'' Nilde Jotti ''

ASSOCIAZIONE POLITICO-CULTURALE 'NO PROFIT'


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In primo piano sotto i riflettori
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Alla ricerca di risposte

Il RITORNO dell'ARABA FENICE
Alla Ricerca del Tempo Perduto (Phoenix 2)

Il coordinamento negato delle Associazioni locali. Ovvero, le mancate risposte dell'Assessorato della P.I., Cultura, Tradizioni, Lingua Sarda, Promozione Beni Culturali, del Comune di Capoterra

Gianfranco Ghironi
Capoterra, 30 Luglio 2007

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In una mia articolata proposta dal titolo <L'Associazionismo itinerante - Alla ricerca dei luoghi per lo svolgimento della vita sociale a Capoterra>, comparsa sull'URL di pagina del sito web http://nildejottinp.altervista.org/Articoli.html, in data 12/01/2007 e, in esso ancora presente, alla voce "Articoli"; illustrata anche nell'incontro-dibattito pubblico, svoltosi il giorno successivo c/o la Piazzetta artigianale/commerciale de <La Residenza del Sole>, avevo indicato a nome della mia Associazione, quali potevano essere le possibili "linee guida", per una più efficace ed incisiva, duratura e continuativa, attività socio-culturale nel ns. territorio. Il tutto facendo molta attenzione a non "sperperare impunemente i denari pubblici dei contribuenti capoterresi e sardi". In quell'occasione, alla presenza di molti cittadini e autorità, locali e non (per la Provincia di Cagliari: l'Assessore del Lavoro Maria Carla Floris, i Consiglieri Efisio Sanna e Giuseppe Palmas; per il Comune di Capoterra: Il Sindaco Giorgio Marongiu, gli Assessori della P.I. Oreste Pili e all'Urbanistica Efisio Arrais), era stato sviluppato e dibattuto un tema molto sentito nel contesto socio-economico capoterrese, ovvero <Il Ruolo dell'Ente Locale, nella Promozione delle Attività Artigianali e Commerciali, in funzione dello sviluppo di servizi di qualità da offrire al cittadino, nella prospettiva di realizzazione di nuove occasioni di Lavoro, stabili e durature, integrate nel territorio>.
Sono passati 7 mesi e da allora non si è più saputo nulla. Chi sembrava avere raccolto la proposta, dicendosene addirittura entusiasta, non se l'è poi sentita di svolgere quel ruolo istituzionale che gli appartiene, ovvero di carattere propulsivo, catalizzatore e velocizzatore insieme, per dare corpo ad una iniziativa che, sul fronte strettamente finanziario, non presentava spese per l'Amministrazione comunale. Cosa non da poco, viste le risicate risorse disponibili e da centellinarsi con oculatezza, onde farsele bastare per tutto il resto dell'anno solare. Abbiamo visto di recente, con il programma delle manifestazioni estive del cartellone-bazar <Estate insieme 2007 - Spettacoli a cielo aperto>, che non erano così poche come si diceva e non vi era tutta quella necessità di ... centellinarle con oculatatezza. Sicuramente, nel frattempo, sono intervenuti altri elementi (assestamenti di bilancio, ''sponsor'' privati e contributi R.A.S.), allora non disponibili e/o non conosciuti, che hanno fatto sì di stravolgere le prospettive iniziali e passare, dal certo a bassissime spese all'effimero ad alti costi. Sarebbe tutto opinabile, rientrante nel soggettivo "de gustibus", se non fosse che il Comune non è un'Agenzia privata di Spettacolo "profit", ma un Ente pubblico che amministra denari dei cittadini contribuenti. Una differenza di non poco conto, che doveva tradursi "in primis", in un rivoluzionamento delle prospettive, ascolto e valutazione attenta delle proposte di attività, al fine di pervenire alla concertazione, alla condivisione e attiva partecipazione, delle iniziative da mettersi in campo, in accordo con TUTTE (nessuna esclusa) le associazioni riconosciute e/o gruppi locali, esistenti e funzionanti. Soltanto "in secundis", si doveva aprire il "mercato" all'esterno, laddove consentito dalle disponibilità economiche ed a fronte, di attente considerazioni sull'impatto e sulle ricadute oggettive nel territorio. Ma tutto questo non è stato fatto o, meglio è stato inopinatamente invertito. E' stato costruito un cartellone pasticciato di iniziative (in cui, per la verità, non tutto è da buttare ...), intorno a Mango e Rita Forte, senza una tematica precisa, un filo conduttore unitario, un canovaccio logico e consequenziale, un reale decentramento territoriale, che ne precisasse il senso, l'utilità e le finalità che, purtroppo, mancano quasi completamente. Occasione sprecata per fare un figurone. Ma ora stop, discorso momentaneamente chiuso. I bilanci analitici e dettagliati li faremo a fine stagione. Riprendiamo lo sviluppo dell'argomento principale di questo intervento.
Stralciandoli dall'articolo citato in premessa, ecco i punti nodali della proposta di cui trattasi:
<<1. Istituzione di un'anagrafe ragionata delle associazioni private, regolarmente costituite e registrate, in possesso dei requisiti di legge, per essere configurate giuridicamente come "onlus" e/o "no-profit". Non è ammissibile che, esistendo (giustamente) un'anagrafe canina, non sia stata ancora istituita quella comunale delle Associazioni. Si dovrà invitare, tramite bando pubblico, tutti questi organismi ad accreditarsi ufficialmente, fornendo i dati più importanti e/o significativi (data e n. di registrazione, codice fiscale, eventuale n. di CCP e/o CCB, indirizzo mail, sito web, etc.) in un apposito modulo pre-stampato, cui allegare copia autentica del Contratto di Associazione (Atto Costitutivo e Statuto Sociale), l'organigramma aggiornato delle cariche sociali, il "curiculum vitae" dell'associazione e gli eventuali progetti in corso o "in cantiere".
2. Creazione di un Ufficio di Coordinamento centrale delle singole iniziative, un luogo fisico, non virtuale, ove i rappresentanti legali o delegati delle varie associazioni, possano periodicamente ritrovarsi, per informarsi, discutere, diffondere e socializzare idee ed esperienze, iniziative e attività, anche per concordare eventualmente possibili azioni sinergiche comuni, su determinati temi e/o per condividere competenze e professionalità, risorse e strumenti.
3. Realizzazione di un sito web, con annesso "blog" interattivo, del Coordinamento delle Associazioni accreditate, iscritte all'Anagrafe, da aggiornarsi costantemente, alfine di consentire l'informazione e la diffusione delle iniziative e delle attività a tutti i cittadini indistintamente. In questo caso, lo spazio fisico operativo, si coniugherebbe felicemente e strettamente, con quello virtuale informativo telematico.
4. Destinazione di fondi "ad hoc", per finanziare o, comunque, per contribuire economicamente, alla realizzazione e allo sviluppo dei progetti e/o delle iniziative, che rivestono particolare interesse, utilità sociale e/o culturale per la comunità. promosse da questi organismi privati. Per la valutazione delle proposte, potrebbe esserne incaricata la Commissione comunale alla Cultura, magari integrata da rappresentanti di quella allo Sport e/o dei responsabili legali o delegati del Coordinamento delle Associazioni.
5. Attivazione "in proprio" da parte delle Associazioni, senza attendere interventi miracolistici dell'Istituzione pubblica (che non potranno mai arrivare), per progettare, discutere, approfondire e decidere, alfine di lavorare compiutamente su "cose" ben fatte, per proporle agli Enti Locali (Comune, Provincia e/o Regione) e alla comunità. Le medesime richiedono un'oculata programmazione, un'attenta articolazione, uno sviluppo progressivo, una fase di monitoraggio e verifica (iniziale, intermedia e finale), anche per effettuare le opportune valutazioni di sistema e le eventuali correzioni "in itinere", per determinare le "ricadute" socio-culturali più efficaci possibili, a vantaggio della cittadinanza.
Come ben si vede, non si sta chiedendo o proponendo nulla di trascendentale o che sia al di là delle attuali possibilità dell'Amministrazione comunale e delle sue non certo rosee finanze.
Si sta rivendicando un ruolo attento della Istituzione locale, verso queste istanze e problematiche e, soprattutto, sollecitare un compito di promozione, coordinamento e aiuto, per il mondo dell'Associazionismo accreditato e operoso. I problemi logistici (di sede sociale) non sono risolvibili "tout court", ed è quindi impensabile che il Comune ricerchi e trovi spazi operativi, per ogni singolo organismo, seppur accreditato, autorizzato e meritevole. E', però, assolutamente necessario, anzi inderogabile, sviluppare una seria e articolata piattaforma politico-programmatica per il sostegno e lo sviluppo, concordato tra le parti, del settore socio-artistico-culturale. Ciò può anche avvenire attraverso la identificazione e il riattamento di qualche vetusto caseggiato, non utilizzato o da riconvertirsi nella destinazione di uso, oppure tramite la costruzione "ex novo", di una struttura polivalente multifunzionale, da utilizzarsi anche nei modi e nei punti sopradescritti. In fondo, si è partiti col piede giusto, poichè le indicazioni già fornite dai cittadini di Capoterra, che hanno attivamente partecipato agli incontri decentrati nel territorio, nell'ambito della definizione del Piano Strategico Comunale (Progettiamo il Futuro), sono concordi nell'affermare la necessità non ulteriormente procrastinabile nel tempo, di ricercare o dare origine ai luoghi per lo svolgimento della vita sociale, intendendosi questa in tutte le sue poliedriche sfaccettature. La Cittadella della Cultura in località Sant'Angelo, non è affatto una cattiva idea e non è irrealizzabile. Tutti la vogliono, dagli abitanti del centro storico a quelli delle lottizzazioni. Un luogo dove incontrarsi, socializzare, integrarsi, fruire di spettacoli e manifestazioni, di ogni genere e natura e, soprattutto, per poter fare attività sul posto, "in proprio" o in compartecipazione, vedrebbe il sostegno di tutte le forze politiche, lungimiranti e sensibili (anche di quelle dell'attuale opposizione), nonchè delle Associazioni e dei cittadini. Non vi è dubbio alcuno: se c'è una cosa che si ha da fare è proprio questa. Certo ci vorrà del tempo, ma è indispensabile iniziare subito a perseguire questa strada, senza tentennamenti, in modo convinto e determinato. Nell'attesa ( ... ), si dovrebbe dare avvio a quella parte della proposta di programma, che non costa niente o quasi, iniziando, ovviamente, dal primo dei 5 punti elencati nel presente intervento, senza ulteriori perdite di tempo>>.
Che dire, poi, della Scuola Civica di Musica capoterrese?! Non si può che sostenere una inziativa del genere, validissima sotto tutti gli aspetti, già promossa in tanti altri Comuni della Sardegna (anche piccoli) e in cui la ns. cittadina è arrivata molto tardi, come spesso le capita, ma distinguendosi per originalità ed efficacia ... politica e lottizzatoria, nel senso dell'equa distribuzione degli incarichi interni. A suo tempo, avevamo già avanzato come Associazione, tutta una serie di proposte e volontà di collaborazione fattiva, che sono rimaste "lettera morta", forse neanche valutate, oppure molto attentamente vagliate e ritenute inopportune, perchè ormai il "disegno" era già stato tracciato e lo disturbavano non poco. Nessuno, comunque, ci ha risposto nemmeno per dirci "Grazie, ma non ci interessa", anche se il galateo vorrebbe che ad una precisa domanda-proposta (regolarmente assunta, al protocollo generale comunale, in data 07/12/2006, col n. 28013), si debba necessariamente rispondere anche picche, perchè è dovere istituzionale di un Ente pubblico, nei confronti del cittadino contribuente e/o associazione proponente.
Recenti emendamenti di legge, introdotti in merito alla composizione degli organi interni delle Scuole Civiche di Musica (SCM), immediatamente recepiti (lampu!) dall'attuale esecutivo comunale (contrariamente ad altri: vedasi il disciplinare regionale sul Commercio), hanno fatto sì che gli organi costitutivi e statutari della nuova SCM, potessero essere composti anche da politici anzichè solo da tecnici del settore, operatori artistici e musicisti, come sarebbe stato più logico e giusto. Purtroppo, la logica e la giustizia non fanno parte di questo genere di politica e, quindi, ecco una SCM nuova di zecca, costituita da un C.d.A che è il clone diretto, gemello omozigote, fratello minore dell'attuale Giunta, ma che dico, dell'attuale Consiglio Comunale, ove sono rappresentati tutti i partiti, perfino quelli dell'opposizione (mi sembra corretto), ma non gli artisti, gli allievi ed i loro genitori (come capita in moltissime altre SCM). Nel mondo della Scuola in generale, questi Organismi di rappresentanza, si chiamano Collegiali, e sono in vigore dal lontano 1974, con i famosi Decreti Delegati, emanati con apposito D.P.R. del 31 maggio dello stesso anno, poi confluiti integralmente nel Testo unico delle leggi sulla scuola (D.Lgs. 297/94). Tutto ciò per una Scuola autenticamente democratica, ponte di passaggio tra la famiglia, primigenio nucleo formativo della persona, la società come luogo di integrazione con gli altri individui e di esplicazione della propria identità psico-fisica (non individualistica). Ma tant'è, anche su questo fronte, chi dovrebbe rafforzare per sensibilità umana, professionale e politica, il ruolo degli Organi Collegiali (OO.CC.) o, quantomeno, le rappresentanze delle varie componenti nel mondo della Scuola (anche di quella Civica di Musica), con questi atti dimostra di volere indebolirli; ciò a favore di altre tipologie presenzialiste, smaccatamente partitiche e perchè no anche clientelari (gira e rigira, sono sempre quelle più praticate ed efficaci, nella politica italiana), strafregandosene delle competenze musicali effettivamente possedute in merito. Come si fa a nominare per "chiamata" diretta, i docenti dei Corsi di Musica della Civica capoterrese, senza sottoporli ad un concorso pubblico, se non per esami, almeno per meriti di servizio comprovati, per capacità possedute e titoli certificati?! Altrimenti si fa solo clientela pura, anche della peggior specie. In positivo, c'è sicuramente che, non facendo finta di fare svolgere gli esami, non si perde ulteriormente tempo, a tutto vantaggio dell'attività didattica, che può partire più speditamente! Chissà perchè, ma nella mente mi risuonano le note e le parole dell'inno sardo "Procurade' e moderare, Barones sa tirannia" che, per il momento, cercherò interiormente di tacitare per continuare il discorso.
Sig. Assessore, cosa ne è stato della ns. articolata e documentata proposta di istituzione della Banda Musicale cittadina? Perchè il Prof. Alessandro Ragazzini (che non è tesserato, purtroppo, alla ns. associazione), non avrebbe potuto svolgere il ruolo di Direttore Artistico della Scuola Civica o, quantomeno, quello di Coordinatore della Cattedra di Chitarra classica?! Perchè il Maestro Stefano Cui, non poteva fare parte della Classe di Musica e Canto corale o Direzione di Coro? Siamo sicuri che al loro posto, comunque, avete scelto il meglio che ci fosse in circolazione (perlomeno nei dintorni)? Ci auguriamo di sì, anche se noi siamo arciconvinti del contrario, visti i "curricula" di servizio e dei titoli in possesso delle persone/musicisti prima citati. Sig. Assessore, nel chiederle venia per la sincerità, Le ricordiamo, comunque, che stiamo ancora attendendo risposte scritte che, a distanza di oltre sei mesi non ci sono ancora pervenute. Lo faccia almeno per "netiquette" informatica, ci dia la soddisfazione di ricevere un suo scritto di riscontro, anche se negativo. L'importante, lo ricordiamo, è che sia ben motivato e giustificato, culturalmente, socialmente e politicamente, perchè non siamo degli sprovveduti qualsiasi, che si fanno prendere a pesci in faccia impunemente, soprattutto quando siamo convinti di avere subito diversi "torti" ingiustificati, a fronte di molte valide "ragioni" da difendere e portare avanti a testa alta! A si intendi e a si biri allestru. Forza paris!

Gianfranco Ghironi
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Nota di "Redazione"

Fonte di prelievo dell'immagine dei Radiotelescopi - Artist's Impression of ALMA - ESO.jpg, di cui all'URL del sito web http://www.eso.org/esopia/images/html/phot-10-07.html

Il RITORNO dell'ARABA FENICE
Alla Ricerca del Tempo Perduto (Phoenix 1)

Come si possono sperperare impunemente i denari dei contribuenti capoterresi e sardi. Ovvero, come intende la Cultura, l'Assessorato allo Spettacolo del Comune di Capoterra.

Gianfranco Ghironi
Capoterra, 27 Luglio 2007
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La grande "kermesse" estiva 2007 degli spettacoli a Capoterra, è iniziata il 26 luglio, con la mostra mercato organizzata dal Consorzio dei Commercianti del centro storico. Proseguirà, nella sostanza, fino al 31 agosto, con tutta una serie di "eventi" che, salvo qualche eccezione, si poteva fare a meno di promuovere, perchè semplicemente riempitivi di una oculata programmazione o integrativi di un qualcosa ben pianificato che, invece, non c'è, oppure non l'ho trovato. In questo ultimo caso, qualcuno mi dica dove cercarlo, perchè il giudizio che stò per sviluppare sul calendario delle manifestazioni capoterresi, non è dei più teneri, proprio perchè sono ... cattivo e anche prevenuto. Ho sempre pensato e continuo a pensare, che di per sè un abito non fa il monaco e che un corpo, per stare ben dritto, deve essere sorretto da un'adeguata struttura scheletrica, in particolare da una solida colonna vertebrale. Secondo questo scontatissmo assioma, pertanto, il programma degli eventi capoterresi, non stà in piedi neanche un pò, almeno sulla carta, poichè non possiede un filo conduttore, un canovaccio o, per i matematici, un MCD (Minimo Comun Denominatore). A fine stagione poi, faremo un'analisi dettagliata dei risultati concreti, delle ricadute positive o meno, a fronte dei costi sostenuti, sulla vita sociale della ns. comunità.
La prima considerazione che mi sovviene, riguarda la qualità delle iniziative che sono messe in campo e non certo la quantità, che è persino eccessiva, per un lasso di tempo di soli 35 giorni, dal 26/0'7 al 31/08. Due mesi, giugno e luglio, sono stati praticamente "cassati" dal calendario assessoriale, non per dimenticanza involontaria ma semplicemente perchè si è partiti in ritardo. E' vero che ognuno deve guardarsi in casa propria, prima di sbilanciarsi a dare giudizi su ciò che capita in quelle altrui, ma quando sono in gioco denari pubblici dei contribuenti e quindi anche miei, credo proprio che la questione interessi tutti e, quindi, si abbia il diritto, se non anche il dovere, di esprimere opinioni e valutazioni, proposte alternative e costruttive, tanto più che l'abitazione in questione è in ... comunione di beni, con la cittadinanza.
Passiamo all'argomento principale di questa nota. A farla da padroni, come era ovvio che fosse, in ordine alle spese, sono il concerto di Mango del 28/07 (59.070 Euro) e i tre spettacoli di Rita Forte del 09/08 (18.000 Euro). Subito appresso, seguono le inevitabili spese tecniche/varie ed eventuali, ammontanti a 15.185 Euro. Nel precisare, per onestà, che queste ultime riguardano l'intero arco delle manifestazioni estive in programma, non soltanto le due iniziative prima ricordate, si deve osservare una cosa. Il totale parziale, assomma di già alla bella cifra di 77.070 Euro, ovvero più della metà di quella di 123.450 Euro, disponibile complessivamente. Agli altri gruppi e artisti singoli, locali e non (circa 25), rimane da spartire una fetta di torta pari a 46.380 Euro, che divisi per 25 porta loro una cifra di 1.855 Euro a testa. Se dalla cifra rimanente, si detraggono anche le spese tecniche/varie ed eventuali, bene, allora, si può ben dire che agli "altri" spettano veramente briciole e che non stanno sperperando niente, anzi. Eppur tuttavia il "conto" o, se preferite, i "calcoli", che non sono solo economici ma anche politici, culturali e sociali, non tornano, nonostante il risparmio che gli "altri" (al netto di Mango e Rita Forte), stanno consentendo fino ad ora.
A prima vista sembra un programma raccogliticcio, messo su in tutta fretta, tanto per dire che si è fatto qualcosa anche in loco, anzi, stante il numero degli spettacoli, è stato fatto anche troppo. Su questo "troppo", accentrerò le mie osservazioni.
Si doveva fare tutto prima e per bene, con una quantità inferiore di "spettacoli" ed una qualità superiore delle proposte dei partecipanti; insomma un cartellone meglio articolato, organico e funzionale, all'obiettivo di una vera e propria rinascita culturale della ns. cittadina, che rimane tutt'ora ai margini dei circuiti dei piccoli e grandi eventi, culturalmente "pregnanti", che non possono e non debbono essere realizzati, al di fuori del contesto urbano e socio-culturale in cui devono necessariamente essere inseriti. Altrimenti non hanno il senso che si deve invece dare a queste manifestazioni, ma servono soltanto a soddisfare i desideri, di chi intende farsi bello difronte ad una parte della cittadinanza, quella inconsapevole di cosa c'è dietro l'angolo, di quella che "se ne frega" della politica culturale, per godersi il concerto credendo che sia tutto "gratis", pensando di non spendere nemmeno un euro quando, invece, ne sta comunque sborsando parecchi, senza neppure rendersene conto (in fondo, sono costi pubblici ...). Perchè poi, concentrare il tutto solo nell'arco di poco più di un mese e nell'identico luogo (piazza Liori e piazza Concia o Verde che sia, salvo una parentesi a Su Loi), non si capisce proprio, se non con la logica di volere per forza, che le manifestazioni si svolgano nel centro di Capoterra, quasi a volere anacronisticamente rimarcare ancora una volta, il distacco esistente con e tra le lottizzazioni/residenze periferiche, dimenticando che le stesse, attualmente, sono maggioranza contributiva, demografica ed elettorale. Non posso dire anche politica, perchè altrimenti si sarebbe fatto diversamente. Cosa costava, comunque, decentrare gli spettacoli in varie altre piazze o piazzette del territorio comunale? Cosa ci voleva a distribuire geograficamente gli eventi in altre lottizzazioni (per esempio a La Maddalena, a Frutti D'Oro, alla Residenza del Sole/Coop. Mille, a Rio San Girolamo, a Santa Rosa)? Gli spazi, i luoghi non mancano di certo, ma forse, non erano più sufficienti i soldi per montare altri palchi (bastava diminuire il numero degli spettacoli). A San Sperate, durante lo svolgimento della recentissima 46^ edizione della "Sagra delle Pesche", vi erano montati cinque palchi contemporaneamente, in varie zone del paese, in cui si esibivano gruppi e artisti dei vari generi musicali (classica e lirica, leggera e rock, pop e jazz, etnica e folk , etc.). Perchè a Capoterra non si poteva fare? Forse, perchè non lo si è voluto. E' stata una scelta studiata a tavolino!? Per fare capire ancora una volta, che gli abitanti delle lottizzazioni, se vogliono sentire o vedere uno spettacolo, o per fare altre cose, devono "scendere" verso il "centro storico"!? Il giorno che capiterà il contrario (a breve), sarà un dramma, perchè "alcuni" capiranno all'improvviso che non esistono solo loro. Ecco perchè ritengo, stante l'accentramento delle iniziative, sia stata sprecata un'ulteriore occasione di trovare e utilizzare al meglio, momenti importanti e spazi di aggregazione socio-culturale, ai fini di un più efficace inserimento ed una maggiore integrazione degli abitanti tutti della cittadina. Sarebbe stato un segnale forte, di grande valenza culturale, sociale e politica, affinchè ci si sentisse un pò più tutti uniti e partecipi del medesimo contesto esistenziale. Ma così non è stato, perchè anche chi governa oggi il Comune, non ha maturato ancora questa consapevolezza, esigenza e sensibilità insieme. Alla buon'ora.
Riprendiamo il discorso interrotto da queste divagazioni (importanti) a margine.
Cosa rimarrà nel contesto cittadino, dopo lo svolgimeno di quanto contenuto in questo cartellone estivo, vero e proprio "bazar dell'effimero"? Dopo l'estate viene l'autunno e, dopo questo, l'inverno e, quindi, la primavera. Scontato, vero? Tre stagioni altrettanto importanti e lunghe, in cui non ci saranno denari per fare alcunchè, nelle quali ci si troverà difronte a proposte di iniziative e manifestazioni, seppur valide, incisive e durature nel tempo, a cui si dovrà dire di no (giocoforza) o si elemosineranno i fondi. Che mortorio, durante i mesi freddi. Senza Mango e Rita Forte, saranno giorni duri. Quantomeno grottesco, per non dire altro.
Altra cosa da dire. Sono state convocate preventivamente, le associazioni culturali, artistiche, sociali e del volontariato, i gruppi folk, musicali e teatrali locali, etc., per vedere di concertare con essi il programma e/o ascoltare le loro proposte? Non ci risulta che ciò sia stato fatto. E' vero che non è obbligatorio, ma politicamente era importantissimo farlo. Come si doveva fare il coordinamento degli organismi di base, per gestire al meglio, di concerto con essi, per tutto l'anno solare e non solo per la stagione estiva, il patrimonio di attività, competenze, esperienze, idee, iniziative, professionalità e proposte, di cui sono portatori. Al riguardo, stiamo ancora aspettando una risposta concreta (pubblicamente, a parole, la proposta era già stata accolta positivamente), dall'Assessorato della Pubblica Istruzione, Cultura, Tradizioni, Lingua Sarda, Promozione Beni Culturali. In tutto questo discorso, infatti, ci eravamo dimenticati di questo fondamentale Assessorato e dell'importante ruolo propulsivo, che deve svolgere in materia di istruzione, formazione e cultura. Per l'elaborazione del meraviglioso cartellone delle iniziative estive in discussione, mi piacerebbe sapere se è stato consultato oppure no. Spero proprio che non sia stato nemmeno chiamato in causa, perchè altrimenti sarei estremamente deluso, anzi amareggiato, visti i contenuti culturalmente profondi che sono espressi nel medesimo. Non ho mai capito o, meglio, giustificato antropologicamente, lo "scorporo" della delega allo Spettacolo da quella alla Cultura, per affidarla ai ... Servizi Tecnologici (?!). Per me sono due cose che non si devono mai scindere, pena i risultati che stanno sotto i ns. increduli occhi. Agli utenti di questo sito, chiedo solo una cosa, se hanno voglia e tempo, di approfondire la questione culturale. Digitate sul vs. "browser" il seguente URL di pagina del sito web http://nildejottinp.altervista.org/Articoli.html, oppure cercate nella Home Page, la voce "Articoli", per accedere ai contenuti del mio servizio intitolato <L'Associazionismo itinerante - Alla ricerca dei luoghi per lo svolgimento della vita sociale a Capoterra>, diffuso anche durante l'incontro-dibattito pubblico, svoltosi il 13/01/2007 c/o "La Piazzetta" artigianale-commerciale de <La Residenza del Sole>, alla presenza tra gli altri, anche del Sindaco Marongiu e dell'Assessore Pili, e poi ne riparliamo. A voi lascio, infine, le ulteriori riflessioni e conclusioni. Io, le mie, le ho già tratte e non sono affatto positive. In cambio, mi hanno fatto venire una gran voglia di contribuire concretamente, sperando che me/ce lo lascino fare. A si intendi e a si biri allestru. Forza paris!

Gianfranco Ghironi

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Nota di "Redazione"

Fonte di prelievo dell'immagine dell'Ammasso globulare M80, di pubblico dominio, per espressa volontà dell'autore STScI: http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:M80_thumb.jpg

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/6/6c/M80_thumb.jpg/200px-M80_thumb.jpg

Ammasso globular M80

Phoenix_detail_from_Aberdeen_Bestiary.jpg

Immagine de ''L'araba fenice'' - Tratta da un ''bestiario'' medioevale

Il RITORNO dell'ARABA FENICE

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare

Gianfranco Ghironi
Capoterra, 23 luglio 2007
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La notizia ... calda calda, viste le alte temperature stagionali, è del tutto interna o, se preferite, locale. L'associazione <Nilde Jotti> no-profit e questo sito web che ne è portavoce, rilancia le sue iniziative e attività, politiche e culturali, artistiche e sociali, in un rinnovato spirito "bellicoso" (nel senso della grinta). Forse qualcuno ha pensato (male), che ci fossimo arresi a determinate situazioni od a battute di arresto, causate artatamente da "terzi", che non ci amano e non ci vogliono, cercando di isolarci quando non addirittura di screditarci (senza riuscirci), creandoci intorno il vuoto. Siccome neanche nello spazio cosmico esiste il vuoto assoluto, evidentemente quello che ci hanno lasciato (il nulla relativo) è stato sufficiente a ritemprarci e consentirci di risorgere dalle ... ceneri, proprio come l'araba fenice. "Peddi mala non di moriri" diceva mio nonno, alludendo alle persone cattive di animo e di opere che, mutuato appositamente per la ns. situazione specifica, si può tradurre esattamente con il detto "quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare". Con ciò si vuole intendere, che riprendiamo con maggior lena, la ns. battaglia per l'affermazione dei diritti umani e civili, per la dignità delle persone e il rispetto delle loro idee, della legalità a tutti i livelli, per la democrazia partecipata e partecipativa, per i metodi del fare politica in modo etico e trasparente; per affermare le ns. ragioni e convinzioni ideali, per riprenderci quello spazio e quel tempo, che ci eravamo conquistati, col nostro esempio ed impegno quotidiano che, qualcuno (in modo maldestro e/o malsinistro) ha pensato di sottrarci, per farci sparire dalla scena locale. Invece, i "compagni di ... scena" (gruppo teatrale storico della Cagliari anni '70 ), riprendono il loro lavoro, senza attendere la conclusione delle ferie e di questa torrida (forse è meglio dire ... orrida) estate. A Capoterra c'è molto da lavorare e questo lo capiscono pure i "non addetti ai lavori". C'è da fare capire a certi personaggi, che il tempo dello "spadroneggiamento" stile inizio '900, non ha più alcun motivo di esistere; che i "barones sa tirannia", devono necessariamente "procurade e moderare", di propria sponte o perchè, altrimenti, vi saranno costretti dalle ragioni della democrazia, dal rispetto delle regole e, soprattutto, dai patti da onorare sino in fondo, sia in termini morali che politici (in senso etimologicamente e culturalmente esteso). A tutti i soci, effettivi interni e sostenitori esterni, amici e simpatizzanti, utenti del ns. sito, chiediamo uno sforzo comune per riprendere la lotta, onde far valere i ns. principi e idealità, canalizzando il tutto in attività e iniziative concrete, tese al miglioramento della vita della cittadinanza capoterrese, a tutti i livelli (vedasi il ns. atto costitutivo e statuto, alla voce <Identità>, sottopagina "contratto di associazione"). Una cosa, però, è assolutamente necessario puntualizzare. In questa battaglia di civiltà e democrazia, per chi si vorrà associare, sappia che non ci sarà posto per i pavidi, per le ambiguità di facciata, per chi vuole lanciare la pietra e nascondere la mano, per chi crede non si possa fare nulla per cambiare, per chi ... in fondo in fondo, nei rapporti quotidiani con le istituzioni o gli uomini che li rappresentano, utilizzano gli stessi metodi, per chi vuole trarne vantaggi personali e non collettivi. Queste persone sono invitate cortesemente, a non chiederci di associarsi e/o a non partecipare. Scusateci anticipatamente per la franchezza, ma di costoro non avvertiamo alcuna necessità. Sappiamo sbagliare (riconoscendolo), anche senza il loro supposto ed eventuale aiuto (s'aggiuru de s'impiccau). Continuate a leggerci ed a sostenerci: nei prossimi giorni saprete qualche cosa di più preciso in merito. A si biri. Forza paris!!!

Gianfranco Ghironi

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Nota di "Redazione"

L'immagine de "L'araba fenice", tratta da un "bestiario" di epoca medioevale, riprodotta sulla destra è stata prelevata dall'URL http://it.wikipedia.org/wiki/Fenice, con particolare riferimento alla pagina delle licenze "creative commons" di cui all'indirizzo (cliccabile) per il rimando alla fonte originaria http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Phoenix_detail_from_Aberdeen_Bestiary.jpg.

La medesima viene liberamente riprodotta, poichè ormai divenuta di pubblico dominio, in quanto sono scaduti (C) i relativi diritti d'autore.

<This image (or other media file) is in the public domain because its copyright has expired.
This applies to the United States, Canada, the European Union and those countries with a copyright term of life of the author plus 70 years>.

Opera di Foiso Fois

 http://www.pdcicagliari.altervista.org/CULTURA/Barones.html

http://www.pdcicagliari.altervista.org/CULTURA/Barones.html

Opera di Foiso Fois

 http://www.pdcicagliari.altervista.org/CULTURA/Barones.html

http://www.pdcicagliari.altervista.org/CULTURA/Barones.html

S'INNU de su PATRIOTU SARDU
a sos FEUDATARIOS

Procurad'e e moderare barones sa tirannia

Francesco Manno, 1794

http://www.ildeposito.org
http://it.youtube.com/watch?v=qXPfmg3apVc
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Procurade e moderare,
Barones, sa tirannia,
Chi si no, pro vida mia,
Torrades a pe' in terra!
Declarada est già sa gherra
Contra de sa prepotenzia,
E cominzat sa passienzia
ln su pobulu a mancare

Mirade ch'est azzendende
Contra de ois su fogu;
Mirade chi non est giogu
Chi sa cosa andat a veras;
Mirade chi sas aeras
Minettana temporale;
Zente cunsizzada male,
Iscultade sa 'oghe mia.

No apprettedas s 'isprone
A su poveru ronzinu,
Si no in mesu caminu
S'arrempellat appuradu;
Mizzi ch'es tantu cansadu
E non 'nde podet piusu;
Finalmente a fundu in susu
S'imbastu 'nd 'hat a bettare

Su pobulu chi in profundu
Letargu fit sepultadu
Finalmente despertadu
S'abbizzat ch 'est in cadena,
Ch'istat suffrende sa pena
De s'indolenzia antiga:
Feudu, legge inimiga
A bona filosofia!

Che ch'esseret una inza,
Una tanca, unu cunzadu,
Sas biddas hana donadu
De regalu o a bendissione;
Comente unu cumone
De bestias berveghinas
Sos homines et feminas
Han bendidu cun sa cria

Pro pagas mizzas de liras,
Et tale olta pro niente,
Isclavas eternamente
Tantas pobulassiones,
E migliares de persones
Servint a unu tirannu.
Poveru genere humanu,
Povera sarda zenia!

Deghe o doighi familias
S'han partidu sa Sardigna,
De una menera indigna
Si 'nde sunt fattas pobiddas;
Divididu s'han sas biddas
In sa zega antichidade,
Però sa presente edade
Lu pensat rimediare.

Naschet su Sardu soggettu
A milli cumandamentos,
Tributos e pagamentos
Chi faghet a su segnore,
In bestiamen et laore
In dinari e in natura,
E pagat pro sa pastura,
E pagat pro laorare.

Meda innantis de sos feudos
Esistiana sas biddas,
Et issas fìni pobiddas
De saltos e biddattones.
Comente a bois, Barones,
Sa cosa anzena est passada?
Cuddu chi bos l'hat dada
Non bos la podiat dare.

No est mai presumibile
Chi voluntariamente
Hapat sa povera zente
Zedidu a tale derettu;
Su titulu ergo est infettu
De s'infeudassione
E i sas biddas reione
Tenene de l'impugnare

Sas tassas in su prinzipiu
Esigiazis limitadas,
Dae pustis sunt istadas
Ogni die aumentende,
A misura chi creschende
Sezis andados in fastu,
A misura chi in su gastu
Lassezis s 'economia.

Non bos balet allegare
S'antiga possessione
Cun minettas de presone,
Cun gastigos e cun penas,
Cun zippos e cun cadenas
Sos poveros ignorantes
Derettos esorbitantes
Hazis forzadu a pagare

A su mancu s 'impleerent
In mantenner sa giustissia
Castighende sa malissia
De sos malos de su logu,
A su mancu disaogu
Sos bonos poterant tenner,
Poterant andare e benner
Seguros per i sa via.

Est cussu s'unicu fine
De dogni tassa e derettu,
Chi seguru et chi chiettu
Sutta sa legge si vivat,
De custu fine nos privat
Su barone pro avarissia;
In sos gastos de giustissia
Faghet solu economia

Su primu chi si presenta
Si nominat offissiale,
Fattat bene o fattat male
Bastat non chirchet salariu,
Procuradore o notariu,
O camareri o lacaju,
Siat murru o siat baju,
Est bonu pro guvernare.

Bastat chi prestet sa manu
Pro fagher crescher sa rènta,
Bastat si fetat cuntenta
Sa buscia de su Segnore;
Chi aggiuet a su fattore
A crobare prontamente
Missu o attera zante
Chi l'iscat esecutare

A boltas, de podattariu,
Guvernat su cappellanu,
Sas biddas cun una manu
Cun s'attera sa dispensa.
Feudatariu, pensa, pensa
Chi sos vassallos non tenes
Solu pro crescher sos benes,
Solu pro los iscorzare.

Su patrimoniu, sa vida
Pro difender su villanu
Cun sas armas a sa manu
Cheret ch 'istet notte e die;
Già ch 'hat a esser gasie
Proite tantu tributu?
Si non si nd'hat haer fruttu
Est locura su pagare.

Si su barone non faghet
S'obbligassione sua,
Vassallu, de parte tua
A nudda ses obbligadu;
Sos derettos ch'hat crobadu
In tantos annos passodos
Sunu dinaris furados
Et ti los devet torrare.

Sas rèntas servini solu
Pro mantenner cicisbeas,
Pro carrozzas e livreas,
Pro inutiles servissios,
Pro alimentare sos vissios,
Pro giogare a sa bassetta,
E pro poder sa braghetta
Fora de domo isfogare,

Pro poder tenner piattos
Bindighi e vinti in sa mesa,
Pro chi potat sa marchesa
Sempre andare in portantina;
S'iscarpa istrinta mischina,
La faghet andare a toppu,
Sas pedras punghene troppu
E non podet camminare

Pro una littera solu
Su vassallu, poverinu,
Faghet dies de caminu
A pe', senz 'esser pagadu,
Mesu iscurzu e ispozzadu
Espostu a dogni inclemenzia;
Eppuru tenet passienzia,
Eppuru devet cagliare.

Ecco comente s 'impleat
De su poveru su suore!
Comente, Eternu Segnore,
Suffrides tanta ingiustissia?
Bois, Divina Giustissia,
Remediade sas cosas,
Bois, da ispinas, rosas
Solu podides bogare.

Trabagliade trabagliade
O poveros de sas biddas,
Pro mantenner' in zittade
Tantos caddos de istalla,
A bois lassant sa palla
Issos regoglin' su ranu,
Et pensant sero e manzanu
Solamente a ingrassare.

Su segnor feudatariu
A sas undighi si pesat.
Dae su lettu a sa mesa,
Dae sa mesa a su giogu.
Et pastis pro disaogu
Andat a cicisbeare;
Giompidu a iscurigare
Teatru, ballu, allegria.

Cantu differentemente,
su vassallu passat s'ora!
Innantis de s'aurora
Già est bessidu in campagna;
Bentu o nie in sa muntagna.
In su paris sole ardente.
Oh! poverittu, comente
Lu podet agguantare!.

Cun su zappu e cun s'aradu
Penat tota sa die,
A ora de mesudie
Si zibat de solu pane.
Mezzus paschidu est su cane
De su Barone, in zittade,
S'est de cudda calidade
Chi in falda solent portare.

Timende chi si reforment
Disordines tantu mannos,
Cun manizzos et ingannos
Sas Cortes han impedidu;
Et isperdere han cherfidu
Sos patrizios pius zelantes,
Nende chi fint petulantes
Et contra sa monarchia

Ai caddos ch'in favore
De sa patria han peroradu,
Chi s'ispada hana ogadu
Pro sa causa comune,
O a su tuju sa fune
Cheriant ponner meschinos.
O comente a Giacobinos
Los cheriant massacrare.

Però su chelu hat difesu
Sos bonos visibilmente,
Atterradu bat su potente,
Ei s'umile esaltadu,
Deus, chi s'est declaradu
Pro custa patria nostra,
De ogn'insidia bostra
Isse nos hat a salvare.

Perfidu feudatariu!
Pro interesse privadu
Protettore declaradu
Ses de su piemontesu.
Cun issu ti fist intesu
Cun meda fazilidade:
Isse papada in zittade
E tue in bidda a porfia.

Fit pro sos piemontesos
Sa Sardigna una cucagna;
Che in sas Indias s 'Ispagna
Issos s 'incontrant inoghe;
Nos alzaiat sa oghe
Finzas unu camareri,
O plebeu o cavaglieri
Si deviat umiliare...

Issos dae custa terra
Ch'hana ogadu migliones,
Beniant senza calzones
E si nd'handaiant gallonados;
Mai ch'esserent istados
Chi ch'hana postu su fogu
Malaittu cuddu logu
Chi criat tale zenìa

Issos inoghe incontràna
Vantaggiosos imeneos,
Pro issos fint sos impleos,
Pro issos sint sos onores,
Sas dignidades mazores
De cheia, toga e ispada:
Et a su sardu restada
Una fune a s'impiccare!

Sos disculos nos mandàna
Pro castigu e curressione,
Cun paga e cun pensione
Cun impleu e cun patente;
In Moscovia tale zente
Si mandat a sa Siberia
Pro chi morzat de miseria,
Però non pro guvernare

Intantu in s'insula nostra
Numerosa gioventude
De talentu e de virtude
Ozïosa la lassàna:
E si algun 'nd'impleàna
Chircaiant su pius tontu
Pro chi lis torrat a contu
cun zente zega a trattare.

Si in impleos subalternos
Algunu sardu avanzàna,
In regalos non bastada
Su mesu de su salariu,
Mandare fit nezessariu
Caddos de casta a Turinu
Et bonas cassas de binu,
Cannonau e malvasia.

De dare a su piemontesu
Sa prata nostra ei s'oro
Est de su guvernu insoro
Massimu fundamentale,
Su regnu andet bene o male
No lis importat niente,
Antis creen incumbeniente
Lassarelu prosperare.

S'isula hat arruinadu
Custa razza de bastardos;
Sos privilegios sardos
Issos nos hana leadu,
Dae sos archivios furadu
Nos hana sas mezzus pezzas
Et che iscritturas bezzas
Las hana fattas bruiare.

De custu flagellu, in parte,
Deus nos hat liberadu.
Sos sardos ch'hana ogadu
Custu dannosu inimigu,
E tue li ses amigu,
O sardu barone indignu,
E tue ses in s'impignu
De 'nde lu fagher torrare

Pro custu, iscaradamente,
Preigas pro su Piemonte,
Falzu chi portas in fronte
Su marcu de traitore;
Fizzas tuas tant'honore
Faghent a su furisteri,
Mancari siat basseri
Bastat chi sardu no siat.

S'accas 'andas a Turinu
Inie basare dès
A su minustru sos pes
E a atter su... già m 'intendes;
Pro ottenner su chi pretendes
Bendes sa patria tua,
E procuras forsis a cua
Sos sardos iscreditare

Sa buscia lassas inie,
Et in premiu 'nde torras
Una rughitta in pettorra
Una giae in su traseri;
Pro fagher su quarteri
Sa domo has arruinodu,
E titolu has acchistadu
De traitore e ispia.

Su chelu non faghet sempre
Sa malissia triunfare,
Su mundu det reformare
Sas cosas ch 'andana male,
Su sistema feudale
Non podet durare meda?
Custu bender pro moneda
Sos pobulos det sensare.

S'homine chi s 'impostura
Haiat già degradadu
Paret chi a s'antigu gradu
Alzare cherfat de nou;
Paret chi su rangu sou
Pretendat s'humanidade;
Sardos mios, ischidade
E sighide custa ghia.

Custa, pobulos, est s'hora
D'estirpare sos abusos!
A terra sos malos usos,
A terra su dispotismu;
Gherra, gherra a s'egoismu,
Et gherra a sos oppressores;
Custos tirannos minores
Est prezisu humiliare.

Si no, chalchi die a mossu
Bo 'nde segade' su didu.
Como ch'est su filu ordidu
A bois toccat a tèssere,
Mizzi chi poi det essere
Tardu s 'arrepentimentu;
Cando si tenet su bentu
Est prezisu bentulare.
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Nota di "Redazione"

<L'inno, individuato già nell'ottocento come la "Marsigliese Sarda", è uno dei primi canti politico-culturali dell'Europa. Composta subito dopo il 28 aprile 1794 (oggi festa del popolo sardo, "Sa Die de sa Sardigna"), rievoca in 47 strofe, le ragioni e le speranze di giustizia e di libertà dei sardi, di quei tempi e non solo (alcune, sono valide ancora oggi). L'autore, Francesco Manno, insigne avvocato e giudice, fu tra i protagonisti e tra i portatori di quegli ideali. La sua musica ed alcune delle sue strofe, introducono e concludono i concerti per l'Assemblea Costituente del Popolo Sardo>.
Il testo integrale de "S'innu de su patriotu sardu a sos feudatarios", altrimenti noto come "Procurade e moderare, barones sa tirannia", è stato prelevato dall'URL di pagina dell'interessante sito web http://www.ildeposito.org/view.php?id=174, ideato, creato e gestito da Sergio Durzu, con la collaborazione dello staff de "Il Deposito.org" (archivio di canti di protesta politica e sociale), che si ringraziano per la preziosa opera di raccolta, catalogazione e diffusione musicale "online", in un autentico spirito "free", di condivisione storica e culturale, in un contesto di licenze (c)opyleft.
Abbiamo reso linkabile l'indirizzo internet, che rimanda direttamente alla fonte originale di prelievo del testo, per dovere di informazione e per diffondere questo benemerito sito tra i ns. utenti.
Chi volesse ascoltare l'inno, invece, nella versione eseguita da Maria Giovanna Cherchi & Piero Marras, può cliccare sul seguente URL di pagina:
http://it.youtube.com/watch?v=qXPfmg3apVc&feature=PlayList&p=C55EB0B8AF3B4CE3&index=33
Se non riesci a vedere e/o sentire il filmato, probabilmente è perchè hai disattivato JavaScript o possiedi una versione obsoleta di "Macromedia Flash Player". Attiva, quindi, i JavaScript e/o "scarica" gratuitamente, la versione aggiornata di questo "player", collegandoti allo specifico URL di pagina del sito web http://www.adobe.com/shockwave/download/download.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash

Foto by GiGhi - http://nildejottinp.altervista.org | Foto by Nando - Rifornimento d'acqua alla Coop. ''Mille'' | Foto by Nando - Rifornimento d'acqua alla Coop. ''Mille'' | Foto by Nando - Rifornimento d'acqua alla Coop. ''Mille'' | Foto by Nando - Rifornimento d'acqua alla Coop. ''Mille'' |

COMUNE di CAPOTERRA - SETTORE SERVIZI TECNOLOGICI

DISSERVIZI e RESTRIZIONI nell'EROGAZIONE dell'ACQUA - AVVISO agli UTENTI della LOTTIZZAZIONE "COOP. MILLE"

Capoterra, 19 Luglio 2007

__________________________________________________________________________________

Con nota datata 19 Luglio 2007 e firmata da Andrea Bernini, per conto del Dirigente del Settore Ing. Sergio Garau, è stata distribuita dal Comune di Capoterra, nelle abitazioni della lottizzazione della "Coop. Mille", la seguente nota:

OGGETTO: EROGAZIONE IDRICA.

<La lottizzazione Coop. Mille è alimentata esclusivamente con acqua erogata dal pozzo realizzato dalla Ditta lottizzante, con una portata tale che dovrebbe abbondantemente soddisfare i 2.040 residenti.
Ciò nonostante, questo ufficio continua a ricevere lamentele da parte degli utenti delle zone periferiche che non ricevono l'acqua in rete in modo regolare o non ne ricevono affatto.
Verificata l'assenza di guasti alle condotte, la causa della carenza d'acqua nelle zone periferiche pare sia da attribuirsi ad un eccessivo consumo degli utenti delle zone centrali o comunque più vicini all'impianto acquedotto.
Pertanto, si richiede a tutti una maggiore attenzione nei consumi idrici, evitando inutili sprechi, usi impropri ed espressamente vietati dell'acqua potabile.
Per consentire una equa distribuzione dell'erogazione idrica, al momento siamo costretti, ns. malgrado, a distribuire l'acqua in rete a giorni alterni secondo il seguente schema:

GRUPPO 1

Via Cipro - Via Itaca - Via Rodi - Via Lipari
Via Vulcano - Via Minorca - Via Gorgona - Via Creta
Via Capri (tratto da Via Creta a Via Vulcano)
Via Maiorca (tratto da Via Serpentara a Via Ponza)
Via Serpentara (tratto da Via Maiorca a Via Ponza)

GRUPPO 2

Via Ponza - Viua Ibiza - Via Panarea - Via Tavolara
Via Capri (tratto da Via Creta a finale) - Via Molara
Via Serpentara (tratto da Via Maiorca a finale lato Capoterra)
Via Serpentara (tratto da Via Ponza a finale lato Residenza del Sole)

La suddetta distribuzione a giorni alterni avrà inizio a partire da venerdì 20 luglio col "Gruppo 1".

Capoterra 19 luglio 2007

p. Il Dirigente di Settore
(Ing. Sergio Garau)
f.to Andrea Bernini
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Nota di "Redazione"

Nel declinare ogni e qualsiasi responsabilità, in merito ad omissioni e/o inesattezze, eventualmente presenti nel documento integralmente sopra citato, sottoponiamo a chi di competenza queste sintetiche osservazioni e suggerimenti.
__________________________________________________________________________________

Non è la prima volta e, purtroppo, non sarà neppure l'ultima (ne abbiamo piena consapevolezza), che accadono questi disservizi all'interno della "Coop. Mille" (Loc. "Sa Maddalena"). Da quando i primi pionieri, nell'ormai lontano e mitico Dicembre dell'anno 1996, andarono ad abitare le case appena consegnate, dopo la firma del rogito notarile, di ... acqua ne è passata tanta, anzi troppa, sopra e sotto i ponti (senza nessuna allusione, alla devastante e tragica alluvione del novembre 1999). Sono cambiati i suonatori, ma la musica è rimasta la medesima. E' un decennio esatto, che gli abitanti e/o residenti della lottizzazione, si sentono ripetere la stessa solfa, prima dagli Amministratori della "Coop. Mille" e ora da quelli comunali, che hanno ereditato l'annoso e spinoso problema. L'acqua c'è o, meglio, dovrebbe esserci per tutti. Non a caso, a suo tempo, con il denaro dei soci, la Coop. Mille si era resa praticamente autosufficiente al riguardo del fabbisogno idrico, costruendo con regolare autorizzazione, pozzi e cisterne, che garantivano autonomia di approvvigionamenti, senza collegamenti alla rete idrica dell'ESAF. I guai sono cominciati alcuni anni dopo, quando nacquero e si svilupparono le lottizzazioni viciniore (Coop. Assicasa, Cento, Nucleo Urbano -poi fallita- e, soprattutto, "Residenza del Sole"). Si venne a scoprire che la Coop. Mille forniva l'acqua anche a queste nuove realtà residenziali. Una concessione forse dovuta per legge, forse concordata tra gli amministratori e/o costruttori delle varie lottizzazioni (non si è mai saputo bene perchè, quando e come), in perfetta linea, comunque, con quanto riportato nel Vangelo: <dare da bere agli assetati>! Pur d'accordo, nella sostanza, con tale frase biblica, sposterei il problema, per meglio esaminarlo, sulla quantità e sulla durata dell'operazione di rifornimento che è durato molto tempo e che, pensiamo sia ancora in atto, almeno per la parte delle abitazioni al confine con la ns. lottizzazione. Ma anche di questo non abbiamo certezza e, pertanto, sorvoleremo pure, se non fosse che l'acqua non è sufficiente nemmeno per gli abitanti della Coop. Mille. Non è possibile, infatti, affermare che <... l'acqua è erogata dal pozzo realizzato salla Ditta lottizzante (Coop. Mille), con una portata tale che dovrebbe abbondantemente soddisfare i 2.040 residenti>, per poi razionare la medesima, nei termini indicati nella nota comunale sopra richiamata. Come mai avviene questo?! Di chi è la responsabilità? Di chi innaffia i giardini fatti a proprie spese e non vuole vederseli andare in malora?! E' forse, questa, una colpa così grave dal richiamare divieti assurdi e, di conseguenza, salate sanzioni amministrative, quando non addirittura reati penali?! Non ci si venga a raccontare, che l'alternativa è costituita dalla realizzazione dei pozzi artesiani in ogni singolo lotto di terreno: circa 400 buchi, al costo di 60 Euro ca. al metro lineare, più le spese di istruttoria della pratica per il rilascio della concessione, che attingono acqua dalle medesime falde sotterranee, esattamente come avviene adesso tramite quello centralizzato. Oppure c'è qualche altra cosa che non sappiamo e, invece, dovremo sapere?! Forse la rete idrica è già tutta un colabrodo, perchè realizzata male!? Nella nota comunale, le perdite sono smentite, ma noi sappiamo che ce ne sono state, anche successivamente alla sua data di emanazione. Intanto, i tecnici e gli operai comunali intervenuti in questi giorni, hanno accertato la non corrispondenza delle mappe degli impianti idrici, a suo tempo consegnate al Comune, con la reale esecuzione degli stessi. La situazione è cambiata col tempo e chi di competenza e dovere, non ne ha eseguito l'aggiornamento e/o l'integrazione. La mappatura, dovrà essere rifatta integralmente, andando a verificare punto per punto l'attendibilità della medesima, nei confronti della situazione attualmente esistente e tecnicamente riscontrabile. Altrimenti si rischia di chiudere l'acqua a zone che non sono state ancora servite e di agevolare troppo, chi ne ha già avuto in abbondanza. Come si fa a lasciare senz'acqua intere famiglie, per 4 giorni consecutivi, in piena estate?!! E' vero che sono intervenute le autobotti per rifornire gli abitanti, ma continuando così, non ci si può non aspettare la reazione, quanto meno indignata dei cittadini-contribuenti, i quali chiedono che sia garantito un quantitativo minimo quotidiano, ben calibrato e non conteggiato all'incirca. Chiedono che l'acqua venga sospinta nelle abitazioni, da una giusta pressione immessa nella rete idrica e che non si debba essere costretti, per necessità oggettive, ad utilizzare autoclavi propri, per sopperire a tale insufficienza o mancanza. Chiedono, infine, un incontro, con gli Amministratori comunali, al fine di determinare congiuntamente le giuste linee di azione, il più possibile condivise e partecipate, per risolvere il problema del bene più importante e prezioso in assoluto: l'acqua. Tale elemento fondamentale per la vita, infatti, non può e non deve essere "privatizzato" o gestito, senza garanzie forti e inequivocabili, da Enti parapubblici o Ditte private, che non hanno a cuore le ragioni dei cittadini, ma soltanto quelle del loro tornaconto aziendale. L'acqua non si può e non di deve barattare! Al massimo si può gestirla e razionarla, quando è oggettivamente necessario, nel contesto di un piano organico e funzionale, elaborato in accordo con le rappresentanze di base della cittadinanza, all'interno di un quadro normativo di regole certe e rispettose, sia dell'utenza che dell'ambiente.
Staremo a vedere i prossimi sviluppi, di cui daremo informazione anche attraverso le pagine di questo sito web.

Gianfranco Ghironi

ESTATE in PIAZZA 2007 - SPETTACOLI a CIELO APERTO

Amministrazione Comunale di Capoterra - Assessorato allo Spettacolo

In collaborazione con l'Associazione Turistica Pro Loco di Capoterra e l'Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della RAS
Dal 26 Luglio al 16 Settembre 2007
(fonte di prelievo della notizia http://www.capoterra.net)
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Per informazioni più dettagliate collegati al sito web di http://www.capoterra.net

http://nildejottinp.altervista.org

Ludoteca comunale di Capoterra - Programma Estivo 2007

Ludoteca Capoterra Programma Estate '07

PROGRAMMA ESTIVO della LUDOTECA COMUNALE di CAPOTERRA

Assessorato ai Servizi Sociali e Ludoteca Servizi Educativi di Capoterra

Dal 16 Luglio al 4 Settembre 2007 - Tel. nn. 07072391 - 0704520048 - 070721222

(Per ingrandire clicca sull'immagine)
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Nota di "Redazione"

L'immagine è stata prelevata dall'URL del sito web di Marco Frau http://www.capoterra.net, che ringraziamo e al quale rimandiamo direttamente, per ulteriori dettagli e informazioni in merito.

EDUCAZIONE, DISABILITA' e INCLUSIONE SOCIALE

Incontri di informazione per genitori, insegnanti e operatori

Capoterra, 7-14-21 Giugno 2007 - Ore 16.30/19.30
Casa Melis - Corso Gramsci - Capoterra (CA)

(Semi-Redazionale, 02/06/2007)

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L'Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Capoterra, in collaborazione con l'Associazione Temporanea di Impresa costituita dalle Cooperative Sociali ONLUS del CTR, della NOASIS e dell'ISOLA VERDE, hanno organizzato tre incontri di informazione liberi a tutti i cittadini, ma dedicati in modo particolare a quanti tra docenti, genitori e operatori, svolgono la delicata funzione, professionale e/o umana, di educatori. I medesimi si svolgeranno, dalle ore 16.30 alle 19.30, presso i locali di "Casa Melis", situata nel centralissimo Corso Gramsci in Capoterra, in tre Giovedì consecutivi, nei giorni 7, 14 e 21 Giugno p.v.. Ecco cosa prevede, nel dettaglio, il calendario degli interessanti incontri:

1° INCONTRO (7 Giugno 2007 - Ore 16.30 / 19.30)
Tema: presentazione del libro <Per gli amici mi chiamo Duck> di B. Furcas e A. Cossu
Storia di una vita diversamente possibile
Dibattito con gli autori del libro, Bruno Furcas e Andrea Cossu, presenti in sede

2° INCONTRO (14 Giugno 2007 - Ore 16.30 / 19.30)
Tema: <Conoscere il bambino: lo sviluppo del linguaggio, del pensiero dell'emotività>
Confronto con gli specialisti
- Dott.ssa Luisa Molinas (Neuropsichiatra Infantile)
- Dott.ssa Annarita Onnis (Psicologa e Psicoterapeuta)

3° INCONTRO (21 Giugno 2007 - Ore 16.30 / 19.30)
Tema: <Difficoltà di apprendimento: riconoscere i primi segnali e intervenire precocemente>
Confronto con gli specialisti:
- Dott.ssa Sabrina Cambiaggio (Pedagogista)
- Dott.ssa Annarita Onnis (Psicologa e Psicoterapeuta)

CONTENUTI degli INCONTRI

<... i percorsi per la conquista di una piena cittadinanza e inclusione sociale di Andrea e il suo sogno di scrivere un libro che dà vita a "Per gli amici mi chiamo Duck">

<... alcuni aspetti dello sviluppo dei bambini che in ciascun educatore, sia esso genitore o insegnante, sucitano interrogativi sulle modalità più appropriate per affrontarle e favorire una crescita serena della personalità dei minori>

FINALITA' degli INCONTRI

- Facilitare la comunicazione e potenziare l'ascolto attivo nella relazione educativa.

- Conoscere diverse pratiche educative, in relazione agli aspetti emotivo affettivi, attraverso l'acquisizione di nuove conoscenze, lo nscambio di esperienze e il confronto creativo fra i partecipanti

Per ulteriori e più dettagliate informazioni in merito, ci si può rivolgere al Servizio di Assistenza Scolastica Specialistica del Comune di Capoterra - Assessorato ai Servizi Sociali - Via Diaz, 46- Tel n. 0707241128, nei giorni di Martedi e Giovedi, dalle ore 15.00 alle 19.00; il Venerdi, dalle ore 08.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
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Nota di "Redazione"

Tutte le informazioni circa l'interessante iniziativa in questione, ivi compresa l'immagine di copertina riprodotta, sono state desunte e prelevate (ad eccezione della premessa al calendario degli incontri), dall'apposito "depliant's", pubblicato e messo in circolazione dall'Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Capoterra. Questo sito web, pertanto, nel pubblicare volontariamente e volentieri quanto sopra, al fine della sua più ampia diffusione possibile, non è responsabile di eventuali omissioni e/o inesattezze, contenute o meno nello stampato di cui trattasi.

Copertina del ''depliant's'' del Seminario degli incontri

''Educazione, Disabilità e Inclusione Sociale''

Convegno sulla Lingua Sarda a Capoterra

RIFLESSIONE su una STANDARDIZZAZIONE MODERNA e DEMOCRATICA del SARDO

Convegno pubblico a Capoterra c/o Casa Melis
Mercoledì 30 Maggio 2007 - Ore 16.30

http://www.capoterra.net/news_singola.asp?IDNews=277
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<Mercoledì 30 maggio 2007 alle ore 16,30, presso la Casa Melis in Corso Gramsci a Capoterra, ci sarà il convegno dal titolo: "Riflessione su una standardizzazione moderna e democratica del Sardo". Il convegno è organizzato dall'Assessorato alla Cultura, Pubblica Istruzione, Lingua Sarda, Tradizioni e Beni Culturali del Comune di Capoterra e vedrà tra gli altri la presenza di Blasco Ferrer (Ordinario di Linguistica Sarda dell'Università di Cagliari), del Prof. Massimo Pittau (Prof. Emerito dell'Università di Sassari) e di Oreste Pili (Assessore alla Cultura e Lingua Sarda del Comune di Capoterra)>.
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Nota di "Redazione"
La notizia/informazione soprariportata, unitamente all'immagine della locandina ufficiale della manifestazione, è stata prelevata, per la più ampia diffusione dell'interessante convegno, dall'URL http://www.capoterra.net/news_singola.asp?IDNews=277

PASSIONI e RESURREZIONI de CRISTU

di Franco Bayre e Joseph Theatrum - Sabato 7 Aprile ore 18.30
Presso sede XIII^ Comunità Montana - Loc. "Is Olias" - Capoterra

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PERSONAGGI E INTERPRETI

- CRISTO: Graziano Dessì
- MARIA: Rita Cappai
- CAIFA: Raffaele Puddu
- GIUDA: Vittorio Lai
- MAGDALENA: Rita Frau
- GIOVANNI: Vittorio Dessì
- PIETRO: Emilio Palla
- MARTA: Marina Piano
- SIMONE: Pino Pusceddu
- PILATO: Giuseppe Palmas
- MOGLIE PILATO: M. Francesca Bayre
- VERONICA: Gabriella Andante
- PROFETA: Carlo Piras
- MALCO: Efisio Piras.

BALLETTO: Allieve Passione Danza di Daniela Palmas

SCENOGRAFIA: Franco Bayre
LUCI: Lucio Pesca
AUDIO: Luciano Contu
TRUCCO: Gabriella Andante
TECNICO SCENOGRAFO: Ruggero Piscedda
DIREZIONE TECNICA: Raffaele Puddu
SCELTE MUSICALI: Franco Bayre
COSTUMI: Maestranze Bayre's
CAMERAMEN: Alberto Bayre e Franco Orrù
ASSISTENTI: Marina Piano e M. Francesca Bayre
AIUTO REGIA: Davide Cau
REGIA: Franco Bayre

Locandina Spettacolo

Joseph Theatrum Capoterra - Locandina della Rappresentazione ''Passioni e Resurrezioni de Cristu''

Clicca per Ingrandire

Congresso 'Nilde Jotti'

PdCI - Giampaolo Pinna - Segretario della Sezione ''Nilde Jotti''

Il Segretario G. Pinna

RELAZIONE POLITICA del SEGRETARIO CITTADINO

PdCI - I° Congresso della Sezione <Nilde Jotti> di Capoterra (CA)

CAPOTERRA - SABATO 24 MARZO 2007 - ORE 17.00
Redazionale, 25/01/2007

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<Non è facile ricordare, in premessa a questa relazione, le vicende relative alla nascita della sezione del PdCI di Capoterra, che i compagni hanno intitolato a <Nilde Jotti>, splendida figura femminile ed eminente donna politica italiana di statura internazionale, dopo un intenso percorso di elaborazione programmatica e di strutturazione organizzativa e logistica.
Non di meno, in questo I° Congresso sezionale cittadino, è comunque opportuno se non addirittura doveroso, tracciare a grandi linee il percorso compiuto da tutti noi, per realizzare l'obiettivo di rappresentare il più degnamente possibile, il PdCI e le sue istanze politico-sociali, nella ns. realtà territoriale.
In sei mesi siamo riusciti a fare, quello che non ci era riuscito di concretizzare nei precedenti due anni circa e questo non può che essere motivo di soddisfazione, che si trasforma in orgoglio pieno, tenendo conto delle poche risorse disponibili, sia finanziarie che strumentali, dell'entità del ns. partito e delle difficoltà di ogni genere incontrate localmente "in itinere"; non ultime, quelle relative ad un diffuso scetticismo e ad una sottovalutazione del ns. "peso specifico", misurati con strumenti e metodi, che non esitiamo a definire anacronistici e non corrispondenti alla realtà (il riferimento è anche rivolto alla questione "primarie", al ns. risultato elettorale del I° turno delle amministrative e al successivo esito del "ballottaggio").
E' noto, infatti, che nel ns. mondo politico non si viene considerati in base alle competenze, alle professonalità, alla validità e fattibilità delle idee, alla coerenza degli intenti e delle successive azioni di realizzazione concreta degli stessi. Il metro di giudizio, che ci piaccia o meno, è sempre quello del peso elettorale (voti) e del modo in cui si sta dentro o fuori (supini, inginocchiati o in piedi), una maggioranza di governo o una opposizione di minoranza. Per ns. fortuna e storia, siamo abituati a stare all'interno o all'esterno, a seconda delle circostanze oggettive, senza dover rinunciare alle ns. idealità e ai ns. valori, ai ns. riferimenti identitari di base, politici ed economici, sociali e culturali. Mai potremo mettere da parte queste ns. caratteristiche, senza inficiare profondamente la stessa natura della ns. esistenza e del ns. modo di fare politica che, per chi non lo avesse ancora capito, mette in primo piano, come principi etici superiori a tutti gli altri anche legittimi interessi, la difesa della dignità della persona, in tutte le sue sfaccettature ed esigenze, la famiglia, il lavoro, la scuola, la sanità, la società, lo stato. Con tutti gli organismi istituzionali, pubblici e privati, i partiti e i sindacati, i movimenti e le associazioni, i "media" ed i singoli cittadini, vogliamo, possiamo e dobbiamo confrontarci, sempre e comunque, anche quando stanchi o delusi non ne avremmo voglia, poichè riteniamo che la politica, per chi la interpreta nel senso più nobile del termine, è mettersi al servizio degli altri e mai nascondere la "testa sotto la sabbia" e/o pensare di essere l'unica entità portatrice del verbo della verità. Mai pensare di essere sempre nel giusto e di non sbagliare: non è nella natura dell'essere umano essere perfetti. Chi la pensa in questo modo sta sicuramente percorrendo strade pericolose, che portano soltanto a perdere di vista quello che è lo scopo vero della politica, ovvero il dialogo, il confronto, la sintesi delle posizioni e la messa in atto di quanto concordato, al fine del miglioramento delle condizioni di vita di tutta la Comunità indistintamente.
Non a caso, anche a livello locale, stiamo cercando di portare avanti il discorso della concertazione, la più larga e condivisa possibile con tutti i soggetti politici, le realtà territoriali istituzionali e associative, pubbliche e private, commerciali e culturali, quale unica strada concretamente percorribile per addivenire ad un miglioramento della qualità dei rapporti e realizzare, finalmente, quella stretta sinergia di intenti e di coordinamento delle forze, assolutamente necessari allo sviluppo e al progresso della ns. Comunità, a tutti livelli.
Per rendere compiuta questa operazione, però, è indispensabile che altri abbandonino certi metodi teorici e di prassi, che escludono oggettivamente l'instaurarsi di quella che viene definita (pleonasticamente), democrazia partecipata e/o partecipativa, che ha insita in sè il pregio di volere far partire dalle istanze e dalle esigenze primarie della gente, la strutturazione delle politiche ad esse conseguenti e non il contrario. E' indispensabile dismettere la consolidata "prassi del gambero", ovvero partire dal "vertice", con politiche aprioristiche studiate "a tavolino" e andare ad auscultare, in modo attento e consapevole, le necessità reali della "base" (gli iscritti o simpatizzanti del partito, i cittadini tutti, la popolazione in generale). Occorre, pertanto, un netto segnale di discontinuità, già richiesto in passati anche recenti che, purtroppo, non è ancora pervenuto, forse anche perchè non è stato addirittura recepito, per sottovalutazione politica e/o indifferenza sociale.
Noi siamo fedeli, in una logica di coalizione politica che vede tutto il centrosinistra locale, coinvolto nel progetto de "l'Unione", a sostenere lealmente l'attuale maggioranza, seppure senza avere incarichi di Giunta o Consiglieri, presenze in Enti o Consorzi. Siamo moderatamente contenti, di essere all'interno di tre Commissioni (Edilizia, Pari Opportunità e Sport), rappresentati da persone degne e preparate, che forniscono alla causa il loro prezioso contributo umano, professionale e politico. Confidiamo di entrare a fare parte dei Comitati di Quartiere prossimi venturi, di cui siamo convinti assertori e di cui sollecitiamo l'istituzione, anche se sospettiamo, legittimamente, stante i ritardi esagerati fin quì accumulati al riguardo, che il problema non sia di natura tecnica, logistica, giuridica e/o burocratica ma, bensì, di natura squisitamente politica (mancanza di determinazione e reale volontà). Probabilmente, non ci si crede veramente in questi organismi comunali di base e si pensa, anzi, che essi potrebbero costituire un ostacolo al perpetuarsi indiscusso di prassi, atti e fatti, non proprio trasparenti, che meno la gente conosce meglio è, per chi manovra il timone della navigazione della politica locale.
Abbiamo proposto pubblicamente, la creazione di un coordinamento degli organismi associativi tutti, presenti e funzionanti nel territorio e vorremmo una risposta ufficiale, alla richiesta esplicita di svolgere questo importante censimento/anagrafe dell'esistente e dell'attivo, unitamente al Comune di Capoterra, convinti come siamo, che ciò non potrà che sortire effetti positivi. Stiamo lavorando sodo, per realizzare inziative e attività che portino ad un beneficio generalizzato e non corporativo della popolazione, che innestino elementi di crescita, sviluppo, occupazione e cooperazione tra vari soggetti, possibilmente in accordo con tutti coloro che credono nelle ns. intenzioni. Soggetti, questi, che ci hanno dato, ci stanndo dando e ci daranno fiducia, nella misura in cui dimostreremo con i fatti, le ns. capacità e potenzialità operative, in un quadro lineare e trasparente, di idee e progetti, frutto di esperienze e di azioni, costanti e coerenti nel tempo. Attiveremo a brevissima scadenza, uno sportello di Patronato, aperto a tutti i cittadini, svolto in regime di convenzione e conosciuto dagli operatori come "Front Office", che offre servizi di consulenza e disbrigo pratiche, nei settori della compilazione dei modelli 730 e della Dichiarazione dei Redditi, delle Pensioni di Invalidità, degli Assegni familiari, del versamento dei contributi agricoli e per l'assistenza, a chi vuole intraprendere un'attività imprenditoriale o lavorativa, anche dipendente, attraverso la predisposizione degli appositi "Curriculum Vitae" e Professionali specifici. Abbiamo intrapreso una proficua collaborazione, con il gruppo/condominio degli artigiani e dei commercianti stabili, presenti presso "La Piazzetta" de <La Residenza del Sole>, con cui si sta portando avanti un lavoro di stretta sinergia nell'ambito di una iniziativa di "mercato rionale", denominata <Shopping All'Aperto>; che non vuole essere solo di promozione e vendita di prodotti di vari settori merceologici, ma integrato con attività di significativa valenza sociale, artistica e culturale, in senso ampio. Sia nella fase di ideazione che nella progettazione tecnica, oltrechè organizzativa ed esecutiva, infatti, queste caratteristiche distintive sono state messe sempre in evidenza, unitamente agli aspetti più squisitamente "politici" (in senso lato), relativi al più largo livello possibile di sinergia, partecipazione, condivisione, coordinamento e integrazione territoriale, "con l'Ente Locale comunale, la Pro Loco, il Consorzio dei Commercianti del Centro Storico, gli altri organismi e associazioni presenti nel territorio o al di fuori di esso, quali, ad esempio, l'Amministrazione provinciale di Cagliari, la Camera di Commercio e gli Enti di promozione turistica".
Per far conoscere e "lanciare" l'iniziativa in questione, stimolare tutti i soggetti, istituzionali e privati, a fare la loro parte per organizzarne e sostenerne altre, è stato allestito e svolto un incontro-dibattito pubblico, dall'interessante tematica <Il Ruolo dell'Ente Locale, nella Promozione delle Attività Artigianali e Commerciali, in funzione dello Sviluppo di Servizi di qualità da offrire al cittadino, nella prospettiva della realizzazione di nuove occasioni di Lavoro, stabili e durature, integrate nel territorio>. Svoltosi il 13/01 c.a., alla presenza anche del Sindaco e dell'Assessore provinciale del Lavoro, presso <La Piazzetta> artigianale/commerciale de <La Residenza del Sole>, l'incontro si è dimostrato un successo completo, sia per la partecipazione di un folto e attento pubblico, che per la qualità delle proposte e dei contributi teorici e operativi, scaturiti dagli interventi e dal successivo dibattito.
Abbiamo anche cercato di fornire il ns. contributo, alla istituzione della locale Scuola Civica di Musica, sia a livello di progettazione tecnica che di proposta operativa, nell'ambito della strutturazione e conduzione della Cattedra di Direzione orchestrale e Canto corale, senza ottenere risposta alcuna; stesso discorso vale anche per la organizzazione della Banda o Corpo musicale cittadino, ove abbiamo anche fornito i preventivi di spesa, oltrechè ragguagli tecnici e operativi di sicura provenienza, forniti da ns. compagni e soci, qualificati e attendibili. Anche in questo caso, non ci è pervenuto nessun riscontro.
Continueremo in ogni caso ad offrire il ns. contributo e sviluppare proposte fattibili anche se le risposte dovessero essere negative oppure non pervenirci come fino ad ora è stato. Chi pensa che ci stancheremo, non ha fatto i conti con la ns. storia e la ns. proverbiale tenacia. Non siamo certamente persone che mollano facilmente o che lasciano andare il cervello all'ammasso indifferenziato dei rifiuti. Anche per i cervelli, chiediamo che venga istituita una raccolta differenziata, affinchè si possa distinguere chi ce lo aveva veramente grigio, oppure ne aveva poco o addirittura niente, al di là del "peso specifico" del partito od organismo politico di appartenenza.
La sezione politica <Nilde Jotti> e l'Associazione culturale omonima, vogliono diventare una fucina di idee, una palestra di attività e un laboratorio di sperimentazione pratica, di nuove e più efficaci forme, metodi e tecniche, di come fare politica in mezzo alla gente e non al di fuori o contro di essa. Per questo occorre diventare sempre più numerosi quantitativamente e sempre migliori qualitativamente, poichè la ns. vera "forza" è nelle ns. idee e nelle ns. proposte, che per concretizzarsi hanno necessità di partecipazione e sostegno, continuità e coerenza di azione. Il ns. obiettivo strategico è quello di divenire gradualmente, un vero e proprio centro di aggregazione politico-culturale della sinistra, per smussarne le spigolature e le differenziazioni, a volte soltanto morfologiche e non sostanziali, di tutta la costa del sud-ovest della Sardegna. Questo, secondo noi, è uno dei modi corretti, per contrastare più efficacemente le bellicosità illiberali del centrodestra e l'idea di liquidazione della sinistra, venuta alla mente di chi non ci vede di buon occhio sulla scena politica. Non siamo avversi alla prospettiva di creazione di un Partito Democratico. L'idea in sè è accattivante e, quasi sicuramente, storicamente, verso quella direzione ci si dovrà incamminare, prima o poi. Pertanto, prima ci mettiamo a discutere seriamente (nessuno escluso), soggetti politici di sinistra (partiti, associazioni e movimenti) e del centro progressista (partiti, associazioni e movimenti), meglio sarà per tutti, al fine di non pervenire a pasticiacci brutti, che potrebbero condurre a ulteriori e più profonde fratture. La discussione e l'approfondimento, su queste delicate ed importanti tematiche, però, non può, avvenire ai soli livelli di vertice, ma deve coinvolgere in modo articolato e partecipato, l'intera base dei singoli partiti, in vere e proprie sessioni di studio, lavoro e approfondimento, da cui scaturiscano con cognizione di causa, le proposte da presentare e/o le decisioni da assumere. Ancora una volta, il vero problema non è in sè il Partito Democratico che verrà, quanto i tempi, i metodi, le tecniche e gli strumenti, che saranno utilizzati per la sua costruzione. Questa non deve essere artificiosamente velocizzata o, meglio, forzata, più di tanto, perchè i processi di trasformazione sociale, economica e culturale, come insegna la storia, quando vengono violentati, quasi mai portano alla realizzazione di cose sane, giuste, pacifiche e durature. Tutto questo si può fare, inoltre, tenendo conto delle specificità di ciascun soggetto politico. Come è riuscito di fare ai padri fondatori della ns. Repubblica, di compendiare e rappresentare in maniera equilibrata nella Carta costituzionale, tramite l'istituzione di un'apposita Assemblea/Commissione costituente, le più diversificate istanze, ideologie, origini e storie, dei vari Partiti partecipanti alla guerra di liberazione nazionale, così sarà necessario fare anche per addivenire all'eventuale nascita del Partito Democratico. Altra soluzione non c'è, se non quella di un atto di forza, di assoluta arroganza, che cerchi di liquidare identità, valori e idealità, con un solo colpo di spugna abrasiva, dalle prevedibili conseguenze politiche che, anzichè rafforzare, renderebbero ancora più instabili i già precari equilibri dell'Unione di Centrosinistra>.

Capoterra, 24 Marzo 2007

Il Segretario cittadino
Sezione <Nilde Jotti>
Giampaolo Pinna

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Note della "Redazione"

La Relazione di cui sopra, è stata approvata integralmente e all'unanimità, dagli iscritti presenti alla sezione cittadina del PdCI e dall'apposita Commissione politica istituita al suo interno, a norma dello Statuto e del Regolamento nazionali.
Il Segretario uscente, Giampaolo Pinna, è stato, successivamente, riconfermato per acclamazione nella medesima carica, dall'Assemblea dei tesserati, che ha rinnovato anche il Consiglio Direttivo e la Segreteria, che saranno così composti:

CONSIGLIO DIRETTIVO (12 membri effettivi)
Ismaele Cara
Ornella Corda
Giacomo Cui
Massimo Defraia
Assunta Dessì
Gianfranco Ghironi
Giampaolo Pinna
Giovanni Sarais
Ferruccio Scanu
Angela Schintu
Paolo Spano
Giovanni Orrù

SEGRETERIA POLITICA (7 membri effettivi)
Giampaolo Pinna (Segretario)
Ornella Corda
Massimo Defraia
Assunta Dessì
Gianfranco Ghironi
Ferruccio Scanu
Paolo Spano

L'assemblea congressuale locale, infine, ha nominato i delegati (uno ogni cinque iscritti), in rappresentanza della sezione <Nilde Jotti> di Capoterra, al Congresso federale provinciale, che si svolgerà a Cagliari, il 31 Marzo p.v.. I "magnifici sette" sono, nell'ordine:

DELEGATI al CONGRESSO FEDERALE (7 membri titolari)
Ornella Corda
Massimo Defraia
Assunta Dessì
Gianfranco Ghironi
Giampaolo Pinna
Giovanni Sarais
Paolo Spano

(2 membri supplenti)
Ismaele Cara
Angela Schintu

Per la "cronaca", i lavori sono stati presieduti da Ornella Corda, sotto la supervisione del "garante" esterno, nominato d'ufficio dal Comitato federale provinciale di Cagliari, compagno Giuseppe (noto Pinuccio) Demarcus, un vero "gentleman" della politica, che si ringrazia vivamente per la preziosa opera di collaborazione congressuale, le parole di elogio pronunciate nei confonti dell'attività fin quì svolta dalla sezione <Nilde Jotti> di Capoterra, nonchè per l'incoraggiamento rivolto alla prosecuzione della navigazione sulla corretta "rotta" (politica e metodologica), fino ad ora perseguita, sotto l'egida delle 4 "C": coerenza, collaborazione, concertazione e continuità di azione, al servizio della Comunità.

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COMMENTO e RIFLESSIONI sulla RELAZIONE POLITICA e sullo SVOLGIMENTO del CONGRESSO SEZIONALE

Redazionale, 26/01/2007
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Relazione orgogliosa e puntigliosa, quella del Segretario uscente (per dovere statutario) Giampaolo Pinna, subito rientrante (per diritto d'opera), poichè rieletto all'unanimità dai tesserati presenti al 1° Congresso cittadino della sezione <Nilde Jotti> del PdCI capoterrese. Quasi tutta centrata, come doveva essere, sulle cose fatte, in corso e quelle da intraprendersi in ambito locale, con particolare riferimento ai rapporti in essere con i partiti della coalizione di centrosinistra attualmente al governo comunale (anche grazie ai 400 voti circa portati in dotazione dai Comunisti Italiani), l'excursus epistolare e verbale si è concluso, con una riconferma dell'apertura al dialogo, già avvenuta in precedenza, con i partiti della sinistra, del PsdAz, della Margherita e dell'UDEUR, al riguardo della politica comunale e della "quistione" relativa al Partito Democratico. I dettagli possono essere visionati nella Relazione, approvata integralmente dalla Commissione Politica e dai congressisti, pubblicata "senza tagli" e senza remore in questo libero sito, nella pagina "Articoli", sottopagina "interni".
E' stato un buon Congresso, partecipato e dibattuto, a cui sono intervenuti anche il Segretario della locale sezione del Partito della Rifondazione Comunista, Antonio Anedda, il Consigliere comunale dello stesso organismo, Giannetto Soi e alcuni altri graditi ospiti. Da rimarcare che, per la prima volta in assoluto, il PdCI nazionale ha varato un regolamento congressuale, che consente la partecipazione alle attività delle varie Commissioni sezionali, anche agli invitati, iscritti o meno, ad altre sezioni o partiti del centrosinistra. Una modalità questa, molto gradita, utile e addirittura necessaria, non solo formalmente ma, soprattutto, concretamente, per riaffermare il concetto di Democrazia partecipata e partecipativa, estendere il dialogo e pervenire alla costruzione delle proposte, dei progetti e delle piattaforme politiche in maniera condivisa, con altri soggetti partitici, organismi associativi e/o singole persone, interessate a fornire il proprio contributo di idee ed esperienze.
La strada da percorrere è stata chiaramente delineata. Non è più pensabile di camminare da soli in un contesto che è diventato oggettivamente extraurbano, ormai sovraterritoriale, stante la vicinanza dei Comuni di Cagliari, Sarroch, Villa S. Pietro, Pula e persino Domus De Maria e Teulada. Problematiche gravi, di comune e urgente soluzione, in merito alla sicurezza della famigerata S.S. 195 e delle vie provinciali interne, della mobilità e dei trasporti, del dissesto idrogeologico, dell'inquinamento, fino alla ri-definizione dei piani paesaggistici, dello sviluppo sostenibile con l'ambiente naturale e compatibile con quello antropico, la necessità di creare occupazione in un contesto fortemente penalizzato in tal senso; del turismo, del porto canale, delle necessità delle industrie petrolchimiche (Saras, Tecnocasic, Casic, etc.), dell'approvvigionamento idrico, sia ad uso domestico che per l'agricoltura e le fabbriche, etc., impongono scelte oculate e precise da parte delle Amministrazioni locali, da portarsi avanti in sinergia, nei confronti delle superiori autorità politiche istituzionali. Il Consorzio di forze, da instaurarsi tra gli Enti Locali citati, per affrontare il più efficacemente possibile, queste gravi e delicate situazioni e tematiche, rende necessaria analoga sinergia tra le ns. "cellule" di base, sparpagliate nel medesimo territorio, morfologicamente e dimensionalmente, vasto e complesso. Ecco perchè il PdCI sezionale ha operato e sta operando, in accordo col federale provinciale e gli altri organismi di base, una riorganizzazione o, meglio, una razionalizzazione strategica delle risorse, umane e professionali, politiche e strumentali, per non disperderle in mille inutili rivoli e concentrarle sulle più importanti battaglie sociali, economiche e culturali, che ci aspettano come partito e come uomini "al servizio della gente". Una sezione aperta e rappresentativa di tutto il territorio del Sud-Ovest, delle sue istanze e necessità, al fine di coordinare gli sforzi e le politiche da attuarsi, per migliorare insieme la qualità della vita di tutti i cittadini, occupati o meno, ivi abitanti e/o residenti. Questa è la prima scommessa da vincere ed è per questo che siamo tutti, ancor prima che partiticamente, stante le responsabilità assunte anche individualmente, impegnati moralmente e civilmente nel perseguire questo indispensabile obiettivo. Soltanto così potremo sperare di "vivere" e non di "sopravvivere", per fornire il ns. contributo con sempre maggiore autorevolezza, incidere in modo significativo sulle scelte da compiersi e non "rimanere al palo" o essere "emarginati", dalle stesse coalizioni o alleanze politiche (Unione di centrosinistra) di appartenenza che, non infrequentemente, ci sopportano a malapena, con malcelato fastidio e sufficienza nei rapporti politici, non dando ascolto e/o credito, anche a validissime proposte, progetti, iniziative e attività, che possono innescare meccanismi positivi di sviluppo economico e progresso socio-culturale, per la Comunità tutta.

GiGhi

<La STAGIONE dei CONGRESSI: CONSIDERAZIONI IRONICHE (ma non troppo) per SDRAMMATIZZARE un MOMENTO IMPORTANTE della VITA dei PARTITI (locali e non)>

PdCI - Sezione <Nilde Jotti> di Capoterra a Congresso - Sabato, 24/03/2007 - Ore 17.00
Sede di Via Treviso, 3 (affianco al nuovo Ufficio P.T. delle Poste Italiane)

Gianfranco Ghironi, 21/03/2007

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Marzo e Aprile, mesi pazzerelli da sempre, quest'anno lo saranno ancora di più. La stagione primaverile è iniziata all'insegna del maltempo, speriamo che quella dei congressi dei vari partiti sia, invece, in controtendenza, con evidenti messaggi positivi improntati al dialogo, alla dialettica, alla critica costruttiva, alle sinergie sulle cose da farsi, alla condivisione e alla trasparenza degli atti e dei fatti; alla volontà di cambiamento, "in primis", di una mentalità vecchia e distorta nel concepire la vera "politica" che, speriamo, diventi sempre più nobile e meno mobile (trasformista), scollegata da pratiche clientelari e dai veti tipici del <non si muove foglia se non vogliamo noi>; all'abrogazione dell'attuale legge elettorale, definita a suo tempo una "porcata" dal suo stesso ispiratore leghista e alla promulgazione di una nuova, al passo coi tempi e di sicura durata, superiore, comunque, a quella di una sola legislatura (!!!). Purtroppo, i segnali che si vanno rapidamente diffondendo, non sono rassicuranti e preludono ad ulteriori conflitti, anche su questioni non proprio rilevantissime. Si prospetta, su certi argomenti e tematiche, un autentico "muro contro muro", di difficile superamento, poichè la ragione è già stata obnubilata da interessi di bottega o da ideologie "retrò", che sarebbe meglio definire rococò ... anzi (per non indispettire gli amanti dell'arte) del tutto "co.co.co" (collaborazioni coordinate e continuative), nel perseguire strade non lungimiranti, illuminate dalla fievole luce di una logica ormai consunta dal "potere" medesimo. Tutto ciò porta, inevitabilmente, a infinite diatribe e incomprensioni, spesso del tutto pretestuose e anacronistiche, inutili anzi deleterie, perchè non producono che ulteriori ritardi allo sviluppo politico ed economico, sociale e culturale, della ns. comunità nazionale, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno o, se preferite, al Tirso.
Sabato 24 Marzo p.v., a Capoterra, anche la sezione locale del Partito dei Comunisti Italiani, intitolata alla memoria di Leonilde Iotti (nota Jotti e detta Nilde), celebra il suo congresso cittadino, come tante altre, in preparazione dei successivi e superiori congressi federali, provinciali, regionali e nazionali, che dovranno ricostituire i nuclei dirigenziali degli apparati periferici e centrali, nochè definire le linee guida di condotta, programmatica e politica, da perseguire nell'immediato e nel prossimo futuro.
L'ordine del giorno è ricco e sostanzioso. Si prevede un "tour de force" notevole e conclusioni a notte fonda. Vediamo cosa è previsto per la discussione all'ordine del giorno, nella sede politica del PdCI capoterrese, sita nella via Treviso n. 3 (affianco al nuovo Ufficio P.T. delle Poste Italiane):
- elezione del Presidenza del Congresso;
- relazione del Segretario uscente;
- interventi degli invitati esterni al partito;
- elezione, su istanza della Presidenza del Congresso, di una Commissione politica e di una elettorale;
- discussione e votazione del documento approvato dal Comitato Centrale del 3-4 marzo 2007;
- discussione e votazione del documento approvato dal Comitato regionale ed eventuali emendamenti;
- elezione degli organismi dirigenti e dei delegati alle istanze superiori;
- varie ed eventuali.
A tutti i partecipanti (iscritti e/o invitati), all'ingresso sarà offerto uno stimolante "a-però", non è così, non mi interrompa, perchè non ho ancora terminato. Durante il dibattito, verranno distribuite 20 gocce di "lexotan" a testa; al termine un buon "cafffè", con tripla effe, di produzione monolocale, anzi da seminterrato. Infine, tutti a nanna, con un "mal di capo" appena eletto e da sopportare, pardon, da supportare per qualche anno.
Buon lavoro congressuale al PdCI e agli altri partiti, della maggioranza e della minoranza, dell'apposizione e dell'opposizione, del centrosinistra e del centrodestra, con l'augurio più sincero per tutti, che il "sonno della ragione ... non ... generi mostri" (la frase non è mia, ma di un certo ... Francisco Goya). Per chi volesse saperne di più su questo emerito sconosciuto, clicchi (col mouse e non con il telecomando Tv) sull'URL evidenziato di Wikipedia, libera e preziosa enciclopedia "online" (http://it.wikipedia.org/wiki/Goya).

GiGhi

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Note della "Redazione"
In alto è riprodotta l'incisione <Il sonno della ragione genera mostri>, realizzata dall'artista spagnolo Francisco Goya (1797-1799), con l'utilizzo delle tecniche dell'acquatinta e dell'acquaforte. La celebre opera, inserita in una sequenza di altri capolavori denominata "Capricci", ha inteso esprimere una durissima condanna verso l'oppressione esercitata sui popoli, da ogni forma di potere pre-costituito, attraverso la proposizione di inquietanti immagini oniriche, di forte suggestione mentale.
L'immagine dell'opera quì riprodotta, è possibile grazie alla gentile concessione del "pubblico" (dominio), essendo scaduti ormai da tempo i diritti di autore ed essendo entrati in vigore (finalmente), quelli perpetui del patrimonio dell'Umanità!

''Il sonno della ragione genera mostri''

Il sonno della ragione genera mostri

Francisco Goya (30/03/1746 - 16/04/1828)


Il Grido dell'angoscia, del terrore, della solitudine e della disperazione

''L'Urlo'' - Dipinto di Edvard Munch - 1893


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VIOLENZA SESSUALE: SINTESI di un INTERESSANTE DIBATTITO

Le molteplici cause scatenanti di un fenomeno che non conosce involuzione

(Gianfranco Ghironi, 24 Febbario 2007)
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Come preannunciato, si è svolto a Capoterra, alle ore 18.30 del 23 febbraio c.a., presso l'attivissima Biblioteca sociale, sita nella piazzetta del centro commerciale in località "Poggio dei Pini", l'incontro-dibattito sull'interessante e delicato tema <Violenza sessuale: questione privata o problema pubblico?>.
Organizzato dalla Biblioteca di Poggio dei Pini, ha visto la partecipazione di una sessantina di persone che hanno ascoltato attentamente l'introduzione e le relazioni svolte dall'On.le Amalia Schirru, (Deputato del Parlamento italiano), della Dott.ssa Angela Quaquero (Assessore delle Politiche Sociali della Provincia di Cagliari) e della Dott.ssa Adriana Demuro (Psicologa e Psicoterapeuta), partecipando attivamente al successivo dibattito che si è protratto, fino alle ore 21.00 circa. Era presente, in qualità di invitato, anche l'Assessore della P.I. e della Cultura del Comune di Capoterra, Prof. Oreste Pili; tra il pubblico erano presenti il Prof. Primo Pantoli, docente in pensione e artista di chiara fama; la Prof.ssa Marinella Pippia, consigliera della Commissione comunale delle Pari Opportunità; Carla Cancellieri, Presidente dell'Associazione femminile <L'Altra metà del Cielo>. Partecipava anche lo scrivente, in qualità di Docente di Scuola Primaria e per conto dell'Associazione Culturale <Nilde Jotti> no-profit di Capoterra.
Molta la carne al fuoco, forse troppa, anche per un dibattito stimolante e intenso come quello affrontato ieri. La tematica o, meglio, la problematica, assai delicata e complessa, meritava sicuramente una trattazione più articolata e diluita in un arco di tempo di almeno due/tre giorni, da strutturarsi in forma di convegno, stage o seminario, al quale invitare gli enti locali tutti (comunale, provinciale e regionale), gli esperti in materia, i Partiti, le Associazioni di Genitori, gli Organismi socio-culturali, le Scuole, etc., per fare il punto della situazione e proporre la realizzazione di interventi multidisciplinari, in forma coordinata e partecipata, fra tutte le forze sociali oggettivamente coinvolte e necessariamente da attivare. Altrimenti non se ne esce ed il problema rimane irrisolto e irrisolvibile. Nessun organismo, ente o istituzione, pubblica o privata, da sola, per quanto competente e attrezzata, umanamente, professionalmente e strumentalmente, può pensare veramente di portare a risoluzione un fenomeno così grave e, purtroppo, in espansione, la cui reale portata è ancora sconosciuta, a causa delle tante, anzi troppe, denunce omesse, determinate dalle conseguenti scatenanti paure e diffidenze, solitudine e depressioni, sensi di colpa e/o di vergogna, di cui le vittime delle violenze sono incredibilmente "portatrici" (molto più di quelle degli "assalitori"). Ciò è dovuto anche alla mancanza di un vero e proprio Osservatorio nazionale permanente, con Sportelli periferici e/o centri operativi decentrati nel territorio (uno almeno in ogni singola Regione), che forniscano quantomeno assistenza sociale, psicologica e giuridica, a tutte le persone che subiscono violenza fisica e/o mentale, commessa dentro o fuori le mura domestiche che, guarda caso, interessa le fasce più deboli e indifese della ns. società (anziani, bambini, disabili, donne, immigrati), da sempre, nei fatti, ai margini delle attenzioni concrete del mondo politico, economico, legislativo, in un solo termine, delle istituzioni (a parole se ne interessano un pò tutti).

GiGhi

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Note della "Redazione"
L'immagine del celebre dipinto di Edvard Munch, realizzato nel 1893 dal noto artista norvegese, è stata prelevata dal sito web di Wikipedia, libera encliclopedia "online", di cui all'URL di pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Urlo_%28Munch%29.jpg
La medesima viene quì utilizzata, quale illustrazione integrativa al testo dell'articolo sulla <Violenza sessuale>, secondo quanto prescritto dalle specifiche d'uso di "Wikimedia Commons", ovvero a condizione di citarne integralmente la fonte, alla quale si rimanda direttamente all'URL di cronologia http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Urlo_%28Munch%29.jpg
Tutto ciò, poichè ormai di pubblico dominio, essendo scaduti i diritti di autore negli Stati Uniti, nel Canada, nell'Unione Europea e in tutti quei Paesi del mondo in cui, per legislazione interna, sono validi soltanto per i primi 70 anni dalla morte di chi li detiene che, nello specifico caso, è avvenuta nell'anno 1893.
Le fotografie a corredo dell'articolo, invece, sono state realizzate direttamente dallo scrivente (GiGhi), presso la Biblioteca di Poggio dei Pini, con una fotocamera digitale NIkon Coolpix L3 da 5,1 Megapixels, in data 23/02/2007.
Le stesse sono tutte ingrandibili cliccandoci sopra.

Manifesto della Fiera delle Arti e delle Culture delle donne capoterresi

Visitatori della ''Fiera'' nel cortile interno di ''Casa Melis''

Foto di gruppo nel cortile interno di ''Casa Melis''

Da sinistra: Maristella, Danilo, Luca e Roberta

OTTIMA RIUSCITA della "FIERA delle ARTI e delle CULTURE delle DONNE CAPOTERRESI"

Ulteriore iniziativa e altro successo dell'attività della Commissione comunale sulle Pari Opportunità (CPO)

(Redazionale, 19/02/2007)
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Grande folla ieri (18/02/07, ndr), alla serata conclusiva della "kermesse" espositiva e convegnistica, svoltasi in tre intense giornate a "Casa Melis", dedicata alla "Fiera delle Arti e delle Culture delle donne capoterresi". Una bella fetta di popolo, di tutte le età ed estrazioni sociali, alla presenza delle massime autorità cittadine (Il Sindaco Giorgio Marongiu ed il suo Vice Francesco Dessì; l'Ass.re alla P.I. e Cultura, Oreste Pili; l'Ass.re alle Politiche Sociali, Marco Zaccheddu; il Consigliere comunale, Giacomo Mallus), del consigliere regionale Maria Grazia Caligaris, ha reso omaggio alla bella iniziativa promossa dalla dinamica "Commissione comunale sulle Pari Opportunità" (CPO), presieduta dalla Dott.ssa Roberta Marcis, consigliere locale dello SdI-Rosa nel Pugno. Accompagnata da altre componenti della Commissione, tra le quali ho riconosciuto le colleghe docenti, Ornella Corda del PdCI e Marinella Pippia di Rifondazione Comunista, ha coordinat