone. L'altro vice, Paolo Romani, è già al secondo matrimonio: "e non è finita qui", minaccia. Gaetano Pecorella ha alle spalle una moglie e "diverse convivenze". Divorziati anche Previti, Adornato, Vegas, Boniver. Libero cita tra gli irregolari persino Elisabetta Gardini, grande amica di Luxuria, che ha un figlio e (dice Libero) convive con un regista. Frattini, separato e convivente, è in pieno Pacs. Risposàti pure Malan, D'Alì e Gabriella Carlucci, mentre la Prestigiacomo ha sposato un divorziato. E al Family day ci sarà pure la Moratti col marito Gianmarco, pure lui divorziato.
Ecco, Eminenza, personalmente sono convinto che ciascuno a casa sua sia libero di fare ciò che vuole. Ma è difficile accettare l'idea che questi signori, solo perché siedono in Parlamento, abbiano dal '93 l'assistenza sanitaria per i conviventi more uxorio e vogliano negarla a chi sta fuori. E che lei Eminenza non abbia mai tuonato contro i Pacs parlamentari. Ora però non
vorrei che qualche Onorevole Pacs disertasse il Family Day per paura di beccarsi una scomunica. Perciò mi appello a lei: se volesse concedere una speciale dispensa almeno per sabato, ne toglierebbe d' imbarazzo parecchi. Potrebbe pure autorizzarli a sfilare ciascuno con tutte le sue famiglie, magari entro e non oltre il numero di 3. Per far numero. Ne guadagnerebbe la partecipazione. Si potrebbe ribattezzare l'iniziativa Multifamily Day>.

Marco Travaglio
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Nota di "Redazione"

Fonte originale di pubblicazione: http://www.UAAR.it

URL di prelievo della lettera di Marco Travaglio a cardinal Ruini: http://www.giovannidemurtas.altervista.org/eventi/Travaglio_a_Ruini.html


Banner dell'ELM - European Literary Marathon

EUROPEAN LITERARY MARATHON (ELM)
MARATONA LETTERARIA EUROPEA

Italia - Verona e Isili (CA), 9 Maggio 2007

http://www.literarymarathon.eu/elm/index.php?option=com_content&task=view&id=14&Itemid=28
07/05/2007
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Nove nazioni partecipanti all'evento:
Bulgaria, Finlandia, Grecia, Italia, Polonia, Romania, Serbia, Spagna, Regno Unito

Il PROGRAMMA in ITALIA - VERONA e ISILI (CA)
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VERONA
Cortile Mercato Vecchio
Mercoledì 9 maggio 2007
ore 11.00 - 23.00
Ingresso libero
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In caso di maltempo, la manifestazione avrà luogo sotto il porticato del Cortile Mercato Vecchio.
Lettura integrale e continuata del romanzo La coscienza di Zeno di Italo Svevo.
Tra i molti lettori volontari, leggeranno anche gli scrittori Pietro Spirito, Giuseppe Longo, Alberto Cavaglion e Pino Roveredo.
Durante tutto l'evento ci saranno continui collegamenti con la maratona di ISILI (Cagliari)

PROGRAMMA

Autore & Opera

ITALO SVEVO

Non c'è nel Novecento italiano uno scrittore più europeo di Ettore Schmitz, ovvero Italo Svevo (1861/1928). A cominciare dalla sua stessa biografia, nella quale si incrociano e si fondono produttivamente culture differenti e talora distanti tra loro: quella ebraica di entrambi i genitori, l'austro-tedesca del padre e l'italiana della madre (donde lo pseudonimo scelto per la sua scrittura), ma anche quelle inglese e francese coltivate per tutta la vita con attento e costante interesse, sullo sfondo di una Trieste punto di incontro e mosaico di tradizioni centroeuropee, slave e mediterranee.

Eventi Paralleli

Corso di Formazione

LA PROMOZIONE DELLA LETTURA: UNA PROPOSTA FORMATIVA PER I BIBLIOTECARI

dal 26 marzo al 9 maggio 2007
Laboratorio Filippini, vicolo Satiro 8 ¥ Verona
Il corso, ideato da Fondazione Aida e realizzato con il contributo della Regione del Veneto - Servizio Beni librari Regione del Veneto.

Contenuti del corso:
¥ strumenti pratici e procedure per l'elaborazione completa di un progetto di promozione alla lettura: dall'idea centrale alla definizione di obiettivi, contenuti, destinatari ;
¥ analisi del progetto maratona letteraria europea come caso di studio;
Il Corso rientra nel programma 2006/2007 di formazione del personale bibliotecario della Regione Veneto.

Media

>decoder non sky:
Hotbird 7a o 13° est
trasponder: 18
frequenza: 11.541,03
feq: 5/6
polarizzazione: Verticale
Symbol Rate: 22.000 Mbauds
canale: Arcoiris Tv
(http://www.arcoiris.tv)

Contatti - Per informazioni:

Fondazione Aida
t
el. +39.045.8001471 / +39.045.595284
e-mail. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam.
Per vederlo devi abilitare Javascript.
www.fondazioneaida.it

www.maratonaelm.blog.dada.net

Altri articoli...
http://www.literarymarathon.eu/elm/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=13&Itemid=121
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ISILI (Cagliari)
Casa di Reclusione di Isili
Mercoledì 9 maggio 2007
ore 11.00 - 23.00
Ingresso libero
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La manifestazione avrà luogo nel Parco annesso al penitenziario; in caso di maltempo nella Sala Polifunzionale del penitenziario, in collaborazione con la Sezione Sardegna dell'Associazione Italiana Biblioteche.

PROGRAMMA
Lettura integrale e continuata del romanzo La coscienza di Zeno di Italo Svevo. Leggeranno i detenuti, il corpo di polizia penitenziaria, gli educatori penitenziari, il direttore del carcere ed altri rappresentanti del Ministero della Giustizia, docenti e studenti universitari e di scuola media superiore, bibliotecari, attori, musicisti, scrittori, rappresentanti delle istituzioni (amministratori comunali, provinciali, regionali e magistrati).
Ore 11.00 - 13.30
inaugurazione e inizio della maratona da parte di rappresentanti istituzionali della Regione e dell' Amministrazione Penitenziaria.
Ore 14.30 - 18.00
lettura accompagnata e/o intervallata da spazi musicali.
Ore 18.30 - 23.00
ripresa della lettura e conclusione della maratona a cura del direttore del carcere.

INFORMAZIONI:
Regione Autonoma della Sardegna
Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport
Tel. n. 0706065091
E-Mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam.
Per vederlo devi abilitare Javascript.
URL: http://www.regione.sardegna.it
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IL PROGETTO della MARATONA LETTERARIA EUROPEA (ELM)

L'origine dell'idea

La maratona letteraria nasce da un'idea del professor Mario Allegri, docente di letteratura italiana all'Università di Verona e membro del comitato scientifico di Fondazione Aida.
Nel 2002 Fondazione Aida realizza la prima lettura pubblica, dedicata alla "Divina Commedia" di Dante, coinvolgendo centinaia di cittadini per leggere l'opera in maniera integrale e no stop. Fu un grande successo!
L'esperienza viene ripetuta negli anni successi: nel 2003 leggiamo l'"Orlando Furioso" di Ariosto, nel 2004 l'"Iliade" nella versione di Vincenzo Monti, nel 2005 il "Canzoniere" di Petrarca.
Dopo l'esito positivo di queste iniziative, decidiamo allora di coinvolgere altre città e altri Paesi in Europa e dare alla Maratona Letteraria una dimensione europeo.

Gli obiettivi

La European Literary Marathon vuole sottolineare il patrimonio culturale europeo e la sua ricchezza, diffonderne la conoscenza tra i cittadini e coinvolgerli direttamente in questa azione di promozione. Con questo progetto desideriamo, inoltre, festeggiare la Giornata dell'Europa - che si celebra il 9 maggio di ogni anno - coinvolgendo il maggior numero di cittadini.


Altri anniversari

Accanto a questa data, il 2007 offre tre occasioni particolari da ricordare:
i 50 anni dalla firma del Trattato di Roma, uno dei momenti fondamentali per la storia dell'Unione;
i 20 anni del programma Erasmus, che dalla sua istituzione ha permesso a milioni di giovani di tutti i Paesi di incontrarsi e conoscersi, facendo della cittadinanza europea un fatto concreto;
l'ingresso di Romania e Bulgaria (partners del progetto) nell'Unione Europea.

Le attività

Il 9 maggio 2007, i cittadini di diverse città in tutta Europa saranno coinvolti nella lettura di un capolavoro della loro letteratura nazionale del Novecento.
Migliaia di volontari di ogni età, professione e stato sociale festeggeranno assieme la Giornata dell'Europa, ricordando il contributo di ciascun Paese alla costruzione di un patrimonio culturale comune.

Le opere scelte saranno lette integralmente e senza interruzioni: questo sarà l'evento centrale dell'iniziativa, che inizierà alle ore 11 del mattino (ora di Roma), eseguendo l'inno europeo (l'"Inno alla Gioia" di Beethoven) in contemporanea in tutti i nove Paesi coinvolti (Bulgaria, Finlandia, Grecia, Polonia, Romania, Serbia, Spagna, Regno Unito, Italia, dove la manifestazione si svolgerà a Verona e ad Isili (CA). Le maratone continueranno fino a sera.
Ogni Paese offrirà un programma di iniziative parallele: conferenze, seminari, performance. Tutti gli eventi saranno aperti al pubblico e gratuiti.
Al termine del progetto, su questo sito saranno disponibili le registrazioni audio e le riprese video delle maratone.
http://www.literarymarathon.eu/elm/index.php?option=com_content&task=view&id=14&Itemid=28
Per gli audio/video prodotti al riguardo della manifestazione, ci si potrà collegare anche al sito web:
http://www.arcoiris.tv
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Nota di "Redazione"
Il Programma e il Progetto della iniziativa della "European Literary Marathon" - Maratona Letteraria Europea, nonchè il logo della ELM, sono stati prelevati esclusivamente per fini diffusivi, dal sito web di cui al seguente URL di pagina http://www.literarymarathon.eu/elm/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=13&Itemid=121, cliccabile per il rimando diretto alla fonte originaria delle notizie soprariportate e per ulteriori dettagli in merito.

LOTTA alle MALATTIE: AMNESIA ITALIANA di 280 MILIONI di EURO!

443 persone potrebbero essere salvate ogni giorno se quanto promesso a livello di impegno internazionale fosse versato al Fondo Globale dell'ONU

http://www.cininet.org/comunicati.asp
07/05/2007
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<Milano, 23 aprile 2007 - 443 vite umane potrebbero essere salvate, ogni giorno, dall'Italia nel Sud del mondo. Basterebbe versare i 280 milioni di euro promessi al Fondo Globale per la lotta all'AIDS, TBC e malaria, lanciato nel 2001 dall'assemblea straordinaria dell'ONU di New York e ripreso dal G8 di Genova dello stesso anno.
Per ricordare questo stillicidio, 443 paia di scarpe, a simboleggiare le 443 persone condannate a morte ogni giorno dal mancato rispetto dell'impegno preso dal nostro Paese, verranno esposte il 27 aprile in piazza Montecitorio a Roma.
Con quest'inziativa, il CINI (Coordinamento Italiano Network Internazionali, composto da ActionAid International, AMREF, Save the Children, Terre des Hommes, VIS e WWF) e l'Associazione Culturale Punto Rosso, promotori dell'iniziativa, lanciano un appello alla società politica, al mondo della cultura e della politica, a mobilitarsi per chiedere l'immediato versamento da parte dell'Italia delle risorse dovute al Fondo Globale.
Proprio il 27 aprile, infatti, si concluderà a Ginevra la riunione del Consiglio direttivo del Fondo Globale, chiamato a valutare il fabbisogno finanziario per la prosecuzione dei progetti di cura e prevenzione e a prendere ufficialmente atto del disimpegno italiano.
Un disimpegno che le Ong e le associazioni promotrici dell'iniziativa giudicano inammissibile, in particolar modo per un Governo che intenda dare un segnale forte anche rispetto ad una mutata politica di solidarietà internazionale.
Il nostro Paese si posiziona al sesto posto per i contributi versati al Fondo, con trasferimenti che per gli anni 2001-2005 si attestano sui 433 milioni di dollari; ma al primo tra i Paesi debitori verso il Fondo, seguito solo dagli Stati Uniti: mancano 20 milioni di euro per pagare la quota del 2005 e 260 milioni promessi per il biennio 2006-2007.
La stima del numero di persone che l'Italia potrebbe salvare è dedotta dagli ultimi report del Fondo globale per la lotta all'AIDS, Tbc e malaria: 2.527 milioni di euro sono gli esborsi effettivi a fronte dei 4.056 milioni di euro di contratti di finanziamento firmati al 28 febbraio 2007. A fine gennaio 2007 lo stesso Fondo dava un risultato aggregato di 1,46 milioni di vite salvate in 3 anni, quindi più di 1.300 al giorno. In proporzione, ecco dunque che il contributo italiano corrisponderebbe a 443 persone che, ogni giorno, potrebbero sopravvivere alle tre pandemie.
L'Italia ha il dovere di adempiere agli impegni presi. Per questo motivo il Cini e l'Associazione Culturale Punto Rosso rivolgono a tutta la società civile, al mondo della politica e della cultura e ad ogni singolo cittadino a scendere in piazza, il 27 aprile, per testimoniare la propria indignazione nei confronti del Governo, che a tutt'oggi continua a non mantenere la promessa di saldare il debito dell'Italia e per chiedere al Presidente del Consiglio Prodi un impegno finalmente concreto per ridare vigore alla lotta all'HIV/AIDS>.

Per ulteriori informazioni:
Raffaele Salinari
(Portavoce CINI)
Tel. 329 2253773
Rossella Panuzzo
(Ufficio Stampa "Terre des Hommes" Italia per CINI)
Tel: 02 28970418 - 340 3104927
Viale Monza 57 - 20125 Milano
E-mail: ufficiostampa@tdhitaly.org
web: http://www.terredeshommes.it

NOTA BENE
Per vedere il filmato realizzato al riguardo dal regista Roberto Spellucci, collegati ad Arcoiris TV, di cui all'URL di pagina del sito web (clicca sulla scritta evidenziata):
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=7234
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CINI - COORDINAMENTO ITALIANO NETWORK INTERNAZIONALI

ActionAid International, AMREF, Save the Children, Terre des hommes, VIS e WWF sono sei delle più importanti organizzazioni non governative italiane attive sullo scenario internazionale con centinaia di progetti di cooperazione allo sviluppo, oltre 400.000 sostenitori privati e progetti in più di 40 paesi e 4 continenti.

http://www.cininet.org
07/05/2007
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<Le componenti italiane di ActionAid International, AMREF, Save the Children, Terre des hommes, VIS e WWF hanno dato vita al Coordinamento Italiano Network Internazionali (CINI) per rispondere all'esigenza di coordinare al meglio le loro attività di sensibilizzazione, informazione e advocacy>.

<"L'impegno per un modello di sviluppo che cancelli per sempre parole come povertà, ingiustizia, guerra, sfruttamento dell'infanzia e delle risorse naturali ha oggi bisogno di forze che si uniscano e mettano in rete le proprie competenze e capacità progettuali. Da questa semplice necessità è nato il CINI che riunisce, all'interno di una struttura stabile di coordinamento, quelle ONG internazionali presenti in Italia che hanno deciso di mettere le loro politiche di sviluppo, le attività di lobby e di advocacy, al servizio di una interlocuzione con l'opinione pubblica ed il mondo politico italiano all'altezza dell sfide di questo millennio">.

Raffaele Salinari, portavoce CINI


Segreteria CINI c/o Terre des hommes Italia - Viale Monza 57, 20127 Milano
tel. +39.02.28.97.04.18 - fax +39.02.26.11.39.71
email: segreteria.cini@cininet.org
__________________________________________________________________________________

Nota di "Redazione"
Pubblichiamo quanto sopra, testo e logo, prelevati dal sito web del CINI - Coordinamento Internazionale dei Network Internazionali - di cui all'URL http://www.cininet.org, al fine della più ampia diffusione possibile del progetto, delle finalità e delle iniziative relative, già intraprese e/o da intraprendersi, per la cui alta valenza culturale, sociale e umanitaria, chiediamo il massimo sostegno possibile da parte di tutti ns. associati e/o utenti.

Logo del C I N I

Logo del CINI - Coordinamento delle Associazioni Ong, Onlus e No-Profit

http://www.cininet.org

Immagine del simbolo della Sinistra Europea GUE-NGL

http://www.guengl.org

GIORDANO: "D'ACCORDO con G. Berlinguer, NUOVO SOGGETTO a SINISTRA. Da SUBITO"

Il segretario del Prc risponde all'intervista di ieri dell'ex dirigente ex-sinistra Ds. D'accordo anche sui tempi accelerati. "Le tappe poi le vedremo. Ma c'è qualcosa da fare subito: spostare a sinistra l'asse del governo, sui problemi concreti (a partire dal tesoretto) usando la nuova forza della sinistra"

Intervista di Stefano Bocconetti
http://pdcicagliari.altervista.org/POLITICA/Giordano_D_accordo_con_Berlinguer.html
06/05/2007
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<La risposta è sì. Rifondazione ci sta, insomma. Franco Giordano ha appena letto l'intervista a Giovanni Berlinguer (*) e non usa giri di parole per dirsi in sintonia con lui: è d'accordo sulla necessità di dar vita ad un nuovo soggetto politico della sinistra. Di più: è d'accordo anche sui tempi. Che devono essere rapidi, rapidissimi.

"Condivido l'ansia di Giovanni, la sua fretta. Fare presto significa alimentare la speranza che sento circonda la proposta".

Il segretario di Rifondazione quando parla di Berlinguer usa solo il nome: Giovanni. Lo conosce da moltissimo tempo ma non c'è solo questo. Il professore, lo studioso di medicina sociale, il dirigente degli ormai ex diesse per Franco Giordano è importante anche dal punto di vista simbolico.

"Sì - racconta - Avevo quattordici anni, mi avvicinavo come può farlo un ragazzo alle lotte studentesche. Ero incuriosito da tante cose. E un prete mi suggerì un libro. Era un saggio di Giovanni Berlinguer sull'uso sociale della scienza. Ne rimasi affascinato al punto che decisi di iscrivermi alla federazione giovanile comunista".

Ora tutti e due - chi scriveva e chi leggeva - sono leader politici. Il primo, Berlinguer ha fatto una proposta che, in parte, anticipa la stessa idea che tirerà fuori la sua componente, quella che fino ieri si chiamava "correntone": unire in un'unica formazione tutto ciò che "di buono si muove alla sinistra dei democratici".

E il secondo, Giordano, cosa replica?

Condivido integralmente il progetto. E sono d'accordo con lui anche sulla necessità dei tempi accelerati.

Ma perché, secondo te, oggi c'è questa possibilità?

Soprattutto per una cosa. Perchè credo che oggi ci siano le condizioni nella società. Ma insomma vediamo cosa è avvenuto davvero in questi anni...

E cosa è accaduto?

Dopo Seattle, alla fine del secolo scorso, quello straordinario movimento antiliberista è riuscito a riverberarsi a Genova, è riuscito a diventare concreto anche in Italia. Cambiando radicalmente tutto, anche a sinistra. E quella soggettività sociale, quella che s'è definita "il movimento dei movimenti", è riuscita ad aprire un orizzonte nuovo. Noi, noi Rifondazione intendo, abbiamo avuto l'intuizione che quell'esplosione di soggettività sociale avrebbe cambiato anche noi. Altri sono, invece, andati in direzione opposta.

Stai parlando del partito democratico, immagino?

Sì. E non sto parlando solo della sua collocazione nello scacchiere politico. Sto parlando di qualcosa di più profondo, di più inquietante. Ma, insomma: dopo quella straordinaria stagione che ha posto domande drammatiche alla politica, cosa accade? Accade che i diesse scelgono di dare una risposta che è tutta dentro la logica separata della politica. Una risposta che è quasi simbolica di come la politica possa essere impermeabile. Una risposta che nega esattamente quelle soggettività che si sono manifestate in questi anni.

Ma ora un "pezzo" di quel partito, s'è staccato. E chiede al resto della sinistra di ridisegnarsi completamente. Di unirsi, di trovare le forme di una nuova possibile collaborazione.

E io sono d'accordo. Sono in totale sintonia con i tratti di questo nuovo soggetto così come li disegna Giovanni. Anch'io penso che debba essere costruita rapidamente e che abbia una chiara, riconoscibile impronta antiliberista e pacifista.

Pensi a qualcosa di simile alla Linke (**) tedesca? Insomma, il progetto che hai, che avete, può prendere a prestito qualche modello internazionale?

Continuo a restare all'intervista di Giovanni. E mi intriga molto il discorso che ha fatto sull'America Latina(***). Coglie aspetti importanti. Perché è indiscutibile che, al di là delle diverse, singole realtà, quel continente sta vivendo una stagione nuova. C'è un enorme protagonismo dei paesi, dei governi, dei movimenti che li animano, in rapporto con le persone, con le comunità. E, se ci pensi, tenendo sempre comunque a mente le dovute differenze, sempre considerando, insomma, che le due realtà non sono paragonabili, se ci pensi, dicevo, è proprio l'obiettivo che poniamo noi alla sinistra: investire sull'Europa, sul nostro continente. Investire sui movimenti sociali europei, credere nel rapporto con le comunità, con le forme di autorganizzazione che nascono dai conflitti. Posso fare una battuta?

Ovviamente.

In questi giorni, nei giorni del congresso di Firenze, tanti osservatori hanno definito quella fra Ds e Margherita come una fusione a freddo. Ecco al contrario io immagino, quella nuova della sinistra, come "una soggettività calda". Che nasce nel vivo dei conflitti. Che cominci a delineare, già nelle sue vertenze, nelle sue battaglie, un'alternativa di società. Che cominci a disegnare un'altra società possibile, altre relazioni fra le persone. Basate sui valori della non violenza.

A proposito: Giovanni Berlinguer ha detto che la scelta della non violenza di Rifondazione è stato il vero elemento che potrebbe rendere possibile l'unità delle sinistre.

L'ho letto e lo ringrazio. E mi pare un riconoscimento decisivo. Anche se...

Anche se cosa?

Una cosa vorrei dirla a Giovanni. Lui sostiene che la nostra scelta è stata prima etica che politica. Mette molto l'enfasi sul carattere morale. Non è esattamente così. Per noi la "non violenza" è soprattutto una scelta politica. Perché implica l'abbandono di tante suggestioni del secolo scorso che puntavano alla presa del potere. O del governo, fa lo stesso. No, la "non violenza" porta con sé anche l'idea che il nostro obiettivo non è il ricambio delle classi dominanti ma la trasformazione sociale. Cambiare la vita, la vita concreta delle persone, le forme di governo. Nessuna presa del palazzo, insomma. Piuttosto una trasformazione molecolare, i cui protagonisti siano i soggetti che si autorganizzano. Se vuoi una forma mutuata più dalle esperienze del femminismo, dei nuovi movimenti per la pace piuttosto che dalle vecchie forme del socialismo.

Insisti molto sul sociale, sul carattere innovativo che dovrà avere la sinistra prossima ventura. Berlinguer, e tanti con lui, insistono però anche molto sul fatto che le attuali forme della sinistra - i partiti, insomma - dovranno mettersi assieme. Sei sicuro che la tua strada e quella di Berlinguer siano proprio la stessa cosa?

Sia chiaro: io non faccio alcuna discriminazione verso nessuno. Però non si scappa dal nodo centrale: la cifra del nuovo soggetto della sinistra dovrà essere un'idea alternativa della società, dovrà essere l'innovazione politico culturale. Non ci si può limitare a mettere insieme l'esistente.

Per capire ancora meglio: perché oggi si può fare e per esempio prima delle elezioni non si poté realizzare la proposta Asor Rosa di una lista comune di tutta la sinistra?

Appunto perché quella proposta si limitava a fotografare quel che c'era. Oggi, ti ripeto - e credo anche su questo di essere in sintonia con Giovanni - c'è una dinamica sociale che richiede di costruire una nuova soggettività. Dentro una logica che esce dalla separatezza della politica.

Le tappe di questo percorso? Come lo immagini?

Le tappe concrete le vedremo. C'è l'appuntamento del 5 maggio, l'assemblea nazionale della ex sinistra diesse. C'è il 16 giugno l'avvio della fase costituente della Sinistra europea. Ma io dico di più. E parlo delle cose da fare ora, adesso. Domani mattina.

Quali?

Vedo che il partito democratico si è autoattribuito la definizione di guida, motore della coalizione oggi al governo. La prima cosa che viene da dir loro è: ma chi vi ha dato la patente? Al di là delle battute, credo che siamo ad un passaggio decisivo per delineare l'identità politica e sociale del governo dell'Unione. Perché è irrinviabile l'apertura della stagione che abbiamo chiamato del "risarcimento sociale".

I soldi "del tesoretto", giusto?

Giusto. Che certo non potranno essere distribuiti come pretenderebbe Padoa Schioppa. Non è accettabile. E su questo vorrei che la sinistra, tutta, trovasse subito le forme di coordinamento possibile per un'iniziativa unitaria. E ancora: sta per partire la vertenza contrattuale dei metalmeccanici. Le stesse forze, questa sinistra è disposta, unitariamente, a fare da sponda politica a quella vertenza? E' disposta a dare voce ad una categoria che da troppo tempo è senza rappresentanza politica? Ecco queste sono le cose da fare subito, ora.

Stai dicendo di spostare a sinistra l'asse della coalizione. Anche se - ad essere sinceri - i discorsi, come quelli di Marini al congresso della Margherita vanno nella direzione opposta: c'è chi immagina governi senza Rifondazione.

Noi abbiamo espresso lealtà ad un governo dell'Unione fondato su un mandato preciso e su un programma. E bisogna sapere che chi tenta di modificare in senso moderato tutto ciò crea condizioni di instabilità e produce una rottura col popolo dell'Unione. Questo vale anche per il futuro.

Che vuoi dire?

Che l'appartenenza ai futuri governi dipenderà dalla natura dei programmi e dalle relazioni coi movimenti. Per essere chiari: la collocazione del governo non può essere un "a priori", ma una scelta che va verificata socialmente e politicamente.

Prima parlavi della Sinistra europea. Ma dì la verità: è difficile dare vita ad un soggetto che probabilmente già all'atto di nascita discuterà gli strumenti per superarsi.

E qui sbagli. Sbagli di grosso. La sinistra europea, come Rifondazione, non è a tempo, se è questo quello che mi chiedi. La Sinistra europea è l'approdo di un percorso che abbiamo cominciato fin da Genova. Guai a fare confusione. Si ricadrebbe nel drammatico errore, fatto da Fassino e Rutelli, per cui conta esclusivamente il contenitore. Noi nasciamo aperti, aperti al confronto con tutti. Ma quello è il luogo che abbiamo scelto per elaborare le nostre proposte, il nostro progetto. Ma insomma, non vedo perché dovremmo rinunciare alla nostra identità. Esattamente come non chiederemo a nessuno dei protagonisti che immaginiamo nel nuovo soggetto unitario della sinistra, di rinunciare alla loro. Sarebbe sbagliato, improponibile.

Un'ultima cosa: secondo te la débacle della sinistra francese ha accelerato la discussione in Italia sulla riaggregazione della sinistra?

E' indubbio che lì la sinistra radicale è stata penalizzata dalla logica del "voto utile". Che ha premiato la Royal contro un candidato di una destra pericolosa che forse non abbiamo ancora analizzato a fondo. Capace di legare i vecchi elementi xenofobi e autoritari con discorsi di chiara impronta sociale. Molti hanno votato per paura, insomma. Ma resta anche, credo, la mancata innovazione delle forze della sinistra radicale francese. Incapaci, mi sembra, di proiettare in una dimensione continentale lo straordinario movimento che si è opposto alla Costituzione liberista.

E quel voto cosa insegna all'Italia?

Una cosa riguarda tutti.

Quale?

Una riflessione sul sistema elettorale, per esempio. Il doppio turno costringe ora tutti e due i candidati a rincorrere i voti del centro. Snaturando paradossalmente la stessa logica bipolare che pure era sottesa a quel sistema di voto.

L'altra cosa?

Riguarda la sinistra. E ci conferma che fuori dal rapporto coi movimenti non esistono chance di successo>.
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Nota di "Redazione":
FONTE di pubblicazione: "Liberazione" del 26 Aprile 2007

URL di prelievo dell'intervista e delle note sottostanti: http://pdcicagliari.altervista.org/POLITICA/Giordano_D_accordo_con_Berlinguer.html

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NOTA BENE - Vedi anche:
(*) http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200704articoli/20603girata.asp
(**)
In tedesco: Die Linkspartei, conosciuto come PDS o Partito Della Sinistra, cui si è giunti attraverso successive fusioni: prima la vecchia SED che era il partito comunista della Germania orientale il quale, caduta la DDR prese il nome di SED-PDS e quindi PDS sino a quando riprese contatti con il fuoriuscito Oskar Lafontaine che aveva nel frattempo fondato una nuova formazione politica di alternativa elettorale, lavoro e giustizia sociale: il WASG. Dalla fusione del WASG e del Partito socialista democratico nasce il Linkspartei che in Europa fa gruppo parlamentare con il:
GUE/NGL (Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica e Partito della Sinistra Europea).
Clicca l'URL evidenziato, per entrare direttamente nella versione italiana http://www.guengl.org/showPage.jsp?ID=3028




"La QUESTIONE MORALE" di ENRICO BERLINGUER
"I PARTITI SONO DIVENTATI MACCHINE di POTERE"

Intervista di Enrico Berlinguer a Eugenio Scalfari
"La Repubblica", 28 Luglio 1981

http://pdcicagliari.altervista.org/Enrico_%20Berlinguer/La_questione_morale.html
Domenica, 6 Maggio 2007
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"I partiti non fanno più politica", dice Enrico Berlinguer. "I partiti hanno degenerato e questa è l'origine dei malanni d'Italia".
<La passione è finita?
Per noi comunisti la passione non è finita. Ma per gli altri? Non voglio dar giudizi e mettere il piede in casa altrui, ma i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un "boss" e dei "sotto-boss". La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi. Per la DC: Bisaglia in Veneto, Gava in Campania, Lattanzio in Puglia, Andreotti nel Lazio, De Mita ad Avellino, Gaspari in Abruzzo, Forlani nelle Marche e così via. Ma per i socialisti, più o meno, è lo stesso e per i socialdemocratici peggio ancora...
Lei mi ha detto poco fa che la degenerazione dei partiti è il punto essenziale della crisi italiana.
È quello che io penso.
Per quale motivo?
I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c'è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine.
Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.
Lei fa un quadro della realtà italiana da far accapponare la pelle.
E secondo lei non corrisponde alla situazione?
Debbo riconoscere, signor Segretario, che in gran parte è un quadro realistico. Ma vorrei chiederle: se gli italiani sopportano questo stato di cose è segno che lo accettano o che non se ne accorgono. Altrimenti voi avreste conquistato la guida del paese da un pezzo.
La domanda è complessa. Mi consentirà di risponderle ordinatamente. Anzitutto: molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. Vuole una conferma di quanto dico? Confronti il voto che gli italiani hanno dato in occasione dei referendum e quello delle normali elezioni politiche e amministrative. Il voto ai referendum non comporta favori, non coinvolge rapporti clientelari, non mette in gioco e non mobilita candidati e interessi privati o di un gruppo o di parte. È un voto assolutamente libero da questo genere di condizionamenti. Ebbene, sia nel '74 per il divorzio, sia, ancor di più, nell'81 per l'aborto, gli italiani hanno fornito l'immagine di un paese liberissimo e moderno, hanno dato un voto di progresso. Al nord come al sud, nelle città come nelle campagne, nei quartieri borghesi come in quelli operai e proletari. Nelle elezioni politiche e amministrative il quadro cambia, anche a distanza di poche settimane.
Veniamo all'altra mia domanda, se permette, signor Segretario: dovreste aver vinto da un pezzo, se le cose stanno come lei descrive.
In un certo senso, al contrario, può apparire persino straordinario che un partito come il nostro, che va così decisamente contro l'andazzo corrente, conservi tanti consensi e persino li accresca. Ma io credo di sapere a che cosa lei pensa: poiché noi dichiariamo di essere un partito "diverso" dagli altri, lei pensa che gli italiani abbiano timore di questa diversità.
Sì, è così, penso proprio a questa vostra conclamata diversità. A volte ne parlate come se foste dei marziani, oppure dei missionari in terra d'infedeli: e la gente diffida. Vuole spiegarmi con chiarezza in che consiste la vostra diversità? C'è da averne paura?
Qualcuno, sì, ha ragione di temerne, e lei capisce subito chi intendo. Per una risposta chiara alla sua domanda, elencherò per punti molto semplici in che consiste il nostro essere diversi, * così spero non ci sarà più margine all'equivoco. Dunque: primo, noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione; e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l'operato delle istituzioni. Ecco la prima ragione della nostra diversità. Le sembra che debba incutere tanta paura agli italiani?
Veniamo alla seconda diversità.
Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata.
Onorevole Berlinguer, queste cose le dicono tutti.
Già, ma nessuno dei partiti governativi le fa. Noi comunisti abbiamo sessant'anni di storia alle spalle e abbiamo dimostrato di perseguirle e di farle sul serio. In galera con gli operai ci siamo stati noi; sui monti con i partigiani ci siamo stati noi; nelle borgate con i disoccupati ci siamo stati noi; con le donne, con il proletariato emarginato, con i giovani ci siamo stati noi; alla direzione di certi comuni, di certe regioni, amministrate con onestà, ci siamo stati noi.
Non voi soltanto.
È vero, ma noi soprattutto. E passiamo al terzo punto di diversità. Noi pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza. Non vogliamo seguire i modelli di socialismo che si sono finora realizzati, rifiutiamo una rigida e centralizzata pianificazione dell'economia, pensiamo che il mercato possa mantenere una funzione essenziale, che l'iniziativa individuale sia insostituibile, che l'impresa privata abbia un suo spazio e conservi un suo ruolo importante. Ma siamo convinti che tutte queste realtà, dentro le forme capitalistiche -e soprattutto, oggi, sotto la cappa di piombo del sistema imperniato sulla DC- non funzionano più, e che quindi si possa e si debba discutere in qual modo superare il capitalismo inteso come meccanismo, come sistema, giacché esso, oggi, sta creando masse crescenti di disoccupati, di emarginati, di sfruttati. Sta qui, al fondo, la causa non solo dell'attuale crisi economica, ma di fenomeni di barbarie, del diffondersi della droga, del rifiuto del lavoro, della sfiducia, della noia, della disperazione. È un delitto avere queste idee?
Non trovo grandi differenze rispetto a quanto può pensare un convinto socialdemocratico europeo. Però a lei sembra un'offesa essere paragonato ad un socialdemocratico.
Bè, una differenza sostanziale esiste. La socialdemocrazia (parlo di quella seria, s'intende) si è sempre molto preoccupata degli operai, dei lavoratori sindacalmente organizzati e poco o nulla degli emarginati, dei sottoproletari, delle donne. Infatti, ora che si sono esauriti gli antichi margini di uno sviluppo capitalistico che consentivano una politica socialdemocratica, ora che i problemi che io prima ricordavo sono scoppiati in tutto l'occidente capitalistico, vi sono segni di crisi anche nella socialdemocrazia tedesca e nel laburismo inglese, proprio perché i partiti socialdemocratici si trovano di fronte a realtà per essi finora ignote o da essi ignorate.
Dunque, siete un partito socialista serio...
...nel senso che vogliamo costruire sul serio il socialismo...
Le dispiace, la preoccupa che il PSI lanci segnali verso strati borghesi della società?
No, non mi preoccupa. Ceti medi, borghesia produttiva sono strati importanti del paese e i loro interessi politici ed economici, quando sono legittimi, devono essere adeguatamente difesi e rappresentati. Anche noi lo facciamo. Se questi gruppi sociali trasferiscono una parte dei loro voti verso i partiti laici e verso il PSI, abbandonando la tradizionale tutela democristiana, non c'è che da esserne soddisfatti: ma a una condizione. La condizione è che, con questi nuovi voti, il PSI e i partiti laici dimostrino di saper fare una politica e di attuare un programma che davvero siano di effettivo e profondo mutamento rispetto al passato e rispetto al presente. Se invece si trattasse di un semplice trasferimento di clientele per consolidare, sotto nuove etichette, i vecchi e attuali rapporti tra partiti e Stato, partiti e governo, partiti e società, con i deleteri modi di governare e di amministrare che ne conseguono, allora non vedo di che cosa dovremmo dirci soddisfatti noi e il paese.
Secondo lei, quel mutamento di metodi e di politica c'è o no?
Francamente, no. Lei forse lo vede? La gente se ne accorge? Vada in giro per la Sicilia, ad esempio: vedrà che in gran parte c'è stato un trasferimento di clientele. Non voglio affermare che sempre e dovunque sia così. Ma affermo che socialisti e socialdemocratici non hanno finora dato alcun segno di voler iniziare quella riforma del rapporto tra partiti e istituzioni -che poi non è altro che un corretto ripristino del dettato costituzionale- senza la quale non può cominciare alcun rinnovamento e sanza la quale la questione morale resterà del tutto insoluta.
Lei ha detto varie volte che la questione morale oggi è al centro della questione italiana. Perché?
La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semmplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d'essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. [...] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude.
Signor Segretario, in tutto il mondo occidentale si è d'accordo sul fatto che il nemico principale da battere in questo momento sia l'inflazione, e difatti le politiche economiche di tutti i paesi industrializzati puntano a realizzare quell'obiettivo. È anche lei del medesimo parere?
Risponderò nello stesso modo di Mitterand: il principale malanno delle società occidentali è la disoccupazione. I due mali non vanno visti separatamente. L'inflazione è -se vogliamo- l'altro rovescio della medaglia. Bisogna impegnarsi a fondo contro l'una e contro l'altra. Guai a dissociare questa battaglia, guai a pensare, per esempio, che pur di domare l'inflazione si debba pagare il prezzo d'una recessione massiccia e d'una disoccupazione, come già in larga misura sta avvenendo. Ci ritroveremmo tutti in mezzo ad una catastrofe sociale di proporzioni impensabili.
Il PCI, agli inizi del 1977, lanciò la linea dell' "austerità". Non mi pare che il suo appello sia stato accolto con favore dalla classe operaia, dai lavoratori, dagli stessi militanti del partito...
Noi sostenemmo che il consumismo individuale esasperato produce non solo dissipazione di ricchezza e storture produttive, ma anche insoddisfazione, smarrimento, infelicità e che, comunque, la situazione economica dei paesi industializzati -di fronte all'aggravamento del divario, al loro interno, tra zone sviluppate e zone arretrate, e di fronte al risveglio e all'avanzata dei popoli dei paesi ex-coloniali e della loro indipendenza- non consentiva più di assicurare uno sviluppo economico e sociale conservando la "civiltà dei consumi", con tutti i guasti, anche morali, che sono intrinseci ad essa. La diffusione della droga, per esempio, tra i giovani è uno dei segni più gravi di tutto ciò e nessuno se ne dà realmente carico.
Ma dicevamo dell'austerità. Fummo i soli a sottolineare la necessità di combattere gli sprechi, accrescere il risparmio, contenere i consumi privati superflui, rallentare la dinamica perversa della spesa pubblica, formare nuove risorse e nuove fonti di lavoro. Dicemmo che anche i lavoratori avrebbero dovuto contribuire per la loro parte a questo sforzo di raddrizzamento dell'economia, ma che l'insieme dei sacrifici doveva essere fatto applicando un principio di rigorosa equità e che avrebbe dovuto avere come obiettivo quello di dare l'avvio ad un diverso tipo di sviluppo e a diversi modi di vita (più parsimoniosi, ma anche più umani). Questo fu il nostro modo di porre il problema dell'austerità e della contemporanea lotta all'inflazione e alla recessione, cioè alla disoccupazione. Precisammo e sviluppammo queste posizioni al nostro XV Congresso del marzo 1979: non fummo ascoltati.
E il costo del lavoro? Le sembra un tema da dimenticare?
Il costo del lavoro va anch'esso affrontato e, nel complesso, contenuto, operando soprattutto sul fronte dell'aumento della produttività. Voglio dirle però con tutta franchezza che quando si chiedono sacrifici al paese e si comincia con il chiederli -come al solito- ai lavoratori, mentre si ha alle spalle una questione come la P2, è assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili.
Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l'operazione non può riuscire>.
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(*) NOTA BENE
Il concetto della diversità (unità nella diversità, più precisamente) è un concetto, anzi uno degli ultimi messaggi di Togliatti del quale lo stesso Berlinguer si era appropriato molto prima, vedi il suo intervento alla conferenza dei partiti comunisti tenuta a Mosca nell'estate del 1969. A questo propositi anche:

Pons Silvio, Berlinguer e la fine del Comunismo, Einaudi, TO, 2006

Valentini Chiara, Berlinguer, l'eredità difficile, RISTAMPA AGGIORNATA su licenza presso i tipi della Nuova Iniziativa editoriale, Roma - Marzo 2007
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Nota di "Redazione"
Fonte originaria di pubblicazione: "La Repubblica" del 28/07/1981
URL di prelievo, dell'intervista e della foto di E. Berlinguer: http://pdcicagliari.altervista.org/Enrico_%20Berlinguer/La_questione_morale.html
Notizie sulla fotografia pubblicata: "Questa immagine è stata creata in Italia ed è ora di pubblico dominio, poiché il suo copyright è scaduto. Secondo la Legge 22 aprile 1941 n. 633, modificata dalla legge 22 maggio 2004, n. 128 articolo 87 e articolo 92, le foto generiche e prive di carattere artistico divengono di pubblico dominio a partire dall'inizio dell'anno solare seguente al compimento del ventesimo anno dalla data di pubblicazione". Vedere al riguardo, l'URL di pagina del sito web di Wikipedia, Libera Enciclopedia "online", http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Enricoberlinguer.jpg.

Enrico Berlinguer

Immagine di Enrico Berlinguer - Segretario del PCI

http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Berlinguer

NASCE SINISTRA DEMOCRATICA. "Si è ACCESA una SPERANZA"

"Alleati del Pd, non nemici" - Pubblicato il 05.05.2007 da "Unità on line"

http://pdcicagliari.altervista.org/POLITICA/Nasce_Sinistra_democratica.html
Sabato, 5 Maggio 2007
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<Tutti in piedi al Pala Congressi di Roma battendo le mani e cantando Bella Ciao e poi l'Internazionale. Si apre così la manifestazione per il battesimo di Sinistra Democratica, il movimento nato dopo la fuoriuscita dai Ds della sinistra di Fabio Mussi e dell'area di Gavino Angius. La sala del Palazzo dei Congressi è gremita e così gli spalti in una coreografia spartana dove domina solo il cartello "Nasce il movimento per la Sinistra Democratica per il socialismo europeo". Nessuna bandiera della Quercia né dell'Ulivo ma il nuovo vessillo del Movimento alla cui nascita assistono i segretari Pdci e Prc Oliviero Diliberto e Franco Giordano, il capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli e Rita Bernardini dei Radicali. Non manca neanche Enrico Boselli dello Sdi, che però in questi giorni non ha fatto mancare i distinguo. Accolto da un boato Armando Cossutta. Presente la Fiom e diversi delegati sindacali, mentre a fare da anello di congiunzione tra il "vecchio" e "nuovo" ci pensano Aldo Tortorella e Achille Occhetto.
Sinistra Democratica guarderà al Partito Democratico "come ad un alleato, non come un nemico", ci tiene a chiarire subito, intervenendo dal palco, Fabio Mussi, perché il centrosinistra "è il nostro spazio di azione politica e non sposeremo mai la politica delle mani libere nelle alleanze". Poi spiega: "SD sarà un movimento, non un partito. Sarà un movimento a disposizione dell'unità della sinistra: una sinistra nuova, plurale, laica, autonoma, critica, larga e di governo". Non rinuncia all'esortazione: "Abbiate tutti cura del neonato, fatelo crescere sul territorio, nelle città, dovunque".
Torna per un momento al passato recentissimo: "I Ds non ci sono più", al congresso "fuori dal coro abbiamo parlato io e Angius per esprimere contrarietà e critica al Pd. Non erano opinioni personali, rappresentavamo un quarto degli iscritti". C'è stata "pena per questo distacco e rispetto verso chi ha fatto scelte diverse dalle nostre. Ma questi - scandisce - sono momenti in cui non si bada alle convenienze, in cui prevale l'etica delle convinzioni: fai quel che devi, avvenga quel che può... E qualcosa è avvenuto - dice tra gli applausi delle migliaia di militanti - guardate questa sala. Qui si è accesa una speranza". E ricorda il compito che si è prefissato: "Ora siamo tutti reciprocamente responsabili per il progetto di riunire e salvare la sinistra italiana".
Mussi, che conclude il suo intervento con una standing ovation, fa anche qualche cenno a quale dovrà essere l'organizzazione di Sd: "Il nostro movimento avrà iscritti, organizzazione e strumenti di informazione stampa e telematici. Presto, prestissimo avremo due forti gruppi parlamentari alla Camera e al Senato. Il movimento sarà rappresentato nel Parlamento europeo da un nucleo di autorevoli personalità che rimarranno ancorate al gruppo del socialismo europeo, la nostra famiglia". Scopo del movimento, precisa tuttavia, è quello di "dialogare con tutti". Per questo propone di partire da "un gruppo promotore nazionale formato dai delegati delle due mozioni congressuali Ds che partecipano alla fondazione del movimento e da personalità del mondo della cultura, del lavoro, dell'associazionismo e del volontariato".
Dopo Mussi tocca all'altro "padre" di Sinistra democratica, Gavino Angius, intervenire: "Oggi qui c'è la prova di un protagonismo di quanti vogliono riappropriarsi della costruzione del proprio futuro e non vogliono delegare agli altri. Un movimento della società civile vera e non di quella virtuale. La vostra presenza- restituisce passione alla politica e delinea quella aridità che per molti mesi ha pervaso anche la politica nostra. Non si aderisce ad un partito per inerzia ma per intima convinzione".Il vicepresidente del Senato ricorda che con la sinistra di Mussi "abbiamo condotto una battaglia congressuale da posizioni diverse ma oggi siamo qui insieme e sono convinto che stiamo facendo la scelta giusta. È una giornata importante e spero che lo sarà per la sinistra italiana, per l'Unione e soprattutto per la democrazia italiana". E ribadisce: "Noi non rifaremo gli errori del Pd, ci vogliamo mettere tutti in discussione, certo le storie e le identità sono diverse ma siamo tutti in movimento".
Commentando i discorsi dal palco, Giordano chiede di andare avanti in fretta: "Ci sono tutte le condizioni per determinare una dimensione unitaria della sinistra. Rifondazione c'è, adesso bisogna accelerare il processo di unità della sinistra, per non deludere le aspettative e le speranze di tutta questa gente". Anche Diliberto ribadisce: "Noi siamo pronti per presentarci insieme anche alle amministrative del 2008. Il percorso deve essere rapido e parlare delle Europee del 2009 è un tempo, secondo me, troppo lungo".
A frenare rimane Boselli: "Con mussi e Angius abbiamo un punto in comune perché ci riconosciamo tutti nel socialismo europeo. Rifondazione e il Pdci, invece, guardano ad un altro Cantiere, quello della Sinistra europea. Penso che oggi è più importante unire quelli che si riconoscono nella famiglia socialista">.
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Pubblicato il 05.05.2007 da "Unità on line"
La Dichiarazione di Giordano:

"Rifondazione c'e', adesso bisogna accelerare il processo di unita' della sinistra, per non deludere le aspettative e e le speranze di tutta questa gente".
Il segretario di Rifondazione Comunista, Franco Giordano commenta cosi', nel giorno del battesimo del movimento di Sinistra Democratica, gli interventi di Fabio Mussi e Gavino Angius. Giordano sottolinea che "ciascuno con la propria identita' e la propria storia", bisogna "andare avanti su un cammino che porti all'unita'", a partire '"da un raccordo nel Parlamento e nelle istituzioni". "Dobbiamo puntare sui grandi temi, costruendo un'agenda comune sulla precarieta', sul lavoro, sulle pensioni. Possiamo fare da sponda politica per il rinnovo dei contratti".

Fonte dell'articolo "Unità on line" del 05/05/2007
URL di prelievo: http://pdcicagliari.altervista.org/POLITICA/Nasce_Sinistra_democratica.html

Costituente di Sinistra Democratica - Foto di Mussi e Angius

Mussi e Angius

Nicola Tranfaglia, storico e politico comunista

Nicola Tranfaglia

Una CONFEDERAZIONE di PARTITI e MOVIMENTI

di Nicola Tranfaglia - pubblicato il 01.05.2007 da "Liberazione"

http://pdcicagliari.altervista.org/POLITICA/confederazione_TRANFAGLIA_2007.html
Giovedì, 3 Maggio, 2007 6:34 PM
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<Questa settimana, per la precisione venerdì scorso, ho assistito da vicino a una scena a cui avevo più volte pensato negli ultimi anni con una sensazione mista di attesa e di speranza.
La scena si racconta in poche battute. A Rimini al IV congresso nazionale del Pdci, è entrato Fausto Bertinotti e i delegati al congresso lo hanno applaudito con grande calore. A sua volta Diliberto all'inizio della sua relazione, ha interpellato il presidente della Camera con un "Caro compagno Fausto" che dopo nove anni di silenzio ha segnato pubblicamente la ripresa del dialogo tra i due partiti della sinistra.
Queste le immagini che, nel nostro tempo, hanno un innegabile peso simbolico. Ma, dietro le immagini incoraggianti, ci sono i problemi che a questo punto dovremo affrontare per risolvere insieme in un tempo che non può essere lento. Personalmente vedo due ambiti essenziali in cui sarà necessario lavorare e confrontarsi con franchezza per conseguire risultati fecondi. Il primo è quello culturale giacchè nell'ultimo decennio si sono scavate distanze a volte grandi. Tra l'uno e l'altro partito e perfino tra l'uno e l'altro movimento. In certi casi ci si è concentrati troppo su uno dei problemi trascurando la complessità del mondo in cui viviamo che richiede invece la capacità di considerare con attenzione la forte interdipendenza tra i vari problemi a livello mondiale come a livello locale. Oppure ci si è volti in maniera eccessiva su episodi ingranditi dai media senza riprendere adeguatamente quell'analisi complessiva della società che da un certo tempo sia i partiti che i movimenti hanno trascurato e che non sono riusciti ad adeguare alle forti trasformazioni economiche e socio-culturali che hanno caratterizzato il nostro paese come l'Europa e gli altri continenti. Peraltro comune non solo ai due partiti ma anche ai movimenti alle associazioni, e a quella parte non piccola di italiani che si sono allontanati dalla politica e che potrebbero ritornare di fronte a proposte nuove ed efficaci è la critica al capitalismo come si presenta oggi ai contemporanei. Una critica che non porta a un'idea di una rivoluzione violenta come quelle del Novecento. Una simile prospettiva è del tutto estranea all'idea di un assalto al palazzo d'inverno ma questo non significa ritenere che oggi il conflitto tra capitale e lavoro, il conflitto di classe sia finito o possa essere accantonato.
Su questi aspetti non mi pare che esistono né tra i partiti né tra i movimenti differenze notevoli d'interpretazione semmai si ha la tendenza a denominare diversamente il fenomeno. Alcuni parlano di lotta per il comunismo, altri no.
Si ha la tendenza, negli ultimi quindici anni, a identificare il comunismo tourt court come quello sovietico e quindi a ritenere che parlare di comunismo sia del tutto improponibile, come se il comunismo fosse necessariamente stalinismo e dunque non si potrebbe distinguere tra l'esperienza fallimentare sovietica ed ogni altra esperienza storica.
Il secondo problema riguarda le modalità attraverso le quali si potrà arrivare all'unità della sinistra. Noi del Pdci siamo persuasi da tempo che occorre incominciare subito, aprendo un cantiere in cui si affrontino i problemi essenziali a livello politico-parlamentare, dei valori da mantenere e quelli da mettere da parte o rinviare sul piano internazionale come su quello italiano. E bisogna, nello stesso tempo, affrontare la costruzione di un nuovo soggetto politico che rappresenti a tutti i livelli la sinistra italiana.
Stiamo parlando di una confederazione di partiti e movimenti composta attraverso procedure democratiche.
A livello di gruppo parlamentare sarà il caso di scegliere le priorità programmatiche su cui convergere grazie a una piattaforma unitaria d'azione. Questo si può fare subito e se ne vedrebbero con chiarezza gli effetti al di la dei due aspetti - quello teorico - culturale e quello organizzativo - ci vuole tuttavia un'autentica passione politica per affrontare un processo di unificazione come quello che oggi s'impone. Dobbiamo unificarci sapendo che solo una sinistra che metta insieme tutte le energie migliori esistenti nella società italiana e voglia cambiare un capitalismo insieme arretrato e liberista sarà in grado di attuare la costituzione repubblicana e realizzare le riforme sul lavoro e sui saperi che da tempo riteniamo prioritarie.
Dobbiamo tutti insieme riformare la politica e lottare contro l'individualismo,il clientelismo e la disattenzione al peso della questione morale che ha penetrato anche la politica della sinistra e registra sempre di più il degrado delle classi dirigenti politiche ed economiche.
Alla sinistra, quindi, spetta interpretare per prima gli interessi generali del paese, come ha fatto in occasioni storiche anche recenti il movimento comunista italiano.
Se oggi si rileggono i pensieri di Enrico Berlinguer e in particolare del segretario comunista negli ultimi anni che i suoi eredi naturali nel PDS e poi nei DS hanno rimosso in maniera sempre più forte fino a riabilitare in maniera sempre più evidente la personalità e l'azione politica del suo grande antagonista, il socialista Bettino Craxi>.
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Nota di "Redazione"
Fonte originaria di pubblicazione: "Liberazione" del 01.05.2007
URL di prelievo dell'articolo:
http://pdcicagliari.altervista.org/POLITICA/confederazione_TRANFAGLIA_2007.html

1a VESTA INTERNATZIONALISTA de sos TRABALLADORES - Burgos, 1u Maju 2007

Primo Maggio a Foresta Burgos (SS), ove si svolgerà una grande festa pro Palestina e di analisi delle problematiche del lavoro nell'isola

Redazionale, 29 Aprile 2007
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A partire dalle ore 11.00 circa si svolgerà un articolato e sostanzioso evento musicale che vedrà all'opera:
Tenore Foresta Burgos | Tenore Nugoresu | Tenore Sa Oche-Oliena | Tenore Terra e Oro-Orotelli | Armeria dei Briganti | Musica ex machina | NUR | Teatro S’Uraki | Chichimeca | Cuba Cuba | Cordas et Cannas | Alberto Masala | Askra | Kenze Neke.
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Sono previsti, in contemporanea ai concerti, anche due dibattiti su temi di grande attualità quali:

- <Palestina: scenari di resistenza popolare e prospettive di liberazione> (ore 11.00)
- <Lavoro nella Sardegna centrale: dal Piano di Rinascita al Termovalorizzatore> (ore 15.00)

Foresta Burgos (SS) - 1° Maggio 2007
Flyer del Programma 1° Maggio di Foresta Burgos


Nota della "Redazione"


Per ulteriori e più dettagliate notizie sulla manifestazione, vedere i seguenti siti web:

http://www.capoterra.net
http://www.codicenuragico.com
http://www.sardegnapalestina.org
http://www.politicaonline.net
http://www.radiocittaperta.it
http://www.pane-rose.it

Per ulteriori e più dettagliate notizie sulla bella località del Goceano da raggiungere, si consiglia di consultare i seguenti URL:

http://www.http://www.sardiniapoint.it/1637.html
http://www.galgoceano.it/burgos.htm
http://web.tiscali.it/burgos/

Tutti a Foresta Burgos! Buon 1° Maggio a tutti i lavoratori ed anche a quelli che cercano disperatamente occupazione. Forza paris!

GiGhi

KOMART <PROGETTO 4VENTILIVE>
"Il BORGO della MUSICA"


Comune di Provvidenti (CB) - Regione Molise

http://www.4ventilive.com
http://www.komartmusic.com/it/node/102

Redazionale, 29 Aprile 2007

Cartolina di Provvidenti (CB) - Borgo della Musica

Borgo della Musica - Provvidenti (CB)

http://www.4ventilive.com/

IL PROGRAMMA delle INIZIATIVE

venerdì 04 maggio 2007
Università degli Studi di Lecce, Facoltà di Economia "Antonio De Viti De Marco"

workshop: attività Culturali e Promozione turistica / la Musica come strumento di valorizzazione del territorio
Aula E8 Complesso Ecotekne - Lecce

ore 16.10
Teresa Mariano - KomArt management
illustra
Provvidenti, borgo della musica: territorio e rinascita della nuova musica giovanile nel progetto 4ventiLIVE

presente
Dott. Giuseppe Attanasi - Università di Lecce e Università Bocconi di Milano

4ventiLIVE in Provvidenti/borgo della musica nelle Università Italiane
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LE IENE a PROVVIDENTI
borgo della musica

Giulio Golia per LE IENE ha realizzato il 2 e 3 gennaio 2007 un servizio su Provvidenti
borgo della musica
il servizio può essere seguito sul sito www.iene.it

lunedì 23 aprile 2007
Le Iene / Italia1
GIULIO GOLIA: Il Borgo della Musica / A Provvidenti nasce il paradiso della musica
ecco il link diretto
http://www.iene.mediaset.it/video/video_2609.shtml

le comunità reali vanno conservate, difese e opposte alle realtà virtuali
la tradizione ed il passato
con tutte le loro tessiture di esperienza ed insegnamento
chiedono difesa
ma anche integrazione con un futuro non più visto solo come diverso

PROVVIDENTI - borgo della musica
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Nota della "Redazione":
Grazie ad alcuni amici, abbiamo "trovato" su Google queste interessantissime notizie, sul Progetto culturale-musicale "Il Borgo della Musica" - Comune di Provvidenti (CB), elaborato dalla Società KOMART. Le abbiamo riportate sinteticamente nel ns. sito, al fine di diffondere l'iniziativa, che consideriamo validissima sotto il profilo artistico e sociale, sia per la ideazione che per l'organizzazione, i valori e gli obiettivi che si propone di perseguire.
Per ulteriori e più dettagliate informazioni, collegarsi ai relativi siti web,
cliccando sugli URL sottoevidenziati:
(PROGETTO MUSICALE)
http://www.4ventilive.com
(LIVE SHOWS ENTERTEINMENT CONCERTS)
http://www.komartmusic.com/it/node/102
Le immagini pubblicate, sono state prelevate dal sito web http://www.4ventilive.com

Il Cielo sopra Provvidenti - Borgo della Musica

Il Cielo sopra Provvidenti - Borgo della Musica

http://www.4ventilive.com/

volano gli uccelli volano
nello spazio tra le nuvole
con le regole assegnate
a questa parte di universo
al nostro sistema solare

aprono le ali
scendono in picchiata atterrano meglio di aeroplani
cambiano le prospettive al mondo
voli imprevedibili ed ascese velocissime
traiettorie impercettibili
codici di geometria esistenziale

migrano gli uccelli emigrano
con il cambio di stagione
giochi di aperture alari
che nascondono segreti
di questo sistema solare

volano gli uccelli volano
nello spazio tra le nuvole
con le regole assegnate
a questa parte di universo
al nostro sistema solare

FRANCO BATTIATO



Risoluzione monitor 800x600 | nildejotti.noprofit@tiscali.it

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