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Una giornata particolare per riscoprire lavoro, sicurezza e solidarietà
L'Unione Sarda online - 30 aprile 2008 - Ore 14:14
http://www.unionesarda.it/DettaglioSardegna/?contentId=24195
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<Trenta morti nei luoghi di lavoro nel 2007, 8 in questi primi mesi dell'anno. La Cisl si lamenta: "Si è di fronte ad altri aspetti della condizione lavorativa che descrivono una situazione drammatica per l'intera Isola, in particolare riguardano i fenomeni in crescita della disoccupazione e della precarietà"
Il primo maggio è l'occasione per protestare contro le morti bianche. Sono state 30 le vittime nel 2007, mentre in questi primi mesi del nuovo anno si è già arrivati a quota 8. Preoccupante anche la situazione degli infortuni che non sono sfociati in morti: 18.670 l'anno scorso, con una media di 51,15 infortuni al giorno. "Un Primo maggio caratterizzato dal tema della sicurezza nel lavoro e in continuità dunque con i contenuti della manifestazione di Cgil, Cisl e Uil del 17 aprile 2008 per le vie di Cagliari - ha sottolineato Mario Medde, segretario regionale della Cisl - si è di fronte ad altri aspetti della condizione lavorativa che descrivono una situazione drammatica per l'intera Isola, in particolare riguardano i fenomeni in crescita della disoccupazione e della precarietà del lavoro. Entrambi incidono pesantemente sul reddito familiare e sulle condizioni di povertà in cui versano più di 90.000 famiglie". Particolare attenzione bisogna rivolgerla al problema della disoccupazione: "Il lavoro che manca è, infatti, l'emergenza più importante per la Sardegna - prosegue Medde - insieme alla precarietà che penalizza soprattutto i giovani ma che coinvolge ormai anche gli ultraquarantenni. Sono i segni di un'Isola che s'impoverisce e che solo nelle luci della ribalta estiva riesce in modo effimero a occultare una realtà sulla quale è urgente intervenire con una strategia di politica economica, sociale e del lavoro in grado di dare maggiore competitività all'intero Sistema Sardegna con la solidarietà necessaria per i soggetti più deboli del mercato del lavoro e della comunità".>.
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Nota di "Redazione"
Fonte di prelievo del testo e dell'immagine: L'Unione Sarda online
In onore dei lavoratori caduti alla Thissen Krupp
Arci e Associazioni "I. Calvino" e "Bruttucontu" - Via Nazionale 102 - Ore 20.30
http://www.sardegnaspettacolo.it
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<L'ARCI (Comitato Provinciale di Cagliari), la CGIL Territoriale, l'Associazione "Bruttucontu", l'Associazione "Italo Calvino" organizzano, per il secondo anno consecutivo, il Concerto del 1° maggio - Festa dei Lavoratori.
Anche in questa occasione è la tragedia delle morti bianche che impone il tema alla manifestazione. Quindi sarà una festa ma con l'invito, per tutti, a riflettere su argomenti come la sicurezza sul lavoro e i troppi diritti negati ai lavoratori. Il concerto sarà dedicato al simbolo di questa quotidiana falcidia: i caduti della "Thyssen Krupp".
L'appuntamento è a Quartucciu, ore 20,30, presso la sede dell'Associazione "Italo Calvino", in via Nazionale 102.
Tra gli interventi della serata: il trio della pianista Silvia Corda, la cantante e attrice Clara Murtas, Mario Faticoni, RTP Family Dub e altri ospiti che potranno aggiungersi>.
29-04-2008
"Spettacolo.Sardegna.it"
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Nota di "Redazione"
Fonte del prelievo della notizia sito web URL: http://www.sardegnaspettacolo.it
Referendum: "Libera informazione in libero Stato". Il 25 aprile proporrò tre referendum per una "Libera informazione in libero Stato": 1) abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria; 2) abolizione dell'ordine dei giornalisti; 3) abolizione della legge Gasparri. - Clicca sul Banner per visionare i quesiti referendari e/o aderire alla raccolta delle firme.
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CLASSIFICA NAZIONI
(prime cinque)
1. ITALY : 2.749 (91.3%)
2. SPAIN : 118
3. UNITED STATES : 31
4. FRANCE : 17
5. GERMANY : 14
CLASSIFICA CITTA'
(prime dieci)
01) ROME : 282 (9.75%)
02) MILANO : 171 (5.91%)
03) CAGLIARI : 152 (5.26%)
04) TORINO : 113 (3.91%)
05) MALAGA : 101 (3.49%)
06) NAPOLI : 34 (1.18%)
06) MARINO : 34 (1.18%)
07) BOLOGNA : 24 (0.83%)
08) PRATO : 21 (0.73%)
09) PARMA : 20 (0.7%)
09) LAMEZIA TERME : 20 (0.7%)
10) PISA : 16 (0,56%)
MOTORI di RICERCA
(ultimi 60 giorni)
604
Da ALTRI SITI WEB
(ultimi 60 giorni)
16
Associazione "Insieme con la Musica"
Centro Comunale d'Arte e Cultura "La Vetreria"
Cagliari-Pirri (Via Italia), 27/04/2008 - Ore 18.30
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Organizzato dall'Associazione Musicale "Insieme con la Musica" & Angelo Pinna, martedì 27 aprile 2008, presso il Centro Comunale d'Arte e Cultura <La Vetreria> (Via Italia) di Cagliari Pirri, si svolgerà "Un Varietà Musicale" con la partecipazione dei seguenti organismi:
- Gruppo cantanti diretti da Angelo Pinna
- Scuola Danza 2000 di Marrubiu (OR)
- Il piccolo balletto de "La Palestra"
- Il Gruppo Hip Hop delle ragazze dell'Istituto Magistrale "F. De Sanctis" di Cagliari
- Le Fruste del Campidano
- I cabarettisti Anna & Antonello
- Associazione "Starlight Danza" della Federazione Italiana Danza Sportiva
- Danza & Fitness di Quartu S. Elena (CA)
L'inizio della manifestazione, il cui costo del biglietto è stabilito in 5 Euro, è previsto per le ore 18.30.
Lunedì 7 aprile 2008
Francesco Dotti noto Cecco
http://www.ceccodotti.blogspot.com
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<Si parla tanto di boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino e personalmente, anche se la mia opinione può contare quanto il due di briscola, ritengo che sia utile esercitare, sì, delle pressioni nei confronti del governo cinese, senza però sconfinare nella violenza. Episodi di intolleranza eccessivamente "infuocati", servirebbero solo ad inasprire ancora di più gli animi e alla fine risulterebbero inutili. Un po' come le varie dimostrazioni di forza dell'amico George "Cespuglio" Bush in Iraq: dopo sei anni di guerra e di morti, civili e militari, si continua a combattere e a morire per le strade. È forse cambiato qualcosa? I terroristi sono rimasti dov'erano, ben nascosti e ancora di più incazzati, Bin Laden ogni tanto ci fa sapere che sta bene e che ad arrendersi e fare il bravo ragazzo non ci pensa nemmeno, l'America spende miliardi di dollari per dare la caccia ai fantasmi ed è sull'orlo del fallimento, e i bambini poveri del mondo continuano a morire di fame e di sete mentre si pensa ad una prossima colonizzazione di Marte. Ora, però, mi sto allargando troppo.
Tornando invece alle Olimpiadi, un segno forte di dissenso nei confronti della Cina e delle sue violazioni dei diritti umani potrebbe essere - e non solo secondo me - proprio il disertare, da parte di tutti i capi di Stato, la cerimonia di inaugurazione dei giochi olimpici. Tanto, fra un miliardo e mezzo di persone, chi se ne accorge?>.
Francesco Dotti
(ex tedoforo di straforo)
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Nota di "Redazione"
Testo e disegno di Francesco Dotti noto Cecco, prelevati dall'URL del suo blogsite, http://www.ceccodotti.blogspot.com
1° Concorso Nazionale di Satira e di Umorismo
Da un'idea di Cecco Dotti, bandito dalla Provincia di Olbia-Tempio
http://www.olbiahumour.it - info@olbiahumour
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Nel ringraziare Francesco Dotti (noto Cecco), nostro collaboratore onorario dalla provincia di Olbia-Tempio (OT), per l'informazione in anteprima, pubblichiamo molto volentieri quanto appresso.
<Northweb, in collaborazione con il Comune di Olbia, organizza il primo Concorso Nazionale di Umorismo "OLBIAHUMOUR">.
<Nato da un'idea di Francesco Dotti, noto vignettista toscano ma residente ad Olbia, il premio è l'unico di questo genere nell'intero panorama sardo e si propone di arricchire lo scenario delle offerte culturali della provincia di Olbia-Tempio.
L'obiettivo è quello di proporre nel tempo, all'attenzione degli artisti del settore, temi inerenti sia al territorio sardo che a quello nazionale in generale.
Il premio si avvale dell'ottima collaborazione di Carlo Bartolini, figura di primo piano nel mondo dell'umorismo italiano.
Il tema proposto per la prima edizione è "Mediterraneo: dal latino Mediterraneus", che significa in mezzo alle terre, fu chiamato dai romani "Mare Nostrum", in quanto le loro conquiste toccarono tutte le nazioni che vi si affacciano. Tradizioni, storia, cultura, turismo e altre occasioni per una crescita economica e strategica. Incontri, confronti e ... scontri, in un'area che ci appartiene, soprattutto come Isola>.
Le opere dovranno essere consegnate o inviate, franco spese, senza cornici nè vetro, in plico chiuso, alla segreteria del concorso c/o "Northweb" di Patrizio Saba, via Roma n. 61, 07029 Tempio Pausania (OT), entro il giorno 31/07/2008.
Per ulteriori e più dettagliate informazioni o contatti al riguardo:
Cell. n. 3477848239
Fax n. 070671463
URL: http://www.olbiahumour.it
EMail: info@olbiahumour.it
La "brochure" contenente il bando completo del concorso e la scheda di iscrizione/partecipazione, è scaricabile in formato PDF (necessario Adobe Reader per la visualizzazione) dall'URL del sito web
http://www.fileden.com/files/2007/11/16/1587783/OlbiaHumour.pdf
"I Giochi di Pechino come quelli della Germania nazista: pericolo concreto"
Intervista a Pietro Paolo Mennea di Domenico Zaccaria
Il Sardegna, 29 marzo 2008
italia@epolis.sm
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<Tutti ricordano Pietro Mennea per il trionfo di Mosca nel 1980. Per quella rimonta sul britannico Allan Wells che gli regalò l'oro nella finale dei 200 metri. Ma Mennea non è solo un ex atleta. È stato eletto al Parlamento europeo, è avvocato, docente universitario e autore di libri: un personaggio poliedrico e preparatissimo. Sulle Olimpiadi di Pechino ha idee precise: il boicottaggio parziale non risolve i problemi e il silenzio del Comitato Olimpico Internazionale può avere risvolti drammatici.
Ha detto che il Cio ha sbagliato ad assegnare i giochi a Pechino.
Si sapeva che in Cina c'erano problemi nel riconoscimento dei diritti civili e delle libertà democratiche. Il Cio, pur di giustificare la sua scelta, aveva assicurato che Pechino avrebbe fatto rapidi passi in avanti: la repressione in Tibet lo smentisce.
Qual'è l'errore più grave del Cio?
Il Comitato non si pronuncia sulla questione tibetana, contravvenendo ai principi della carta olimpica: pace, solidarietà e riconoscimento dei diritti. Il Cio, con il suo silenzio, va contro i suoi principi e legittima allo stesso tempo un sistema di governo molto criticato.
La candidatura cinese avrebbe potuto favorire il rispetto dei diritti umani nel Paese?
Non credo. Assegnarono i Giochi in base ad una promessa, e questo è inaccettabile. Il Cio ha ora il preciso
dovere di agire, altrimenti contribuisce ad assimilare la parola Olimpiadi al genocidio. I Giochi
di Pechino rischiano di passare alla storia alla stregua di quelli di Berlino del '36. Anche in quel
caso, l'allora presidente De Coubertin definì la Germania un Paese che aveva toccato "lo zenith
dell'orizzonte sociale". Tutti invece già conoscevano la realtà della Germania nazista.
Il boicottaggio servirebbe?
Solo se fosse totale. Il boicottaggio parziale finisce col danneggiare più gli atleti che il Paese
ospitante. Purtroppo tutto il mondo stringe affari con la Cina. Il dollaro statunitense - ad esempio - dipende da quel Paese. Ecco perché Bush dice "noi andremo".
È difficile che chi intrattiene rapporti economici con Pechino possa boicottare, e il discorso vale anche per molti dei 27 Stati membri dell'Unione europea. Forse in pochi sono a conoscenza di un particolare. Jacques Rogge, attuale presidente del Cio, fu eletto grazie ai voti asiatici. Dietro c'era la promessa della candidatura cinese. Dick Pound, il suo rivale, cercò di denunciare e screditare questa azione politica, ma sulla questione calò il silenzio. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
Il Cio è ormai un comitato d'affari?
Quando cedi i diritti tv in un Paese di più di un miliardo di persone, nel quale la Coca Cola ha stipulato un contratto di sponsorizzazione sulla grande muraglia in cambio
di 250 milioni di dollari, tu fai impresa e non sei più garante dei Giochi. I 115 membri del Cio nei loro Paesi fanno politica e molti ricoprono ruoli pubblici: non ci si può sorprendere molto.
I mali che affliggono le Olimpiadi?
Doping, corruzione e gigantismo. Nel primo caso c'è bisogno di azioni decise, ne va della credibilità dello sport. Ci vuole il coraggio di dire no alle discipline in odore di doping. Si organizzerebbero eventi con 5mila atleti invece di 10mila, che avrebbero anche un impatto minore, a livello di costi, sul Paese ospitante.
E qui arriviamo al gigantismo.
Esattamente. Il Cio dovrebbe prendere in considerazione anche l'ipotesi di una sede fissa, e in ogni caso finanziare in proprio le Olimpiadi, senza scaricare gli oneri sui cittadini del Paese ospitante. I cittadini di Monaco di Baviera e Montreal hanno finito di pagare la tassa olimpica nel 2005. Avevano organizzato i Giochi rispettivamente nel 1972 e 1976. Le Grecia è fuori dai parametri economici di Maastricht anche a causa delle ultime Olimpiadi. Tutto questo è inaccettabile.
Recentemente Lei ha incontrato Pistorius. E' giusto non farlo partecipare alle Olimpiadi?
Non bisogna aver paura delle cose che si vedono. È molto più pericoloso ciò che non si vede, e mi riferisco di nuovo a doping, corruzione e gigantismo. Pistorius usa protesi passive e non attive, e anche se riceve un leggero aiuto, questo non compensa di certo lo svantaggio di non avere le gambe. La Federazione mondiale non può bloccare il sogno di un ragazzo che nella vita è stato già abbastanza sfortunato.
Avrebbe gareggiato con Pistorius?
Assolutamente sì>.
Domenico Zaccaria
"Il Sardegna" - Pagina 4 del 29/03/08
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Nota di "Redazione"
L'articolo e l'immagine sono stati prelevati dal GdS, all'URL del suo sito web http://www.gds.sm.
L'intervistato è Pietro Paolo Mennea, ex grande atleta (campione italiano ed europeo, "rekordman" dei 200 metri a Città del Messico, oro olimpico a Mosca 1980), europarlamentare, avvocato, autore di libri e docente universitario.
Nessuno Tocchi Caino News - 29 marzo 2008
http://www.radicalparty.org/welcome_it.html
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''La nostra speranza e' che i leader europei non facciano compromessi fra l'economia e la moralita' e le vite di persone innocenti''. E' l'appello lanciato dal presidente del Parlamento Tibetano in esilio Karma Chopel, in una conferenza stampa al Parlamento Europeo con Marco Cappato e Marco Pannella (Radicali), Monica Frassoni (Verdi) e Pasqualina Napoletano (Sd).
In visita al PE su invito del gruppo ALDE e degli eurodeputati radicali, l'esponente tibetano ha spiegato di voler avanzare una serie di richieste, in particolare quella di inviare una missione di inchiesta internazionale indipendente in Tibet, per verificare la situazione sul posto, visto che la Cina ''accusa di tutto quello che sta avvenendo il Dalai Lama e i tibetani''.
"Se c'e' consapevolezza e' davvero giunto il momento di schierarsi per i diritti legittimi del popolo tibetano'', ha affermato Chopel, ribadendo la contrarietà al boicottaggio dei giochi olimpici gia' espressa nei giorni scorsi dal Dalai Lama.
"Stiamo cercando di arrivare ad un accordo", ha detto l'esponente della dirigenza tibetana, tuttavia sara' possibile solo se i leader cinesi saranno disponibili ad un compromesso".
"Per quanto riguarda gli scontri in Tibet, le morti confermate a ieri sono 135, circa 400 le persone arrestate e piu' di mille i feriti, ha detto Karma, aggiungendo che si tratta di dati approssimativi perche' e' davvero molto difficile ottenere informazioni dal Tibet. I numeri potrebbero essere anche dieci volte superiori alle cifre confermate''.
''La situazione e' di grande urgenza ed emergenza'', ha affermato l'esponente tibetano in esilio, sottolineando che ''ci sono molte uccisioni e massacri di tibetani''.
"Il leader radicale Marco Pannella ha dichiarato: Noi accogliamo oggi Karma Chophel, Presidente del Parlamento Tibetano in esilio, nel quadro del primo Satyagraha Mondiale per la Pace, il Diritto e la Libertà, che ha strutturalmente incluso la grande e vincente battaglia del 2007 per la Moratoria Universale contro la Pena Morte. Con lui continueremo a concepire e mettere in azione la fondamentale parte del Satyagraha che riguarda la libertà per i Tibetani e le altre popolazioni cinesi sotto il motto "Free Tibet, Free China".
"Per Marco Cappato "Questa è un'occasione per esprimere un sostegno molto concreto e molto politico al Dalai Lama e al suo tentativo di dialogo con la Cina per ottenere grazie alla forza della verità e della nonviolenza, una vera autonomia per il Tibet; l'occasione dei giochi Olimpici va utilizzata anche per questo!"
Per saperne di piu' : http://www.radicalparty.org/welcome_it.html
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Nota di "Redazione"
Testo prelevato dall'URL http://www.nessunotocchicaino.it
"NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS"
La newsletter a cura di "Nessuno Tocchi Caino"
Provided by Nexta Media
Anno 8 - n. 16 - 29-03-2008
Archivio fotografico sul genocidio etnico e culturale del popolo tibetano
Immagini immesse in Rete dal Partito Radicale il 26 marzo 2008
http://www.flickr.com/photos/7311664@N04/sets/72157604259898259/
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<ll presidente del Parlamento Tibetano in esilio Karma Chopel, in visita oggi al Parlamento europeo su invito del gruppo ALDE e dei deputati europei radicali Marco Pannella e Marco Cappato, ha reso pubblica la documentazione delle violenze subite dai manifestanti tibetani da parte delle autorità cinesi, presentando un dossier fotografico al Presidente della Commissione esteri SARYUSZ-WOLSKI, Jacek>.
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Nota di "Redazione"
Il testo è stato prelevato dall'URL http://www.flickr.com
Per visionare le drammatiche immagini del dossier (rese di dominio pubblico dal Partito Radicale), cliccare sul seguente URL
http://www.flickr.com/photos/7311664@N04/sets/72157604259898259/

Il cane ucciso da Guillermo H. Vargas
"Uccidere un cane per 'arte', Guillermo Habacuc Vargas, va fermato"
Venerdì 28 marzo 2008
http://www.capoterraonline.com
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<CapoterraOnline oltre che occuparsi di notizie locali, spesso e volentieri cerca di porre lattenzione dei suoi lettori, notizie che richiedono la partecipazione e la sensibilizzazione delle persone ad un problema grave. Eccone un esempio: Nell'anno 2007, Guillermo Vargas Habacuc, un finto artista, prese un cane di strada, lo legò ad una corda corta ad un muro di una galleria d'arte e lo lasciò morire lentamente di fame e di sete: Per parecchi giorni, l'autore di questa orribile crudeltà e i visitatori di questa galleria d'arte sono stati spettatori impassibili dell' agonia del povero animale, fin quando finalmente è morto per inanizione, dopo aver passato per un doloroso, assurdo ed incomprensibile calvario.
Vi SEMBRA FORTE???
Questo non è tutto: la prestigiosa Biennale Centroamericana di Arte ha deciso, incomprensibilmente, che la bestialità che aveva appena commesso questo individuo è arte, ed in questo modo tanto incomprensibile Guillermo Vargas Habacuc è stato invitato a ripetere la sua crudele azione in occasione della Biennale del 2008.
EVITIAMO che si RIPETA QUESTO MACABRO EVENTO COME?
Firmate la petizione internazionale cliccando quì: http://www.petitiononline.com
Non bisogna pagare, né registrarsi, non è niente di pericoloso, e vale la pena. Bisogna firmare la petizione per questo uomo, in modo che non sia apprezzato né chiamato "artista" per un atto tanto crudele, per simile insensibilità e piacere e per il dolore altrui. È molto facile, non bisogna perdere tempo, se perdiamo il tempo rinviando questo contributo per via delle sciocchezze in cui nessuno crede, lasceremo che tutto ciò riaccada. Se vogliamo possiamo dedicare un po' del nostro tempo a cercare di evitare che un altro animale innocente soffra la crudeltà di questo o di altri sadici e ripugnanti "esseri umani">.
P.S.: "Se inserite il nome dell'"artista" in Google, compariranno, video e foto di questo povero animale: ci sono centinaia di siti blog che parlano di questa orribile vicenda".
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Nota di "Redazione"
Fonte del prelievo della notizia e dell'immagine: http://www.capoterraonline.com
http://www.youtube.com - http://beppegrillo.it
Anche Topo Gigio si è dato alla "politica"
25 marzo 2008
http://beppegrillo.it
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<Un italo australiano di Agrigento è tornato in Italia dopo quarantanni. Gli è venuta la nostalgia canaglia. Aveva lasciato il suo Paese nel 1968 con Mike Bongiorno e Pippo Baudo in televisione. Andreotti in Parlamento. LAlitalia in sciopero (era dovuto partire in nave). I treni dei pendolari pieni, sudici e in ritardo. Si ricordava dei lavori stradali di allora, dei cantieri aperti dappertutto. Della Salerno-Reggio Calabria in via di completamento. Ai suoi tempi cerano la crisi del Mezzogiorno, il problema della mafia e i neo fascisti. Ha trovato tutto uguale, preciso.
In un programma televisivo cerano persino Mino Reitano, Peppino di Capri e Gianni Pettenati che cantava Bandiera gialla. E Pannella?, mi ha chiesto. Cè ancora? L'ho rassicurato che è sempre lì e fa lo sciopero della sete che è una bellezza. E Albertazzi e Raimondo Vianello? Stanno bene? Lho informato che sono spesso in prima serata. E Fede e Vespa ha incalzato quelli dei telegiornali? Hanno cambiato padrone, ma disinformano più di prima, hanno esperienza da vendere, ho risposto. In quel momento alla radio Tony Dallara cantava Come prima più di prima e Mina era in vetta alle classifiche di vendita.
Lemigrante ha pensato che volessi prenderlo per i fondelli e ha fatto zapping sui canali televisivi per cercare conferme. Cerano un dibattito sulla modernità dellopera del Manzoni con letture scelte dei Promessi Sposi, Benigni che declamava la Divina Commedia e il Papa che parlava dal balcone. Lultima auto dellemigrante era stata una Fiat Cinquecento, color grigio topo, con la capote. E la Fiat come va? I suoi modelli di oggi? Ho preso tempo, per paura della sua reazione, e gli ho mostrato una pubblicità della nuova Cinquecento Fiat, la macchina dellanno. Mago Zurlì? ha sibilato. Volevo mentire, ma non ci sono riuscito. Presenta anche questanno lo Zecchino doro, ma non cè più Topo Gigio, adesso si è messo in politica.
Mi ha scritto una cartolina da Sidney, dove è subito ritornato. Una vecchia cartolina con le macerie del Belice in Sicilia, dopo il terremoto del 1968, uguali ad oggi>.
http://beppegrillo.it
Risposta di un italiano all'estero ad un candidato del PdL
Pubblicata sul Blog di Beppe Grillo
25 marzo 2008
http://beppegrillo.it
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<Gli italiani fuggiti all'estero non hanno pace. I politici li perseguitano ovunque siano. In questi giorni hanno la casella della posta piena di facce di noti pregiudicati e prescritti. I vicini li guardano con sospetto. Ricevere un volantino con la faccia di Cuffaro o di Carra in alcuni Paesi può significare l'espulsione. I postini tedeschi e inglesi hanno chiesto l'indennità vomito. Provate voi a recapitare migliaia di volte la faccia dello psiconano. Giorno dopo giorno. Provateci ...
Un ex italiano, ora inglese, mi ha inviato la sua risposta a tal Di Girolamo, aspirante parlamentare del Pdl.>.
Testo della lettera
"Caro Di Girolamo,
stamane ho ricevuto il suo volantino nella posta di casa mia, in Inghilterra. Di solito ignoro la propaganda elettorale perche', immagino come altri milioni di ex-italiani, ne ne posso piu' del vostro paese, pero' stavolta quello che ha scritto mi sprona a rispondere alla sua chiamata. Io ho gia' aiutato a sufficienza il suo partito, che poi non e' neanche un partito, in quanto non nasce da una costruzione ideologica o filosofica come i grandi partiti dell'800 e del '900, ma dagli interessi personali di un imprenditore miliardario che decise di scendere in campo per timore che una vittoria dei discendenti del partito comunista lo costringessero ad esiliarsi in qualche isola tropicale, anziche' continuare a fare i suoi interessi nel paese dove viveva.
Bene, caro Di Girolamo, sappia che chi le scrive quell'uomo l'ha gia' aiutato abbastanza. Lo feci nel 1994, quando fondai a Londra il primo Club Forza Italia, sprecando la mia faccia, la mia intelligenza, i miei soldi e il mio tempo, per un uomo che pensavo davvero intendesse promuovere il liberalismo nel vostro paese, e davvero intendesse stabilire un ordine meritocratico in un paese marcio per nepotismo, clientelismo e familismo (sia a destra che al centro che a sinistra).
Un paese unico al mondo che vanta due popolazioni: sessanta milioni di italiani dentro le Alpi che sopravvivono grazie alle raccomandazioni, e cento milioni di ex-italiani fuori dalle Alpi che, non sentendosela di far parte delle brigate rosse o di un clan mafioso, decisero ad un certo punto della loro vita di emigrare e, le piaccia o no, di diventare 'altri'.
Preciso che chi le scrive non e' in Inghilterra per fare lo spazzino o il lava-vetri. Io lavoro come psichiatra forense alle dirette dipendenze del ministero della Giustizia e della Sanita' britannici, guadagno piu' di centomila euro all'anno, pago il 40% di tasse fino all'ultimo penny, e sono soggetto, in virtu' del mio nuovo passaporto a tutti i doveri e i diritti dei sudditi della nostra carissima H.R. Queen Elisabeth II.
Che sicuramente avrà i suoi difetti anche lei, ma almeno e' una regina vera, e non una merda come i tanti pregiudicati, corrotti e mafiosi che popolano il vostro ridicolo Parlamento.
Giovanni Dalla-Valle, ex-italiano, e' un'INGLESE come tanti. Si sveglia alle 5.30, lavora 10 ore al giorno, fa i turni di guardia, torna a casa alle 19.00 dove trova il figlio Matteo, di cui e' padre singolo. Se fosse stato per l'Italia sarei ancora alle dipendenze economiche dei miei genitori, ultimo assistente in un ospedale del cesso (nonostante laureato a 25 anni a Padova con 107/110), solo per il fatto che mio padre e' un nessuno e non s'e' mai curato di leccare il culo agli altri.
Ed ora veniamo alle sue proposte elettorali.
Usufruire dell'assistenza sanitaria gratuita in Italia per piu' di tre mesi, come stabilisce la vostra legge?
Ma scusi, ma perchè io che che pago le tasse in questo paese, dovrei parassitare i servizi di un paese dove non pago le tasse? Persino tre mesi sono ingiusti. Qui la sanita' e' gratuita.
Non dovrei pagare le tasse per una seconda casa in Italia? Ma scusi, perche' mai uno che puo' permettersi una seconda casa nel vostro paese non dovrebbe pagare le tasse come fa per la prima casa in questo paese? Se ha sufficienti soldi per acquistare una seconda proprieta' in Italia, perche' non dovrebbe contribuire alle normali tassazioni di quel paese?
Non pagare per il rinnovo del passaporto? Problema gia' risolto. Ho un passaporto inglese. E non comporta nessun bollo annuale e il rinnovo e' decennale.
Migliorare l'assistenza del consolato? Ma via, Di Gerolamo, non spari cagate! Qui tutti sanno che il consolato italiano e' una fogna per raccomandati e figli di o amici di. Il livello d'incompetenza e arroganza agli sportelli e' arci-noto. Sara' mica lei che lo cambia adesso, vero? Il governo del suo capo durò cinque anni. Lo sapete benissimo che questo e' il peggiore consolato del mondo. Perche' non li avete cacciati a pedate nel c..o allora? Perche', dannazione, sono AMICI degli AMICI vostri, ecco perche'.
"Perdiamo per strada le giovani generazioni". Sorry, Di Girolamo. Avete perso gia' perso anche quelle meno giovani (io ne faccio 45 quest'anno!). Rialzati Italia? Ma col cazzo, mi consenta, Di Girolamo! Quelli come me, e sono milioni, l'Italia la vogliono giù' per sempre!!!. Ce`l'avete messa nel c..o per una vita. Cosa volete adesso? Che vi votiamo ancora??? Ma per favore. Siate seri!">.
Giovanni Dalla-Valle
http://beppegrillo.it
Parte un nuovo progetto nella Direzione Didattica del II° Circolo di Pirri
Francesca Sanna - 19/03/2008
http://www.isardi.net
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<Cè una novità nellofferta formativa della Direzione didattica II Circolo di Pirri: docenti e bambini delle scuole di ciclo inferiore parleranno di filosofia grazie al progetto Philosophia: Fare filosofia alla scuola elementare. Coordinato e concepito da Luca Pisano - direttore dellIFOS (Istituto di formazione sardo) e psicoterapeuta esperto in temi di rilevanza sociale come la violenza sui minori - e dal trentacinquenne Nicola Spada, dottore in filosofia con alle spalle un master importante in criminologia clinica e psicologia giuridica. Lesperienza sul campo gli ha permesso di avvicinarsi concretamente alle storie di vita di ragazzi di giovane età, provenienti da vissuti familiari multiproblematici o da situazioni di totale anaffettività e distacco dai genitori. Di solito queste persone, spiega Spada, cercano di porre rimedio alle loro situazioni destrutturanti trasferendo sugli altri la frustrazione del non essere amati e lo fanno usando violenza nei confronti dei più deboli, che per mille ragioni non sono in grado di difendersi.
Con laiuto del suo formatore, Nicola propone lidea di fare filosofia alle elementari con lo scopo di avvicinare agli occhi dei minori temi come laltro da sé, letica del rispetto, fino al concetto di libertà, per arrivare a rialfabetizzazione affettiva dei bambini. Perché da loro e con loro si comincia a costruire la società.
Nicola, In che modo utilizzerai la filosofia con i bambini?
Luso di insegnare la filosofia soltanto a partire dal terzo anno dei licei è una convenzione tutta italiana che non trova riscontro in nessun altro paese europeo. Considerata lesperienza svolta durante il master, il mio formatore ed io abbiamo proposto lidea di un insegnamento opzionale che ci porti a capire che cosa, studenti di otto e dieci anni, intendano per concetti come libertà, uguaglianza e diritti dei bambini. La violenza nelle scuole nasce anche dallerrata interpretazione del senso della convivenza civile. In sede di presentazione del progetto io cito spesso Kant, per me il più grande pensatore di ogni tempo. Kant diceva che non si può insegnare la filosofia, ma solo a filosofare. I nostri appuntamenti con gli studenti andranno in questa direzione: una persona inizia a farsi essere umano dai primi anni della sua vita. Questo é il fulcro del progetto. Non si vede perché un minore non possa affrontare problemi che investono la sua stessa personalità.
Pensi che in questo modo si possano colmare le lacune educative dei bambini?
Sono convinto che in questo modo la scuola potrà contribuire in modo decisivo a sviluppare nei piccoli studenti un corredo etico, morale e normativo. Perché un bambino deve essere posto nelle condizioni di capire una scelta o un determinato concetto. Molti studenti hanno la passione del calcio e notoriamente i palloni che usano, sono cuciti da ragazzini della loro stessa età o anche più piccoli, senza avere la minima protezione o assicurazione. Questa è una forma di schiavismo e un bambino può e deve conoscere lesistenza di una simile realtà. Se non instilliamo il rispetto dei principi fondamentali fin da età giovanissima, cè il rischio che le persone crescano deregolamentate per il resto della vita.
Come spiegheresti che cosè la libertà a un bambino? Posto che alle elementari non può avere lausilio dei testi di filosofia?
Facendo riferimento a questioni pratiche. Parlando per esempio del naso di una persona e quindi cercando di capire se il bambino abbia già consapevolezza di uno di quei principi alla base della costituzione americana: la mia libertà termina a pochi centimetri dal tuo naso. Un bambino può capire un concetto come questo perché si confronta con altre persone ogni giorno. Introduciamo il discorso-libertà con indagini che ci permettano di capire se il piccolo intenda se stesso come una persona che può fare tutto, oppure se percepisca dei limiti. Per poi verificare se sia in grado di avanzare in questo percorso.
Dopo questa verifica?
Noi andiamo a scuola per ascoltare non per porre domande. Quindi proseguiamo con discussioni faccia a faccia. Riflessioni insomma. Io sarò di fronte a loro, come loro. Non diverso, né ospite. Sogno che i bambini arrivino alla consapevolezza che parlare di argomenti sociali e morali è fondamentale per la vita comune. Abbiamo la fortuna di poter utilizzare la parola. Parlare permette di guardare una persona negli occhi e di avere in cambio uno sguardo. Questo modo di interagire è scoprire laltro da te.
Quanto tempo avete?
Non credo più di 15 ore per iniziare. Ma questo progetto é stato proposto anche in altre scuole ed è possibile che entro lanno prossimo sia accettato in altri circoli didattici. Vorrei diventare un consulente filosofico, figura (già in voga nel resto dItalia) che si uniforma allidea socratica del saggio. Socrate parlava con le persone e dalle persone nasceva la filosofia. La felicità non si può insegnare sui libri perché è una cosa pratica, molto più di quanto si pensi. Il problema della felicità è avvicinarla e avvicinarne la sua realizzazione. Con saggezza. I bambini devono arrivare alla felicità perché comprendono il senso della libertà che gli permette di imparare a vivere. Che vuol dire concepire lidea che esistono gli altri. Non ho la pretesa di insegnare ai bambini come si vive, ma almeno potrò indicargli una direzione in più, che servirà per i loro obiettivi futuri. E spero che un giorno tutto questo possa tornare utile. Se non ne sarò stato in grado, allora avrà avuto ragione Oscar Wilde quando disse che lesperienza è il nome che ognuno dà ai propri errori. Auguriamoci che in questo caso abbia torto.>.
Francesca Sanna
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Nota di "Redazione"
Fonte di prelievo dell'articolo soprariportato:
http://www.isardi.net/pagine/articoli_dettaglio.asp?ID=484
Sintesi del Programma
http://www.sinistrarcobaleno.it
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I PUNTI di SINTESI del PROGRAMMA
01. Dignità e diritti nel lavoro: la sicurezza
02. Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà
03. Dignità e diritti nel lavoro: salari, fisco e redistribuzione del reddito
04. Laicità: lo spazio di libertà per tutti
05. Libertà e autodeterminazione femminile
06. La pace, il disarmo
07. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima
08. Le "Grandi Opere" di cui il Paese ha bisogno
09. Il diritto alla salute e le politiche sociali, indice di civiltà
10. La casa è un diritto, non una merce
11. Convivenza, inclusione, cittadinanza
12. Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro
13. Tagliare i privilegi, difendere la democrazia
14. Una informazione libera, pluralista, democratica
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SINTESI del PROGRAMMA
1. Dignità e diritti nel lavoro: la sicurezza
Ogni giorno in Italia muoiono in media 4 persone mentre lavorano. Grazie a una legge voluta dal Governo Berlusconi si può lavorare anche 13 o 14 ore al giorno e spesso per lavorare occorre rinunciare ai propri diritti. Siamo arrivati al paradosso che il lavoro è pagato a prezzi orientali e le merci così prodotte vengono vendute a prezzi occidentali.La Sinistra lArcobaleno propone: una legge che fissi la durata massima del lavoro giornaliero in 8 ore e in 2 ore la durata massima degli straordinari; limmediata approvazione dei decreti attuativi del Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro e quindi più controlli e più certezza e severità delle pene per le imprese che trasgrediscono le norme.
2. Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà
I lavoratori e le lavoratrici precarie nel nostro Paese sono oltre 4 milioni. È precarietà di vita, non solo di lavoro. La Sinistra lArcobaleno propone di superare la legge 30 e di affermare il contratto a tempo pieno e indeterminato come forma ordinaria del rapporto di lavoro; di rafforzare la tutela dellarticolo 18 contro i licenziamenti ingiustificati; di cancellare dallordinamento le forme di lavoro co.co.co, co.co.pro e le false partite IVA.
3. Dignità e diritti nel lavoro: salari, fisco e redistribuzione del reddito
Nel 2003 ai lavoratori toccava il 48,9% del reddito prodotto nel Paese, nel 1972 era il 59,2%. Oggi la quota dei redditi da lavoro dipendente è ulteriormente diminuita. Secondo i dati della Banca dItalia, dal 2000 al 2006 prezzi e tariffe sono notevolmente aumentati e i salari sono rimasti invariati. La Sinistra lArcobaleno vuole fissare per legge il salario orario minimo per garantire una retribuzione mensile netta di almeno 1000 euro; propone un meccanismo di recupero automatico annuale dellinflazione reale; propone di elevare le detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti. La Sinistra lArcobaleno vuole introdurre, come avviene in tutta Europa, un reddito sociale per i giovani in cerca di occupazione e per i disoccupati di lungo periodo, costituito da erogazioni monetarie e da un pacchetto di beni e servizi. La Sinistra lArcobaleno propone di diminuire il prelievo fiscale per i redditi più bassi portandoli dal 23 al 20%, contemporaneamente di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie al 20%, di redistribuire il reddito ai lavoratori e alle lavoratrici attuando immediatamente quanto previsto dalla Finanziaria di questanno, che destina loro tutto lextragettito maturato.
4. Laicità: lo spazio di libertà per tutti
Nei Paesi europei più avanzati, e non solo in Europa, i fondamentali diritti della persona sono tutelati e garantiti da una legislazione che ne salvaguarda la sfera personale, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuna e di ciascuno. Da noi non è così. La Sinistra lArcobaleno afferma luguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e propone il riconoscimento pubblico delle unioni civili. La Sinistra lArcobaleno ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita e propone una legge sul testamento biologico.
5. Libertà e autodeterminazione femminile
Nemmeno negli anni 70 lattacco alla libertà delle donne è stato tanto feroce; addirittura cè chi propone una moratoria contro laborto chiamando assassine le donne. La Sinistra lArcobaleno propone interventi affinché la legge 194 sia applicata estendendo in tutto il Paese la rete dei consultori e introducendo in via definitiva la pillola RU 486 come tecnica non chirurgica di intervento che può essere scelta dalle donne; una nuova legge sulla fecondazione assistita per eliminare gli ingiusti divieti della legge 40, lesivi della libertà di scelta delle donne e del diritto costituzionale alla tutela della salute; una norma che persegua tutte le forme di discriminazione basate sullorientamento sessuale e lidentità di genere.
6. La pace, il disarmo
LItalia è al 32° posto per la ricerca scientifica e al 7° posto nella classifica mondiale delle spese in armamenti. Con i soldi spesi per comprare un solo caccia Euro Fighter si potrebbero costruire 100 asili. La Sinistra lArcobaleno ritiene che vada pienamente attuato lart. 11 della Costituzione. LItalia non deve più partecipare a missioni al di fuori del comando politico e militare delle Nazioni Unite. Vanno tagliate le spese per gli armamenti ed avviata la riconversione dellindustria bellica applicando la legge 185. Vogliamo una legge per la messa al bando delle armi nucleari dal nostro Paese. Siamo contrari alla costruzione della nuova base militare a Vicenza ed è necessaria una Conferenza nazionale sulle servitù militari per rimettere in discussione tutte le basi della guerra preventiva presenti sul nostro territorio. Serve una nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo.
7. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima
Contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici è fondamentale per garantire una speranza di futuro allumanità: senza adeguate misure ci saranno rischi certi per la salute e lambiente. La Sinistra lArcobaleno rifiuta il nucleare e propone che entro il 2020 si superi il 20% dellenergia prodotta da fonti rinnovabili e che le emissioni siano ridotte del 20%; un grande investimento pubblico in pannelli solari su tutti i tetti delle case e degli edifici pubblici. Lacqua è un bene comune e come tale deve essere pubblico. La Sinistra lArcobaleno propone la ripubblicizzazione dei servizi idrici, una legge quadro sul governo del suolo e linasprimento delle pene contro i reati ambientali e le ecomafie.
8. Le "Grandi Opere" di cui il Paese ha bisogno
Sono necessari grandi investimenti per una diversa qualità dello sviluppo e una buona occupazione. Queste sono le nostre Grandi Opere: messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e da quello idrogeologico; investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la mobilità nelle città con nuove metropolitane, linee tramviarie e mezzi a energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari. Vanno abbandonati progetti inutili e dannosi come il Ponte sullo Stretto, il Mose a Venezia, la TAV in Val di Susa, a favore di interventi su nodi ferroviari urbani, infrastrutture ferroviarie nel Mezzogiorno e potenziamento dei valichi alpini. Investimenti sul trasporto merci su rotaia e sulle autostrade del mare. Riduzione della produzione dei rifiuti, forti investimenti nella raccolta differenziata, misure concrete per il riciclaggio, impiego delle tecnologie più moderne ed avanzate.
9. Il diritto alla salute e le politiche sociali, indice di civiltà
LItalia destina alla spesa sociale solo il 2,7% del PIL. In Germania, ad esempio, alla spesa sociale viene destinato l8,3%. Il fallimento e la crisi dei sistemi che hanno introdotto il mercato nella sanità sono la dimostrazione ulteriore che solo il sistema sanitario pubblico e universalistico può dare risposte al bisogno di salute. La Sinistra lArcobaleno propone di adeguare il fondo sanitario nazionale al livello europeo, superare definitivamente i Ticket e le liste di attesa, inserire le cure odontoiatriche nei livelli essenziali del sistema sanitario. La Sinistra lArcobaleno propone una legge sulla non autosufficienza finanziando un fondo nazionale per almeno 1,5 miliardi di euro, laumento del fondo nazionale per le politiche sociali e lindicazione di livelli essenziali delle prestazioni per eliminare la divaricazione fra regioni ricche e povere. La Sinistra lArcobaleno lancia un piano di asili come cardine della rete dei servizi per le bambine e i bambini. Inoltre La Sinistra LArcobaleno propone di abrogare la Fini-Giovanardi sulle droghe, superando in una prospettiva non proibizionista la normativa vigente.
10. La casa è un diritto, non una merce
Dopo un ventennio di politiche di privatizzazione e deregolamentazione del mercato delle locazioni, il costo degli affitti raggiunge oggi il 50% del reddito e anche più e gli sfratti di chi non ce la fa a pagare i canoni sono diventati il 70% del totale. LItalia spende per la politica sociale della casa un decimo dellEuropa. La Sinistra lArcobaleno afferma che non ci possano essere sfratti se non da casa a casa, propone un piano nazionale per ledilizia sociale a cui destinare 1,5 miliardi di euro, che porti lItalia al livello europeo, modificare la legge 431/98, abolendo il canale libero. Vogliamo costituire un fondo a sostegno della ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere lalloggio ed eliminare lICI sulla prima casa non di lusso per i redditi medio-bassi.
11. Convivenza, inclusione, cittadinanza
Gli immigrati in Italia sono quasi 4 milioni, incidono per il 6,1% sul PIL, pagano quasi 1,87 miliardi di euro di tasse. Sono lavoratrici e lavoratori indispensabili per la nostra società, ma sono esclusi dallaccesso a molti diritti. La normativa attuale impedisce lingresso legale nel nostro Paese, creando clandestinità e sottoponendo donne e uomini migranti ad una condizione di sfruttamento e precarietà estrema. La Sinistra lArcobaleno ritiene indispensabile labolizione della legge Bossi-Fini, e lapprovazione di una nuova normativa che introduca lingresso per ricerca di lavoro, meccanismi di regolarizzazione permanente, il diritto di voto alle elezioni amministrative, la chiusura dei CPT, una legge sulla cittadinanza sulla base del principio dello jus soli.
12. Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro
Gli iscritti e le iscritte alla scuola italiana di ogni ordine e grado sono 7.742.294, le risorse destinate allistruzione e la formazione sono pari al 3,5% del PIL e non aumentano da molti anni. Nel nostro Paese gli investimenti in università e ricerca rappresentano l1,1% del PIL contro l1,87% dellEuropa a 25, il 2,7% degli USA, il 3,15% del Giappone. La Sinistra lArcobaleno ritiene la laicità della scuola pubblica fondamentale a partire dal rispetto rigoroso del principio che le scuole private sono libere, ma senza oneri a carico dello Stato. La Sinistra lArcobaleno propone la generalizzazione della scuola dellinfanzia, lestensione del tempo pieno e prolungato, linnalzamento dellobbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni; la valorizzazione del ruolo dellinsegnante come intellettuale educatore. La Sinistra lArcobaleno propone di aumentare linvestimento pubblico in alta formazione e ricerca, nel corso della prossima legislatura, per raggiungere la media dei paesi OCSE; di rinnovare il sistema università e ricerca, anche con il reclutamento di 3000 giovani ricercatori lanno per i prossimi 5 anni; di estendere il diritto allo studio elevando a 20.000 euro il limite di reddito per aver diritto alla borsa di studio.
13. Tagliare i privilegi, difendere la democrazia
La questione dei costi della politica non può essere separata dalla condizione generale del Paese: crescono le diseguaglianze e crescono i privilegi. E crescono anche gli intrecci tra affari e politica a partire dalle regioni meridionali ma non solo. La Sinistra lArcobaleno propone la riduzione del numero di parlamentari e di consiglieri regionali. La retribuzione dei parlamentari italiani non deve essere superiore alla retribuzione media dei parlamentari degli altri Paesi europei. È necessaria una legge che sottragga ai partiti le nomine, nella Sanità come negli altri settori pubblici, che stabilisca criteri che le Amministrazioni devono rispettare per garantire linteresse pubblico e i principi del merito.
14. Una informazione libera, pluralista, democratica
LItalia in questi anni è stata messa più volte sotto accusa dallUnione Europea per carenza di pluralismo nellinformazione. Secondo lultimo rapporto USA sulla libertà di stampa, il nostro Paese occupa il 61° posto. La Sinistra lArcobaleno propone labrogazione della Legge Gasparri e lapprovazione di una vera legge di sistema che imponga tetti antitrust e impedisca posizioni dominanti nelle comunicazioni e nellindustria culturale. È assolutamente indispensabile approvare una vera legge sul conflitto di interessi.
Scarica il programma completo in PDF (clicca sull'URL sottostante)
http://www.sxnet.it/campagna/programma.pdf

Assemblea Provinciale della Sinistra Arcobaleno del Sulcis Iglesiente
San Giovanni Suergiu, domenica 24 febbraio 2008
Sotto l'articolo, puoi visionare il servizio fotografico collegato all'evento.
Assemblea Provinciale del Sulcis-Iglesiente
San Giovanni Suergiu, domenica 24 febbraio 2008
Gianfranco Ghironi
http://nildejottinp.altervista.org
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Una giornata da ricordare, quella di domenica 24 febbraio c.a., svoltasi a San Giovanni Suergiu, nei locali dell'ospitale agriturismo "l'AGRIFOGLIO", a cui vanno i complimenti per l'accoglienza ed i servizi, anche eno-gastronomici, di eccellente qualità.
Complice la bella giornata di sole, l'Assemblea provinciale del Sulcis-Iglesiente, del nuovo soggetto politico "la Sinistra - l'Arcobaleno", composta dai Partiti della Rifondazione Comunista, dei Comunisti Italiani, della Sinistra Democratica e dei Verdi, alla presenza di svariati rappresentanti di sezioni e associazioni, comitati e movimenti, ha celebrato non una ricorrenza datata e consunta ma la conferma convinta di un nuovo patto di solidarietà d'azione, politica e sociale, di grande significato culturale e notevole valenza umana.
Una ricca serie di interventi, tutti pregnanti e partecipati, effettuati da molti giovani e da più attempati compagni (sempre pimpanti), ha rimarcato la comunione di intenti non solo elettorali e/o elettoralistici, ma la volontà di ricercare un'unione sempre più forte nel tentativo di dare corso nel tempo, ad un partito unico della sinistra italiana dei valori condivisi, collegata a quella europea, europeistica e perché no anche autonomistica. Tutto ciò, in difesa dei ceti sociali più deboli, dei lavoratori, della loro salute e sicurezza nei luoghi (pubblici e privati) di servizio, delle pari opportunità, per la laicità dello stato, per i diritti umani e civili, contro la guerra e per una pace fondata sulla giustizia sociale e la tolleranza multietnica, poli-culturale e interconfessionale.
Entusiasmo e voglia di "fare", ritornare a dialogare strettamente con le istanze territoriali, prodotte dalle necessità e dalle esigenze dei cittadini, dagli abitanti-residenti del rione o del quartiere, degli organismi associativi di base, di enti privati e delle istituzioni pubbliche, aprendo contestualmente le sedi delle sezioni di partito ad una funzione di polivalenza socio-culturale a 360 gradi; attraverso la promozione di svariate iniziative, aperte a tutti coloro che si riconoscono sentimentalmente a sinistra o, comunque, riconducibili ad istanze autenticamente democratiche e progressiste. Questo è quello che si vuole e si deve fare. Non vi è altra strada oggettivamente e strumentalmente percorribile, da una sinistra ricca di idealità ma, purtroppo, povera di risorse finanziarie e strumenti mass-mediatici. Dare gambe alle idee che ci sono, ma che, da sole non sono sufficienti. Essere consapevoli nel comprendere le problematiche ed essere intelligenti, duttili e lungimiranti nell'affrontarle concretamente, sapendo bene che l'avversario è bellicoso e ben attrezzato. Fare "sintesi" delle cose che si devono e si possono fare, solo dopo essere partiti dal "basso" e non dai vertici. Ridare la speranza di un futuro migliore alla povera gente, ai giovani, ai disoccupati, ai pensionati, ai dipendenti del pubblico e del privato impiego, alle donne, ai lavoratori che rischiano quotidianamente la salute o la vita in luoghi di lavoro insalubri e illegali, deve avvenire sentendo la gente dal vivo. Per questo è necessario ritornare ai vecchi tempi, "pattugliando" fattivamente il territorio e interpretandone oggettivamente le istanze più autentiche, con una presenza continua ed un operato coerente, ispirato ai più autentici valori di una politica etica o, se preferite, di una "polietica", che ci ha sempre contraddistinto dagli "altri" e deve continuare ad essere elemento caratterizzante e distintivo della vera sinistra.
E' già iniziata una dura battaglia, probabilmente decisiva per i futuri assetti socio-politici ed economici del ns. Paese e della ns. Regione. Allora, "Forza paris" compagni, perché, come diceva il "Che": "Ognuno di noi, da solo, non vale nulla" che, tradotto in altri termini, significa che l'Unione (anche quella
sarda) esprime l'autentica forza di cui abbiamo, ora più che mai, assoluta e obbligatoria necessità. Ai posteri ... l'ardua sentenza sul ns. operato presente.
Gianfranco Ghironi
http://nildejottinp.altervista.org
In USA, è riflesso della crisi dei mutui americani ?
Giovedì 21 febbraio 2008
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Lettere&op=esteso&id=3944
http://www.ilsognochecontinua.it
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<L'articolo di Naomi Klein, sottoriportato integralmente, offre interessanti chiavi di interpretazione non solo su un processo che si è delineato in USA ma anche da noi e in UK con il collasso della Northen Bank. La Klein fissa lucidamente alcuni elementi chiave anche di approccio sociologico all'ideologia della "società dei proprietari" o anche degli individui e/o consumatori che è il fondamento del pensiero neoliberista che ha interessato anche il nostro Paese. Berlusconi è stato ed è il principale megafono organizzato di questa ideologia che attraverso la crescita parossistica della sua tv commerciale ha avuto il potere di influenzare anche la RAI, negli anni anche precedenti il suo governo 2001/2006.
L'analisi della Klein, che è stata tra le voci più autorevoli del movimento no-global fine anni 90, ci fà ben comprendere che il Berlusconi italiano non è altro che un ingranaggio assieme ad altri, di un gigantesco progetto che vede la luce con la "Reganomics" degli anni '80, Bush senior, Clinton e Bush figlio.
Un progetto strutturato alla perfezione che ha messo insieme pezzi giganteschi di finanza internazionale fino alla" banca centrale europea", un'unica linea e progetto potentemente gestito dal crescere in tutta l'unione di modelli televisivi simili (anche se non con le nostre contraddizioni ), e gli effetti così uguali, circa l'indebitamento delle famiglie che con i famigerati "mutui a tasso variabile", sono la prova evidente di un processo "mercatista" che attraverso la disinformazione, praticata in tutto l'occidente era volta a creare consensi all'idea della "società aclassista" dei cittadini consumatori,
cioè l' affermazione "metafisica " e surreale che i cittadini sono eguali semplicemente perchè consumano le stesse merci, solo che con ben differenti possibilità tra chi possiede miliardi di dollari ed euro e chi invece si ritrova la casa ipotecata per insolvenza del pagamento della rata mutuo, come stà invece avvenendo sia qui che in USA e UK.
Questo dovrebbe anche far comprendere bene la natura del passaggio all' Euro in Europa, fattore che ha in misure differenti, sconquassato il potere d'acquisto di tutte le classi medie europee.
Quindi Berlusconi nel 2002 quando non controllò il raddoppio di tutti i listini, i prezzi al dettaglio, i servizi, le tariffe, non fece altro che applicare quanto anche all'estero veniva attuato, nel quadro d'una generale offensiva che qui da noi si sostanziò con l'aumento dei costi bancari, delle assicurazioni e di un processo devastante di aumento del costo vita, i cui effetti oggi sono ben visibili nella loro drammaticità.
La Klein e Rifkin altro grande descrittore del processo globalista, hanno avuto il merito di offrire in un periodo di assenza/inifluenza/silenzio dei movimenti operai socialisti e/o comunisti nel mondo, una interpretazione lucida ed utilissima a comprendere la natura devastante ed ingovernabile del "neoliberismo" sistema criminale d'organizzazione sociale che nell'inizio di questo secolo ha visto ben 2 guerre svilupparsi a oriente in Afghanistan e Iraq, mosse solo dalla pulsione all' accaparramento di territori utili al controllo o allo sfruttamento di materie prime e combustibili fossili, mentre dall' altro si è fatto sì che con la disinformazione in Europa, si creasse un modello di federazione di stati assolutamente funzionale a questo disegno ove il collante tra le nazioni diventava non una costituzione ma solo l'operare perverso di un elitaria comunità di banchieri e finanzieri, gli stessi che quotidianamente controllano e sgridano gli europei sul PIL, o i punti di debito pubblico, da non sforare ma in un ottica succube e contigua agli opachi interessi di parte delle multinazionali europee beneficiate dalla libera delocalizzazione delle produzioni e dai bassi salari asiatici, con iperprofitti fuori controllo ormai e da tempo, che puntualmente ingigantiscono i forzieri incontrollati dei paradisi fiscali europei e non.
La società quindi del bengodi aclassista, si stà inceppando sia in Italia che in Inghilterra che in USA e mostra il vero volto di un sistema economico di rapina, rozzo e inadeguato alla complessità di questo 21° secolo, poichè ha come unici effetti visibili, non la crescita generalizzata del benessere liberale ma se mai lo spostamento rapido e violento di risorse gigantesche a vantaggio di minoranze ricchissime contro maggioranze che anche in occidente, (quella che fu la vetrina buona dell'anticomunismo), si stà inceppando nella caduta dei consumi e nella riduzione generalizzata del potere d'acquisto..
Fattore che si assomma ovviamente all' esercizio criminale di un capitalismo totalitario cinese ed asiatico che esclude diritti sindacali e che fonda solo sullo sfruttamento di centinaia di milioni di lavoratori il puntello ad un ordine sociale sempre più ingovernabile e errato.
L' Europa è così passata dal 1989, da un sistema protezionistico e garantito al mercatismo più spinto, adottando le regole del WTO 1995 su libera circolazione delle merci, oggi il sistema stà collassando, e ancora qualcuno non riesce a comprendere, ad esempio nello schieramento del nostro centro sinistra, come si fa a competere con l'operaio vietnamita a 30 euro mese o con quello cinese da 60 euro mese? Quando qui un contratto a tempo indeterminato, costa almeno 2000 euro mese!
La confindustria dice:
la competizione la si ottiene con bassi salari, flessibilità e produttività, inoltre che la Cina e l'India sono opportunità, ma per chi ? E questo la dice lunga sul tenore e la natura del dibattito e della confusione che c'è tra chi attacca la spesa pubblica facendo di tutta un erba un fascio confondendo i costi delle politica da abbassare senz'altro, con quelli necessari di un welfare efficiente, senza il quale società avanzate come la nostra, sprofondano senz'altro nell' ingovernabilità e nell'insostenibilità di un sistema diseguale, ingiusto pericoloso e destinato al declino se non ad una nuova 3^ guerra mondiale e chi, timidamente e bertinottianamente, sussurra
ma con scarsa convinzione, di un ritorno al controllo delle produzioni da parte degli stati nazionali senza i quali si và solo ad un mondo orwelliano dal futuro barbarico e dominato dalle corporazioni lobbistyche.
Uno scenario quindi degno dei più inquietanti racconti di fantascienza ove è persino superfluo andare a votare, supportare partiti per finte democrazie e mantenere apparati statali, sostituibili magari da più efficienti centri di calcolo messi a disposizione dalla "CONFRATERNITA GLOBALE dei PRODUTTORI">.
http://www.ilsognochecontinua.it
Il ritorno della coscienza di classe
Naomi Klein - Mercoledì, 20 febbraio 2008
http://www.zmag.org
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<Lo sfratto di massa attuato nella società dei proprietari ha portato a profonde implicazioni politiche. Secondo un sondaggio di settembre il 48% degli americani ritiene di vivere in una società divisa in persone che hanno e persone che non hanno. Praticamente il doppio del 1988. Solo il 45% di loro si vede come coloro che hanno.
Ricordate la "società dei proprietari"? Era uno dei punti importanti di George W. Bush e venne spesso citato durante i primi quattro anni di presidenza.
Nell'ottobre del 2004 Bush affermò: "In questo paese stiamo creando una società di proprietari, dove sempre più americani potranno finalmente aprire le porte delle case dove vivono e dire <>" Il think-thanker Gorver Norquist predisse che la più importante eredità di Bush sarebbe stata la società dei proprietari e sarebbe stata ricordata "molto dopo essersi dimenticati di come si possa pronunciare o scrivere Fallujah." Eppure nell'ultimo discorso sullo Stato dell'Unione questo slogan (precedentemente presente in qualunque discorso) non è stato pronunciato. Nessuna sorpresa: a differenza del suo orgoglioso padre, Bush si è rivelato il becchino della società dei proprietari.
Molto prima che la società dei proprietari conquistasse una facciata pulita la sua creazione era divenuta la chiave del successo per la rivoluzione economica della destra nel mondo. L'idea era semplice: se la classe lavoratrice avesse posseduto una piccola porzione di mercato -un mutuo per la casa, un portafoglio di azioni, una pensione privata- avrebbero cessato di identificarsi come classe lavoratrice ed avrebbe cominciato a sentirsi proprietaria, mostrando gli stessi interessi dei padroni. Questo voleva dire che i lavoratori avrebbero potuto votare per politici che promettevano migliori performance della borsa piuttosto che migliori condizioni di lavoro. La coscienza di classe sarebbe divenuta un lontano ricordo.
E' un facile tentazione quella di etichettare come "hokum" (1) la società dei proprietari (come fece Robert Reich) Ma la società delle nazioni è stata indubbiamente reale. Era la risposta ai blocchi posti a tutti i leader che con la loro politica agevolavano i più ricchi. Il problema era facilmente sintetizzabile: le persone tendono a votare per favorire i propri interessi economici. Anche nei ricchi Stati Uniti la maggioranza delle persone guadagna meno del reddito medio nazionale. Questo vuole dire che l'interesse della maggioranza è quello di votare i politici che promettono di redistribuire la ricchezza dall'alto verso il basso.
Quindi cosa bisognava fare? Fu Margaret Thatcher a trovare per prima la soluzione. Lo sforzo venne concentrato sulle case popolari abitate in gran parte da elettori del partito laburista. Con una mossa ardita la Thatcher offrì forti incentivi ai residenti per comprare a tassi agevolati gli appartamenti nei quali vivevano (all'incirca come fece Bush un decennio più tardi con i mutui sub-prime). Coloro che se li potevano permettere divennero proprietari mentre il numero dei restanti inquilini che non potevano permettersi gli affitti raddoppiò conducendo ad un impennata del numero dei senzatetto.
Come strategia politica funzionò: quelli che erano in affitto continuarono ad opporsi alla Thatcher ma i sondaggi rivelarono che oltre la metà dei nuovi proprietari aveva cambiato partito passando ai Tories. La chiave era tutta psicologica: adesso si vedevano come proprietari e i proprietari tendono a destra. La società dei proprietari, come progetto politico, era appena nata.
Dall'altra parte dell'oceano Reagan mise in atto una politica mirata a convincere il pubblico sul fatto che non esistevano più le classi. In un sondaggio del 1988 solo il 26% degli intervistati disse di vivere in una società divisa tra "coloro che hanno" e "coloro che non hanno". Il 71% rifiutò l'intera idea di classe. La vera evoluzione comunque avvenne negli anni '90 con la "democratizzazione" delle proprietà delle azioni: quasi metà dei proprietari di casa si trovarono a possedere anche delle azioni. Il controllo dell'andamento della borsa divenne un passatempo nazionale con i dati sulle azioni che passavano in televisione più spesso delle previsioni del tempo. Main Street, ci venne detto, aveva distrutto Wall Street (2).
Una volta di più il mutamento fu psicologico. Questi proprietari di azioni rappresentavano una parte relativamente minima dell'indotto medio americano ma nell'era del ridimensionamento economico e dello spostamento dei capitali off-shore la nuova classe di investitori amatoriali visse in modo diverso i cambiamenti del tempo: ogni qualvolta si presentava una nuova tornata di licenziamenti che accresceva il valore delle azioni la reazione non era quella identificarsi con coloro che avevano perso il lavoro ma piuttosto chiamare i propri broker con istruzioni per comprare in borsa.
Bush assunse la propria carica determinato a portare ancora oltre questa tendenza consegnando l'assistenza sociale nelle mani di Wall Street e mirando a rendere proprietari di casa gli elementi delle diverse minoranze (tendenzialmente fuori dal raggio di influenza dei repubblicani). Affermò Bush: "Meno del 50% degli afroamericani o degli ispanici possiede una casa. Sono semplicemente troppo pochi" Invitò il Fannie Mae (3) ed il settore privato a "sbloccare milioni di dollari per dare la possibilità di comprare una casa" (questo è un importante promemoria: coloro che concessero i mutui sub-prime vennero influenzati direttamente dall'alto)
Oggi le premesse fondamentali della società dei proprietari sono finite. Prima c'è stata l'esplosione della bolla informatica. In seguito i dipendenti hanno visto le proprie pensioni legate alle azioni dissolversi insieme alla Enron ed alla WorldCom. E adesso abbiamo la crisi dei mutui sub-prime con due milioni di proprietari che devono affrontare il pignoramento delle proprie abitazioni.
Molti stanno attingendo al proprio 401(k) (4), i fondi guadagnati con le azioni, per pagare i propri mutui. La storia d'amore tra Wall Street e Main Street, nel frattempo, è finita. Per evitare rigidi controlli adesso la nuova tendenza è quella di spostarsi dalle borse e dalle azioni gestite pubblicamente verso i capitali di rischio. A Novembre, il Nasdaq ha unito le forze con diverse banche, inclusa la Goldman Sachs, per creare Portal Alliance, un fondo di rischio privato aperto solamente ad investitori con un patrimonio superiore ai 100 milioni di dollari. In un battibaleno la vecchia società dei proprietari si è tramutata nella nuova società per soli membri.
Lo sfratto di massa attuato nella società dei proprietari ha portato a profonde implicazioni politiche. Secondo un sondaggio di settembre il 48% degli americani ritiene di vivere in una società divisa in persone che hanno e persone che non hanno. Praticamente il doppio del 1988. Solo il 45% di loro si vede come coloro che hanno. In altre parole stiamo assistendo ad un ritorno alla coscienza di classe che si supponeva sarebbe stata cancellata con la società dei proprietari. Le ideologie del libero mercato hanno perso un potente strumento psicologico e i progressisti ne hanno conquistato uno. Adesso che John Edwards (candidato democratico ritiratosi il 30.01.08, ndr) è fuori dalla corsa per la Casa Bianca, la domanda è, qualcuno avrà il coraggio di usarlo?>.
http://www.ilsognochecontinua.it
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Nota di "Redazione"
Fonte di prelievo degli articoli di cui sopra:
URL di pagina del sito web: http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Lettere&op=esteso&id=3944
MercanteggiArte forzatamente in "stand-by" pre-elettorale
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<Doverosamente e mestamente, informiamo tutti i ns. visitatori e gli "aficionados", che la Mostra Mercato Stabile d'Arte e Artigianato artistico, denominata "MercanteggiArte", farà necessariamente e forzosamente una pausa, dopo il giorno di sabato 16 febbraio 2008, a causa dei preparativi pre-elettorali, politico e organizzativi, in cui saranno impegnati i compagni della sezione "Togliatti" del P.d.C.I., avente sede nella via Buragna n. 20 a Cagliari.
La notizia è dell'altro ieri e ci è stata comunicata in una riunione, che doveva fare il punto della situazione pregressa e sulle eventuali altre iniziative artistiche e culturali da noi proposte, da portare avanti in proprio e/o "in sinergia" d'azione. Purtroppo, di cose da sviluppare insieme, a vantaggio della comunità territoriale in cui eravamo inseriti e per la crescita socio-culturale dei ns. rispettivi iscritti, non si è potuto parlare, perchè la caduta
del governo Prodi ha fatto
decadere (per il momento), anche le ns. iniziative. Siamo convinti che Prodi stesso sarebbe dispiaciuto, poichè sicuramente avrebbe preferito continuare ad esercitare il suo mandato da "premier" e non coinvolgere nello scioglimento prematuro della legislatura
anche noi di "MercanteggiArte".
E' un momento sicuramente delicato e importante, per i futuri assetti politici e sociali del Paese e, proprio per questo, assolutamente necessario che tutti si rimbocchino le maniche e spremano le proprie meningi, per offrire il loro contributo di idee e di esperienze, di proposta e di lavoro fattivo (manuale e intellettuale), nei rispettivi ambiti di competenza. Ognuno con la propria umanità e professionalità, sorrette da quelle forti idealità ed etiche di azione, che ci portano geneticamente e storicamente, a stare dalla parte dei più deboli e indifesi, sempre.
Ed è proprio per questo che "Gli Arteggiati", Dipartimento dell'Associazione "Nilde Jotti" Onlus, avevano messo in piedi una manifestazione come "MercanteggiArte", che aveva in sé l'ambizione di "coagulare" tutta una serie di persone, soprattutto giovani, che intendevano sviluppare congiuntamente e legittimamente, col proprio impegno e ingegno, nonchè la collaborazione di altri soggetti portatori di analoghe idealità, un'attività socio-politico-culturale trasparente, condivisa e partecipata. Alternativa questa, al caos costituito dalla miriade di iniziative svolte da "altre" persone e organismi, in pieno e selvaggio liberismo, senza possibilità di controllo alcuno da parte degli artigiani/artisti, considerati solo come espositori passivi, "vacche da mungere" o numeri utili per ottenere contributi, finanziamenti, elargizioni e quant'altro, di cui essi non usufruiranno mai.
Una iniziativa veramente democratica, non obbligatoria e non obbligata, regolata da un preciso disciplinare di attività, frutto dell'esperienza maturata al riguardo negli anni precedenti, che pone tutti gli aderenti volontari, sullo stesso livello per quanto attiene la possibilità di proposta, di condivisione e di partecipazione, a costi veramente modesti e senza altri fini, oltre a quelli chiaramente esplicitati e sottoscritti.
Ebbene, ora, tutto questo deve andare in "stand-by", chissà per quanto tempo, per i motivi indicati in premessa, col serio rischio di finire con un "black-out" permanente.
Raccogliamo, accettiamo e ringraziamo, ma non ci fermiamo.
Conosciamo il significato della parola Politica, dal greco politikè: che attiene alla città ... tutto ciò che riguarda la vita pubblica.
In questo abbiamo creduto e crediamo fin dall'inizio; nella nostra "ingenuità" di ragazzi democratici e progressisti, con ideali e idee prevalentemente di sinistra, abbiamo pensato e pensiamo, abbiamo creduto e crediamo, che vita pubblica sia anche aggregazione sociale, scambio di idee e di esperienze, condivisione di spazi e di attività e che tutto questo, avesse ed ha indubbiamente a che fare anche con la nostra manifestazione.
MercanteggiArte, che in questi due intensi mesi di vita, ha creato aggregazione sociale e interscambio di proposte e di esperienze, condivisione di spazi e attività, che si è svolta in piena democrazia e nel rispetto assoluto, sia di chi ci ha ospitato (rendendo sempre il locale ordinato, agibile e pulito, dopo lo svolgimento di ogni singola manifestazione), sia degli abitanti della via Buragna, quartiere di "Stampace", che parlano di noi come di "bravi ragazzi, rispettosi ed educati ... fossero tutti come voi ..."
Ma, evidentemente, non tutti hanno capito o creduto in tale iniziativa. Molti non hanno potuto o voluto condividere le nostre idee, di democrazia partecipata, nè, tantomeno, si sono voluti affiancare al nostro obiettivo sociale di creare, in uno spazio del partito, un momento di arte e di cultura, di condivisione e di interscambio, di idee e di esperienze. Queste persone hanno deciso (legittimamente ma discutibilmente), di limitare l'attività della sezione alla sola pur importante organizzazione della campagna elettorale prossima ventura, senza considerare più di tanto che, di fatto, rischiano di fare naufragare un'iniziativa già ben avviata, di aggregazione sociale e culturale insieme, che non è antagonista dell'attività partitica ma, semmai, complementare, integrativa se non addirittura politica essa stessa, nella migliore accezione del termine.
Rispettiamo questa scelta ma non la condividiamo, sempre per la definizione di politica precedentemente citata. Comunichiamo, altresì, questa nostra opinione, come giusto e doveroso che sia, ai nostri lettori, ai nostri soci e amici, che ci hanno seguito con interesse e simpatia fino ad ora, con la speranza che questa fiducia non venga meno, a causa di questa inaspettata e imprevedibile situazione, da noi non voluta e non determinata, a cui stiamo cercando di rimediare.
Ci stiamo già fattivamente muovendo in tal senso e daremo il massimo di noi stessi, per trovare un'altra sede alfine della prosecuzione delle attività sociali e culturali, come ci siamo preposti e come abbiamo più volte tenuto a sottolineare.
Vorremmo ricordare, inoltre, che gli sforzi per realizzare questa manifestazione sono stati nostri al 100%, effettuati in stretta collaborazione con l'Associazione <Nilde Jotti> Onlus, di cui facciamo orgogliosamente parte e che, in tutto questo tempo, ci ha sostenuto attivamente nelle iniziative, aiutandoci a partire dignitosamente come Dipartimento Artistico Culturale che li rappresenta, fornendoci tutto l'appoggio che gli è stato possibile, per iniziare una nuova ed impegnativa attività, che si prefiggeva degli obiettivi ambiziosi: condivisione e partecipazione, trasparenza e democrazia.
Allora, cari amici vecchi e nuovi, non disperiamo in questa circostanza, perchè è nelle difficoltà che ci si fortifica. Shopenhauer diceva che "Vincere le difficoltà significa provare la gioia piena di vivere", mentre "Che" Guevara sosteneva che "L'unica battaglia che aveva perso, era quella che non aveva combattuto". Gridiamo tutti insieme Forza paris, perchè è insieme che vinceremo, camminando fianco a fianco senza timore, senza dubitare mai delle nostre capacità, sostenute dalle convinzioni ideali e dalla giustezza delle intenzioni materiali, che sono la ns. più autentica forza
rivoluzionaria!!!>.
"Gli Arteggiati"
http://arteggiati.blogspot.com
Dall'Associazione "Nilde Jotti" Onlus al Dipartimento de "Gli Arteggiati": ai ragazzi, che hanno ancora la capacità di sognare e possiedono idee sane e giuste, dignità umana, pulizia morale e onestà intellettuale.
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"Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità"
Poesia di Pablo Neruda
"Lentamente. Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle cose che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore
e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette, almeno una volta nella vita,
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento di una splendida felicità"
Pablo Neruda
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Note di "Redazione"
URL di prelievo della fotografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Neruda1.PNG#filehistory
URL originale pubblicazione: http://www.magicasruinas.com.ar/revistero/aquello/revaquello100.htm
Questa immagine è di pubblico dominio, perchè i diritti della fotografia, realizzata in Argentina nel 1974, sono ormai scaduti, in quanto registrati da oltre 25 anni.
Ovvero: i rifiuti vanno smaltiti e riciclati. Tutti, e possibilmente a casa propria
Francesco Dotti noto Cecco, domenica 13 gennaio 2008
http://ceccodotti.blogspot.com/2008/01/divide-et-impra-risposta-al-commento.html
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In risposta al commento dell'amico Marco, da Dublino
<Caro Marco, rispondo al tuo commento con un po' di ritardo perché desideravo farlo in maniera ponderata, partendo anche da alcune considerazioni che forse ti appariranno poco condivisibili.
La prima, riguarda le reazioni, sanguigne, che passano dal pensiero all'azione, della gente - tutta, ma quella di Napoli in particolare - che ha pagato e che continua a pagare (e non parlo solo della spazzatura) tasse e balzelli con la speranza, vana, di riceverne in cambio adeguati servizi e perciò si ribella. Infatti le si chiede di essere "solidale". Ma con chi? Con gli sperperatori del denaro pubblico? È dura da digerire, lo capisco. Grida allo scandalo, alla vergogna, ma non giustifica in alcun modo il vandalismo e le reazioni violente di alcune decine d'imbecilli dai quali la politica, e soprattutto i partiti, dovrebbero pubblicamente prendere le distanze.
La seconda considerazione è che il governatore Soru, prima di accettare la spazzatura napoletana, avrebbe dovuto informarsi se nell'isola esistono siti dove questi rifiuti possano essere riversati e smaltiti in sicurezza, senza danno per le popolazioni e il territorio. Se lo abbia fatto o no, è un fatto che riguarda la sua coscienza e la sua posizione politica. Allo stesso modo, prima ancora di assumere questa gravosa responsabilità, avrebbe dovuto consultare la giunta che presiede e sentire il parere delle comunità locali interessate da questo problema, ai quali, prima o poi, dovrà rispondere oggettivamente.
La terza, infine, riguarda i napoletani. Colpevoli, perché a torto o a ragione, per amore o per forza, per anni sono stati a guardare, spesso collusi coi responsabili di questa "emergenza" che ormai dura da troppo tempo. Salvando, naturalmente, quei napoletani onesti, nobili e perbene che usano l'arma della parola e del dissenso civile per ribellarsi. Ma che non bruciano i cassonetti e non tirano le pietre ai poliziotti e ai pompieri che fanno il loro dovere.
Vedi, caro Marco, sarà perché ho i capelli bianchi e qualcosa credo di averla imparata, ma credo che prima di tutto il nostro dovere sia quello di sentirci un solo popolo, senza distinzioni odiose di nord o di sud, di meridiani o paralleli. Ed è proprio in nome di questo senso dell'unità e della comune appartenenza, che i militari chiamano "spirito di corpo", che non ci possiamo tirare indietro. Napoli non è solo dei napoletani e basta. Napoli è anche nostra, di tutti quegli italiani onesti che, malgrado i governi e i loro politicanti, continuano a guardare ad un futuro migliore. O vogliamo essere sempre italiani "spaghetti, chitarra e mandolino"?
A questo proposito mi sento di aggiungere che è proprio la politica, nell'accezione più deteriore, che ci divide. Sono le stupide ideologie che vengono propalate per proselitismo e le loro strumentalizzazioni che vogliono queste differenze e queste divisioni. Per tenerci in pugno più facilmente e manovrarci come tanti burattini. "Divide et imp?ra", te lo ricordi? Dividi e comanda. Quale mezzo migliore, infatti, per evitare che il popolo unisca le proprie energie e le proprie intelligenze contro chi lo governa, se non quello di seminare zizzania? Un esempio per tutti: la scuola. Guarda come l'hanno ridotta. Ci sono voluti degli anni, ma ce l'hanno fatta! Sono riusciti a creare, finalmente, una nuova genìa d'imbelli ignoranti, di "bamboccioni" teledipendenti e di aspiranti veline, pochi dei quali, stanne certo, al momento opportuno saranno capaci di tener loro testa. Con affetto>.
Francesco Dotti
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Nota di "Redazione"
Fonte di prelievo, del testo e della vignetta, URL del Blog: http://ceccodotti.blogspot.com.
Pubblicati per gentile concessione dell'amico Francesco Dotti noto Cecco, che ringraziamo.
Gianfranco Ghironi, Cagliari 10 febbraio 2008
http://nildejottinp.altervista.org
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La prematura, ma anche prevedibile, caduta del governo Prodi, stante la risicata maggioranza conquistata al Senato nelle ultime elezioni politiche nazionali (grazie alla Legge definita come "porcata", dallo stesso fautore del centro destra), ci porterà nuovamente alle urne, probabilmente il 13 ed il 14 aprile p.v..
Che fare ora? Non per rimandare ad un celebre scritto di Lenin del 1901/02, che ci porterebbe "inutilmente" molto lontano, si deve fare subito quello che si doveva già da tempo e che, attualmente, è ancora privo di un'ossatura scheletrica adeguata a supportare il peso corporeo. Tradotto in termini bertinottiani, dobbiamo pensare alla "massa critica", che si deve raggiungere in tempi brevissimi e adeguare organizzativamente, altrimenti rischiamo il tracollo elettorale, sociale e, quindi, politico. Estinzione della specie
rossa e verde, per fare posto a quella bianco e nera (la Juventus non c'entra nulla).
Sono convinto che Berlusconi e company, non avranno una vittoria facile (seppure l'avranno), ma non perché sono un ottimista a oltranza (tutt'altro), semplicemente perché gli italiani sono un popolo
strano, capace di cazzate incredibili, come quella della vicenda "spazzatura campana" (per rimanere nel corrente, più eclatante problema nazionale), ma altrettanto capace di ragionare in termini utilitaristici (egoistici, individualistici o personalistici), quando c'è da difendere i propri sacrosanti (laici o clericali) diritti. Ebbene, questi non sono rappresentati certamente dal centro-destra ma, per vocazione genetica e storica, sono propri del centro-sinistra, se non della sinistra e basta. Gli ormai ex DS, col nuovo Partito Democratico, si sono "sgammati" dalla difesa dei ceti deboli o delle cosiddette classi subalterne, che non forniscono più (perché non possono) i voti necessari all'acquisizione di maggioranze solide o del semplice potere garantito, essendo socialmente diventata nel tempo una minoranza, in un Paese che certi politologi/sociologi/economisti, definiscono come a capitalismo avanzato (io preferisco i termini, decadente o fatiscente). Non c'è bisogno di più liberalismo, ma di meno statalismo (per certi aspetti) e di meno liberismo (in molti aspetti) contemporaneamente. Trovare il giusto equilibrio degli "aspetti" è il vero problema. Ma noi italiani siamo bravi a trovarli, sempre e comunque, grazie ai
compromessi (non sempre negativi e spesso necessari) ed ai trasformismi (sempre negativi, ad eccezione di quelli artistici del grande Petrolini), che nel ns. modo di fare politica (sbagliata) ci stanno tutti. Siamo un popolo stanco, vecchio di almeno duemila anni, ma, proprio per questo
esperto. Non moriremo così facilmente come, invece, dicono i pessimisti (biologi, antropologi o
andrologi che siano). Prima di farci fuori ce ne passa! Tuttavia, una grande riflessione di "massa" è doverosa, se non obbligatoria.
Se in campo nazionale, gli schieramenti sembrano ormai già ben definiti, con qualche prevedibile "new entry" o "new esci" dell'ultima ora (old o young si vedrà); col PD che vuole "andare" legittimamente, decisamente e pericolosamente da solo, per non confondersi con i radicali di sinistra e per non invecchiare precocemente, a causa di quelli
"liberi"; il centrodestra che schiera Berlusconi e Fini in attacco, con Bossi prima punta nel nord Italia e Mastella di rincalzo nel sud dello stivale; con la sinistra arcobaleno, che se non si sbriga diventa pura luce, rischiando di scomparire proprio come l'affascinante rifrazione dei raggi solari, sulle goccioline d'acqua in sospensione nell'aria (inquinata), nella nostra Regione siamo ancora in alto mare
Tirreno.
Ma come si fa a non capire che nella ns. beneamata (oppure odiata, dipende dai punti di vista) isola, abbiamo più risorse che in altre parti d'Italia?! Bisogna essere proprio orbi e sordi, per non vedere e/o sentire, che le alleanze per fare fronte all'offensiva delle "panzer division" di destra, illiberali e repressive, devono essere strette con tutte quelle forze (partiti, movimenti, associazioni, organismi vari, etc.), autenticamente autonomiste quand'anche non indipendentiste, che sono presenti e vive nel ns. territorio?! Come si fa a non rapportarsi con (chiedo preventivamente scusa ad altri, che ho sicuramente dimenticato a quest'ora tarda della notte) l'IRS di Gavino Sale, di "Sardigna Natzione" di Bastianu Cumpostu, di a "Manca pro s'Indipendentzia", di "Costituente Sardista" e di quella parte del glorioso PSd'Az che si dichiara di sinistra?
Un noto regista cinematografico, al riguardo, direbbe "facciamoci del male" (il riferimento, allora, era alla Nutella
) e noi, masochisticamente, ce lo stiamo facendo, perché io non ho ancora visto ho sentito i leader politici della sinistra cosiddetta radicale o arcobaleno nostrana, proporre a queste realtà "sardiste di sinistra", un dibattito aperto a 360 gradi, un tavolo aperto di confronto politico, sociale e culturale, sulle prospettive prossime (non futuribili) della ns. regione, a salvaguardia delle sue peculiarità storiche e ambientali, per il rilancio del lavoro, dello sviluppo con progresso e dell'economia produttiva collegata.
Siamo proprio
scemi del tutto, se non cerchiamo il dialogo con queste realtà nostrane, per trovare le intese necessarie, alfine di contrastare congiuntamente un disegno ben chiaro nelle menti pensanti o, meglio, benpensanti del centro destra isolano e non, che vorrebbero fare scempio del paesaggio naturale e/o antropico, delle ns. coste e del suo interno, a tutto vantaggio di un turismo d'èlite o di massa selezionato, a scapito della ns. popolazione e delle stupende risorse naturali che possediamo, forse immeritatamente (perché non sappiamo apprezzarle e valorizzarle in modo adeguato).
Siamo proprio
coglioni di sinistra (questa volta nel senso abbietto del termine), se non ci mettiamo a discutere sul serio, da subito, con questi soggetti, del futuro del ns. Paese nazionale e di quello isolano che, lo si voglia riconoscere o meno, presenta tratti non indifferenti di autentica diversità rispetto al cosiddetto continente.
E' giusto il percorso che sta facendo la sinistra arcobaleno con il PRC, il PdCI, la SD ed i Verdi verso la federazione che, ci auguriamo, porterà alla confederazione prima e all'unione poi ma, in Sardegna, si stà di fatto "escludendo", da questo processo ineluttabile, l'allargamento dello stesso alle autentiche forze sardiste di sinistra oggi esistenti. Senza capire che così facendo, si perde sicuramente, forse anche l'autonomia speciale che, mai sfruttata pienamente, ci verrà sottratta totalmente, per diventare
specialistica in mano a qualcuno e/o qualcosa, che non ci appartiene minimamente. "Anta binci isis strangiusu, is foresusu, is continentantilisi, cussus de destra, chi funti peisu de cussusu de a manca ma, forzisi, prusu scirusu e prusu cunvintusu, de is cosas chi olinti fai
po insoru scetti!". Po garirari
Non voglio credere che in questo momento storico, in cui è assolutamente necessario chiamare a raccolta tutte le forze disponibili, per combattere Berlusconi, Fini e company, mentre la Lega appoggia il Centro destra al Nord, noi in Sardegna non troviamo il tempo, la voglia e/o la convinzione, per stringere intese, patti, alleanze, accordi (chiamateli come volete), con le forze autonomiste sarde. Da sempre affianco dei lavoratori, contro le basi militari, l'imperialismo, la guerra, per la dignità delle genti e l'autodeterminazione dei popoli, per una terza via al di là dei blocchi costituiti dalle superpotenze, contro la "globalizzazione", l'inquinamento ambientale, la deforestazione selvaggia; per la pace e la speranza di un futuro migliore per le popolazioni che soffrono le ingiustizie, le diseguaglianze politiche, economiche e sociali, la fame, la sete, le malattie; che combattono per la conquista dei diritti umani e civili, da noi, come in tutto il resto del pianeta.
"I have a dream", proferiva Martin Luther King, in un suo famosissimo discorso nell'ormai lontano 28 agosto 1963, tenuto al "Lincoln Memorial di Washington", durante una delle tante marce per i diritti civili. Quel discorso e quelle parole, oggi, vorrei che si traducessero in Sardegna "Io ho un sogno: che la sinistra dei "non sardi", si mettesse insieme ai "sardi di sinistra" e viceversa. Questo è il momento di "fare", altrimenti non lo sarà mai più. Forza paris. Ciao!
Gianfranco Ghironi
http://nildejottinp.altervista.org
Dalla Redazione per il Partito Democratico Sardo
Mercoledì 6 febbraio 2008
http://www.perilpdsardo.it
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<Alla ricerca di territori innovativi, dove lenergia sa diventare impresa, ricchezza, lavoro. Sono "Le città illuminate" del Sole24Ore, che con il suo settimanale di ricerca, innovazione e creatività Nòva24 e in collaborazione con lOcse, firma il progetto di incontri e dibattiti che attraversa lItalia e che mercoledì ha scelto Cagliari per aprire il calendario di appuntamenti del 2008. Cagliari "città illuminata" è, in realtà, uno sguardo sulla Sardegna di oggi, "territorio innovativo" che si è conquistato un ruolo nello scenario delleconomia e della conoscenza.
Definita "sede di un distretto tecnologico di livello europeo, caratterizzato da centri di ricerca di eccellenza", la "città illuminata" sarda può vantare anche "un sistema di piccole e grandi imprese e strutture di raccordo in grado di trasferire i risultati della ricerca scientifica e tecnologica al sistema produttivo della regione".
Su questi temi si è sof