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LOTTERIA di FINE ANNO 2007
1) In occasione delle feste natalizie la Fgci della provincia di Cagliari organizza una lotteria di beneficenza aperta solo agli iscritti del PdCI e amici simpatici!!! Il ricavato è destinato a finanziare le iniziative politiche future.
2) Saranno messi in vendita n° 90 biglietti al prezzo unitario di Euro 5,00.
3) I 4 numeri vincitori corrisponderanno ai primi 4 numeri che saranno estratti al gioco del lotto sulla ruota di Cagliari alla prima estrazione dell'anno 2008. Il primo premio corrisponderà al primo numero estratto sulla ruota di Cagliari, il secondo al secondo numero estratto ecc..
4) Qualora tra i primi 4 numeri estratti ve ne fossero di corrispondenti a biglietti invenduti, si andrà a scalare comprendendo anche il 5° numero della ruota di Cagliari, e di seguito a scalare con i numeri della ruota di Genova (in onore al gemellaggio con la Fgci di Genova :!!!)
5) I biglietti potranno essere acquistati fino al 30 dicembre 2007, presso le iniziative del Partito e associazioni correlate o presso i locali del PdCI in via 29 novembre n° 6 a Cagliari.
6) I biglietti rimasti invenduti saranno dichiarati nulli.
7) I premi potranno essere ritirati presso i locali del PdCI. I vincitori dovranno presentarsi muniti di biglietto vincente.
I PREMI !
1° Cesto di Natale
"1 Cesto - 1 panettone Melegatti incartato a mano - 1 conf. di paccheri rigati Poggio dei Cipressi 250 g - 1 cotechino Palmieri ""Selezione Particolare"" 250 g - 1 bottiglia di spumante brut Conte Lodovico 750 ml - 1 bottiglia di Sangiovese Rubicone I.G.T. Conte Bernardi 750 ml 1 conf. di caffè Gran Aroma Vergnano 200 g - 1 conf. di lenticchie di montagna Ciuffo Clip 300 g - 1 tavoletta di cioccolato Lindor Lindt 100 g - 1 torrone classico nocciola Pernigotti 100 g"
2° Confezione I Classici Mezzacorona
composto da: 1 Teroldego Rotaliano D.O.C. - 1 Cabernet Trentino D.O.C. - 1 Pinot Grigio Trentino D.O.C.
3° Astuccio Grandi Auguri e Magici Istanti Martini
Composto da: 1 Spumante Grandi Auguri Martini - 1 Spumante Magici Istanti Martini
4° Brindisi di Natale Melegatti
1 Pandoro o panettone - Melegatti 750 g1 Pandoro o panettone - Melegatti 750 g - 1 bottiglia di spumante Togni Rocca dei Forti 750 ml
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CALENDARI PdCI/FGCI ANNO 2008
Per quanto riguarda i 4 Calendari, dedicati rispettivamente ad Enrico Berlinguer, Antonio Gramsci, Ernesto "Che Guevara e Nilde Iotti, i medesimi potranno essere acquistati al costo di 5 Euro, presso la sede della Federazione della FGCI di Cagliari, che si trova in Via 29 Novembre 1847 n°6 (trav. Viale Trieste), poco distante da Piazza del Carmine e da Piazza Trento.
Inaugurata la mostra mercato stabile "MercanteggiArte"
Dicembre 15, 2007 di "arouetvoltaire"
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<Oggi 12 Novembre 2007, "Gli Arteggiati", dipartimento artistico culturale dell'Associazione <Nilde Jotti> con l'appoggio della Sezione "Togliatti" della Federazione del Pdci di Cagliari, posano la prima pietra sulla quale si costruirà MercanteggiArte, mostra mercato artistico artigianale che si svolgerà stabilmente con cadenza settimanale, nella sede della Sezione Togliatti in Via Buragna, 20 a Cagliari". Così il blog degli Arteggiati poneva le premesse per l' odierna inaugurazione di una mostra-mercato a Cagliari. Piccoli oggetti di artigianato, dagli anelli -apprezzatissimi- in rame intrecciato, alle pipe. Che potevi vedere nell'atto della loro creazione con radica di noce, ai quadri, agli originali "bruciaincenso" realizzati con canna palustre e fantasmagoricamente colorati. Una sezione di piccoli "presepe" in sughero, miniaturizzati, ma completi in tutti i particolari, un settore di dipinti "naif". Immancabili gli oggetti -miniaturizzati- dell'artigianato tradizionale, come piccole cassapanche, taglieri ed il "sole" (onnipresente) con piccole culle in legno quasi "zane" che ci potevi mettere un pupetto di fantasia. Ospite della serata Nora Uda, segretaria della sezione Togliatti, a fianco dell'organizzatore Danilo e del curatore del sito dell'Associazione Gianfranco Ghironi. Vasta la presenza della federazione di Cagliari, da Maria Demurtas della Direzione nazionale del Pdci, all'Assessora Maria Carla Floris, al segretario Littarru. Scintillante la presenza della attrice e cantante Elena Pau (incantata dagli anelli arzigogolati in fili di rame) pure del Comitato Centrale del Partito. Ha visitato con piacere la mostra il Presidente della 1^ Circoscrizione Gianfranco Carboni che si è intrattenuto con gli espositori dimostrando grande disponibilità verso gli ospitati e la Sezione>.
VAR - Vincenzo Antonio Romano
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Monserrato, 21 dicembre 2007 - Casa Foddis - Ore 18.00
Convegno organizzato dal PdCI: Gruppi consiliari della Provincia di Cagliari e del Comune di Monserrato, dalla Federazione di Cagliari con la Sezione interterritoriale "Giorgio Amendola"
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<Lidea dellOspitalità diffusa nasce dallesigenza di dare un contributo a una crescita culturale e civile delle comunità e di favorirne laggregazione, il dialogo, la cooperazione. Incoraggia il contatto tra paesi, ampliando la capacità di risonanza e di mobilitazione delle iniziative dal basso.
Valorizza il più possibile le energie sociali in qualche modo già disponibili, tra cui gruppi culturali, pro loco, associazioni, cooperative. Mobilita saperi sociali e competenze diffuse, tra cui il sapere dei pastori e quello delle donne nel produrre beni e servizi. Crea ricadute tali da aumentarne limpatto sociale. Liniziativa viene impostata per stadi successivi, così da farla crescere piano piano, a misura della convinzione e delladesione che riesce a raccogliere. Risponde allesigenza di avere un rapporto diretto e reale col mercato, impostando una esperienza in grado di esistere senza
continua assistenza. La praticabilità di una iniziativa realistica non eccessivamente complessa sotto il profilo dellorganizzazione, rappresenta un esempio su come avviare una esperienza "povera", basata sulla mobilitazione di risorse in larga parte già presenti. E una opportunità per evitare che liniziativa dipenda, per vivere, e dai fondi pubblici>. (PNA)
Visualizza fronte Brochure
http://pdcicagliari.altervista.org/CULTURA/brochure_moserr_1.pdf
Visualizza retro Brochure
http://pdcicagliari.altervista.org/CULTURA/brochure_moserr_2.pdf
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Nota di "Redazione"
Fonte originale di prelievo del servizio: http://pdcicagliari.altervista.org
Diversamente abili e barriere architettoniche
Dal ns. collaboratore Francesco (Cecco) Dotti da Olbia (OT)
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<È cosa nota anche ai sassi che il problema grave di chi è afflitto da un handicap, sia esso transitorio o permanente, nelle nostre città è pochissimo sentito. Ne sono prova gli innumerevoli ostacoli che si frappongono tra chi è costretto a subirli e le mète da raggiungere quotidianamente. Pali della luce, segnali stradali, rampe d'accesso ai marciapiedi con pendenze impossibili, fioriere ornamentali e, ultimamente, anche quei baldacchini - o come diavolo si chiamano - che alcuni bar e ristoranti montano all'esterno proprio su quello spazio che dovrebbe essere riservato ai pedoni ma che loro, i bar e i ristoranti appunto, dato che hanno pagato il "suolo pubblico" (?), si sentono in dovere di occupare con tavolini e sedie. Eppure le leggi ci sono. Una di queste, la n. 13 del 9 gennaio 1989, stabilisce puntigliosamente un insieme di norme, infarcite di commi e richiami ad altre leggi, la cui pervicace inosservanza da parte di chi amministra e sovrintende diventa gravissimamente spudorata allorché a praticarla sono proprio coloro che la legge dovrebbero applicare e far rispettare.
Ma non mi va di scrivere troppo, rischierei di annoiarvi con inutili chiacchiere. Preferisco invece che a parlare siano le immagini. Immagini che dimostrano ancora una volta quanto tempo abbia sprecato il legislatore per cercare le parole adatte a confezionare un'altra, ennesima raccoltina di utilissime e ragionevolissime ma inapplicate regole.
Per questo motivo le foto-vignette a corredo di queste fesserie che ho scritto spero che servano soprattutto a far riflettere. Su quella carrozzella, un giorno, ci potrebbe finire chiunque di noi; e quanti di noi, infatti, diversamente abili o abilissimi, trovandosi in circostanze simili come quelle da me disegnate, non hanno pensato almeno una volta: "Ah! Se avessi una ruspa, farei piazza pulita!">
Francesco Dotti
http://www.ceccodotti.blogspot.com
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Nota di "Redazione"
Come potete vedere, il ns. intraprendente collaboratore da Olbia ha sviluppato questo servizio, sperimentando in proprio e, come si suol dire, operativamente sul campo, le difficoltà quotidiane che incontra un diversamente abile di tipo motorio, nell'attraversamento delle strade di una città.
Nella fattispecie si tratta di Olbia, capoluogo della nuova Provincia (OT), unitamente a Tempio, ma è così un pò dappertutto: anche laddove le barriere architettoniche, si possono evitare in fase di realizzazione di nuove infrastrrutture urbanistiche, senza spese aggiuntive, le si crea, quasi artatamente o per superficialità. Questo perchè, nel ns. bel Paese, non vi è una vera e propria cultura della non generazione di esse, ma soltanto delle leggi che sono "interpretate" non in modo preventivo delle conseguenze ma, piuttosto, nel senso dell'abolizione delle stesse, quando politicamente voluto, tecnicamente possibile e finanziariamente concesso.
Le foto ed i "montaggi" effettuati su di esse, sono stati realizzati da Francesco (Cecco) Dotti e così anche il logo/simbolo "Liberi di muoversi". Francesco ne consente l'utilizzo, esclusivamente per scopi umanitari e sociali, dichiaratamente no-profit, alle condizioni che gli si richieda esplicitamente l'autorizzazione, venga sempre citato l'autore ed inserito un rimando (link) al proprio blog, di cui all'URL http://www.ceccodotti.blogspot.com.
Vi segnaliamo, infine, che questo artista ha collaborato e collabora ancora, fra le altre testate e giornali citati nella scheda di cui alla voce "Cultura", sottopagina 'arte & artigianato' (clicca la scritta evidenziata), con la nota rivista "Il Vernacoliere", di cui all'URL del sito web http://www.vernacoliere.com e http://www.vernacoliere.com/autori/index.php.
Per chi volesse contatare direttamente Francesco noto Cecco, che ringraziamo sentitamente per il bel servizio, può farlo scrivendo al seguente indirizzo mail: francescodotti@alice.it
SOS Villaggi dei Bambini Onlus inaugura una nuova campagna umanitaria
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COMUNICATO STAMPA
<Per la prima volta, nove federazioni sportive italiane si uniscono in un progetto di sport e solidarietà per aiutare i bambini del Villaggio SOS di Harrar, in Etiopia>.
Roma, 3 dicembre 2007 - <Con una conferenza stampa alla Sala Rossa - Piscine del Coni di Roma, SOS Villaggi dei Bambini ha presentato la nuova iniziativa umanitaria: "I bambini sono l'oro del mondo". Dopo la campagna "6 Villaggi per il 2006", che l'ha vista come charity ufficiale dei Mondiali di Calcio FIFA 2006, l'Associazione torna a legarsi al mondo dello sport, con l'obiettivo di raccogliere fondi da destinare al Villaggio SOS di Harrar, in Etiopia. La campagna è patrocinata dal Coni, dal Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, dalla Gazzetta dello Sport e da nove federazioni sportive italiane: Atletica Leggera, Basket, Calcio, Ciclismo, Nuoto, Rugby, Scherma, Sport Invernali e Volley.
Alla conferenza, moderata da Candido Cannavò (direttore servizi editoriali della Gazzetta dello Sport), sono intervenuti:
Enrico Mazzini - presidente SOS Italia Villaggi dei Bambini
Raffaele Pagnozzi - Segretario Generale Coni
Pierluigi Migliorini - consigliere Federazione Italiana Atletica Leggera e consigliere Villaggio SOS di Saronno
Caterina Torcia - Manager della Responsabilità Sociale Vodafone Italia
Sono intervenuti anche alcuni dei testimonial sportivi della campagna:
Francesca Boscarelli - Campionessa italiana di Spada
Giacomo Galanda - Capitano della Nazionale Italiana di Basket
Andrea Lucchetta - Campione del mondo di Volley
Annamaria Marasi - Campionessa nazionale femminile di Volley
Gabriella Paruzzi - Oro olimpico Sci di fondo
Gustavo Thoeni - Campione del mondo Sci alpino
Giorgio Rubino - Argento europeo di Marcia
Ci sono stati gli interventi, inoltre, di Giancarlo Abete (Presidente Federazione Italiana Gioco Calcio) e Antonello Panza (Segretario Generale Federazione Italiana Nuoto)
E' la prima volta che così tante federazioni uniscono le proprie forze in un progetto di solidarietà dedicato all'infanzia, con l'obiettivo di raccogliere fondi per il Villaggio SOS di Harrar, in Etiopia.
"Da parte del Coni c'è tutto l'impegno a coinvolgere altre federazioni sportive in queste iniziative", ha detto Raffaele Pagnozzi "Siamo in un momento in cui il recupero dei certi valori è determinante - ha aggiunto Pagnozzi -, e non solo perché si avvicina l'evento sportivo più seguito al mondo, le Olimpiadi, ma anche nell'ottica dei Giochi Olimpici della Gioventù. Fratellanza e aiuto reciproco devono far parte della pratica sportiva dei giovani. Poche altre volte come questa mi sono sentito felice di dare il benvenuto in una sede Coni ad un'iniziativa di solidarietà".
"La Federazione Italiana Nuoto è orgogliosa di sposare un progetto umanitario di tale importanza e portata - ha dichiarato Antonello Panza -. Da oltre cento anni siamo impegnati a diffondere la cultura dell'acqua e gli alti valori etico-sportivi che ci rappresentano. Il movimento del nuoto coinvolge tutte le fasce di età, a partire da quelle più giovani. E' per questo che abbiamo deciso di aderire a questo importante progetto, che affianca i principali dogmi pedagogici insieme agli altri valori etico sportivi della cultura acquatica. Siamo coinvolti insieme alle altre otto Federazioni in questo progetto, e avremo l'onore di iniziare la raccolta dei fondi proprio nel primo evento in programma, i Campionati Assoluti Invernali, in programma Riccione dal 18 al 22 dicembre 2007".
Sottolineando la continuità con la precedente campagna "6 villaggi per il 2006", Giancarlo Abete ha detto che "la Federcalcio è accanto a SOS Villaggi dei Bambini con le altre federazioni e cercherà di portare un messaggio di solidarietà e di attenzione, sapendo che il mondo dello sport ha grandi potenzialità di comunicazione per far passare quel messaggio. Il progetto è dedicato a un Villaggio SOS africano, e la nostra è una piena disponibilità almeno fino al 2010 in quanto la Confederation cup del 2009 e i Mondiali 2010 in Sudafrica sono una grande opportunità data al calcio italiano per dirigere l'attenzione su quel continente".
L'iniziativa ha registrato anche il sostegno di Vodafone Italia, che ha messo a disposizione un numero per l'invio di un "messaggio solidale": fino al 31 luglio si potranno donare 3 Euro mandando un sms al numero 48538, attivo per i clienti di rete mobile Vodafone Italia.
I testimonial sportivi della campagna sono anche:
Stefano Baldini - Campione olimpico di Maratona
Franco Ballerini - Commissario Tecnico Nazionale Ciclismo
Vera Carrara - Campionessa mondiale di Ciclismo su strada
Pierluigi Collina - Designatore Associazione Italiana Arbitri
Arianna Follis - Bronzo mondiale Sci di fondo
Filippo Magnini - Campione del mondo di Nuoto
Manfred Moelgg - Argento mondiale Sci alpino
Matteo Tagliarol - Campione italiano di Spada
Gustavo Thoeni - Campione del mondo Sci alpino
Alessandro Troncon - Capitano Nazionale Italiana di Rugby
La campagna "I bambini sono l'oro del mondo" si articola in un calendario di eventi legati alle discipline sportive che sono coinvolte. A partire dal 19 e 29 dicembre 2007, con i Campionati Italiani di Nuoto "Assoluti Invernali", per arrivare a luglio 2008 con la World League di Volley, SOS Villaggi dei Bambini parteciperà a nove eventi sportivi.
CALENDARIO
Nuoto 19-20 dicembre 2007 Campionati Italiani Assoluti - Riccione
Ciclismo 24-27 gennaio 2008 campionati mondiali di ciclo cross - Treviso
Scherma 1-3 febbraio 2008 Torneo Internazionale "Trofeo Carroccio" - Castellanza
Calcio 17 febbraio 2008 23esima giornata di campionato di calcio di serie A - in tutti gli stadi
Sport invernali Marzo 2008 finale campionati mondiali - Bormio
Pallavolo femminile giugno 2008 WorldGranPrix - in tutta Italia
Pallavolo maschile luglio 2008 World League - in tutta Italia
Ciclismo luglio 2008 Campionati europei ciclismo su pista - Arona
Atletica leggera 11 luglio 2008 Golden Gala - Roma
Tra gli interventi di sostegno al Villaggio spicca un'urgenza: la ricostruzione dell'Asilo SOS. Distrutto da un incendio nel 2006, l'Asilo è una struttura essenziale poiché supporta le famiglie della comunità non solo come luogo di accoglienza ai bambini, ma come vera e propria struttura di ricovero e di prevenzione all'abbandono. "In un contesto poverissimo, dove i genitori sono spesso costretti a lasciare soli i propri figli per cercare una qualche forma di sussistenza, o nei casi più gravi a far lavorare anche loro, l'Asilo è un luogo in cui è garantita l'assistenza sanitaria, la fornitura di pasti e l'attenzione a tutti i problemi della famiglia - ha detto Enrico Mazzini, presidente di SOS Italia Villaggi dei Bambini -. Costruendo un nuovo Asilo al Villaggio SOS di Harrar, si aiuteranno 200 bambini a vivere in modo normale la propria infanzia".
La raccolta fondi si baserà su un'attività di sensibilizzazione del pubblico, condotta da SOS Villaggi dei Bambini e da ognuna delle Federazioni durante ciascuno degli eventi sportivi previsti dal calendario.
Sul sito http://www.sportsolidarieta.com si possono trovare tutte le informazioni sulla campagna e gli aggiornamenti su ogni evento.
SOS Villaggi dei Bambini Onlus, è un'organizzazione a respiro internazionale, impegnata sia nell'assistenza ai minori in difficoltà che nella prevenzione all'abbandono. In Italia lavora prevalentemente con l'affido familiare, mentre nei paesi in via di sviluppo promuove entrambi gli ambiti di intervento, ovvero assistenza e prevenzione. Da più di sessant'anni la famiglia SOS è impegnata in 132 paesi del mondo, aiuta ogni anno circa 60.000 minori orfani o abbandonati, così come un milione di persone che rientrano nei suoi programmi integrati di sostegno ai minori e al loro contesto familiare: oltre all'accoglienza, sanità, si occupa di istruzione, formazione professionale e rafforzamento familiare.
Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa SOS Villaggi dei Bambini
Igor Principe
Via Sile 15
20139 Milano
tel. 02.55231564 fax 02.56804567
e-mail:igor.principe@sositalia.it
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Nota di "Redazione"
Come espressamente richiestoci, pubblichiamo molto volentieri il soprastante Comunicato Stampa dell'Associazione Onlus "SOS I Villaggi dei Bambini", sperando che anche questo ns. piccolo sito, possa essere utile ai fini della diffusione e del successo della iniziativa umanitaria in questione.
Dibattito aperto sui delicati e complessi temi del "Lavoro, Diritti, Giustizia, Pace, Scuola, Pensioni e Salari"
Cagliari, 17 novembre ore 17.00 c/o T-Hotel - Via dei Giudicati n. 1 (P.zza Giovanni XXIII)
Introduce Claudio Giorgi - Segretario reg.le della Sardegna del PdCI
Conclude Oliviero Diliberto - Segretario nazionale del PdCI

Si sono incontrati Mussi, Giordano, Pecoraro Scanio e Diliberto e hanno fissato appuntamento e percorso
http://www.sinistra-democratica.it/dalla-stampa/news-675
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<Sarà l'8 e il 9 dicembre la data in cui la federazione unitaria delle sinistre comincerà a prendere forma, con una assemblea nazionale della sinistra e degli ecologisti, che è il segno più concreto dell'accelerazione verso l'unità a sinistra, decisa oggi in un vertice dei leader di Prc, Pdci, Sinistra democratica e Verdi.
Al termine della riunione, tenuta presso l'ufficio di Fabio Mussi al ministero dell'Università, Franco Giordano, Oliviero Diliberto, Alfonso Pecoraro Scanio e lo stesso Mussi hanno fatto brevemente il punto con i cronisti: "Dopo l'assemblea - spiega il leader di sd - pensiamo di promuovere una grande consultazione popolare e di massa, sulle nostre idee, proposte, programmi".
I quattro leader hanno deciso anche di proporre "ai gruppi parlamentari di federarsi, di fare un lavoro comune, di parlare con una voce unica nei passaggi importanti della vita politica", spiega ancora mussi. Oltre a questo, il vertice ha partorito anche la decisione di costituire un coordinamento nazionale, composto dai quattro segretari e da altri esponenti delle quattro forze politiche, "che gestirà questa fase del processo unitario", chiarisce mussi. Dopo le divisioni sulla manifestazione del 20 ottobre, il primo appuntamento unitario, ha annunciato Pecoraro, "è previsto il 10 novembre, con una iniziativa a piazza Farnese per il ventennale del referendum contro il nucleare".
Per ora niente tessere comuni. Pecoraro:non chiamateci Cosa Rossa
Nel corso della discussione non sono stati ancora definiti, hanno spiegato i segretari, alcuni aspetti relativi al simbolo unico e al nome da dare al nuovo soggetto, e nemmeno è stato ancora sciolto l'interrogativo se fare un partito unico, sia pure in una prospettiva di medio periodo, o se continuare a tenere in vita le formazioni esistenti: "E' un work in progress", precisa mussi, forse il più determinato a immaginare un futuro comune. "Ma siamo tutti convinti - aggiunge Pecoraro - che una federazione, aperta anche a forze esterne ai partiti, sia oggi un obiettivo comune". Nessun passo avanti neanche sulla leadership, "facciamo una consultazione sulle idee e non sulle persone, delle primarie di programma, l'esatto contrario del Pd", sottolinea Diliberto.
A chi gli chiede se la questione del tesseramento confederale, proposta qualche giorno fa da Giordano, che è stata affrontata nella riunione, Pecoraro precisa: "Non c'è il tesseramento, oggi Giordano non lo ha neanche proposto".
Pecoraro risponde anche, al termine dell'incontro stampa, a una domanda su quanto abbia influito l'incertezza sul destino del governo sulla decisione di accelerare il processo unitario a sinistra: "Ha contato il fatto che non possiamo stare in eterno a dire che vogliamo unirci - ha spiegato il presidente dei Verdi - visto che siamo tutti d'accordo sul federativo e sulle primarie di programma. Certo, questo ci rende anche più pronti a competere in eventuali elezioni politiche". Chiusura con una raccomandazione: "Non chiamatela 'Cosa Rossa'", ammonisce il verde Pecoraro>.
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Nota di "Redazione"
Sia il testo che l'immagine, sono stati prelevati dall'URL di pagina del sito web di "Sinistra Democratica".
http://www.sinistra-democratica.it/dalla-stampa/news-675
Gli URL dei siti web dei Partiti, interessati e coinvolti nella costituzione della Federazione della Sinistra Unita sono i seguenti:
http://home.rifondazione.it
http://www.sinistra-democratica.it
http://www.verdi.it/apps/presentazione.php?pagina=verdisulweb
http://www.comunisti-italiani.it
I Simboli presenti nella Galleria delle Immagini, sono tutti sovracliccabili, per il rimando diretto ai siti web ufficiali dei rispettivi Partiti o Federazioni.
15 Novembre 2007 by arouetvoltaire
http://libertadinformazione.wordpress.com/2007/11/15/a-genova-per-chiedere-verita-e-giustizia/#more-387
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<La giornata di sabato 17 novembre si aprirà con il convegno "Genova 2001: un altro mondo è ancora possibile" - ore 10 - 13, all'Auditorium ex chiesa di San Salvatore in Piazza Sarzano 9, Genova raggiungibile con la metropolitana, fermata Sarzano>.
<La manifestazione nasce per chiedere una Commissione Parlamentare di inchiesta come previsto dal programma dell'Unione per la individuazione delle responsabilità per quella che Amnesty International ha definito "la più grave violazione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale".
Il Pdci ha dato la propria adesione sia a livello nazionale che locale.
Relatori del Convegno:
Giuliano Pisapia, Presidente della commissione del Ministero della Giustizia per la riforma del codice penale;
Marcello Zinola
Segretario Associazione Ligure dei Giornalisti-Fnsi
Laura Tartarini
Genoa legal forum
Raffaella Bolini
Presidenza Arci Nazionale
Anna Pizzo
Redattrice mensile Carta
Lorenzo Guadagnucci
Giornalista Resto del Carlino
Peppino Coscione
Presidente Comitato Piazza Carlo Giuliani
Gianni Rinaldini
Segretario generale della Fiom-CGIL
Vittorio Agnoletto
Europarlamentare Sinistra Europea
Francesco Martone
Senatore Sinistra Europea
Aleandro Longhi
Deputato Partito dei Comunisti Italiani
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L'appuntamento per tutte le compagne ed i compagni è previsto per le ore 12.30/13.00 in via Andrea Doria (sotto l'hotel del Principe, di fronte la Stazione Marittima).
Vi è la possibilità di arrivare nelle vicinanze del concentramento anche con i pullman uscendo al casello autostradale di Genova Ovest e prendendo la direzione verso il centro, sino in via Gramsci (stazione Marittima, ponte Milvio). Qui i manifestanti potranno scendere e recarsi al concentramento del Partito ( a brevissima distanza) mentre i pullman proseguiranno sino al parcheggio Fiera del Mare, piazza Kennedy, nuova darsena.
Il corteo, che partirà dalla Stazione Marittima (sotto la Stazione Principe ed in corrispondenza della fermata della Metro Principe), si svilupperà principalmente nella parte a mare per concludersi nella storica piazza De Ferrari
dove suoneranno Bisca, Zulù, Assalti Frontali, Roy Paci e Aretuska e molti altri.
Diversi comici genovesi e moltissimi ospiti si alterneranno ai vari musicisti. Inizio degli spettacoli alla conclusione della manifestazione fino a mezzanotte circa.
Per il deflusso dalla zona di piazza De Ferrari saranno previste navette gratuite in partenza dalla vicina piazza Dante e via Ceccardi con direzione Stazione FS Principe, Stazione FS Brignole e Fiera del Mare (il parcheggio dei pullman)>.
arouetvoltaire by 15 Novembre 2007
di Giorgio Melis
mercoledì 14 novembre 2007
http://www.altravoce.net/2007/11/14/strumenti.html
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<È ufficiale: i quotidiani E-Polis sono "lo strumento d'informazione" dei Circoli del Buon Governo costituiti da Marcello Dell'Utri. Non è gossip, un'indiscrezione o un'ipotesi generica. Bensì un dato di fatto, formalizzato domenica dall'editore Alberto Rigotti (ha comprato i due terzi di E-Polis da Nicola Grauso) nella convention a Montecatini, dove Dell'Utri ha presentato la sua formazione: col braccio di Berlusconi sulle spalle.
Reazione durissima di Grauso. Verso Rigotti. Ma avvelenata contro il direttore Antonio Cipriani. Lo accusa di comportarsi come un servile voltagabbana, rinnegando - per mantenere la poltrona con Rigotti-Dell'Utri - le sue posizioni politiche, sempre in sintonia col Pci-Ds. Cipriani era redattore dell'Unità prima e poi, negli ultimi mesi di vita prima della chiusura, a L'Ora, giornale storico della sinistra a Palermo: dove incontrò l'editore cagliaritano che, dopo il tracollo del quotidiano siciliano, lo arruolò per la sua nuova iniziativa, alla quale aveva lavorato per anni in silenzio.
È una svolta di nuovo drammatica per i 15 quotidiani E-Polis: il nuovo editore li ha dichiarati ufficialmente come organo informativo del movimento politico, nel discorso pronunciato alla convention di Montecatini. Radio Radicale ne ha documentato lo svolgimento in audio e video.
Era chiaro, e lo si era subito detto, che gli acquirenti del gruppo avessero anche un'evidente e prevalente motivazione politica. Il "cambio" era inevitabile. Ma si riteneva sarebbe arrivato con maggior gradualità e stile, senza sbandamenti sopra le righe. I segnali della svolta, con una linea capovolta rispetto ai primi tre anni, si erano moltiplicati e fatti via via sempre più palesi. Culminati nel numero di lunedì con le prime due pagine del notiziario nazionale dei quotidiani dedicate alla presentazione dei Circoli di Dell'Utri e al primo congresso del partito fondato da Storace dopo la rottura con An e Fini. Berlusconi si era equamente diviso fra i due appuntamenti.
La scelta radicale a destra e all'ultradestra aveva creato grandi maldipancia e disagio nelle redazioni. Ma Cipriani non aveva fatto una piega nella sua determinazione di andare avanti nella fulminea marcia di avvicinamento alle nuove posizioni: opposte a quelle concordate e mantentute con Grauso dal settembre 2004. Il malessere si è ora accentuato perchè i "quotidiani indipendenti" sono stati targati, etichettati, embedded dallo stesso editore. Domenica Rigotti ha spiegato che "con Marcello" (Dell'Utri) era alla ricerca di uno strumento per "arrivare ai lettori con la carta stampata", ovunque. Meglio con un free-press diffuso in tutta Italia, fuori dal circuito delle edicole. Rigotti ha chiarito che "l'occasione si è presentata con E-Polis", ideale per avere "uno strumento informativo" già su piazza in 15 edizioni (le ha nominate una per una, senza citare le due sarde) e che Dell'Utri vuole portare a "cento testate, una per ogni campanile".
La sortita di Rigotti è passata inizialmente inosservata. Ma l'ascolto di Radio Radicale ha chiarito oltre ogni dubbio che si era trattato di un'auto-iscrizione dei giornali nel movimento di Dell'Utri. Cancellando ogni dubbio, benché pochi ce ne fossero, che il gruppo è ormai poco editoriale e soprattutto politico: schierato, dichiarato, benché con la stessa direzione. Una mossa davvero singolare, ai limiti dell'autolesionismo, che pare abbia molto contrariato per primo lo stesso Dell'Utri. Mai Berlusconi ha indicato e rivendicato per le sue reti televisive, telegiornali e giornali un ruolo di servizio per Forza Italia. Semmai l'ha negato oltre ogni evidenza, sostenendo anzi (a parte Il Giornale di famiglia) che fossero egemonizzati da giornalisti di sinistra che gli "remavano contro". Targare politicamente un gruppo editoriale appena acquisito, declassarlo a "strumento" di un movimento-partito è quanto di più sbagliato: può renderlo più appetibile per l'elettorato di riferimento ma lo rende non credibile come fornitore di notizie "indipendenti".
La vicenda non va affatto sottovalutata perché l'acquisto e ora il deragliamento dei quotidiani E-Polis rientra in una strategia a largo spettro condotta da un personaggio come Marcello Dell'Utri. Nonostante i processi e le condanne (da ultimo quella in primo grado a Palermo per collusione con la mafia e tentativi di delegittimare i pentiti che l'accusavano), Dell'Utri continua ad avere un forte ruolo: si tratta comunque di un personaggio e di un manager cui tutti riconoscono grandissime capacità organizzative e intuito politico. Fondatore di Publitalia (la vera macchina da guerra di Fininvest-Mediaset) e di Forza Italia con Berlusconi, da molti mesi è in freddo se non in rotta col Cavaliere. Il suo nuovo simil-partito è collateral-conflittuale con i Circoli della Libertà, creati da Michela Vittoria Brambilla, la nuova pupilla di Berlusconi. Che ha a lei affidato (oltre una tv disposizione) un ruolo apicale in Forza Italia. Con notoria insofferenza e risentimento di Dell'Utri e di tutti i big di Forza Italia per la non resistible ascesa della parvenue sotto l'ala del Cavaliere.
Come risposta a quello che molti ritengono uno snaturamento dell'originaria Forza Italia, Dell'Utri ha messo in campo i Circoli del Buon Governo: rilanciando un movimento e una sigla di 13 anni fa, quando la presentò anche a Cagliari: ospite della villa di Grauso. Berlusconi ha parzialmente messo il cappello sull'iniziativa, benché in netto dissenso da lui. Perché in questo momento - sperando ancora nelle elezioni anticipate - deve ecumenicamente e opportunisticamente giocare su tutte le sponde. Brambilla, Dell'Utri, Storace e chiunque possa tornargli utile nella battaglia contro Prodi ma anche contro Fini e Casini. Il gruppo E-Polis è una delle carte su cui Dell'Utri ha puntato: certamente non sarà felice che Rigotti l'abbia alquanto sputtanata, presentandola con un house organ anziché una catena di giornali senza specifica etichetta.
Il primo a reagire è stato Nicola Grauso, che in una dichiarazione alle agenzie ha contestato a Rigotti che si definiscano "i quotidiani che ho creato come "strumento" di un'organizzazione politica
Ne determina uno stravolgimento degli obiettivi statutari. Tale collocamento annunciato di E-Polis (che peraltro appartiene ad altri soci, ai lettori e alla redazione) ad una formazione politica, ne pregiudica la qualità di organo di stampa indipendente". Grauso spiega che Rigotti ha pieno diritto ad aderire a uno schieramento politico, "ma la sua personale collocazione" non poteva essere estesa all'arruolamento dei giornali come strumento dei Circoli di Dell'Utri. In contrasto con "le dichiarazioni fatte a suo tempo dallo stesso Rigotti, spiegando che E-Polis sarebbe rimasto indipendente".
Ma molto più aspre, anche in termini personali, le accuse mosse da Grauso a Cipriani. Gli ha inviato una comunicazione indirizzata "Al direttore dell'organo ufficiale del Buon Governo", contestandogli un'assoluta mancanza di coerenza e lealtà: "Storace ti direbbe: "dritta la schiena, Cipriani!"". I rapporti tra Grauso e il suo ex direttore si stavano guastando da tempo. L'editore contestava a Cipriani d'aver tentato di accreditarsi come "inventore" dei quotidiani. Sarebbero davvero stravaganti affermazioni. Tutti, nel gruppo, fino al più giovane dei redattori e impiegati, sapevano e vedevano che ogni minimo dettaglio, oltre la strategia gestita in assoluta solitudine, era dettato da Grauso che si occupava di tutto, pubblicità inclusa. Esclusa la gestione editoriale nella quale non ha mai messo becco: se non per ottenere la collaborazione ai giornali di prestigiosi intellettuali e giornalisti di sinistra, da Valentino Parlato in giù.
Da oltre un mese, Grauso aveva manifestato quasi incredulità e grande dissenso verso Cipriani - suo fedele e docile esecutore anche nella grafica, dettata assieme a Sergio Juan, un brillantissimo creativo argentino, affermatosi a Barcellona - per il suo atteggiamento. Cipriani si allineava acriticamente a posizioni opposte a quelle fin lì sostenute. Giustificandosi - afferma Grauso - con la necessità di "salvare i ragazzi", ovvero i redattori. Con molti dei quali, specie i più dotati di personalità maturata in precedenza, con qualche forza contrattuale rispetto ai giovanissimi arruolati alla grande, aveva rapporti conflittuali e punitivi. Grauso bolla "le miserie" di Cipriani "direttore di gomma". Annuncia anche di voler diffondere migliaia di copie de L'Ora per mostrare a tutti quel che scriveva e faceva Cipriani "quanto ti ho incocciato a Palermo". Insomma, un attacco durissimo, personale, professionale e morale. Non lascerà indifferenti redattori (ahiloro, nella morsa) e lettori: molti dei quali hanno già preso le distanze dal giornale e dalla svolta a 180 gradi che gli è stata impressa. Con quali sviluppi, ora è tutto da vedere>.
Giorgio Melis
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Nota di "Redazione"
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Aprire la società alle pari opportunità - Rimettere al centro le diverse abilità
di Katia Bellillo
http://www.o2-ossigeno.org/o2/?p=40
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1. Atto Camera
Ordine del Giorno 9/6177/32
presentato da KATIA BELLILLO giovedì 15 dicembre 2005 nella seduta n.720
2. Convegno
<COSTRUIRE il SOCIALE: dall'UTOPIA alla REALTA' >
Anguillara Sabazia - 26 novembre 2005
Intervento dell'On. Katia Bellillo - Comunisti Italiani
Atto Camera
Ordine del Giorno 9/6177/32
presentato da KATIA BELLILLO giovedì 15 dicembre 2005 nella seduta n.720
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1. Atto Camera
<La Camera, premesso che:
la legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Legge Finanziaria per il 2004) dettata solo da esigenze di contenimento della spesa pubblica, ha comportato, tra l'altro, la progressiva riduzione dei servizi che le scuole statali e paritarie possono erogare agli alunni diversamente abili, ostacolando il difficile cammino degli alunni portatori di handicap verso il miglioramento della qualità dell'apprendimento e dell'integrazione scolastica all'interno delle classi comuni, che appare così anche alle loro famiglie sempre più un miraggio;
l'articolo 13, comma 3, della legge n. 104 del 1992 stabilisce che :"Nelle scuole di ogni ordine e grado (...) sono garantite attività di sostegno mediante l'assegnazione di docenti specializzati" ;
molti dei genitori che si sono visti ridurre le ore di sostegno per i propri figli portatori di handicap si sono rivolti ai giudici trovandosi così costretti a "condannare" i circoli didattici a provvedere alla nomina dei necessari insegnanti di sostegno;
in un paese civile tale ricorso alla magistratura da parte delle famiglie per vedersi garantito un diritto fondamentale ed inviolabile quale è il diritto allo studio ed al giusto sostegno, contemplato dalla nostra carta costituzionale, dalla Convenzione di Ginevra e dalla carta fondamentale dei diritti dell'uomo, è indice preoccupante;
impegna il Governo:
ad emanare provvedimenti che comportino l'incremento della dotazione organica regionale degli insegnanti di sostegno assicurando una distribuzione degli stessi correlata alla effettiva presenza di alunni portatori di handicap;
ad assumere iniziative legislative volte ad estendere l'applicazione del "lavoro usurante", ai lavoratori che accudiscono quotidianamente a domicilio un figlio disabile grave, permettendo ad essi di fruire delle agevolazioni previste in materia di orari, congedi e trattamento anticipato di quiescenza>.
Katia Bellillo
Comunisti Italiani
http://www.o2-ossigeno.org/o2/?p=40
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<COSTRUIRE il SOCIALE: dall'UTOPIA alla REALTA' >
Anguillara Sabazia - 26 novembre 2005
<Il tema e i problemi della disabilità grave in questo convegno saranno descritti ampiamente dai vari relatori; il tema a me assegnato riguarda invece l'attività legislativa attuale, quella in corso.
Forse non tutti sanno che nel corso della XIV legislatura, questa che terminerà in anticipo agli inizi di febbraio, sono stati presentati ben 11 disegni di legge, che non si riferiscono genericamente al mondo della disabilità. Infatti per questo fenomeno in generale, ne sono stati depositati circa 50 tra Camera dei Deputati e il Senato. I disegni di legge di cui parlo sono quelli che propongono particolari interventi a favore delle persone (genitori o familiari) che si occupano direttamente di persone affette da handicap gravi o gravissimi. Quindi sono disegni di legge molto mirati.
Si tratta principalmente di modifiche alla legge 104 del 1992 o al decreto legislativo n. 151 del 2001 o al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986. Tali modifiche si concentrano su temi specifici:
- nuove norme in materia di prepensionamento
- riposi e permessi
- benefici previdenziali
- deducibilità delle spese sostenute per l'assistenza.
La presentazione di questi disegni di legge copre tutto l'arco dei 5 anni di questa legislatura: il primo è stato presentato nel novembre del 2001, l'ultimo il 9 novembre 2005.
Quel che, con amarezza, va sottolineato è che cinque anni di lavori parlamentari, la personale sensibilità del singolo deputato o senatore non sono stati sufficienti a portare alla ribalta un tema così drammaticamente attuale, come quello della condizione dei genitori che si occupano di figli disabili gravi.
Infatti questi disegni di legge sono stati assegnati alla varie commissioni parlamentari - e qui mi riferisco alle Commissioni Lavoro e previdenza sociale, alla Commissione Finanze competenti per materia - ma in nessun caso, ripeto in nessun caso, sono state avviate le procedure per la discussione. Questi temi non sono mai stati affrontati, non si è mai formulata neanche l'ipotesi di riunificare in un testo unico ben 11 disegni di legge.
E' inutile nascondere che si è trattato di mancanza di volontà politica di portare avanti questo lavoro parlamentare. I presidenti delle Commissioni, tutti rappresentanti dell'attuale maggioranza, non hanno ritenuto di calendarizzare e di avviare la discussione su problemi di tale gravità, che riguardano una sensibile fascia di cittadini, che ogni giorno, ma proprio ogni giorno debbono affrontare, spesso da soli, tutte le difficoltà di una condizione che mi permetto di definire drammatica.
Non voglio fare polemiche, ma mi sembra che l'attuale maggioranza, quando ha ritenuto di dover risolvere problemi, magari di poche persone, o sostenere quelli che possiamo definire "interessi particolari", non ha esitato a cambiare rapidamente calendari e ordini del giorno e provvedere all'approvazione di normative, spesso discusse e discutibili, nell'arco di pochi giorni. Quindi sul piano normativo in 5 anni c'è stato il silenzio assoluto.
Ma ci sono anche altri aspetti, forse meno noti che nel frattempo sono avvenuti e che è ben portare a conoscenza di questo pubblico.
Molti di voi conosceranno certamente la legge 285 del 1997. Si tratta di una legge che ha finanziato e, quindi, direttamente favorito progetti per il sostegno e la promozione di iniziative a favore dell'infanzia e dell'adolescenza. E' una legge d'avanguardia, che molti Paesi europei ci invidiano per la ricchezza delle proposte, ma anche, fatto piuttosto nuovo in Italia, per il controllo, il monitoraggio delle iniziative avviate, per la chiamata alla responsabilità, alla partecipazione e alla costruzione di una rete interistituzionale, a cui hanno partecipato il mondo civile, l'associazionismo, il terzo settore, il volontariato.
Questa legge ha avuto enormi stanziamenti: intorno ai mille miliardi di vecchie lire per la realizzazione di interventi nei vari settori. Il tutto con la finalità, a livello nazionale, regionale e locale, di promuovere i diritti dell'infanzia, la qualità della vita, lo sviluppo, la realizzazione individuale e la socializzazione, privilegiando l'ambiente ad esse più confacente, ovvero la famiglia, in attuazione della Convenzione dei diritti del fanciullo di New York 1989, e della legge 104 del 1992.
Un ampio capitolo di questa legge riguarda proprio - e leggo il testo preciso dell'articolo 3 - "le azioni per il sostegno economico ovvero di servizi alle famiglie naturali o affidatarie che abbiano al loro interno uno o più minori con handicap al fine di migliorare la qualità del gruppo-famiglia ed evitare qualunque forma di emarginazione e di istituzionalizzazione".
Faccio presente che questa legge, pur così complessa, è stata approvata nel 1997, appena un anno dopo l'inizio della precedente legislatura.
Ebbene, qual è la novità? La novità è passata sotto silenzio, nel giorno del venerdì santo del 2003 (18 aprile), quando gli italiani erano troppo presi dalla vacanze di Pasqua. In quel giorno dal Ministro per il Lavoro e le Politiche Sociali, Maroni, ha firmato il decreto che di fatto ha svuotato di finanziamenti questa legge. Infatti nel fondo delle politiche sociali la parte riservata alla legge 285 è stata per così dire "spostata" sotto altre voci e alle azioni della 285 sono rimasti solo 44 milioni di euro (pari a circa 88 miliardi delle vecchie lire) da dividere tra le 15 città cosiddette riservatarie (le 15 maggiori città italiane) a cui andranno meno di 3 milioni di euro ciascuna per tutti, dico tutti gli interventi.
Faccio solo qualche esempio. Città come Napoli o Bari o Palermo, in cui il problema della devianza minorile è molto forte, un finanziamento di soli 3 milioni di euro rappresentano veramente una goccia nel mare. Si potranno realizzare solo quegli interventi minimi di contenimento della devianza, ma certamente non saranno finanziati progetti che riguardano altri settori, come appunto la disabilità.
E in più le località che non sono grandi città, sono automaticamente escluse dai finanziamenti: in concreto sono tagliati il 70% dei finanziamenti. Vi invito a riflettere: il 70%.
La giustificazione per questa partita di giro dei finanziamenti è stata quella di avere privilegiato contributi alle famiglie, soprattutto quelle più giovani per l'acquisto della prima casa di abitazione e per il sostegno alla natalità. Ma, il paradosso sta nel fatto che per aiutare le giovani famiglie i soldi sono stati tolti ai bambini e agli adolescenti. E tutto questo in nome delle politiche a favore della famiglia. Lascio a voi ogni giudizio sulla vicenda.
Quale può essere il mio impegno personale? Come sapete, dopo il Senato, alla Camera verrà discussa la Finanziaria nel giro di pochi giorni. Ho già predisposto due emendamenti riguardanti, nello specifico:
- uno il prepensionamento per i genitori che svolgono assistenza e cura per i figli disabili gravi;
- l'altro il riconoscimento e la parificazione di questo lavoro di cura con i lavori usuranti.
L'altro impegno riguarda la stesura di un nuovo disegno di legge, che recuperi gli elementi fondamentali di quelli già presentati dai miei colleghi, nella stessa direzione. Penso ad una ipotesi di testo unificato.
Ma non posso nascondere che le probabilità che gli emendamenti vengano accolti sono minime, per il semplice fatto che anche alla Camera del Deputati il Governo metterà la fiducia e quindi nessun emendamento sarà discusso.
Anche per il disegno di legge esistono difficoltà. Come sapete le prossime elezioni politiche sono previste per il 9 aprile 2006. Questo significa che le Camere debbono essere sciolte, in anticipo, a fine gennaio - inizi febbraio. Dicembre è vicino e ci sono le vacanze di Natale. Le Camere riaprono a metà gennaio. Manca materialmente il tempo per l'approvazione di una nuova legge. E - se mi passate la malignità - questa legge non copre gli "interessi particolari" di cui si diceva prima.
Resta tuttavia l'impegno a presentare comunque il disegno di legge, possibilmente a testo unificato, da ripresentare immediatamente all'inizio della prossima legislatura, raccogliendo in anticipo il consenso del maggior numero di parlamentari.
Mi rendo conto che la situazione può apparire - e probabilmente è - frustrante, ma dobbiamo fare i conti con la realtà. Quello che vi assicuro è il mio personale impegno a che si faccia al meglio quel che è possibile fare.
Nella prossima legislatura, soprattutto se ci sarà una maggioranza diversa, sarà possibile intervenire in modo più massiccio e produttivo. E qui con voi mi impegno a far sentire la vostra voce, a dare forza alle vostre sacrosante richieste di sostegno e di aiuto. Sono facilmente raggiungibile alla Camera e, comunque, la mia segreteria è pronta ad accogliere i vostri problemi, suggerimenti, proposte.
A tutti voi il mio saluto e i più fervidi auguri>.
Katia Bellillo
Comunisti Italiani
http://www.o2-ossigeno.org/o2/?p=40
di Curzio Maltese, Carlo Pontesilli e Maurizio Turco - 25 ottobre 2007
http://www.radioradicale.it/religione-il-dogma-in-aula-unora-che-vale-un-miliardo
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<L'ultima ondata di bullismo nelle scuole ha convinto il governo a istituire dal prossimo anno due ore di educazione civica obbligatoria, chiamata Cittadinanza e Diritti Umani, in ogni ordine d' insegnamento, dalle materne ai licei. Durissima la protesta dei vescovi, che hanno parlato di "catechismo socialista" e invitato le associazioni di insegnanti e genitori cattolici a scendere in piazza e avvalersi dell'obiezione di coscienza. Il presidente del consiglio ha risposto in televisione che, nel rispetto totale della maggioranza cattolica del paese, la laicità dello Stato resta un valore fondante della democrazia e l'educazione civica non è né può essere in competizione con l'ora facoltativa di religioni (cattolica come ebraica, islamica o luterana) già prevista nei programmi. Il premier ha aggiunto di voler confermare i tagli ai finanziamenti delle scuole private cattoliche e non, definiti "un ritorno alla legalità costituzionale" rispetto alla politica del precedente governo di destra. A questo punto forse il lettore si sarà domandato: ma dov' ero quando è successo tutto questo? In Italia. Mentre la vicenda naturalmente si è svolta altrove, nella Spagna del governo Zapatero, otto mesi fa. Il braccio di ferro fra stato laico e vescovi è andato avanti e oggi il governo spagnolo studia addirittura una revisione del Concordato del 1979. Una realtà lontana da noi.
Nelle scuole italiane, più devastate dal bullismo di quelle spagnole, l'ora di educazione civica è abolita nelle primarie e quasi inesistente nelle superiori. Lo Stato in compenso si preoccupa di tutelare il più possibile l'ora di religione, al singolare: cattolica. Quanto ai finanziamenti alle scuole private cattoliche, in teoria vietati dall'articolo 33 della Costituzione ("Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato"), l'attuale governo di centrosinistra, con il ministro Fioroni all'Istruzione, è impegnato al momento a battere i record di generosità stabiliti ai tempi di Berlusconi e Letizia Moratti.
L'ora facoltativa di religione costa ai contribuenti italiani circa un miliardo di euro all'anno. È la seconda voce di finanziamento diretto dello Stato alla confessione cattolica, di pochi milioni inferiore all'otto per mille. Ma rischia di diventare in breve la prima. L'ultimo dato ufficiale del ministero parla di 650 milioni di spesa per gli stipendi agli insegnanti di religione, ma risale al 2001 quando erano 22 mila e tutti precari. Ora sono diventati 25.679, dei quali 14.670 passati di ruolo, grazie a una rapida e un po' farsesca serie di concorsi di massa inaugurati dal governo Berlusconi nel 2004 e proseguita dall'attuale.
Il regalo del posto fisso agli insegnanti di religione è al centro d'infinite diatribe legali. Per almeno due ordini di ragioni. La prima obiezione è di principio. L'ora di religione è un insegnamento facoltativo e come tale non dovrebbe prevedere docenti di ruolo. Per giunta, gli insegnanti di religione sono scelti dai vescovi e non dallo Stato. Ma se la diocesi ritira l'idoneità, come può accadere per mille motivi (per esempio, una separazione), lo Stato deve comunque accollarsi l'ex insegnante di religione fino alla pensione.
L'altra fonte di polemiche è la disparità di trattamento economico fra insegnanti "normali" e di religione. A parità di prestazioni, gli insegnanti di religione guadagnano infatti più dei colleghi delle materie obbligatorie. Erano già i precari della scuola più pagati d' Italia. Nel 1996 e nel 2000, con due circolari, i governi ulivisti avevano infatti deciso di applicare soltanto agli insegnanti di religione gli scatti biennali di stipendio (2,5 per cento) e di anzianità previsti per tutti i precari della scuola da due leggi, una del 1961 e l'altra del 1980. Il vantaggio è stato confermato e anzi consolidato con il passaggio di ruolo, a differenza ancora una volta di tutti gli altri colleghi.
L'inspiegabile privilegio ha spinto prima decine di precari e ora centinaia di insegnanti di ruolo di altre materie a promuovere cause legali di risarcimento. Nel caso, per nulla remoto, in cui le richieste fossero accolte dai tribunali del lavoro, lo Stato dovrebbe sborsare una cifra valutabile fra i due miliardi e mezzo e i tre miliardi di euro. A parte le questioni economiche e legali, chiunque ricordi che cos'era l'ora di religione ai suoi tempi e oggi chiunque trascorra una mattinata nella scuola dei figli non può evitare di porsi una domanda. Vale la pena di spendere un miliardo di euro all'anno, in tempi di tagli feroci all'istruzione, per mantenere questa ora di religione? Uno strano ibrido di animazione sociale e vaghi concetti etici destinati a rimanere nella testa degli studenti forse lo spazio d'un mattino. Pochi cenni sulla Bibbia, quasi mai letta, brevi e reticenti riassunti di storia della religione.
In Europa il tema dell'insegnamento religioso nelle scuole pubbliche è al centro di un vivace e colto dibattito, ben al di sopra delle vecchie risse fra clericali e anticlericali. Nello stato più laico del mondo, la Francia, il regista Regis Debray, amico del Che Guevara e consigliere di Mitterrand, a suo tempo ha rotto il monolitico fronte laicista sostenendo l'utilità d' inserire nei programmi scolastici lo studio della storia delle religioni. In Gran Bretagna la teoria del celebre biologo Roger Dawkins ("L'illusione di Dio"), ripresa dallo scienziato Nicholas Humprey, secondo il quale "l'insegnamento scolastico di fatti non oggettivi e non provabili, come per esempio che Dio ha creato il mondo in sei giorni, rappresenta una violazione dei diritti dell'infanzia, un vero abuso", ha suscitato un ricco dibattito pedagogico. Ma è un fatto, sostiene Dawkins, che "noi non esitiamo a definire un bambino cristiano o musulmano, quando è troppo piccolo per comprendere questi argomenti, mentre non diremmo mai di un bambino che è marxista o keynesiano. Con la religione si fa un'eccezione".
In Germania, Spagna, perfino nella cattolicissima Polonia di Karol Woytjla, il dibattito non si è limitato alle pagine dei giornali ma ha prodotto cambiamenti nelle leggi e nei programmi scolastici, come l'inserimento di altre religioni (Islam e ebraismo, per esempio) fra le scelte possibili o la trasformazione dell'ora di religione in storia delle religioni comparate, tendenze ormai generali nei sistemi continentali. In Italia ogni timido tentativo di discussione è stroncato sul nascere da una ferrea censura. L'ora di religione cattolica è un dogma. La sola ipotesi di affiancare all'ora di cattolicesimo altre religioni, come avviene in tutta Europa con le sole eccezioni di Irlanda e dell'ortodossa Cipro, procura un immediata patente di estremismo, anticlericalismo viscerale, lobbismo ebraico o addirittura simpatie per Al Qaeda. Quanto ad abolirla, come in Francia, è un'ipotesi che non sfiora neppure le menti laiche.
Gli unici ad avere il coraggio di proporlo sono stati, come spesso accade, alcuni intellettuali cattolici. Lo scrittore Vittorio Messori, per esempio: "Fosse per me cancellerei un vecchio relitto concordatario come l'attuale ora di religione. In una prospettiva cattolica la formazione religiosa può essere solo una catechesi e nelle scuole statali, che sono pagate da tutti, non si può e non si deve insegnare il catechismo. Lo facciano le parrocchie a spese dei fedeli~ Perciò ritiriamo i professori di religione dalle scuole pubbliche e assumiamoli nelle parrocchie tassandoci noi credenti".
Messori non manca di liquidare anche gli aiuti di Stato alle scuole cattoliche, negati per mezzo secolo dalla Democrazia Cristiana, inaugurati con la legge 62 del 10 marzo 2000 dal governo D' Alema con Berlinguer all'Istruzione, dilagati nel periodo Berlusconi-Moratti (con il trucco dei "bonus" agli studenti per aggirare la Costituzione) e mantenuti dall'attuale ministro Fioroni, con giuramento solenne davanti alla platea ciellina del meeting di Rimini. "Lo Stato si limiti a riconoscere che ogni scuola non statale in più consente risparmio di danaro pubblico e di conseguenza conceda sgravi fiscali. Niente di più".
Il cardinale Carlo Maria Martini, da arcivescovo di Milano, aveva dichiarato che l'ora di religione delle scuole italiane doveva ritenersi inutile o anche "offensiva", raccomandando di raddoppiarla e farne una materia seria di studio oppure lasciar perdere. La CEI ha sempre risposto che l'ora di religione è un successo, raccoglie il 92 per cento di adesioni, a riprova delle profonde radici del cattolicesimo in Italia. Ma se la Cei ha tanta fiducia nei fedeli non si capisce perché chieda (e ottenga dallo Stato) che l'ora di religione sia sempre inserita a metà mattinata e mai all'inizio o alla fine delle lezioni, come sarebbe ovvio per un insegnamento facoltativo. Perché chieda (e sempre ottenga) il non svolgimento nei fatti dell'ora alternativa. In molte materne ed elementari romane ai genitori è stato comunicato che i bambini di 5 o 6 anni non iscritti all'ora di religione "potevano rimanere nei corridoi". Prospettiva terrorizzante per qualsiasi madre o padre.
D'altra parte la sicurezza ostentata dai vescovi si scontra con l'allarme lanciato nella relazione della CEI dell'aprile scorso sul progressivo abbandono dell'ora di religione, con un tasso di rinuncia che parte dal 5,4 delle elementari e arriva al 15,4 per cento delle superiori (con punte del 50 non solo nelle regioni "rosse" come la Toscana o l'Emilia-Romagna ma anche in Lombardia e nelle grandi città), man mano che gli studenti crescono e possono decidere da soli. Alla fine nessun argomento ufficiale cancella il dubbio. L'ora di religione, così com' è, costituisce davvero un insegnamento del catechismo ("che in ogni caso ciascuno si può portare a casa con poche lire" ricordava don Milani) o non piuttosto un altro miliardo di obolo di Stato a san Pietro?>.
Articolo di C. Maltese in collaborazione con C. Pontesilli e M. Turco
http://www.radioradicale.it/religione-il-dogma-in-aula-unora-che-vale-un-miliardo
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Nota di "Redazione"
Altre pagine su questo argomento, presenti nell'URL del sito web http://www.radioradicale.it
1. I conti della Chiesa: ecco quanto ci costa
(http://www.radioradicale.it/i-conti-della-chiesa-ecco-quanto-ci-costa)
2. Dove finisce l'otto per mille segreto da un miliardo di euro
(http://www.radioradicale.it/dove-finisce-lotto-per-mille-segreto-da-un-miliardo-di-euro)
3. Gli alberghi dei santi alla crociata dell'Ici
(http://www.radioradicale.it/gli-alberghi-dei-santi-alla-crociata-dellici)
4. Democrazia e religione
(http://www.radioradicale.it/democrazia-e-religione)
Bastione St. Remy - Quartiere Castello - Cagliari
Idee - Spettacolo - Arte
Intrattenimento - Eventi
URL: http://www.myspace.com/caffedeglispiriti
EMail: caffèdeglispiriti@gmail.com
EMail: palazzofloristhorel@tiscali.it
INFO: Riccardo Russo - Cell. n. 3299580129
Locandina e logo sono prelevati dal sito web http://www.myspace.com/caffedeglispiriti
Programma della Stagione invernale 2007

Invito al Festival "Insieme per la Moratoria Universale sulla Pena di Morte"
Roma, 13/11/2007 c/o Cinema Europa - Corso Italia n. 107
http://www.nessunotocchicaino.it
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INVITO
PENA di MORTE. NESSUNO TOCCHI CAINO e MEDFILM FESTIVAL
INSIEME per la MORATORIA UNIVERSALE SULLA PENA di MORTE
Martedì 13 novembre 2007 - Ore 16.30-17.30
Cinema Europa (Corso Italia, 107 - Roma)
(ingresso gratuito)
Alla vigilia del primo voto al Palazzo di Vetro a New York (previsto per il 14 o 15 novembre e che si potrà seguire in diretta dalla sede del Partito Radicale in via di Torre Argentina 76 a Roma) Nessuno tocchi Caino organizza nell'ambito del MedFilm Festival un evento pubblico contro la pena di morte e a sostegno della moratoria universale delle esecuzioni capitali.
Partecipano:
MARIELLA NAVA, cantante
GIOVANNI ALBANESE, artista
FRANCESCA REGGIANI, attrice
ACHILLE BONITO OLIVA, critico d'arte
PABLO ECHAURREN, pittore
STEFANO DISEGNI, vignettista
PINO CARUSO, attore
GIOVANNI ANVERSA, conduttore televisivo
ELISABETTA ZAMPARUTTI, Tesoriera di Nessuno tocchi Caino
GINELLA VOCCA, Direttrice del MedFilm festival
A seguire proiezioni di film e video sulla pena di morte e i diritti umani
Tel. n. 06 68803848
http://www.nessunotocchicaino.it
Testo integrale dell'Appello per l'adesione online
Roma, 24 novembre 2007 - Ore 14.00
http://www.controviolenzadonne.org
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<Care amiche,
è necessario e urgente organizzare quanto prima una manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne.
La vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse. Il femminicidio per 'amore' di padri, fidanzati o ex mariti è una vergogna senza fine che continua a passare come devianza di singoli. Il tema continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura, avallando la tesi che si tratti di qualcosa di ineluttabile, mentre stiamo assistendo impotenti ad un grave arretramento culturale, rafforzato da una mercificazione senza precedenti del corpo delle donne. I numeri, lo sappiamo tutte, sono impressionanti:
- Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita.
- La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall'ambito familiare
- Oltre il 94% non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l'età media delle vittime:
- Un milione e 400mila ha subito uno stupro prima dei 16 anni.
- Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un 'reato', mentre il 44% lo giudica semplicemente 'qualcosa di sbagliato' e ben il 36% solo 'qualcosa che è accaduto'. (dati Istat)
La violenza sulle donne è accettata storicamente e socialmente. Viene inflitta senza differenza di età, colore della pelle o status ed è il peggiore crimine contro l'umanità. Quello di una parte contro l'altra. La politica e le istituzioni d'altro canto continuano a ignorare il tema pubblicamente.
Senza una battaglia culturale che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo, non sarà possibile attivare un nuovo patto di convivenza tra uomini e donne che tanto gioverebbe alla parola civiltà.
Una grande manifestazione nazionale dove tutte le donne possano scendere di nuovo in piazza a fianco delle donne vittime di violenza e per i diritti delle donne, può e deve riportare il tema al centro del dibattito culturale e politico.
Ma è importante sapere quante siamo, perché per farci sentire dovremo essere in molte.
Vi preghiamo di sottoscrivere e di diffondere il più possibile questo appello inoltrando il link del sito ad amiche e associazioni.
Vi invitiamo a seguire gli aggiornamenti sul sito.
Un caro saluto a tutte>
controviolenzadonne
http://www.controviolenzadonne.org
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Nota di "Redazione"
Abbiamo prelevato il testo dell'appello e l'immagine del Banner-Logo, direttamente dall'URL di pagina del sito web http://www.controviolenzadonne.org/html/appello.html, alfine della più ampia diffusione possibile della manifestazione di cui trattasi.
Chiediamo a tutti ns. soci, simpatizzanti o semplici utenti, di volere aderire massicciamente alla iniziativa e all'appello in questione.
Possono aderire all'appello, sia persone fisiche che persone giuridiche (Associazioni, Centri, Circoli, Comunità, Enti, Istituzioni, etc.).
In questo caso si è invitati ad inserire nello spazio COGNOME la prima parte della denominazione e, nello spazio NOME, la seconda parte.
[Esempio: Associazione Politico-Culturale No-Profit "Nilde Jotti" - COGNOME: Associazione Politico-Culturale No-Profit" - NOME: "Nilde Jotti".
Sottoscrivi l'appello, cliccando sul seguente URL di pagina http://www.controviolenzadonne.org/html/appello.html
di Pierluigi Dattis - Lettere ad Arcoiris TV - 07/11/2007 00:15:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Lettere&op=esteso&id=3447
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<Violenza, orrori e barbarie, società occidentali e orientali spietate e fortemente competitive a costo dei diritti civili. Le società globali che hanno cancellato il rispetto dell'uomo e della dignità dell'essere. Enzo Marco Biagi fu ucciso da Berlusconi 6 anni fa. Oggi è morto per la seconda volta. Sei anni di dolore al cuore e di tristezza solo per essere stato da sempre UN CRONISTA AUTENTICO. IL CRONISTA DEL POPOLO. Ma secondo Berlusconi, era un criminale mediatico. IL tempo farà giustizia.
« Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più.
La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà. »
(Enzo Biagi)
Enzo Marco Biagi (Pianaccio di Lizzano in Belvedere, 9 agosto 1920 Milano, 6 novembre 2007) è stato un giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano.
« Ho sempre sognato di fare il giornalista, lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un "vendicatore" capace di riparare torti e ingiustizie [...] ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo »
( Enzo Biagi)
Nacque a Pianaccio, un piccolo paese sull'Appennino bolognese, frazione del comune di Lizzano in Belvedere. All'età di nove anni si trasferì a Bologna, dove il padre Dario lavorava, come vice capo magazziniere, in uno zuccherificio già da qualche anno. L'idea di diventare giornalista gli nacque dopo aver letto Martin Eden di Jack London. Frequentò l'istituto tecnico Pier Crescenzi, dove con altri compagni diede vita ad una piccola rivista studentesca, Il Picchio, che si occupava soprattutto di vita scolastica. Il Picchio fu soppresso dopo qualche mese dal regime fascista e da allora nacque in Biagi una forte indole antifascista.
Nel 1937, all'età di diciassette anni, compose il suo primo articolo, pubblicato sul quotidiano L'Avvenire d'Italia, che parlava del dilemma sorto nella critica dell'epoca se il poeta di Cesenatico Marino Moretti fosse crepuscolare o no. Cominciò così la sua collaborazione con l'Avvenire occupandosi di cronaca, di colore e di piccole interviste a cantanti lirici.
Nel 1940 fu assunto in pianta stabile dal Carlino Sera, versione serale de Il Resto del Carlino, come estensore di notizie, ovvero colui che si occupa di sistemare gli articoli portati in redazione dai reporter. Nel 1942 fu chiamato alle armi ma non partì mai per il fronte a causa di problemi cardiaci che lo accompagneranno per tutta la vita. Si sposò con Lucia Ghetti, maestra elementare, il 18 dicembre 1943; poco dopo fu costretto a rifugiarsi sulle montagne e qui aderì alla Resistenza combattendo nelle brigate "Giustizia e Libertà" legate al Partito d'Azione.
Terminata la guerra, entrò con le truppe alleate a Bologna e fu proprio lui ad annunciare alla radio locale l'avvenuta liberazione. Poco dopo fu assunto come inviato speciale e critico cinematografico al Resto del Carlino.
Nel 1951 Biagi aderì al manifesto di Stoccolma contro la bomba atomica e, accusato dal suo editore di "essere un comunista sovversivo", fu allontanato dal Resto del Carlino.
Qualche mese dopo, fu assunto da Arnoldo Mondadori e diventò caporedattore del settimanale Epoca, carica che ricoprì dal 1952 al 1960 trasferendosi per la prima volta a Milano. Dopo qualche mese, ne divenne direttore. Il settimanale attraversava un periodo difficile e nel 1951 si erano alternati alla sua guida ben quattro direttori. Biagi impose un decisivo cambiamento di marcia, con nuove rubriche e una nuova veste editoriale, trasformando Epoca da rivista di pettegolezzi a un giornale impegnato. Sotto la sua direzione, Epoca si impose all'attenzione del grande pubblico grazie ad inchieste e reportage esclusivi, in particolare sul caso Montesi e su papa Pio XII. Nel 1960 tuttavia un articolo sugli scontri di Genova e Reggio Emilia contro il governo Tambroni provocò la reazione dura dello stesso e Biagi fu costretto a dimettersi. Qualche mese dopo fu assunto dalla Stampa come inviato speciale.
« Ero l'uomo sbagliato al posto sbagliato: non sapevo tenere gli equlibri politici, anzi proprio non mi interessavano e non amavo stare al telefono con onorevoli e sottosegretari [...] Volevo fare un telegiornale in cui ci fosse tutto, che fosse più vicino alla gente, che fosse al servizio del pubblico non al servizio dei politici »
Il 1° ottobre 1961 Biagi diventò direttore del Telegiornale, secondo alcuni per accontentare il Partito Socialista Italiano che in quegli anni iniziava con la Democrazia Cristiana l'esperienza del centrosinistra. Biagi fece assumere in RAI alcuni grandi giornalisti italiani come Giorgio Bocca e Indro Montanelli. Ma ben presto arrivarono critiche durissime soprattutto dal PSDI di Giuseppe Saragat e dalla destra, che fece stampare volantini e manifesti con cui accusò Biagi di essere un comunista. Nel 1963 curò la nascita del telegiornale del secondo canale Rai. Nello stesso anno, lanciò RT-Rotocalco Televisivo, il primo settimanale della televisione italiana. Nel 1963 fu costretto a dimettersi.
Ritorna quindi a La Stampa come inviato speciale, scrivendo anche per il Corriere della Sera e per il settimanale L'Europeo. La sua collaborazione con la Rai, riprende nel 1968 quando chiamato dall'allora direttore generale, Ettore Bernabei si lega alla tv di Stato, per la realizzazione di programmi di approfondimento giornalistico. Tra i più seguiti e innovativi: "Dicono di lei" (1969), una serie di interviste a personaggi famosi, tramite frasi, aforismi, aneddotti sulle loro personalità e "Terza B, facciamo l'appello" (1971), in cui personaggi famosi incontravano dei loro ex compagni di classe, amici dell'adolescenza, i primi timidi amori.
Nel 1971, dopo numerose collaborazioni al Corriere della Sera e al settimanale L'Europeo, fu nominato direttore del Resto del Carlino con l'obiettivo di trasformarlo in un quotidiano nazionale. In questo periodo riprese la sua collaborazione con la Rai. Il 30 giugno del 1972 fu allontanato dalla direzione del Resto del Carlino e tornò quindi al Corriere della Sera.
Nel 1975, pur senza lasciare il Corriere, collaborò con l'amico Indro Montanelli alla creazione del Giornale.
Dal 1977 al 1980, ritorna a collaborare stabilmente alla Rai, conducendo "Proibito" programma in prima serata su Rai Due che trattava temi d'attualità. All'interno del programma guida due cicli d'inchieste internazionali denominati "Douce France" (1978) e "Made in England" (1980). Intanto, dopo lo scandalo della P2 lascia il Corriere della Sera e collabora come editorialista con La Repubblica, quotidiano che lascerà nel 1988, quando ritornerà al Corriere.
Nel 1982 conduce la prima serie di "Film Dossier", un programma che attraverso film mirati, punta a coinvolgere lo spettatore, nel 1983, dopo un programma su Rai Tre dedicato ad episodi della seconda guerra mondiale (La guerra e dintorni), inizia a condurre su Rai Uno "Linea Diretta", uno dei suoi programmi più seguiti, che propone l'approfondimento del fatto della settimana, tramite il coinvolgimento dei vari protagonisti. Linea Diretta viene trasmesso fino al 1985. L'anno dopo è la volta di "Spot", un settimanale giornalistico, cui Biagi collabora come intervistatore. Nel 1989 riapre i battenti per un anno Linea Diretta.
Nei primi anni Novanta, realizza sopratutto trasmissioni tematiche, di grande spessore, come "Che succede all'Est?" (1990), "I dieci comandamenti all'italiana" (1991), (trasmissione che ricevette i complimenti di Giovanni Paolo II) "Una storia" (1992), (sulla lotta alla mafia). Segue attentamente le vicende di "Mani pulite", con programmi come "Processo al processo su Tangentopoli", (1993) e "Le inchieste di Enzo Biagi" (1993-1994).
Nel 1995 iniziò la trasmissione Il Fatto, un programma di approfondimento dopo il Tg1 sui principali fatti del giorno, di cui Biagi era autore e conduttore. Nel 2004 Il Fatto, che mediamente era seguito da oltre 6.000.000 di telespettatori, fu nominato da una giuria di giornalisti il miglior programma giornalistico realizzato nei cinquant'anni della Rai. Famose resteranno le interviste a Marcello Mastroianni, a Sofia Loren, a Indro Montanelli e le due realizzate a Roberto Benigni, l'ultima delle quali nel 2001, in piena campagna elettorale: il comico toscano, inevitabilmente, parlò di Silvio Berlusconi e della sua candidatura, commentando a modo suo il conflitto d'interessi e il contratto con gli italiani. L'intervista scatenò roventi polemiche contro Benigni e contro Biagi. Il deputato di Alleanza Nazionale e futuro ministro delle comunicazioni, Maurizio Gasparri, parlando ad un'emittente lombarda, auspicò l'allontanamento dalla Rai dello stesso Biagi.
Il 18 aprile 2002 l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, mentre si trovava in visita ufficiale a Sofia, dichiarò nel corso di una conferenza stampa:
« La Rai tornerà ad essere una tv pubblica, cioè di tutti, non partitica, [...] come è stata durante l'occupazione militare della sinistra. L'uso fatto da Biagi, da quel...come si chiama? Ah Santoro e da Luttazzi è stato veramente criminoso e fatto con i soldi di tutti. Preciso dovere di questa dirigenza sia quello di non permettere più che questo avvenga. [...] Ma siccome non cambieranno... »
L'Agenzia Ansa diffuse la dichiarazione di Berlusconi (che passerà alla storia con la definizione giornalistica di Editto bulgaro). Biagi, di concerto con la sua redazione e ottenuto l'assenso dei vertici della Rai, decise di replicare quella sera stessa nella puntata del Fatto, dichiarando:
« Il presidente del Consiglio non trova niente di meglio che segnalare tre biechi individui: Santoro, Luttazzi e il sottoscritto. Quale sarebbe il reato? [...] Poi il presidente Berlusconi, siccome non intravede nei tre biechi personaggi pentimento e redenzione, lascerebbe intendere che dovrebbero togliere il disturbo. Signor presidente, dia disposizioni di procedere perché la mia età e il senso di rispetto che ho verso me stesso mi vietano di adeguarmi ai suoi desideri [...]. Sono ancora convinto che perfino in questa azienda (che come giustamente ricorda è di tutti, e quindi vorrà sentire tutte le opinioni) ci sia ancora spazio per la libertà di stampa; sta scritto - dia un'occhiata - nella Costituzione. Lavoro qui in Rai dal 1961, ed è la prima volta che un Presidente del Consiglio decide il palinsesto [...]. Cari telespettatori, questa potrebbe essere l'ultima puntata del Fatto. Dopo 814 trasmissioni, non è il caso di commemorarci. »
Le trasmissioni del Fatto proseguirono regolarmente fino alla prima settimana di giugno quando terminò la stagione. La dirigenza Rai decise di cancellare il programma, dopo un lungo tira e molla cominciato già a gennaio, cioè prima dell'editto bulgaro, quando il direttore di Rai Uno, Agostino Saccà, si recò alla commissione parlamentare di vigilanza. Egli dichiarò che l'azienda doveva controbbattere Striscia la notizia e non poteva permetterselo con una trasmissione di cinque minuti che aveva conosciuto nell'ultimo periodo un calo di 3-4 punti di share. La dichirazione fu contestata dai commissari del centro-sinistra, durante l'audizione, perché i dati Auditel dichiaravano che il Fatto aveva uno share del 27,92% di media, quasi otto milioni di telespettatori, addirittura superiore alla quota dell'anno prima, che aveva una media del 26,22%.
In seguito, il 17 aprile, furono diffuse le nuove nomine della Rai. Rai Uno venne affidata a Fabrizio Del Noce, ex deputato di Forza Italia, che dichiarò che "stava studiando una soluzione idonea per il Fatto e per Enzo Biagi".
Successivamente, Saccà e Del Noce proposero a Biagi diverse soluzioni alternative per la collocazione del Fatto: alle 13:00, dopo il Tg1 delle 12:30 (ipotesi respinta da Biagi: "È troppo presto per approfondire adeguatamente i fatti del giorno"), poi alle 19:50 (ipotesi respinta anche questa: "Peggio della prima! È assurdo fare l'approfondimento prima della notizia").
Del Noce non confermò alla stampa la presenza del Fatto nei palinsesti, non ancora definitivi per la nuova stagione 2002-2003 e diffusi a maggio. Biagi scrisse al nuovo presidente della Rai, Antonio Baldassare, già membro della Corte Costituzionale, chiedendo spiegazioni sul suo futuro e se la Rai intendesse rinnovare il suo contratto in scadenza a dicembre. Baldassare, presentandosi ai telespettatori come "un punto di riferimento per la libertà dentro la Rai", rispose a Biagi che "è e rimarrà una risorsa per l'azienda", facendosi intervistare proprio al Fatto.
Un mese dopo, durante la tradizionale presentazione a Cannes dei palinsesti autunnali della Rai, il Fatto era assente. Alle domande dei giornalisti, la Rai rispose che "Biagi aveva perso appeal".
Il 2 luglio si tenne un incontro fra Enzo Biagi, il regista del Fatto Loris Mazzetti, Fabrizio Del Noce e Agostino Saccà, che era diventato nel frattempo direttore generale della Rai. In questo vertice si decise di sopprimere Il Fatto e di affidare a Biagi una trasmissione in prima serata, con inchieste e temi d'attualità. Inoltre si decise di rinnovare il contratto che legava Biagi alla Rai.
La bozza del contratto arrivò a Biagi solo il 18 settembre, dopo ripetute sollecitazioni da parte di quest'ultimo. Intanto Il Fatto era stato sostituto da un programma comico, con Tullio Solenghi e Massimo Lopez, "Max e Tux". Il nuovo programma precipitò ben presto dal 27 al 18% di share. Del Noce imputò a Biagi il crollo degli ascolti perché "col suo vittimismo ha scatenato verso Rai Uno un accanimento senza precedenti". Biagi decise di lasciare Rai Uno e intavolò, con la mediazione sempre di Loris Mazzetti, trattative con il direttore di Rai Tre, Paolo Ruffini, per riprodurre Il Fatto sulla sua rete alle 19:53, dopo il Tg3 e i telegiornali regionali. Alla diffusione della notizia, il presidente Rai Baldassarre dichiarò: "E' una bella notizia, ma troppo costosa per Rai Tre".
Il 20 settembre Biagi, in una lettera al direttore generale Saccà, scrisse che se la Rai aveva ancora bisogno di lui (come dichiarato dallo stesso dg) e se questo ostacolo era rappresentato da problemi economici, egli si dichiarava pronto a rinunciare al suo stipendio, accettando quello dell'ultimo giornalista della Rai, purché detto stipendio venisse inviato al parroco di Vidiciatico, un paesino sperduto nelle montagne bolognesi, che gestiva un ospizio per anziani rimasti soli.
Saccà replicò, con una lettera al quotidiano La Repubblica (che stava dando grande risalto alla vicenda), che il programma non poteva essere trasmesso per esigenze pubblicitarie.
Il 26 settembre Saccà inviò ad Enzo Biagi una raccomandata con ricevuta di ritorno, in cui gli spiegava, con toni formali, che Il Fatto era sospeso, così come le trattative fra lui e la Rai; si sarebbe trovato il tempo più in là per fare un nuovo programma, magari dai temi più leggeri.
Biagi, esausto per quell'interminabile tira e molla, offeso per i contenuti di quella raccomandata che secondo la sua interpretazione "lo cacciava ufficialmente dalla Rai", su consiglio delle figlie e di alcuni colleghi, decise di non rinnovare il contratto e di chiudere il legame fra Biagi e la Rai, con una transazione economica, curata dall'avvocato milanese, Salvatore Trifirò. La Rai riconobbe il lungo lavoro di Biagi "al servizio dell'azienda" e pretese che in cambio non lavorasse per nessun'altra rete nazionale per almeno due anni.
L'annuncio della chiusura del contratto provocò polemiche su tutti i giornali e attacchi durissimi ai dirigenti Rai, già sotto assedio per il crollo degli ascolti (che avevano provocato le dimissioni di tre dei cinque membri del Cda). Saccà e Baldassare dichiararono ai giornali che "Biagi non era stato mandato via", che quella era solo un'invenzione dei giornalisti, che Enzo Biagi era il presente, il passato e il futuro della Rai, che "la presenza di voci discordanti dall'attuale maggioranza, com'è appunto quella di Biagi, era fondamentale". Di fronte a queste levate di scudo, Biagi commentò con ironia: "Ma, se allora tutti mi volevano, chi mi ha mandato via?"
Poco dopo, il consigliere d'amministrazione [Rai] Marcello Veneziani, vicino ad Alleanza Nazionale, dichiarò che Biagi con "quella chiusura del contratto, aveva svenato l'azienda e quindi la smettesse di piagnucolare a destra e a sinistra". Biagi allora rese pubblico il suo contratto di chiusura. La sua liquidazione è la stessa cifra che, successivamente, un giudice stabilirà come risarcimento per Michele Santoro.
Tornò in televisione, dopo due anni di silenzio, alla trasmissione Che tempo che fa intervistato per una ventina di minuti da Fabio Fazio. Il ritorno di Biagi in tv segnò ascolti record per Rai Tre (e per la stessa trasmissione di Fazio) e fece molto scalpore suscitando reazioni diverse nel Paese: il quotidiano La Repubblica titolò il giorno dopo: "Biagi di sera, bel tempo si spera" mentre il giornale Libero, insieme a politici di destra, accusarono Biagi di strumentalizzare la vicenda. Biagi è poi tornato altre due volte alla trasmissione di Fazio, testimoniando ogni volta il suo affetto per la Rai «la mia casa per quarant'anni» e la sua particolare vicinanza a Rai Tre. In una di queste interviste, commentando la grande confusione sul risultato delle elezioni dichiarò: «Ho capito una sola cosa: che nessuno vuol perdere!» che è diventato, di fatto, un tormentone. Biagi è successivamente intervenuto anche al Tg3 e in altri programmi della Rai. Invitato anche da Adriano Celentano nel suo Rock Politik in una puntata dedicata alla libertà di stampa assieme a Santoro, Biagi ha però declinato l'offerta per motivi di salute.
Negli ultimi anni ha scritto sul settimanale L'Espresso, sulla rivista Oggi e sul Corriere della Sera.
Nella sua ultima apparizione televisiva, Biagi ha affermato che il suo ritorno in Rai era molto vicino e, al termine della trasmissione, il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, telefonando in diretta, ha annunciato che l'indomani stesso Biagi avrebbe firmato il contratto e sarebbe tornato alla Rai. Alla notizia, il pubblico in sala è esploso in un grande applauso.
Il 22 aprile 2007 è tornato in tv con "RT - Rotocalco Televisivo", aprendo la trasmissione dicendo: "Buonasera, scusate se sono un po' commosso e, magari, si vede. C'è stato qualche inconveniente tecnico e l'intervallo è durato cinque anni" e parlando di resistenza, di quella odierna di chi resiste alla camorra fino alla Resistenza con la R maiuscola, con interviste a chi l'ha vissuta in prima persona.
Non pochi anni prima era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico durante il quale gli erano stati innestati ben quattro by-pass cardiaci: addirittura, ne prese spunto per una sua battuta scherzosa riferita all'Avv. Gianni Agnelli ("qualcosa più di lui ce l'ho sicuramente, un by-pass in più...").
Ricoverato per oltre dieci giorni in una clinica milanese, a causa di un edema polmonare e di sopraggiunti problemi renali e cardiaci, è morto all'età di 87 anni la mattina del 6 novembre 2007. Pochi giorni prima di morire sembra avesse detto ad un'infermiera, "Si sta come d'autunno / sugli alberi / le foglie", citando la poesia "Soldati" di Ungaretti, aggiungendo poi "ma tira un forte vento...", segno di una lucidità intellettuale davvero ammirevole per l'età e le condizioni fisiche. [1]
Poco dopo la sua morte, giungevano alle figlie Bice e Carla, migliaia di messaggi di cordoglio da tutt'Italia.
Opere
Tra i numerosi libri pubblicati da Biagi:
in opere:
Un anno Una vita (1992), un libro che contiene tre interviste con pensieri e riflessioni sulle figure di Antonio Di Pietro, Giovanni Falcone e Tommaso Buscetta. Il titolo si riferisce agli avvenimenti che sconvolsero l'Italia nel 1992 che sono stati talmente intensi come un'intera vita.
La disfatta, (1993) inchiesta su Tangentopoli e sull'Italia delle tangenti
I come Italiani (1972), una sorta di dizionario antropologico sui difetti e i pregi italiani.
Il boss è solo (1986), libro-intervista ai pentiti di mafia
Il sole malato (1987), reportage sull'Aids
L'Italia dei peccatori (1989), tutti i vizi d'Italia
L'albero dai fiori bianchi (1994), raccolta di riflessioni quotidiane, il titolo si riferisce ad un ciliegio che si trova dietro la sua casa.
Il signor Fiat (inchiesta sulla famiglia Agnelli)
La bella vita (intervista all'attore Marcello Mastroianni) del 1996
Sogni perduti (1997) saggio sulle "spalle" di grandi personalità come Montanelli, De Gasperi o Angelo Rizzoli.
Scusate, dimenticavo (1997) ricordi e riflessioni autobiografiche
Racconto di un secolo (1999), interviste sul Novecento ai protagonisti del XX secolo.
Lettera d'amore a una ragazza di una volta (2003), dedicato alla moglie Lucia, da poco scomparsa
Il Fatto (raccolta di interviste) (2003)
La mia America (2004), saggio sul mito dell'America e sulla presidenza Bush
Era ieri (2005) (autobiografia in collaborazione con Loris Mazzetti), il libro che ha venduto di più ed è stato tradotto in nove lingue.
Quello che non si doveva dire (2006) saggio sull'editto bulgaro
Enzo Biagi ha scritto anche tre libri in fumetti: Storia d'Italia a fumetti, Storia di Roma a fumetti e La storia dei popoli a fumetti.
Inoltre:
i romanzi: Disonora il padre (1975), Una signora così così (1979);
una serie di reportage in giro per il mondo pubblicato nella serie "Geografia di Enzo Biagi" (America, 1973; Russia, 1974; Italia, 1975 (disegni di Luciano Francesconi); Germanie, 1976; Scandinavia, 1977; Francia, 1978; Cina, 1979; Inghilterra, 1980). Nel 1994 ha ripreso lo stile della "Geografia" pubblicando i "I padroni del mondo" (Stati Uniti, 1994; Cina, 1994; Russia, 1995;)
i libri storici "1935 e dintorni" (1982) e "1943 e dintorni" (1983), "Noi c'eravamo 1939-45" (1990) su come la gente comune visse il perido della seconda guerra mondiale.
Giornali per cui ha lavorato
Corriere della Sera
Epoca
Il Giornale Nuovo
Il Resto del Carlino
La Repubblica
La Stampa
L'Espresso
Oggi
Panorama
Curiosità:
Enzo Biagi ha scritto il soggetto di una storia Disney Topolino e la memoria futura, pubblicata su Topolino 2125 del 20 agosto 1996 [2]. In questa storia Topolino viaggia indietro nel tempo con la macchina del tempo inventata da Zapotec e Marlin arrivando nell'anno 0, l'anno della nascita di Gesù.
Biagi ha scritto anche il soggetto di un film del 1953 "Camicie Rosse", con Anna Magnani e Francesco Rosi.
Nel 1955, ha realizzato con Sergio Zavoli, un libro-film "Dieci anni della nostra vita".
Comunque Caro Enzo, Caro Maestro, Ora tutto ha inizio. I Tuoi profeti sono pronti. Praticamento sei e resterai sempre vivo. Seguiremo le tue LEZIONI di Libertà e saremo determinati fino alla Morte.
Un GROSSO GRAZIE!!! e un ARRIVEDERCI!!! A PRESTO ENZO!!!
Pierluigi Dattis
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Nota di "Redazione"
La lettera di cui sopra, le immagini a corredo e il filmato, sono stati prelevati dall'URL di pagina del sito web http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Lettere&op=esteso&id=3447, grazie alla collaborazione intrapresa da tempo, con l'indipendente e libera emittente ArcoirisTV, che invitiamo a sostenere moralmente ed economicamente.
Il filmato è visibile, cliccando sull'URL soprastante (che rimanda alla pagina web originale di inserimento), oppure direttamente sugli indirizzi internet sottostanti.
Enzo Biagi spiega come dovrebbe essere la televisione
Loris Mazzetti intervista Enzo Biagi
Intervista avuta per gentile concessione di Articolo 21
Visita il sito di cui all'URL: http://www.articolo21.info
Data: 00/00/2005 - Fonte: ARTICOLO 21 - Lunghezza: 14,51 min.
Per visionare il filmato clicca su uno dei sottostanti URL di pagina evidenziati.
r-adsl (audiovideo)
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ADSL (audiovideo)
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=2844&ext=_big.wmv
MP3 (solo audio)
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=2844&ext