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Il vero obiettivo del Papa? La legge 194
Katia Zanotti (*), 29 ottobre 2007
http://www.aprileonline.info/4810/il-vero-obiettivo-del-papa-la-legge-194
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<Il discorso del pontefice ai farmacisti, affinchè sia data anche a loro la possibilità di praticare l'obiezione di coscienza, testimonia in realtà la volontà di attaccare la legge sull'aborto. La Chiesa infatti sa che una "crociata" diretta alla norma significherebbe perdere consensi
Invasivo, brutale, violento, oscurantista, come altro definire l'intervento di Benedetto XVI rivolto ai farmacisti cattolici convenuti a Roma per il loro Congresso mondiale? Per il Papa l'obiezione di coscienza é "un diritto che deve essere riconosciuto alla vostra professione, permettendovi di non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo scelte chiaramente immorali come per esempio l'aborto e l'eutanasia".
Subito gli risponde solerte, raggiante, deliziata, Isabella Bertolini, Vice presidente di Forza Italia, che sferra un violento attacco contro la pillola RU486 perché "contiene in sé un potere di illimitata autodeterminazione (delle donne) che rischia di fare enormi danni dal punto di vista sociale". Ma lo sa che la RU486 viene somministrata in ospedale e non venduta in farmacia?
E il Presidente dell'Ordine dei farmacisti interviene per chiedere una legge che consenta anche ai farmacisti, oltre che ai medici, l'obiezione di coscienza.
Di fronte alla sofferenza provocata da scelte terribili, perché di questo si tratta, il Papa parla di scelte immorali. Ma dove sta la sua moralità? Dove sta la moralità della Chiesa? Sta nel giudicare le persone sulla base delle loro scelte di vita a seconda che siano dentro o fuori i dettami della fede cristiana che, come è noto, la Chiesa vorrebbe invece imporre a tutti.
Sta nel ritenere che la colpa dell'aborto debba essere pesantemente pagata, oltre che con il dolore psicologico, con la sofferenza del corpo. Sta nell'idea che le donne non abbiano moralità e che le leggi servano apposta per tenerle costantemente sotto controllo.
Sta nell'idea che i diritti dell'embrione e del feto sono prevalenti su quelli della donna che per questo è privata della possibilità di scelta su ciò che è giusto fare in una determinata situazione.
La Chiesa sa di certo che nella farmacie si vende la pillola cosiddetta del giorno dopo, che altro non è che un anticoncezionale d'emergenza, e non una pillola abortiva, visto che nessuno ha mai dimostrato che tale essa sia. Piuttosto serve ad evitare gravidanze in quel momento non desiderate o non possibili.
Altra cosa è la RSU486 che viene somministrata in ospedale e sotto strettissimo controllo medico.
Come si fa a mandar giù questa storia della pillola RU486 che renderebbe l'aborto una specie di capriccio, di scelta lieve e di ordinaria quotidianità?
Già da tempo le tecniche adottate per l'interruzione di gravidanza tendono ad essere meno dolorose e invasive: la pillola RU486 è un altro passo avanti in questa direzione. Non risulta che il ricorso all'aborto sia più facile o meno drammatico. Insomma, non ci può essere un diverso valore morale riferito ai diversi metodi abortivi.
Il problema vero è che la Chiesa vorrebbe sollevare il problema della 194 per cambiarla, ma sa che vorrebbe dire rischiare di perdere milioni di consensi e di questo la Chiesa è ben avvertita.
E' diventata consapevolezza diffusa che la legge 194 non è una legge come tutte le altre e che se ha retto nel corso del tempo agli attacchi ripetuti e mai sopiti cui è stata sottoposta, è perché nella pratica essa non ha incentivato l'aborto, al contrario ne ha diminuito in modo assai significativo il numero affidandosi al senso di responsabilità delle donne che hanno saputo far valere la loro autonomia.
E allora ci si rivolge ai farmacisti che svolgono un servizio pubblico, sono presenze significative nelle piccole realtà territoriali, costruiscono relazioni spesso di supporto ai loro clienti, e si chiede loro di praticare l'obiezione di coscienza sui prodotti farmaceutici che hanno per scopo scelte immorali.
Si aggira l'ostacolo grande, la legge 194 in questo caso, perché di questo ho scelto di parlare e non anche dell'eutanasia, per attaccare ai fianchi i principi in essa sanciti e fare violenza ancora una volta alle donne e al loro corpo. Si rischia che il prossimo invito ai farmacisti sia di praticare l'obiezione di coscienza nella vendita degli anticoncezionali. Forse, dentro questo precipizio oscurantista, ci siamo più vicini di quel che pensiamo>.
Katia Zanotti (* )
(*) Deputata di "Sinistra Democratica"
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Nota di "Redazione"
Fonte di prelievo dell'articolo di Katia Zanotti di cui sopra, URL di pagina del sito web
http://www.aprileonline.info/4810/il-vero-obiettivo-del-papa-la-legge-194
Finalmente riconosciuto il valore ed il prestigio del grande batterista cagliaritano
Comunicazione di Gianrico Manca della "Associazione Billy Sechi Radiofrequenze Jazz"
http://www.billisechy.it
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<Cari amici, colleghi e appassionati,
a nome dell'Associazione Billy Sechi Radiofrequenze Jazz vi informo che il Comune di Cagliari ha finalmente accolto la nostra proposta - supportata da una consistente raccolta di firme - di dedicare la piazzetta antistante il Teatro delle Saline della nostra città al nostro indimenticabile Billy.
La piazza sarà così intitolata: P.zza Billy Sechi - Grande Batterista.
Ci sembra un riconoscimento dovuto e meritato per quanto Billy ha trasmesso artisticamente ed umanamente alla sua città ed in particolare alla comunità musicale cagliaritana.
Naturalmente, questo splendido evento andrà festeggiato attraverso ciò che Billy amava immensamente; pertanto appena possibile organizzeremo, al Teatro delle Saline, una festa rigorosamente a base di jazz e amici per celebrare Billy e ricordarlo divertendoci insieme!
Vi terremo aggiornati e, ovviamente se avete idee o commenti da esprimere in merito, sono assolutamente ben accetti!
Per adesso vi ringraziamo con affetto e vi abbracciamo con swing!>.
Gianrico Manca
http://www.billysechi.it
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Nota di "Redazione"
Carissimi Dodo e Gianrico, leggo ora la notizia soprariportata, che mi avete "postato" nella casella mail dell'Associazione <Nilde Jotti> e mi congratulo con Voi e tutti gli amici, che si sono mobilitati per il meritato e giusto riconoscimento, finalmente fornito a Billy dalla sua Città (Cagliari, ndr).
Auguri vivissimi e ancora complimenti a nome dei ns. soci, per ciò che siete riusciti a fare in così poco tempo, per tenere viva la memoria e l'operato di Roberto "Billy" Sechi.
A presto. Forza paris! Ciao.
Gianfranco Ghironi
A.R.S.- Associazione per il rinnovamento della sinistra - Collettivo "Giustizia e Diritti" - Sinistra Democratica - Cagliari
Cagliari, giovedì 25 ottobre 2007 - Ore 17.00 - Sala Conferenze del Banco di Sardegna - Viale Bonaria
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PROGRAMMA
INTRODUCE
VANNA MEDAU
Sinistra Democratica Cagliari
INTERVENGONO
GIOVANNI MONNI
Primario Ostetricia e Ginecologia Ospedale Microcitemico Cagliari
LUIGI CONCAS
Avvocato-Docente Università di Cagliari
SUSANNA MARONGIU
Ostetrica
LAURA PISANO
Presidente Associazione "L'Altra Cicogna"
SEGUE DIBATTITO
CONCLUDE
KATIA ZANOTTI
Deputata Sinistra Democratica
"La migliore speranza per l'Italia? Sono le italiane, perché credo che i progressi di cui beneficiano le donne riguardino tutta la società. La lotta per l'uguaglianza è quella per il benessere di tutti" (Maria Fernàndez de la Vega, vicepremier spagnolo).
La recente sentenza del Tribunale di Cagliari ha riaperto il dibattito sugli effetti della legge 40 sulla procreazione assistita ribadendo il diritto delle coppie ad essere informate sulle condizioni dell'embrione.
Oggi è indispensabile riportare la discussione sugli effetti della legge ad un anno dal referendum e vedere quali possano essere i possibili miglioramenti da apportare specie nelle sue parti più ciniche
e sbagliate che ledono il diritto costituzionale alla tutela della salute del bambino e della madre.
Serve dunque una discussione seria e partecipata che solleciti il Parlamento verso una riscrittura e un aggiornamento delle linee guide della legge da parte del Ministero della Sanità.
Per ottenere tutto questo è indispensabile un'opera di informazione reale sugli effetti di questa norma, ascoltando e cercando di capire le sofferenze delle coppie che hanno visto la negazione dei loro diritti individuali e di cittadini insieme alle testimonianze degli operatori sanitari che si scontrano
quotidianamente con le gravi incongruenze della legge 40. Riaprire il dibattito sulla legge 40, dunque, per riaffermare la priorità dei diritti dei cittadini, e in particolare delle donne>.
A.R.S.
Associazione per il Rinnovamento della Sinistra


Assessorato AA.GG. , Istituzionali, Personale, Formazione e Lavoro, Informazione e-Government
(Dott.ssa Maria Carla Floris)
Si ringrazia per la fattiva collaborazione
il Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica
dell'Università degli Studi di Cagliari
C O N V E G N O
"Software libero: un modello di sviluppo per il territorio"
Cagliari, 31 ottobre 2007 h.9.00
T-Hotel, Via dei Giudicati
AVVISO
A seguito dell'elevato numero di adesioni finora pervenute,
si fa presente a tutti coloro che volessero partecipare alle sessioni pomeridiane,
che è necessario iscriversi all'evento entro e non oltre
domenica 28/10/2007.
"Le urne dei sardi in testa ai referendari messi in rotta.
Soru meglio solo, Cabras ko"
Articolo di Giorgio Melis - Direttore de "l'AltraVoce.net"
Lunedì, 22/10/2007 - http://www.altravoce.net/2007/10/22/colpi.html
© 2007 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari
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<Te lo do io, il golpe di referendum: in testa. Firmato: i sardi.
Il "colpo di Sta(tu)to" lo hanno sferrato loro: scagliando le urne vuote addosso ai promotori, ai tifosi occulti del centrosinistra e ai vertici della destra che volevano ripetere la "porcata" dell'inciucio alle primarie, per inquinare strumentalmente anche il referendum. Certo, è una grossa vittoria di Renato Soru. Ma è soprattutto una disfatta umiliante per tanti, di ogni segno. C'è stato un enorme rigetto bipartisan - 85 sardi su cento - delle grida e mistificazioni terroristiche sulla dittatura incombente. Della diserzione vile di tanti di centrosinistra: non hanno avuto il coraggio di manifestare il loro dissenso legittimo e semmai hanno dichiarato ipocritamente di essere per il sì. Della spregiudicatezza del centrodestra. Sempre iperpresidenzialista, in extremis si è accodato al referendum - senza averlo annunciato, chiesto e firmato - rinnegando la propria linea: solo per abbattere Soru.
Gli elettori del Polo hanno dimostrato d'essere migliori e più coerenti dei loro dirigenti: pur mantenendo l'ostilità verso Soru, si sono rifiutati di seguirli nelle piroette indecorose, già sperimentate alle primarie del Pd con fallimento totale. Sarebbe dovuto servire da lezione per non rilanciare un azzardo vergognoso: hanno perserverato diabolicamente e stolidamente e finiscono suonati come i pifferi di montagna. Alla chiamata alle armi, con dispendiosa grancassa pubblicitaria e spolvero degli ululanti Pili, Nizzi, Medde, Delogu, La Spisa, Oppi, Artizzu, amici e camerati, gli elettori del Polo hanno risposto fascisticamente: ME NE FREGO. Non sono loro a dover rispondere, politicamente e moralmente, di questo abuso con disastro annunciato, benché si sperasse il contrario. Semmai sono da elogiare perché non si sono fatti menare per il naso dai loro improbabili leader: rifiutando d'essere guidati come un gregge di pecore sceme.
C'è del buono, molto di buono, in questo atteggiamento civico: sempre e da qualunque parte venga e qualsiasi risultato produca. È una dura sconfitta politica perché un'indicazione di voto così strumentale e roboante avrebbe potuto essere accolta, indubbiamente intrigante perché avrebbe colpito Soru. Vero è che la diserzione alle urne referendarie è ormai e purtroppo una costante. Ma stavolta c'era un obbiettivo politico e personale ghiotto, concreto e non simbolico. Il popolo di destra ha fiutato la seconda porcata in 8 giorni e ha mandato a quel paese i tromboni che annunciavano l'arrivo del diluvio universale, l'apocalisse e anche un'epidemia di influenza di un nuovo virus: di esiziale ceppo soriano.
Chiediamo conto dei cinque milioni spesi per un flop annunciato.
Non gli elettori, dunque, ma molti in tutti gli schieramenti, qualche sindacato e larga parte dell'informazione, hanno responsabilità gravi e non solo colpose. Bisogna inquadrarli nel mirino, perché ora diranno che non c'erano o voltavano le spalle. Nessuno dimentichi che il flop referendario costa alla Regione (cioè a noi tutti) cinque milioni di euro che si sarebbero potuti spendere meglio, oltre quelli investiti in pubblicità e altro: senza contare il tempo fatto perdere nelle scuole e nei Comuni, oltre lo stallo di una politica già poltronista del suo. Appunto perché da dieci anni non si raggiunge il quorum del 50,1 per cento anche sui grandi temi nazionali, era temerario forzare una consultazione popolare su un tema astruso, del quale ai sardi nulla importa e ben poco sanno.
Dopo tanto urlare, i votanti sono rimasti a meno della metà del pur misero 33 per cento richiesto. Benché, per attirare i cittadini alle urne e disvelando il vero obbiettivo della consultazione, si sia strombazzato da destra e più ipocritamente nel centrosinistra che col voto si sarebbe potuto cacciare Soru-tirannosaurus. Era un safari contro il sanlurese: cacciatori e battitori trasversali subiscono uno smacco che ha pochi precedenti. Anziché indebolire, rafforzano e molto la tosta e mancata selvaggina: sono colpiti di rimbalzo dai loro maldestri pallettoni.
L'auto-golpista Pili e gli azzeccarbugli: insistano, ricorrano alla Consulta.
Naturalmente ora si tratta di vedere quanti sono i sì e i no nel 15 per cento dei votanti: gli uni e gli altri irrilevanti, perché minimanza di un elettorato che ha snobbato i promotori. E se tra questi, com'è certo, ci sarà chi solleva ancora la questione del quorum, richiamiamo in servizio l'immortale Eduardo De Filippo e il suo celeberrimo "pernacchio": capace di distruggere la boria di chiunque. È possibile che sul piano formale la questione-quorum possa essere posta. Posta: non dichiarata da Pubusa, Ballero, Maninchedda e Balia. Dovrà essere investita la Corte costituzionale perché si esprima su un comma traslato dalla legge del 1957 in una legge del 2002: sotto Mauretto Pili, che ora, meschinello, la definisce alla Camera "golpe istituzionale", dunque qualificandosi golpista benché da operetta e in tenuta da tennis.
Se e quando la Consulta dichiarerà illegittima quella norma, si potrà riparlarne. Ma fino a quel punto è vigente e da applicare. Non servono legulei e mastrucati azzeccagarbugli per capire cose così elementari e concludere che una presunzione di illegittimità resta una convinzione senza effetti fin quando non confermata dalla Consulta. Ma se, per assurdo, non servisse il quorum. Ammettendo, ponendo che il no abbia raggiunto anche il 60 per cento dei voti espressi, si dovrebbe abrogare una legge - approvata a maggioranza assoluta dal Consiglio e con i due terzi dei votanti - perché sconfessata da una piccola minoranza di elettori? Allora, tanto vale abolire l'assemblea. E l'85 per cento che non si è espresso (più quelli che hanno votato sì), conta nulla, popolo-bue di cui non tener conto?
C'è da augurarsi che i promotori tengano aperta la questione, ricorrano (a loro spese: con le indennità dei 19 consiglieri che hanno imposto il referendum) e vadano avanti con le contestazioni formali. Ci sarà più gusto a ridicolizzarli. A contestargli il risarcimento dei cinque milioni di euro fatti spendere da loro, segnalarli ai cittadini in vista delle prossime elezioni come patroni del bene pubblico.
La demonizzazione di Soru, un boomerang che lo rafforza.
La verità è che i sardi hanno fiutato da tempo l'imbroglio di una prova di forza tutta politicante e politichese. Scaturita dal livore bilioso di 19 consiglieri, senza una parvenza di interesse e spinta dal basso. Cosa loro, non nostra, hanno ragionato i cittadini: e gliel'hanno rilanciata come una palla sporca. Cos'era in fondo? L'iniziativa di un quinto dei consiglieri che voleva demolire una decisione presa da 52 onorevoli contro 18, usando gli elettori come una testa d'ariete per un atto di forza di una minoranza sulla maggioranza assoluta.
È stato dall'inizio - l'avevamo denunciato preventivamente e con forza - un sostanziale atto antidemocratico formalmente legittimo. Non contro la Statutaria che, più o meno, è la stessa vigente in altre Regioni. Contro e per abbattere con armi improprie Renato Soru. Lo si è detto mille volte: la demonizzazione della persona funziona alla rovescia. Lo si è visto con Berlusconi. I suoi sodali nuragici l'hanno fatto con Soru e sono stati sconfessati dal loro stesso elettorato. La morsa che tra primarie e referendum doveva stringersi e stritolare il presidente, si è serrata fratturando le mani dei maldestri fabbri: perfino oltre i meriti del sanlurese.
Nella partita di Giunta, banco in mano al presidente.
Mentre la destra aveva un obbiettivo preciso anche se cinicamente perseguito, peggio hanno fatto forze, gruppi e singoli del centrosinistra che si sono disimpegnati da una legge che avevano approvato: sperando che l'ostilità anti Soru la facesse cadere assieme al presidente. Un atteggiamento ipocrita, vile e senza dignità. Di cui dovranno rispondere: sono stati anche i loro elettori a bocciarli sonoramente. Chissà come Paolo Fadda gradirà, da esperto in postinaggio, il "bigliettino" con i risultati del referendum che esaltano Soru anziché abbassarlo. Niente niente, per la rabbia, magari lo ingoia pur di farlo sparire. E il cardinal-Cabras, degradato a prelatone opportunista perché da leader presunto e putativo del Pd si è limitato a una dichiarazione a favore del sì all'ultimo minuto: senza alzare un dito, puntando sulla sconfitta di Soru.
E questo sarebbe l'uomo-guida del nuovo partito? Altro che prova di forza e intimazioni su assessori graditi e da cacciare, epurazioni da fare, capigruppo da imporre secondo il manuale Cancelli Ds-Dl! Tornano a casa con le pive nel sacco, e solo perché conviene anche a lui, Soru non gli sbatterà in faccia il doppio ko delle primarie e del referendum: vinto anche contro gli alleati-nemici. La partita sulla Giunta cambia segno e valenza. Il banco è in mano a Soru e glielo hanno consegnato proprio Cabras, Fadda e soci con il loro atteggiamento. Avevano calcolato di indebolirlo o atterrarlo lasciandolo solo: a restare soli sono loro, sconfessati dagli elettori.
Sconfitta anche la disinformazione: logora chi ce l'ha a favore.
C'è un'altra grande sconfitta, in questa disfatta diffusa: la mala-disinformzione. In gran parte ha giocato pesantissimamente contro Soru. Basti pensare all'Unione e a Videolina, che hanno dato spazio e voce solo a una parte, cancellando tutto il fronte del Sì anche nelle ultime giornate. Un'indecenza che anche i lettori hanno colto. Infatti pesa meno di niente, irrilevante: niente, oltre i polveroni, le bufale truffaldine (finché non vengono smascherate), i killeraggi contro i nemici e il vano lecchinaggio a favore degli amici. Funziona all'opposto. La disinformazione logora chi ce l'ha a favore e gratifica chi se la trova pregiudizialmente contro.
Nel suo commento domenicale, il direttore dell'Unione, bontà sua, si rimetteva alla volontà degli elettori. Aggiungendo con monito severo da censore oracolare, che non azzardava pronostici e responsi su chi avrebbe vinto: "Quello che invece conosciamo sono i nomi di chi non voleva questo referendum. E ci chiediamo semplicemente perché queste persone avrebbero preferito che i sardi non si esprimessero". Se per lo sforzo non rischia l'ernia cerebrale, ora potrà capirlo: come lo sapevamo in tanti e l'avevamo pure annunciato. Perché all'85 per certo dei sardi non gli fregava niente. Avevano capito l'uso truffaldino del referendum e che si barava dicendo una cosa per volerne un'altra.
Nizzi ko anche in Gallura, Maninchedda e Medde ticket vincente nel 2009.
Insomma, il match è finito con un fuori combattimento indiscutibile. Ha funzionato il "meglio solo" inflitto a Soru: contro presunti alleati e nemici. Ha fallito l'informazione. I problemi restano e il presidente dovrà fare di più e meglio. Alcuni personaggi sono invece tranquilli e appagati. Mario Medde, il bardo cislino capofila degli anti-Soru, è un profeta inascoltato: anche dai propri iscritti. Però non si ritiri in clausura, non possiamo restare orfani dei suoi trionfanti proclami. Un altro che ha da riflettere è Settimo Nizzi. Ha speso il suo cordiale faccione nei manifesti e nella pubblicita a colori sui giornali. Bene, nel collegio Olbia-Tempio, il suo, c'è stata la più bassa affluenza in assoluto, più di tre punti sotto la media regionale. Anche lui è un leader carismatico molto ascoltato: con i tappi alle orecchie. Questa performance nella sua terra è un ottimo viatico per quando dovrà chiedere voti nel resto della Sardegna.
Infine c'è Paolo Maninchedda el libertador, il Che Guevara del Marghine. A Macomer, la sua città d'origine, il bardo del referendum ha ottenuto che andasse alle urne circa il 18 per cento dei concittadini: vedremo quanti sì e no. Dopo un così travolgente successo di critica e di pubblico, Manichedda va candidato, in ticket con Medde, come presidente nel 2009. I due hanno la vittoria in pugno: sbaraglieranno Soru o chiunque. Largo ai forti.>.
Giorgio Melis
(Direttore di http://www.altravoce.net)
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Nota di "Redazione"
All'indomani del voto referendario sulla Statutaria, riportiamo sopra un'interessante analisi, spassionata o, meglio, appassionata (non necessariamente condivisa dalla ns. "redazione"), di Giorgio Melis, Direttore de "l'AltraVoce.net" (che ringraziamo per l'autorizzazionhe concessaci), prelevata dall'URL di pagina del sito web
http://www.altravoce.net/2007/10/22/colpi.html
© 2007 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari
20 OTTOBRE 2007 - MANIFESTAZIONE NAZIONALE sul WELFARE
Roma - Piazza della Repubblica - Ore 14.30
Servizio video di La7 sulla grande carovana (un milione di persone!), in movimento per le vie principali della capitale d'Italia, alla quale hanno partecipato molti soci dell'Associazione
Tra i settecentomila e il milione i partecipanti alla manifestazione, in corteo anche il padre nobile della sinistra Pietro Ingrao
La7.it - Sabato 20 ottobre 2007 - 19:14:12
Servizio di Sonia Mancini
Vai al servizio audiovideo cliccando sul seguente URL di pagina http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=4846&cat=politica
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<Centinaia di migliaia di lavoratori, tra 700mila e un milione secondo gli organizzatori,hanno partecipato a Roma alla manifestazione contro il precariato promossa da Liberazione,il Manifestao e Charta, e appoggiata dai comunisti italiani di Diliberto e da Rifondazione comunista. Una manifestazione non contro Prodi ma per dare impulso al programma del governo,come ha sottolineato il segretario di Rifondazione Giordano invitando Prodi ad ascoltare le richieste dei manifestanti. Siamo tutti un programma era scritto sullo striscione che ha aperto il corteo.Tra i manifestanti, tanti i delusi sia dall'azione del governo che dal protocolllo sul welfare, ma anche molti convinti che questo governo non deve cadere. Lungo il corteo si sono viste anche bandiere della Cgil, nonostante la confederazione si fosse detta contraria.Nessun ministro ha partecipato al corteo. Tra i manifestanti c'era invece la moglie del presidente della Camera, Lella Bertinotti e il leader storico del Pci, Pietro Ingrao, accolto con un'ovazione. "La lotta continua", ha detto nel suo breve saluto dal palco di Piazza San Giovanni. Per il segretario del Pdci Oliviero Diliberto, presente al corteo : "La manifestazione è una risposta al Partito Democratico. La gente scesa in piazza oggi - aggiunge - rappresenta uno stimolo, un incoraggiamento al governo perchè migliori le cose. Chiediamo il rispetto del programma dell'Unione, a partire dal tema del precariato">.
Sonia Mancini
La7.it - URL: http://www.la7.it/news
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Nota di "Redazione"
Il testo dell'articolo ed il video "linkato" della manifestazione sono stati prelevati dell'emittente radiotelevisiva "La7.it", di cui all'URL di pagina del sito web http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=4846&cat=politica
Firma la petizione online contro il DDL che vuole limitare fortemente la libertà di espressione democratica in Rete!
http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html
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TESTO dell'APPELLO
<No al DDL che trasforma la libera espressione della rete in testate giornalistiche. I siti e i blog sono libera espressione democratica non paragonabile alle testate giornalistiche registrate al Registro Operatori Comunicazione che devono osservare l'apposita legge sulla stampa. Ancora una volta si cerca di limitare le libertà degli Italiani procedendo sulla strada della censura. I reati di diffamazione sono tranquillamente perseguibili senza porre ostacoli alla libertà d'espressione.
Chiediamo al Consiglio dei Ministri di ritirare il DDL che imporrebbe l'iscrizione al ROC anche dei semplici blog>.
Sincerely,
The Undersigned
http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html
Anche gli Scarafaggi contro ... Grillo, i blogger ed i website, che non vogliono diventare ROC!
Dott. Spataro
http://www.civile.it/news/visual.php?num=45744
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<Segnalata la notizia ai professionisti del settore per la conferma, ho cominciato a mandare qualche email a pochi media del web segnalando il mio approfondimento de iure.
In 24 ore anche Repubblica ne parla. Dopo 12 ore Grillo, Ansa, Agi e tutti ormai sanno.
Ho registrato il video di queste 36 ore.
Copiatelo. E' libero.
Grazie a MasterNewMedia.org/it e tutti coloro che hanno collaborato. La rete, rispetto al 2001, è molto piu' vitale e pronta a reagire a proposte in grado di far chiudere la libertà, non l'irresponsabilità, del web.
Aggiornamento dell'ultimo minuto: Levi non vuole i ragazzini. Vuole tutti i siti che sono prodotti editoriali:
"Il governo, risponde Levi, non pensa "alla ragazza o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog" ma a "chi, con la carta stampata ma, certo, anche con internet, pubblica un vero e proprio prodotto editoriale e diventa, così un autentico operatore del mercato dell'editoria"."
Ma il problema è la definizione, carissimo Levi:
"qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso"
La sua tesi è, giuridicamente, insostenibile. L'obiettivo negato è quello che invece il testo della legge persegue>.
Dott. Spataro
http://www.civile.it/news/visual.php?num=45744
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Nota di "Redazione"
Mentre il titolo ed il suo sotto, sono della ns. "redazione", il testo di cui sopra, scritto dal Dott. Spataro, è stato prelevato dall'URL di pagina (linkabile) del sito web, http://www.civile.it/internet. Cliccando sull'indirizzo evidenziato, si andrà direttamente alla fonte originale.
Potrai, inoltre, ascoltare e/o vedere, le interessanti argomentazioni contro il DDL di cui trattasi, cliccando sui seguenti URL di pagina:
VIDEO visibile con VLC Media Player
http://s6.video.blip.tv/0720000918043/Iusondemand-ChiusuraDeiBlogItalianiERiformaEditoriaUnaGiornataStrao635.flv
SINTESI del DDL Levi-Prodi
http://www.civile.it/internet/visual.php?num=45746
DOCUMENTO INTEGRALE: chi volesse leggere tutto il DDL Levi-Prodi in questione, clicchi
http://www.governo.it/Presidenza/DIE/doc/DDL_editoria_030807.pdf
Siamo pronti ad organismi comuni dove i dirigenti non siano nominati dai vertici, ma col sistema classico: " una testa, un voto "
Vincenzo Antonio Romano (VAR)
http://libertadinformazione.wordpress.com/2007/10/18/diliberto-a-matrix-noi-siamo-pronti-le-differenze-che-ci-avevano-separati-da-rifondazione-sono-ormai-appianate/
Giovedì 18 ottobre 2007
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<È valsa la pena doversi sorbire la tracotanza di Storace - che pensa di dare consigli istituzionali al Presidente della Repubblica (ma il telecomando ci ha salvati dalle sconcezze più insopportabili) - nonché il nauseante esibizionismo narcisistico di Paolini, per potere assistere ad un colloquio al caminetto con Diliberto ed il direttore de il Manifesto. Il tema quello del governo, l'insufficienza del rispetto dei patti preelettorali, il lavoro e la condizione di salariati e pensionati. Dopo la legnata data dalla Rossanda alle tesi di Ichino all'Infedele una ventata di riformismo, quello socialista e non quello governativamente contro-riformista del PD ha ridato una speranza che tutto non sia perduto. Gabriele Polo, incalzato da Mentana, ha dato il suo parere comunista su quello che non va nella Sinistra attuale e che ha individuato nella mancata, ancora, unità nella poca pressione su Prodi ed il consiglio per il rispetto del programma di governo ostaggio di sindacati al ribasso (concetto espresso anche dalla Rossanda che aveva avuto una esasperata reazione dalla rappresentante della CGIL lombarda), sulla mancanza delle riforme (quelle vere) da parte di questa compagine ministeriale. Poiché il discorso aveva come riferimento la manifestazione nazionale del 20 ottobre, Diliberto ha incominciato con quell'evento dichiarando cadute, assieme a tutto il partito, le vecchie pregiudiziali che avevano portato alla divisione del 98. Anche domani, ha detto, siamo pronti ad organismi comuni, eletti insieme col sistema del "una testa un voto" e senza imposizioni dai vertici. Con il resto della Sinistra ci deve essere unità, subito, senza rinunciare nessuno alla propria identità una confederazione che se Verdi e mussi e Angius volessero potrebbe farsi sin da domani. Meglio prima che poi, lasciando per sottofondo la convinzione che con Rifondazione ci sia completa unità di intenti, senza personalismi, ricominciando dal basso (in effetti ciò sta accadendo in molte federazioni dei due partiti e Cagliari ne è ormai un esempio consolidato). A domani i commenti di stampa e PD, ma si è visto che lsa pressione ed il muso duro aumenterà (e Diliberto lo ha detto per sé) passata la manifestazione: Quello stimolo duro di cui ha parlato Polo nei confronti del Governo per non cedere ai ricatti di Dini e Mastella (che il direttore è sicuro non rinunceranno per primi e nemmeno avranno il coraggio, di passare dall'altra sponda) . Dalle notizie in nostro possesso dopodomani a piazza della Repubblica a Roma ci saranno i compagni di oltre 500 pullman, 10 treni, una nave dalla Sardegna più quelli impegnati sino all'ultimo momento che hanno prenotato tutti i voli da Cagliari. Era ora: non possiamo sottostare ai ricatti di Confindustria che, come aveva detto la Rossanda prima e come va ripetendo Oliviero da tempo, ha preso e preso a pioggia ed indiscriminatamente. Adesso deve essere il momento di salariati e pensionati, di tutti quelli che stanno dalla parte opposta a quegli altri che da 20 anni si arricchiscono spudoratamente>.
Vincenzo Antonio Romano (VAR)
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Nota di "Redazione"
Prelevato dall'URL di pagina del sito web: http://libertadinformazione.wordpress.com/2007/10/18/diliberto-a-matrix-noi-siamo-pronti-le-differenze-che-ci-avevano-separati-da-rifondazione-sono-ormai-appianate/
Venerdì 19 Ottobre alle ore 19.00 a Cagliari, nel Padiglione "D" della Fiera Internazionale della Sardegna
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Tutti insieme per dire SI al referendum del 21 Ottobre sulla Legge statutaria.
Partecipa e fai partecipare!
IL REFERENDUM
Domenica 21 ottobre saremo chiamati al voto per confermare la Legge statutaria, che regola aspetti fondamentali per la vita di tutto il popolo sardo e che è stata approvata allunanimità dopo mesi di discussione in Consiglio.
VOTIAMO SI
- Per portare avanti il processo di cambiamento e abbattere i privilegi
- Per la riduzione dei costi della politica
- Per spezzare il connubio tra politica e affari
- Per avere almeno il 40% di donne in Giunta
- Per evitare che presidenti di Provincia e parlamentari siano contemporaneamente anche consiglieri regionali
- Perché il Presidente della Regione sia eletto direttamente dal popolo
- Per poter scegliere il programma di governo che impegna il Presidente e la maggioranza
INCONTRO-DIBATTITO
Venerdì 19 Ottobre, ore 19.00
Cagliari, Padiglione "D" della Fiera Internazionale della Sardegna, viale Diaz
A cura del Comitato per il SI alla Statutaria
info@statutariasi.it
Il comitato "Statutaria? No Grazie!" organizza un dibattito pubblico aperto alla cittadinanza su:
Monserrato (CA) - Giovedì 18 Ottobre - Ore 18 c/o "Casa Foddis", Via Zuddas
http://www.comitatoperilno.it/appuntamenti.html
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RELATORI:
Prof. Graziano Milia
Presidente della Provincia di Cagliari
On. Maria Grazia Caligaris
Consigliere Regionale dei Socialisti Democratici Italiani
Avv. Giuseppe Andreozzi
Vicepresidente Circoscrizione n° 4 - Cagliari
Elio Pillai
Partito Della Rifondazione Comunista
Gianluigi Deiana
Rifondazione Comunista - Sinistra Critica
COMITATO per ilo NO alla STATUTARIA
http://www.comitatoperilno.it/appuntamenti.html
Mostra Laboratorio Didattico
Centro Comunale d'Arte "Il Lazzaretto" di S. Elia
Cagliari, 19-25 ottobre 2007
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Il Sindaco di Cagliari Emilio Floris
L'Assessore alle politiche Sociali Anselmo Piras
L'Assessore alla Cultura Giorgio Pellegrini
hanno il piacere di invitare la S.V. all'inaugurazione
della mostra laboratorio didattico
che si terrà il 19 ottobre 2007 alle ore 17.30
nel Centro Comunale d'Arte "Il Lazzaretto"
S. Elia - Cagliari
Un'aula universitaria e i ragazzi di oggi
di Giuseppe Marci
Dalla prima pagina del quotidiano "L'Unione Sarda" del 15/10/2007 http://www.unionesarda.it
http://robyoramazone.blogspot.com
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<Per fortuna, chiusa la porta dell'aula, anche l'anno accademico 2007-2008 si avvia. Giovani attenti e desiderosi di apprendere. Ma quanto è peggiorata la società e quanto insidia il nostro lavoro. Ci si mettono tutti, a cominciare dal Ministro dell'Economia con le sue generalizzanti definizioni: un insegnante, prima di affrontare la sua materia, deve faticosamente - e artigianalmente - cercare di rafforzare l'autostima e costruire un orizzonte di senso.
Sotto questo profilo, neanche Umberto Galimberti ci aiuta molto, e indubbiamente avrà i suoi motivi, se pensa che fra i giovani si diffonde il nichilismo, ma pure questa a me pare una generalizzazione che complica le cose. Sapendo di essere solo un modesto insegnante di lettere, mi permetto di contestarlo quando dice che dei giovani non si occupano più le famiglie e la scuola ma unicamente il mercato che li vede come formidabili consumatori.
Sarà. Certo è che a me, come a molti colleghi, decine di migliaia sparsi per l'Italia e operanti a tutti i livelli dell'istruzione, gli alunni interessano molto. Ci stanno a cuore. Non sentimentalmente ma per un razionale progetto di società nel quale continuo a credere e che ancora ritengo realizzabile, se mi baso sulla personale esperienza, molto diversa da quella che le immagini di You Tube tendono a presentare come assoluta e priva di alternative.
Il massimo del disordine che si è verificato nella mia aula è stato l'ingresso di un ragazzo col berretto in testa. Gli ho spiegato, sorridendo, che nella nostra civiltà occidentale i guerrieri, trovandosi fra amici, deponevano l'elmo; che noi oggi ci leviamo il cappello, per strada in segno di saluto e quando entriamo in una casa privata, in un edificio pubblico, in una chiesa. A sua volta ha sorriso e si è tolto il berretto.
Piuttosto devo segnalare che, alla fine della lezione, una studentessa mi ha prospettato la difficoltà di conciliare l'orario delle lezioni con i turni del lavoro. Non voglio, ora, cadere nella retorica dello studente-lavoratore: ma questo è il caso che mi è capitato e lo riferisco. La studentessa ha già un diploma di massimo livello in inglese, è iscritta all'università e lavora. In un call center.
Personalmente sono convinto che la "perdita di senso" di cui parla Galimberti riguardi più gli adulti che i giovani. Fino a non molto tempo fa, e così all'indietro nei secoli, gli adulti hanno costruito le occasioni di lavoro e hanno insegnato un mestiere ai giovani. La generazione cui appartiene il Ministro dell'Economia ha progressivamente eroso la speranza di occupazione futura e poi ha etichettato le vittime di questa situazione come pupazzi privi di personalità.
È un vero problema, quello rappresentato dagli anziani e dai vecchi che governano la nostra società ed è un pazzesco spreco di risorse quello che costringe una donna colta e dinamica a fare la telefonista>.
Giuseppe Marci
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Nota di "Redazione"
Fonte originale di pubblicazione dell'articolo soprariportato: "L'Unione Sarda" di lunedì 15/10/2007
Fonte di prelievo: Robyorama BLOG - http://robyoramazone.blogspot.com

Gildo Atzori
Mostra personale di Ermenegildo Atzori
Centro Comunale d'Arte e Cultura "Exmà" - Sala della Torretta
Cagliari - Via San Lucifero - Dal 17 al 31 di ottobre 2007
(Pubblicato il 15 ottobre 2007)
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Comunicato Stampa
<Sarà inaugurata mercoledì 17 ottobre alle ore 18.00 nella Sala della Torretta del Centro Comunale dArte e Cultura Exmà, la mostra Ombre INforme, personale di Ermenegildo Atzori, nellambito della rassegna altrArte.
La mostra consta di sei sculture corredate da otto pannelli. Il percorso creativo di questo giovane artista sardo ha raggiunto nuovi importanti risultati dopo un lungo periodo di elaborazioni e sperimentazioni continue, sia per quanto riguarda lelaborazione delle forme sia per il perfezionamento delle tecniche. Sua peculiare caratteristica è luso, nella fase scultorea finale, di utilizzare processi di combustione che alterano le superfici dellopera conferendole un aspetto particolare.
Il nuovo oggetto di indagine è lombra: le sculture sono esili rispetto a quelle della precedente produzione e si concentrano sullidea e sul concetto piuttosto che sulla fisicità.
Attratto da aspetti fortemente contrastanti della vita, lartista si muove su binari riconducibili tanto al mondo della fantasia quanto alla più industrializzata delle realtà, spesso mescolando le due dimensioni in apparenza inconciliabili.
Per questa mostra insieme a Samuele Dessì, ha composto anche una colonna sonora originale, parte integrante del progetto Ombre INforme.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 17 al 31 ottobre. Per informazioni telefonare allExmà allo 070.666399.
orario: dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 13 e dalle 17 alle 21
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 17 ottobre 2007, ore 18
Gli obiettivi di altrArte, progetto a cura di Carla Rubiu e Giacomo Pisano, sono contribuire alla promozione dellarte contemporanea in Sardegna e coinvolgere i giovani con iniziative mirate. Opere e allestimenti sono stati concepiti appositamente per la rassegna nello spazio espositivo della Torretta>.
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A seguire il testo critico della mostra a cura di Paolo Marongiu
<Al primo impatto con le ultime creazioni di Ermenegildo si prova un duplice sentimento: uno sereno e giocoso, frequente da bambini quando a naso in sù si cercava di attribuire forme note a nuvole informi, laltro è più straniante, acre, sfuggente, di forte impatto emotivo, come vedere calchi di figure umane Pompeiane.
Entrambi i sentimenti ci portano al nostro vissuto ma il secondo insinua un futuro non troppo lontano. Scolpendo e dipingendo, offrendoci unistantanea di un tempo da era geologica remota, Ermenegildo squarcia la dimensione temporale.
Permettendoci una visuale allinterno e allesterno dello spazio scenico (installazione) anche la dimensione spaziale è violata.
Le proiezioni geometriche delle ombre dalle sculture si propongono come una modalità e non come un codice di lettura.
Le ombre sulle tele appaiono composte di sostanze una volta liquide e ancora liquefabili che rapprendendosi vanno a ricostituire le stesse figure scolpite.
Cè un rapporto biunivoco tra ombra-assenza e corpi-presenza e non sintuisce più quale sia causa e quale effetto: potrebbero essere le ombre che come in un ologramma provocano le figure tridimensionali oppure potrebbero essere le sculture che colpite da uninspiegabile luce nuova lasciano sulle pareti ombre come orme fossili.
Con lombra-fossile si lancia la sfida a fermare il tempo, infatti, cosè più fugace di unombra?
E così che ci troviamo immersi in mezzo ad esseri cristallizzati, esseri al limite del fantastico, forse mitici come draghi e chimere, ed è evidente che si consegna alla memoria dei tempi non unimmagine da carta didentità riconoscibile nei suoi connotati ma si vogliono consegnare i sentimenti che le gli esseri hanno provato, espresso e che ora troviamo rappresentati.
Sono sentimenti percepibili al di là dei tempi, sentimenti extratemporali.
Ermenegildo si dimostra artista a tutto tondo pregno dinfluenze classiche, nello studio prospettico delle ombre, delle luci, dellarmonia compositiva, e contemporanea ricca di sfumature espressive e concettuali.
Conferma questaspetto anche la composizione delloriginale intervento musicale che facilita limmersione dello spettatore nellatmosfera della mostra.
Fondendo materia e contenuto artistico Ermenegildo sembra elaborare una propria filosofia di vita basata sulla percezione, sulla sua elaborazione e rappresentazione.
Il potenziale espressivo dei materiali emerge da un loro continuo studio e sperimentazione e tutto questo dà un ulteriore elemento sensoriale allosservatore.
Manipolazioni, pitture, innesti, trattamenti ignei ci fanno pensare ad un atto creativo adrenalinico dove al piacere euforico della scoperta si unisce la capacità e potenza dellinvenzione>.
Paolo Marongiu
Grande partecipazione popolare al voto delle primarie, di circa 3.3 milioni di persone!
Ora la parola, anzi, i fatti, passano alla sinistra cosiddetta radicale
Commento a caldo di Gianfranco Ghironi (http://nildejottinp.altervista.org)
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Difronte ad una tale massiccia partecipazione elettorale alle primarie del Partito Democratico, ci si deve inchinare e basta. Cosa sapranno fare ora le forze politiche che sono considerate di sinistra radicale, estrema, obsoleta e quanto altro si dice su di essa, è tutto da vedere e ... gustare. Certo è che, se non sapranno trovare una linea unitaria, se non configurabile come partito unico, quantomeno in una confederazione di partiti (PRC, PdCI, Verdi, SD, Movimenti vari, etc.), rischieranno seriamente di scomparire dalla scena politica nazionale e, conseguentemente, europea.
Nei prossimi giorni analizzeremo meglio, il risultato delle primarie del PD, lo scenario politico che si è aperto (ampiamente prevedibile), con le sinistre alla ricerca di un "centro di gravità permanente" che non esiste e non troveranno (mai), se continueranno a rimarcare il fatto di appartenere ad un determinato partito. Per identificarsi nella NUOVA SINISTRA UNITA, infatti, crediamo indispensabile che ci si debba "dissociare", almeno parzialmente, dai partiti di appartenenza (vedi tessera di iscrizione). Ognuno dei partiti della sinistra, deve fare necessariamente un passo indietro rispetto ai consimili, per poterne fare due avanti insieme. Altrimenti è finita! Basta con le critiche al nascente PD, se non riusciamo a fare una cosa talmente ovvia che sembra scontata ... del 74% dei voti pervenuti a Veltroni, allora siamo alla frutta, ma che dico, all'ammazzacaffè. A proposito, auguri al compagno (o ex compagno?) Walter, per il successone (scontato anche questo) alle primarie del PD. Buon lavoro e non dimenticarti, al di là della strizzata d'occhi (e anche di orecchie), per l'elettorato rappresentato dai grandi "colletti bianchi", che la classe operaia, le fasce a reddito basso (compresi gli insegnanti), i giovani e gli anziani, i precari ed i flessibili (non idraulici), i diversamente abili, i pensionati, le casalinghe, gli studenti e quanto altro, definibile come ceto meno abbiente (non abbietto), esistono ancora!!!
Concludo con la citazione di una frase di Ernesto "Che" Guevara, inviatami alla casella mail personale dall'URL http://www.logosquotes.org (E-Mail: quotation@logosquotes.org), interessante sito umanistico-letterario, che consigliamo vivamente di visionare: <se fossimo capaci di unirci... quanto bello e vicino sarebbe il futuro>.
Gianfranco Ghironi
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Nota di "Redazione"
L'immagine della testata (header), è stata prelevata dal sito web della "Associazione per il Partito Democratico", di cui all'URL http://www.perilpartitodemocratico.it/
Umberto Galimberti: Bamboccioni. Quei giovani che vivono nella bolla familiare (da "la Repubblica" del 9 ottobre 2007)
Risposta di Robidò
dall'URL del blog http://robyoramazone.blogspot.com/
Venerdì 12 ottobre 2007
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Tratto da la Repubblica, 9 ottobre 2007
<Non mi pare inopportuna la definizione di "bamboccioni" formulata da Padoa-Schioppa a proposito del 52 per cento delle donne e del 70 per cento degli uomini che a trentanni vivono ancora con i genitori. E tutte le reazioni suscitate danno limpressione di voler blandire ancora una volta i giovani, invece di sollecitarli a uscire da questa loro infanzia prolungata. Ma, al di là delle polemiche, forse è bene vedere da vicino i fattori che determinano questa bolla familiare che sembra arrestare quello che la storia ha sempre conosciuto come passaggio generazionale. (...)>.
per leggere tutto l'articolo, sicuramente interessante, potete cliccare qui : http://www.feltrinelli.it/FattiLibriInterna?id_fatto=9073
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http://robyoramazone.blogspot.com/
Venerdì 12 ottobre 2007
<Direi che prima di tutto si dovrebbe fare più attenzione agli "appellativi" utilizzati per definire i giovani - che essendo non più adolescenti - sono il popolo degli elettori che resterà quando tutti gli altri saranno morti e sepolti .... magari verremo chiamati con un altro nome nel giro di pochi anni : cari elettori, cittadini italiani, futuro della nostra società....e chi più ne ha più ne metta...
Del resto al V-day non c'erano così tanti vecchietti ma più che altro tanti "Bamboccioni"...
Niente da sindacare poi con Galimberti il quale, dalla sua posizione di studioso, dice che i giovani sono le vittime del nichilismo e che sono materia di interesse solo del mercato.. Direi che è vero, la pubblicità è rivolta ai giovani, e al loro futuro: finanziarie per costruire case (impossibili da comprare nella realtà per noi giovani) e avere una carta di credito con cui fare i miracoli, automobili utili solo a conquistare l'ammirazione della nostra compagna di scuola che non ci ha mai "cagato" prima d'ora (w l'autostima e la celebrazione del cervello), profumi che attraggono donne bellissime da ogni angolo del mondo ad un tipo che certamente non ha niente di speciale fisicamente parlando (ripeto w l'autostima e la celebrazione del cervello), ... grandi espressioni della nostra società, così attenta alle esigenze dei giovani da non farci mancare nulla...ma proprio nulla nulla.
Anche se non mi piace che lui, così colto e ricco intellettualmente, sia d'accordo con la definizione di Bamboccioni rispetto il suo pensiero perchè leggendo la presentazione del suo ultimo libro "L'ospite inquietante", (vi invito a leggerla anche voi) capisco cosa intenda con il suo essere d'accordo con tale definizione ed io a mia volta mi trovo d'accordo con lui sulla sua paura per il futuro dei giovani e sulla citazione del salmo 127 : Come frecce in mano a un eroe sono i figli della giovinezza.
Ma lui è uno studioso, un filosofo, un professore di Antropologia Culturale, fa delle riflessioni, delle analisi, scrive dei libri .... mentre i nostri politici fingono che tutto vada bene, definiscono Grillo un nuovo Mussolini e noi "giovani bamboccioni" che dobbiamo essere felici di pagare le tasse perchè "le tasse sono belle"...ma soprattutto utili a renderci schiavi di un sistema nel quale dobbiamo farci spazio e dal quale, come nei migliori film di fantascienza, veniamo risucchiati come davanti ad un buco nero che non sappiamo dove ci porterà, quando, e soprattutto perchè ... PERCHE' ??
E' vero che i genitori italiani sono molto protettivi, certamente più di quelli olandesi o britannici, ma inviterei i nostri politici e i nostri cari "opinionisti" a farsi un giretto in Europa, tanto per capire come funziona REALMENTE negli altri paesi, dove i figli vanno a scuola, si creano una professione in tempi brevi - (e non come nelle nostre università dove se stai sul culo al prof potrai dare e ridare quell'esame per sempre e a 40 anni sei ancora lì a frequentare le lezioni) - e in tempi brevi trovano un lavoro PAGATO adeguato alle loro COMPETENZE e CAPACITA' con un CONTRATTO REGOLARE senza quelle parole come "IN NERO" o "A PROGETTO" che piacciono tanto alla nostra classe politica e non solo, anche a quella delle aziende e del mercato, del commercio e dell'ECONOMIA....
Noi saremo anche dei bamboccioni, ma almeno siamo onesti e non ci vergognamo di quello che siamo, di ciò che non abbiamo e anzichè andare a rubare per mangiare, viviamo con mamma e papà ... la libertà non è solo poter fare sesso nella propria cameretta, la libertà è prima di tutto dignità personale e sinceramente non trovo che sia dignitoso che mamma e papà si facciano il mazzo (per usare un linguaggio bamboccione) per 50 anni di contributi e uno stipendio o una pensione al limite dell'elemosina mentre un politico qualsiasi prende dai 10.000 ai 30.000 euro al mese per stare seduto nella sua poltrona e puntare il dito tutti i giorni contro coloro che dovrebbe servire e non giudicare.
Vi invito a leggere uno dei tanti libri scritti su questo argomento "LA CASTA"
certo che fa paura, ma rende consapevoli e soprattutto fortifica la nostra anima e ci dice che non siamo inutili in questa società e che non siamo vittime inerti...
Questa è la mia opinione e ricordo a tutti coloro che vorranno dire la propria che la Costituzione Italiana cita quanto segue:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. (...)
Auguri a tutti i giovani per un futuro migliore, anzi direi per un futuro dignitoso... parola che già da sola vale tanto di questi tempi>.
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Nota di "Redazione"
Non ho commenti da fare, sul commento di Robidò, comparso sul suo blog http://robyoramazone.blogspot.com, all'articolo di Umberto Galimberti, comparso sul quotidiano nazionale <la Repubblica> in data 9 ottobre 2007 che, a sua volta, commenta, le parole o, meglio, i termini, utilizzati dall'attuale Ministro dell'Economia Padoa Schioppa, in un suo recente intervento/intervista.
Non ho commenti, perchè sono molto d'accordo con quanto ha scritto Robidò e, pertanto, da buon sardo, dico che è inutile e/o pleonastico, aggiungere altro simil commento, quando si è già concordi nella sostanza, su qualcosa o su qualcuno. Dico semplicemente mi associo, e con ciò mi corresponsabilizzo nel commento, a quanto ribattuto da Robidò che, senza troppi filosofeggiamenti, dice una cosa sacrosanta, realistica, concreta e sostanziale: i giovani non sono bamboccioni (perlomeno nella stragrande maggioranza dei casi) e, quindi, non possono e non vogliono essere così definiti, anzi, non si faranno trattare come tali. Possiedono una loro dignità (intanto come persone) e, questa, non se la faranno portare via da NESSUNO!
Ringrazio sinceramente Robidò, dell'opportunità fornitami di pubblicare questo suo contributo sul ns. sito web, cosa che, spero, continuerà a fare. Ai ns. soci, simpatizzanti e/o semplici utenti consigliamo di visitare l'interessante "blogsite" di Robidò e quelli ad esso collegati: si capirà meglio quale capacità dialettica, onestà morale, vivacità intellettuale e voglia di realizzarsi (senza "combine") hanno questi "bamboccioni". A tutti, diciamo scriveteci, noi pubblichiamo volentieri articoli, servizi, considerazioni e/o commenti di questo tipo, che risollevano il morale e ci fanno capire che i giovani sono VIVI e vogliono costruirsi il loro FUTURO, anche se la POLITICA fa ancora veramente poco per loro e anche per le famiglie, da cui spesso dipendono senza colpa alcuna.
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AVVERTENZA di ROBIDO' sul COPYRIGHT del BLOG http://robyoramazone.blogspot.com/
Il marchio e la firma Robidò, tutti i prodotti ad esso correlati e da me realizzati e le relative immagini pubblicate su questo Blog, sono tutelati da LICENZA CREATIVE COMMONS (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/).
"Altragricoltura" Foro Contadino - Esecutivo nazionale
Con un commento di sostegno da parte di Gavino Ledda
09/10/2007 - http://www.soccorsocontadino.eu/
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MINACCE DI MORTE A RICCARDO PIRAS!
CE L'HANNO CON TUTTI NOI MA NON RIUSCIRANNO A FERMARCI
<Oggi pomeriggio è arrivata a casa di Riccardo Piras, dell'esecutivo nazionale di Altragricoltura, coordinatore regionale sardo e portavoce del Comitato di lotta dei contadini e pastori sardi esecutati, una lettera anonima scritta con un pennarello dal contenuto inequivocabile; il disegno di una bara e una scritta: ti spareremo a fucilate nella schiena e ti faremo saltare l'azienda con le bombe.
Gravissima ed esplicita la provocazione che viene nel mezzo di una lotta dura in corso in Sardegna e che ha l'obiettivo di salvare oltre cinquemila aziende sarde dalle vendite all'asta in corso.
Nei giorni scorsi avevamo dovuto registrare l'incendio di parte dell'azienda di Omero, uno dei cinque contadini in sciopero della fame, oggi le minacce di morte a Riccardo.
Sappiamo che in questo grande business che si sta consumando sulla pelle dei contadini sono coinvolti in molti. Diversi interessi si coltivano dietro la vendita delle aziende ed a molti converrebbe che su questa vicenda non si aprissero i riflettori.
Ci sono in ballo i 700 milioni di Euro che chiedono le banche agli agricoltori sardi, ci sono gli interessi dei tanti speculatori che cercano di comprare le aziende spesso per alimentare la speculazione edilizia lungo le coste o in aree di investimenti turistici.
Speculazioni possibili nel silenzio e nell'ombra ma non con una denuncia forte all'opinione pubblica nazionale.
Così, probabilmente, sarebbe meglio per molti che nell'indifferenza e nel silenzio si consumi la vicenda dell'applicazione di una legge regionale i cui effetti disastrosi devono pagare solo i contadini sardi.
E, invece, la mobilitazione di questi giorni sta sollevando il velo, sta portando nella coscienza dei cittadini italiani un disastro sociale ed una profondissima ingiustizia.
Riccardo e gli altri stanno avendo la solidarietà di tanti ma, anche, pestando i piedi a qualcuno.
Così arriva la minaccia di morte nella sua casa a rompere la serenità non solo di Riccardo ma anche di Cenza, Carlo e Stefano nella speranza, evidentemente, che la mobilitazione si fermi.
Non solo non si fermerà ma, in queste ore, si sta allargando. Oggi il consiglio provinciale aperto a Carbonia, domani l'incontro con i sindaci del Cagliaritano nel Comune occupato di Decimoputzu, con i comitati che si stanno costituendo su base comunale e, da dopodomani, la mobilitazione e lo sciopero della fame a Roma con gli incontri alla Camera ed al Senato.
Rigiro la Mail , come la ho ricevuta, e noto che di questi crimini i giornali ufficiali non parlano, la solita vergogna. Il Dio danaro im pera in questo paese , fino a questo punto? Questi crimini si fermano solo parlandone, il silenzio e l'omertà sono i migliori alleati degli speculatori e di quanti si approfittano delle fortune e dei beni altrui. Storia vecchia, che sarebbe ora finisse, invece tutti tacciono, bisognerebbe dimettersi da Italiani, da Sardi, andarcene in massa e lasciare i "furbi" a faticare infine.
Oppure riscoprire l'orgoglio di esser Sardi e combattere con i mezzi della legge da fare valere, lontano dai politicanti che promettono e prendono tempo perchè tutto sfumi, lasciando gli agricoltori in mezzo ad una strada, e vendendo alla spicciolata i loro terreni, per poi fabbricare su ex terreni agricoli, sono vecchia, le ricordo bene queste manovre.
Giornalisti, di che scrivete?>.
GIU' LE MANI DALLE AZIENDE SARDE
GIU' LE MANI DALLE LOTTE CONTADINE
VI CHIEDIAMO, ANCORA UNA VOLTA DI INTENSIFICARE LE MAIL A SORU E DI MANDARE MESSAGGI DI SOLIDARIETA' A RICCARDO ED AGLI ALTRI CONTADINI IN LOTTA
Gianni Fabbris Coordinatore di Altragricoltura
Tano Malannino - Presidente
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Manda un messaggio al presidente della Regione Autonoma della Sardegna On.le Renato Soru
Compila il modulo di sotto e invialo via mail oppure scarica e stampa la lettera, raccogli le firme e consegnale al presidio in sciopero della fame presso la sala consigliare di Decimoputzu (CA)
TESTO della LETTERA
<Egregio Presidente Soru,
siamo convinti che la sua personale sensibilità le farà considerare tutta la gravità della situazione delle aziende sarde contadine ed allevatrici che stanno vivendo il dramma della vendita all'asta dei propri beni.
Agricoltori, pastori, braccianti sono ridotti alla disperazione. Decine di migliaia di uomini e donne, anziani e giovani stanno perdendo la terra o il lavoro, comunque il futuro.
Il comitato di lotta degli agricoltori e dei pastori esecutati sta chiedendo un provvedimento urgente di blocco delle esecuzioni per tornare a discutere di una soluzione che riapra la speranza del futuro ad una intera regione.
Un futuro in cui le scelte sociali e politiche in agricoltura vedano al centro l'interesse primario di chi produce e consuma il cibo e in cui il reddito dell'azienda e l'accesso ad un cibo sano e di qualità siano diritti riconosciuti. Un futuro che, comunque, per potersi realizzare ha bisogno di scongiurare il rischio mortale del presente: quello della scomparsa di un grande patrimonio secolare di aziende contadine ed allevatrici sarde.
Per noi, cittadini italiani, sarebbe intollerabile e per la popolazione della sua regione sarebbe un costo sociale troppo grande da pagare.
La sollecitiamo a scendere in campo come Regione a fianco della richiesta del comitato. La legge finanziaria dello Stato è l'occasione per chiedere a tutta la comunità nazionale di farsi carico della gravità del problema.
Certi della sua personale attenzione, partecipando della mobilitazione delle famiglie sarde, pronti a sostenerVi con l'impegno e la solidarietà, rimaniamo in attesa di gesti coraggiosi e non più rinviabili>.
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Articolo di Pier Giorgio Pinna Siligo
Pubblicato sul Giornale di Sardegna del 4 Ottobre 2007
http://www.ilgiornaledisardegna.it
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<Questo è banditismo bancario: non si può accettare che mezza Sardegna sia messa allasta». Lo scrittore Gavino Ledda interviene con la consueta schiettezza sui nodi del crac nel mondo agro pastorale>.
<Sollecita lintervento a tutto campo della giunta di centrosinistra guidata da Renato Soru e chiede lapertura di un nuovo confronto in cui si possano recuperare i valori più autentici di quella civiltà che lui stesso ha narrato nella sua opera più celebre, «Padre padrone». Tradotto in quaranta lingue dopo la prima pubblicazione per la Feltrinelli nel 1974, il libro ha venduto milioni di copie e anticipato temi alla base delle proteste che oggi scuotono lisola da sud a nord. «In realtà nella mia storia si parla già delle difficoltà nel lavoro, dei contrasti fra gli uomini, della battaglia contro le avversità naturali, del pericolo di abbandonare strade secolari - spiega Gavino Ledda - Mi auguro che qualcuno tra i lettori lo ricordi. Io ho scritto Padre padrone animato da una precisa speranza: cercare di salvaguardare la civiltà della pecora, del grano, dellulivo, del sughero. Adesso devo purtroppo constatare che questa civiltà, così comè scomparso mio padre qualche mese fa, sta a sua volta morendo». «È stata unetà della cultura umana, una facies, che io ho vissuto in senso omerico: da millenni sino ad arrivare alla mia esperienza nulla era cambiato nella pastorizia», prosegue lautore, ricorrendo alle metafore con cui è solito accompagnare i suoi discorsi. Per poi continuare con preoccupazione: «Ora devo però prendere atto, non senza allarme, che un equilibrio è stato spezzato, che qualcosa si è definitivamente rotto e un intero mondo è in procinto di venire spazzato via». Ledda ricorda la sua vita, analfabeta sino ai diciotto anni, privatista dalle elementari alle superiori, poi la laurea in lingue nel giro breve tempo. Compresa la parentesi da professore alle università di Cagliari e Sassari prima del successo di «Padre padrone», che ora sta riscrivendo in sardo-gaìnico col titolo di «Padre padròrre». «Io ho prodotto una voluta separazione dal mio ambiente, che ho raccontato anche come regista e attore nel film Ybris - prosegue - Avevo il compito di narrare la mia vicenda, di far scrivere per la prima volta un vero pastore: e lho portato a termine. Ma altri allevatori nellisola sono stati costretti a lasciare la loro cultura. Hanno dovuto per bisogno abbandonare la terra. Magari emigrare e per inurbarsi nelle città cambiando mestiere. Questa fuga del passato minaccia adesso di ripetersi con effetti ancora più disastrosi». «È terribile - conclude amaramente Ledda - In Padre padrone sussisteva un equilibrio dovuto alla lotta del pastore contro la natura. Ma dagli anni Ottanta le cose hanno cominciato a cambiare e questo status, questo senso della misura, si è spezzato. Oggi il pane non è più dolce come in passato. È persino cambiato il sapore della carne dagnello. Tecnologie estreme, rimedi artificiali, troppi compromessi hanno provocato disastri. Ora il banditismo degli istituti di credito fa il resto. Ecco, ci vorrebbe davvero qualche Gesù Cristo capace di cacciare fuori i banchieri dal tempio>.
Pier Giorgio Pinna Siligo
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Nota di "Redazione"
Per ricostruire parzialmente l'intricata e incredibile vicenda, vedasi anche l'articolo da noi pubblicato, in questa stessa pagina, col titolo <DECIMOPUTZU: in QUESTO PICCOLO PAESE del CAGLIARITANO è INIZIATA la RIVOLTA SILENZIOSA di CONTADINI e PASTORI>.
Per il sostegno a Riccardo Piras e famiglia (noi, dell'Associazione "Nilde Jotti", lo abbiamo già fatto), invia una mail all'On.le Renato Soru. Per fare questo, sottoscrivi l'apposito "form", collegandoti all'URL del sito web:
http://www.soccorsocontadino.eu/
Per il sostegno al Comitato scrivi all'indirizzo mail (cliccaci sopra)
sardegna@altragricoltura.net
Siamo di nuovo a zero, per adempimenti e impegni preannunciati. Ritardi e errori UE tornano a prevalere, a indebolire iniziativa italiana
Roma, 12 ottobre 2007
http://www.radicali.it/view.php?id=106658
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Dichiarazione di Marco Pannella
<Mi corre letteralmente lobbligo, a nome del Partito Radicale e dellintera galassia radicale, di indicare al Presidente del Consiglio ed al Ministro degli Esteri del nostro Governo quanto resti e saggravi il pericolo che, per lennesima volta, si impedisca di fatto allAssemblea Generale dellONU di proclamare quella Moratoria Universale sulla pena di morte che da 14 anni per patente quanto scandalosa e tuttora non spiegabile responsabilità dellUnione europea non riesce in tal modo ad essere conquistata dalla comunità internazionale.
Siamo infatti ormai a metà ottobre e nessuna Risoluzione in proposito è ancora acquisita, conosciuta e presentata. Un pesante gioco ostracistico vanifica delibere istituzionali dei Consigli affari generali dellUE, dei Parlamenti italiano e europeo e ha strutturalmente la forza di vanificare i conseguenti obblighi delle presidenze in esercizio semestrale dellUe.
Diamo atto al Governo italiano di avere nelle ultime settimane finalmente meglio valutata questa incresciosa e grave situazione e di avere finalmente reagito, cosa purtroppo non accaduta per la 61esima Assemblea Generale. Siamo, come noto e confermiamo, sul piano politico, parlamentare, delle lotte nonviolente mobilitati a sostegno dellopera del Governo italiano, avendo nella scorsa estate promosso una prestigiosa mobilitazione internazionale che ribadiva in modo finalmente indiscutibile la ultradecennale leadership dei nostri governi e del Movimento radicale pro-moratoria.
Purtroppo non si è saputo farne tesoro e questo fatto pesa come ipoteca su una nuova adeguata mobilitazione, che pur torneremo a proporre ed organizzare.
Che a metà ottobre non si abbiano ancora il testo della risoluzione, lelenco dei suoi promotori, co-sponsor e sottoscrittori è fatto (o misfatto?) intollerabile.
Di nuovo sono indispensabili ulteriori mobilitazioni parlamentari e ormai, lo affermiamo per la prima volta istituzionali, poiché sono in gioco il prestigio della Repubblica italiana e quello dellUnione europea, mentre si rischia di provocare un profondo riflesso di stanchezza, se non di esasperazione, da parte di quella maggioranza pro-moratoria degli stati membri dellONU che abbiamo documentato esistere da anni.
Anziché continuare a bombardare lopinione pubblica con mera propaganda anti-pena di morte (che in un paese come il nostro dove il 70% dei cittadini è già convinto suona come stucchevole, superflua e sostanzialmente ipocrita oltre ad essere un esempio di un giornalismo disinformativo antidemocratico e sleale) sarebbe auspicabile che di questa vicenda, politicamente e giornalisticamente complessa, intrigante, scandalosa, la opinione pubblica venisse finalmente e davvero informata>.
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Nota di "Redazione"
L'informativa di cui sopra, è stata prelevata direttamente dall'URL di pagina del sito web, http://www.radicali.it/view.php?id=106658
In un processo per violenza sessuale, l'imputato ottiene uno sconto di pena, perchè ... sardo (incredibile!)
Giovedì, 11 ottobre 2007
Fonte originale di pubblicazione
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/sardo-violenza/sardo-violenza/sardo-violenza.html
Testo sentenza integrale del Tribunale di Buckeburg
http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=73495&idCat=75
Prelievo da Robyorama BLOG
http://robyoramazone.blogspot.com
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<Un giudice di Hannover gli riconosce le "attenuanti etniche e culturali".
"Dev'essere tenuto in considerazione il quadro dell'uomo e della donna esistente nella sua patria".
Germania, violenta la sua ex; sconto di pena perché "è sardo".
Convinto che la fidanzata lo tradisse, l'ha segregata, torturata e sottoposta a stupri di gruppo.
Il presidente del Consiglio regionale: "Se è vero, c'è da inorridire">.
CAGLIARI - <Incredibile sentenza ad Hannover. In un processo per violenza sessuale, un uomo ha avuto riconosciuta l'attenuante di essere sardo. Un cameriere di 29 anni ha tenuto segregata per tre settimane la ex fidanzata, l'ha picchiata, violentata, torturata e umiliata in vari modi, ma ha ottenuto uno sconto di pena ed è stato condannato a sei anni di carcere: il giudice gli ha concesso le "attenuanti etniche e culturali". Stupefatto il presidente del Consiglio regionale della Sardegna: "Se le motivazioni sono quelle riportate dagli organi di stampa, c'è da inorridire. Non c'è alcuna cultura sarda di segregazione e violenza sulle donne, si tratta di un episodio di violenza e, come tale, da condannare".
LEGGI LA SENTENZA
La sentenza è di un anno fa, ma è stata resa nota solo in questi giorni in quanto il legale del giovane, l'avvocato Annamaria Busia, sta tentando di fargli scontare la pena in Italia. "Ho ottenuto una copia tradotta in italiano, con il timbro del tribunale tedesco, - ha spiegato all'Agi - in vista dell'udienza per il trasferimento in Italia, prevista il 23 ottobre in corte d'appello a Cagliari".
Nella sentenza si legge, testuale: "Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell'imputato. E' un sardo. Il quadro del ruolo dell'uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante me deve essere tenuto in considerazione come attenuante". Ma anche altri passaggi sono altrettanto singolari. Come quello, ad esempio, in cui si spiega che "è stato tenuto conto che come cittadino italiano che deve vivere separato dalla sua famiglia e dalla sua cerchia di amici in patria, è particolarmente sensibile alla reclusione".
I reati, poi, sempre secondo la sentenza, "sono stati un efflusso di un esagerato pensiero di gelosia dell'imputato". Il fatto di essere nato in Sardegna, per il giudice tedesco, rende quindi meno grave la responsabilità di un giovane che, convinto che la fidanzata lituana lo tradisse, l'ha tenuta prigioniera per tre settimane sottoponendola anche a violenze sessuali di gruppo. Le convinzioni del magistrato sui sardi, a dir poco bizzarre, hanno fatto risparmiare al cameriere almeno due anni di carcere. Il suo avvocato è comunque indignato: "E' una sentenza razzista".>.
(11 ottobre 2007)
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Nota di "Redazione"
Leggi il testo integrale, della sentenza tedesca sull'immigrato sardo, nell'autentica traduzione fornita dalla stessa magistratura del Tribunale di Buckeburg il 14/03/2007. Clicca sul seguente URL
http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=73495&idCat=75
Pubblicazione originale della notizia: http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/sardo-violenza/sardo-violenza/sardo-violenza.html
Fonte di prelievo della notizia, "Robyorama BLOG", di cui all'URL: http://robyoramazone.blogspot.com
Domenica 14 ottobre 2007, dalle ore 07.00 alle 20.00, si voterà per le Primarie del Partito Democratico, in diecimila seggi sparsi in tutta Italia
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SEGGI del COMUNE di CAPOTERRA
CAPOTERRA CENTRO STORICO
Via Cagliari c/o Palazzo Municipale
Sezioni: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12
CAPOTERRA LOTTIZZAZIONI a MARE
Viale degli Albatros c/o Scuola Primaria "Frutti D'Oro"
Sezioni: 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20
COME si VOTA
<Puoi votare se hai almeno 16 anni e sei: cittadino italiano, cittadino europeo con residenza in Italia, o cittadino di un altro paese con permesso di soggiorno in Italia. Per votare basta un documento didentità e la tessera elettorale.
Per i minorenni e i cittadini stranieri serve solo il documento. Gli studenti universitari e i lavoratori fuorisede possono votare nella città dove studiano o dove lavorano, iscrivendosi presso lUfficio Tecnico Amministrativo Provinciale.
Le schede sono due: una per lAssemblea Costituente Nazionale, laltra per quella Regionale. Si vota mettendo una croce su una sola delle liste. Sceglierai il tuo leader votando una tra le liste che lo sostengono.
Il contributo minimo per il voto è di solo 1 euro.
Le pari opportunità sono interpretate alla lettera dal PD: le liste sono tassativamente composte alternando donne e uomini. E donne sono anche metà dei capolista>.
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Nota di "Redazione"
Tutte le informazioni di cui sopra, sono state prelevate dal sito web di cui agli URL sottoriportati. Si declina, pertanto, ogni e qualsiasi responsabilità per eventuali omissioni e/o inesattezze.
Per ulteriori informazioni, telefona al numero Verde telefonico 800-231506, oppure vai direttamente all'URL dei siti web
http://www.ulivo.it
http://www.perilpartitodemocratico.it
Testo integrale della Legge del 7 marzo 2007, sottoposta a consultazione popolare
http://consiglio.regione.sardegna.it/sito/XIIILegislatura/Leggi%20approvate/lr2007-2dapubb.asp
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CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIII^ LEGISLATURA
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REFERENDUM SULLA LEGGE STATUTARIA
21 OTTOBRE 2007
Richiesta di Referendum
Decreto del Presidente della Regione autonoma della Sardegna n. 69 del 1° agosto 2007
L.R. 7 marzo 2007, - "Legge Statutaria della Regione autonoma della Sardegna"
L.R. 17 maggio 1957, n. 20 - "Norme in materia di referendum popolare regionale"
L.R. 28 ottobre 2002, n. 21 - "Disciplina del referendum sulle leggi statutarie"
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Nota di "Redazione"
Il 21 di ottobre del corrente anno 2007, i cittadini sardi saranno chiamati ad esprimersi con un SI o con un NO, attraverso lo svolgimento di un referendum popolare confermativo o meno, sulla Legge di cui trattasi.
Per votare con coscienza e cognizione di causa, è indispensabile conoscere nel merito la Legge in questione. Si invita tutti gli interessati a prenderne opportuna visione.
Trovi il testo integrale della Legge Statutaria della RAS, 7 marzo 2007, nel sito web del Consiglio Regionale della Sardegna, al sottoevidenziato URL di pagina (cliccaci sopra):
http://consiglio.regione.sardegna.it/sito/XIIILegislatura/Leggi%20approvate/lr2007-2dapubb.asp
lL RESOCONTO FILMATO SUL DIBATTITO DILIBERTO-GIORDANO. PER MOTIVI DI LUNGHEZZA LO ABBIAMO Il DIVISO IN TRE PARTI SECONDO L'ARGOMENTO AFFRONTATO. VIDEO DILIBERTO-GIORDANO AFGHANISTAN 1° PARTE VIDEO DILIBERTO-GIORDANO GOVERNO 2° PARTE VIDEO DILIBERTO-GIORDANO UNITA' 3° PARTE ************************************** http://www.pdcicagliari.altervista.org/
Come i Sindaci: no a bambini-spot sulla libertà
di Antonio Piras
Martedì, 9 ottobre 2007 - http://www.altravoce.net/2007/10/09/equilibri.html
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<La contestazione alla legge statutaria si fonda, principalmente, su due ragioni. Innanzitutto essa indebolirebbe il ruolo del Consiglio regionale; in secondo luogo, esporrebbe il Consiglio ai continui ricatti del presidente della Regione.
Pur trattandosi di contesti assolutamente diversi, i componenti del Comitato per il No fanno uso dei medesimi argomenti che, a suo tempo, la sinistra utilizzò appropriatamente per bloccare la pessima revisione costituzionale varata da Berlusconi e soci. Curioso che ciò avvenga anche da parte di chi sosteneva quella orribile riforma (vedere le posizioni del centrodestra, tradizionalmente presidenzialista).
Personalmente, ritenevo quella modifica costituzionale davvero pericolosa per la democrazia italiana: non solo perché interveniva in modo pasticciato su una cinquantina di articoli ma anche perché indeboliva il ruolo degli istituzioni deputate a vigilare sul rispetto delle regole - Corte costituzionale e presidente della Repubblica - con un preoccupante e sbilanciato irrobustimento dell'influenza del presidente del Consiglio. Quella volta aveva ragione chi parlava di pericolo per la democrazia e di indebolimento del ruolo del Parlamento; e aver condiviso quelle tesi non impedisce di rigettare argomentazioni similari utilizzate, stavolta, a proposito di un'istituzione completamente diversa quale è quella regionale.
Naturalmente non può valere lo stesso per chi approvava quella riforma e rigetta questa, con artifici dialettici che lasciano basiti. Un presidente del Consiglio padrone della propria maggioranza può modificare la Costituzione, favorire l'entrata in guerra delle nostre forze armate, introdurre norme che possono incidere sulla libertà personale dei cittadini, attuare politiche tributarie e finanziarie dalle quali dipendono le sorti economiche di un'intera nazione. In quel caso, aveva un senso preoccuparsi delle possibili conseguenze di una riforma costituzionale così penetrante.
La trasposizione alla battaglia sulla Statutaria dei ragionamenti utilizzati in quel frangente è del tutto inappropriata. Alle spalle della Regione c'è lo Stato, con la Costituzione e il suo corredo di garanzie. I referendari continuano a parlare di pericolo per la democrazia, di indebolimento della sovranità popolare, ci mostrano addirittura dei manifesti nei quali campeggia l'immagine di una bambina per la quale la libertà futura potrebbe non essere garantita quanto lo è oggi. Portano avanti una campagna intrisa di demagogia. Non si può che auspicare l'abbandono di questi slogan utili solamente ad acchiappare i voti dei cittadini meno consapevoli. Si discuta, ma seriamente.
Proverò a rassicurare gli intimoriti sostenitori del No con alcune considerazioni. Primo punto, possibile indebolimento del Consiglio regionale. Con l'entrata in vigore del sistema delineato dalla Statutaria, il presidente verrebbe eletto direttamente dal popolo e potrebbe nominare e revocare gli assessori. È quanto avviene attualmente per via dell'applicazione suppletiva delle norme costituzionali. Non mi pare che in Sardegna o nelle altre Regioni in cui vige tale sistema sia venuta meno, in questi anni, la libertà dei cittadini. Però c'è stata stabilità, e non è poco. E tra meno di due anni potremo promuovere o bocciare i nostri amministratori.
Il contrappeso alla suddetta prerogativa presidenziale è assicurato dall'attribuzione al Consiglio del potere di sfiduciare il presidente. L'Assemblea, infatti, potrà, in ogni momento, mandare a casa l'Esecutivo mediante approvazione della mozione di sfiducia. Chiaramente, si dovrà eleggere anche un nuovo Consiglio, perché altrimenti potrebbe aversi la paradossale situazione di un presidente bianco e di un Consiglio a maggioranza nera. Che programma si potrebbe portare avanti, in quelle condizioni?
L'elezione diretta è compatibile solo col principio del simul stabunt simul cadent. Non si potrebbe pretendere l'introduzione di un meccanismo di sfiducia costruttiva in quanto il mandato presidenziale è conferito dagli elettori e non dal Consiglio regionale. Pertanto, quando si concluderà il mandato (anche per dimissioni), saranno i cittadini a doversi pronunciare nuovamente sulla scelta del nuovo presidente.
Non si capisce per quale motivo si sostenga che il Consiglio sarà succube del governatore. Nel caso in cui quest'ultimo non rispetti il programma o gli equilibri politici nella composizione della Giunta, è chiaro che le forze politiche lese non accetteranno di lasciar governare un presidente che non ha rispettato eventuali accordi elettorali e programmatici. Se il presidente decidesse di revocare un assessore arbitrariamente, il partito di riferimento farebbe valere la propria facoltà di sfiduciarlo.
In passato, invece, se una piccola forza politica decideva di non votare la fiducia alla Giunta perchè non soddisfatta in termini di poltrone, ricominciava il valzer in Consiglio, senza però che il popolo potesse proferire parola. Col sistema delineato dalla Statutaria, la parola torna al popolo, e non ai medesimi consiglieri che in precedenza avevano fatto cadere l'Esecutivo. Qualcuno si è già dimenticato che nel 1999 Mario Floris riuscì a diventare presidente pur disponendo di pochissimi consiglieri e nonostante il designato fosse Mauro Pili. E vi ricordate di Selis, che pur avendo perso sonoramente le elezioni rischiò di ritrovarsi in viale Trento? Eppure, qualcuno ha il coraggio di chiamarla democrazia
Mentre a livello nazionale è il presidente della Repubblica a nominare il premier, tenendo conto dei risultati elettorali, a livello regionale - mancando una figura super partes - i consiglieri hanno sempre agito di testa loro. Rispettare il responso delle urne era un optional e i ribaltoni erano all'ordine del giorno. Il popolo ha più potere se può scegliere chi deve amministrare la Regione o se si deve rimettere ai consiglieri che magari eleggeranno qualcuno solo perchè utilizza l'arma del ricatto, anche quando la sua consistenza politica è minima e le elezioni hanno premiato un'altra coalizione? Dov'erano le garanzie per il popolo in un sistema che, negando continuamente la governabilità, permetteva di fare e disfare le Giunte senza che i cittadini potessero approvarne i programmi?
Credo che l'assimilazione del governo regionale a quello statale costituisca un'operazione francamente inaccettabile. Il presidente della Regione gode di poteri non paragonabili a quelli del presidente del Consiglio, e la regolarità della sua azione è garantita da norme costituzionali che non potrà certo modificare autonomamente. In un quadro siffatto, nel bilanciamento tra governabilità e controllo consiliare si può, senza paura, propendere per la prima opzione pur senza tralasciare la seconda. D'altronde, nei Comuni, che funzionano secondo questo principio e nei quali la politica amministrativa si riflette sui cittadini almeno in eguale misura rispetto alla politica regionale, non sembra che si sia aperto un vulnus di democrazia.
Si dice che il Consiglio potrebbe essere esposto ai continui ricatti del presidente. Se i consiglieri sono attaccati alla poltrona al punto di accettare qualsiasi cosa pur di non andare a casa ci viene da pensare che a questo punto il problema è costituito dalle persone e non dalla forma di governo. Dobbiamo pensare che il nostro Consiglio sia composto da servi sciocchi? Che chi vota le leggi sia una marionetta priva di dignità e interessata solo a conseguire l'onorevole pensione?
Se il presidente minaccia di dimettersi perchè vuole fare di testa sua e i consiglieri sono sicuri di operare nel giusto e di rispettare il mandato, perchè non rimettersi al giudizio degli elettori che decideranno chi, tra il presidente e il Consiglio, ha agito conformemente al programma? Negli anni bui dell'autonomia sarda, era la Giunta ad essere perennemente ricattata. La Statutaria introduce l'anelato equilibrio tra questi due organi. I sardi hanno l'occasione di seppellire definitivamente quell'indegno passato>.
Antonio Piras
(Segretario Regionale della Sardegna del PRC; n.d.r.)
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Nota di "Redazione"
L'articolo di Antoni